Volume: gli agrumi

Sezione: ricerca

Capitolo: pummelo e pompelmo

Autori: Giuseppe Reforgiato Recupero, Santo Recupero

Il pummelo, specie vera

Il pummelo (C. maxima), insieme al cedro e al mandarino, rappresenta una delle tre specie vere esistenti nel genere Citrus; tutte le altre specie sono ibridi naturali, alla cui formazione spesso ha concorso l’uomo con la diffusione e la concentrazione di individui raccolti da varie aree geografiche. I frutti del pummelo, antico antenato del pompelmo, anche se molto più dolci e meno acidi, raggiungono nel genere Citrus le maggiori dimensioni (sino a 9-10 kg). La loro forma è rotonda o leggermente a pera. La buccia è gialla, spessa ed elastica; la polpa può essere di colore variabile dal giallo al rosso (con diverse gradazioni a seconda della cultivar). I pummeli pigmentati sono simili ai gialli, tranne che per il colore rosso causato dal carotenoide licopene, che varia dal rosa chiaro al rosso intenso. Come il pompelmo, può risultare molto variabile per numero di semi, succosità, dolcezza, anche se generalmente è più dolce; inoltre, quando viene consumato fresco, i segmenti vengono privati delle membrane che li avvolgono. L’albero del pummelo è abbastanza alto (da 5 a 15 m). Le foglie sono di colore verde scuro e coriacee, lunghe 12,5 cm e larghe 6 cm in media. Gli alberi producono grandi fiori bianchi profumati. Il frutto richiede una significativa quantità di calore per diventare dolce e quindi si giova di un clima tropicale o subtropicale. Il pummelo, come il pompelmo, contiene il flavanone naringina, che impartisce un sapore amaro alla polpa.

Origine, tradizioni e aree maggiormente interessate alla coltura
Il pummelo, originario del Sud-Est asiatico, cresce spontaneo sulle rive dei fiumi nelle isole Fiji e Tonga, in Malesia. È anche noto come pamplemousse, pomelo, limone bali, limau besar e, naturalmente, shaddock. Quest’ultimo nome deriva dal fatto che nel 1696 è stato introdotto nelle Barbados dal capitano Shaddock. In Cina i primi riferimenti ai pummeli coltivati risalgono all’epoca della dinastia Zhou (1045-256 a.C.). Attualmente questo agrume è molto coltivato nel Sud (nelle province di Fujian, Guangdong, Guangxi, Hunan, Zhejiang, Sicuan). I cinesi credono che mangiare pummeli porti fortuna e prosperità; infatti il loro consumo è sempre notevole durante il Capodanno cinese, perché si ritiene di buon augurio. È anche molto coltivato nel Sud della Thailandia sulle sponde del fiume Tha Chine, a Taiwan, nel Giappone meridionale (dove viene chiamato buntan o zabon), nel sud dell’India, in Malesia, Indonesia, Nuova Guinea e Tahiti. Inoltre è diffuso nei Caraibi e negli Stati Uniti (California e Florida). Si ritiene che l’introduzione nelle Indie abbia contribuito a un miglioramento delle sue caratteristiche per la presenza di frutti con buccia meno spessa e maggiore succosità. Gli Arabi lo hanno introdotto in Spagna, dove è stato coltivato su piccola scala, ma generalmente il clima europeo troppo freddo è inadatto a stimolare un idoneo grado di maturazione e questa è la principale ragione che ha portato le aree agrumicole europee a trascurare questo agrume. Essendo una specie non apomittica, la propagazione per seme ha portato a un notevole aumento della variabilità. Nel Citrus Variety Collection di Riverside, dove è presente la più vasta collezione di germoplasma agrumicolo esistente al mondo, sotto la voce pummelo sono elencate 64 accessioni che fanno riferimento a 49 diversi biotipi.

Le diverse cultivar


In Cina. Il pummelo Guanxi Honey è coltivato nella Cina sudorientale, nella contea di Pinghe, dove occupa una superficie totale di 300.000 ettari; viene coltivato da più di 500 anni ed è stato usato come tributo all’imperatore. Si tratta di una varietà senza semi, dolce, succosa e sempre caratterizzata da un profumo che ricorda il miele. Il peso del frutto varia da 1,5 a 2 kg. In Cina si trova anche il pummelo Liang Ping Yau, di dimensioni molto grandi. Il frutto, che contiene molti semi, ha forma piriforme, presenta sino a 14 segmenti irregolari ed è molto apprezzato nel Sud-Est asiatico per il particolare aroma. Un’altra varietà molto diffusa è il pummelo Shatianyu, dalla caratteristica forma a pera.

In Giappone. Hirado Buntan’ (Hirado) deriva da un semenzale isolato nella prefettura di Nagasaki, in Giappone. Il frutto è oblato, leggermente depresso e di grandi dimensioni. A maturità la buccia diventa di colore giallo brillante, liscia e lucida. La polpa è di spessore e succosità medi, di buon sapore subacido, debolmente amaro. L’albero è di dimensioni abbastanza grandi, vigoroso, insolitamente tollerante al freddo. Le foglie sono grandi, spesse e largamente alate. Hirado, una delle varietà commerciali più diffuse in Giappone, appartiene ai pummeli a polpa bianca. A volte il colore viene descritto come un pallido giallo-verdastro. In Florida si trova una nuova selezione con la polpa rosa, che si è rapidamente diffusa. Mato Buntan è una cultivar che è stata introdotta dal sud della Cina dapprima a Taiwan, nel 1700, e in seguito in Giappone. È molto popolare sia in Cina sia in Giappone. Il frutto è medio-grande, ricco di semi, di forma variabile da obovoide a piriforme. La polpa è poco acida, di colore giallo-verdastro.

In California. Wainwright è un pummelo coltivato in California, di probabile derivazione cinese. Il frutto, di colore giallo, si sbuccia facilmente e ha un aroma piacevole, anche se contiene molti semi. Chandler è un incrocio effettuato a Riverside (California) tra i pummeli Siamese Sweet e Siamese Pink. In Israele, dove viene chiamato Jaffa Red Pomelo, la sua polpa raggiunge, grazie alle idonee condizioni climatiche, un colore rosso intenso. La polpa è dolce e gradita al consumatore che predilige frutti con bassi livelli di acidità. Pink Pummelo è una cultivar pigmentata appartenente al gruppo thailandese. In California si caratterizza per le qualità interne; anche se il frutto contiene parecchi semi, una ridotta acidità lo rende apprezzabile. Siamese Sweet è stato introdotto negli Stati Uniti nel 1930 dal United States Department of Agriculture (USDA): il frutto non presenta acidità, ma è leggermente amaro. In Thailandia viene raccolto quando perde il colore verde e conservato in casa per alcuni mesi per migliorarne il sapore e la succosità. In California è stato utilizzato nei programmi di incrocio ed è stato uno di genitori di Oroblanco, Melogold e Chandler.

In Indonesia. Pandan Bener e Pandan Wangi sono due varietà coltivate nell’isola di Java, in Indonesia. Entrambe producono frutti oblati o rotondeggianti con polpa pigmentata. Pandan Wangi è più produttiva di Pandan Bener.

In Vietnam e Thailandia. Le principali varietà coltivate in Vietnam sono Da Xanh e Nam Roi, in Thailandia Thong Dee, i cui frutti hanno la polpa leggermente rossastra e in particolari condizioni risultano apireni.

In Malesia. I pummeli coltivati in Malesia a seconda delle caratteristiche vengono classificati nel gruppo thailandese, cinese o indonesiano. Il gruppo thailandese comprende tipi variabili nella forma e solitamente di dimensioni inferiori rispetto agli altri, anche se generalmente sono considerati di qualità superiore; crescono nello stato di Kedah, situato nella parte nordoccidentale della penisola malese. Al gruppo cinese appartengono tipi a polpa bianca con frutti piriformi. La varietà principale, chiamata Shatian, è caratterizzata da un frutto di media grandezza, e cresce negli stati di Johor, Negeri Sembilan e Melaka. Il gruppo indonesiano, estremamente vario, è contraddistinto generalmente da frutti a polpa bianca, a basso contenuto di acidità. Le varietà più comuni sono Tambun White e Tambun Pink.

In Africa. Red Shaddock è una cultivar isolata in Africa a Tambuti (Swaziland). Ha un sapore particolare dovuto a un basso contenuto di acidità. La polpa di Red Shaddock è molto simile a quella del pompelmo Star Ruby, di colore rosso intenso, ma ha molti semi. La buccia è simile a quella di un pompelmo giallo.

A Tahiti. Sarawak, detto anche pummelo Tahiti, rientra tra i pummeli ritenuti di eccellente qualità, anche se poco conosciuti. Questo frutto di piccole e medio-grandi dimensioni ha una buccia liscia, un po’ più sottile di quella di un pummelo tradizionale. I frutti medio-precoci si mantengono bene sulla pianta. La polpa è di colore giallo-verdastro e succosa. Il sapore caratteristico, che ricorda quello della lima, è apprezzato da molti. La pianta è vigorosa.

Il pompelmo

Nonostante la maggior parte degli agrumi sia originaria dell’Asia, il pompelmo rappresenta un’eccezione, in quanto questa specie è stata isolata nell’isola caraibica delle Barbados. Nei Caraibi le prime introduzioni di agrumi si devono a Cristoforo Colombo, e successivamente a inglesi e olandesi; alcuni agrumi (per esempio il pummelo) furono importati dalle isole della Malesia. La prima descrizione scientifica del pompelmo risale al 1837 per opera di J. Macfadyen, che attribuì al “frutto proibito della Giamaica” il nome di Citrus paradisi, accreditandosi per la prima descrizione scientifica del pompelmo. In realtà autori successivi, basandosi sulla forma del frutto semioblata (non piriforme) e sulla presenza del peziolo del pompelmo, ritengono più aderente all’attuale pompelmo la descrizione di un “pompelmo delle Barbados”, rispetto al frutto proibito. Oggi si ritiene che il pompelmo sia derivato da un incrocio naturale di pummelo e arancio dolce. La caratteristica di poliembrionia e la conseguente possibilità di propagazione attraverso semenzali apomittici hanno certamente favorito la conservazione originaria del biotipo. Si distinguono due grandi categorie di pompelmi: a polpa gialla e rosa, che tende e intensificarsi nei climi tropicali sino diventare rosso intenso. L’epoca di raccolta del pompelmo è eccezionalmente lunga, tanto che in alcuni climi può durare tutto l’anno. Dopo aver raggiunto la maturità il frutto si conserva bene sulla pianta e continua a crescere in dimensioni per diversi mesi. Nelle zone in cui la stagione di raccolta inizia nel mese di settembre-ottobre il pompelmo può essere tenuto sulla pianta fino alla fine di aprile.

La storia del miglioramento genetico del pompelmo
Sebbene il pompelmo fosse conosciuto in tutte le Indie occidentali già nel XIX secolo, solo alla fine di questo secolo crebbe la sua importanza commerciale, quando iniziò ad affermarsi in Florida, e a ciò certamente contribuì l’isolamento e la diffusione di Marsh Seedless, la prima cultivar apirena. Successivamente la preferenza del consumatore per le cultivar pigmentate ne ha determinato il declino. Il Foster rappresenta la prima cultivar rosa isolata, che però non è mai diventata popolare a causa dell’elevato numero di semi, anche in conseguenza del successivo isolamento del pigmentato e apireno Thompson. La pigmentazione rosa pallido del Thompson è però limitata esclusivamente alla polpa, per cui questa cultivar è stata a sua volta rimpiazzata dal pompelmo Ruby (Redblush e Ruby Red sono sinonimi), mutazione del Thompson con una maggiore pigmentazione (sia all’interno sia all’esterno). Star Ruby è una cultivar relativamente più recente, ottenuta per irraggiamento dell’Hudson. Lo scopo iniziale era ottenere una cultivar apirena, ma a seguito dell’irraggiamento è stata isolata questa nuova cultivar che, oltre a essere apirena, è anche notevolmente più pigmentata (sia all’interno sia all’esterno). Ray Ruby è una mutazione di Ruby Red con una pigmentazione esterna e interna maggiore, ma comunque minore rispetto a quella di Star Ruby. Rio Red, rilasciato in Texas, è stato anche propagato in Florida e California. Deriva dalla mutazione gemmaria di un clone (chiamato A&L-1-48) di Ruby Red, sottoposto a irraggiamento con neutroni termici. Rio Red produce frutti con un contenuto di licopene simile allo Star Ruby, ma la pianta non presenta gli inconvenienti tipici di questa varietà (sensibilità all’uso degli erbicidi). In Texas Rio Red rappresenta il 70% degli impianti di pompelmo. Una mutazione gemmaria di Thompson chiamata Fawcett Red ha dato luogo a un’altra mutazione detta Henderson, la cui polpa è caratterizzata da un colore più intenso di quella del Ruby. Una selezione nucellare di Henderson è stata rilasciata in Florida nel 1987 con il nome di Flame; ha una pigmentazione simile allo Star Ruby, ma è considerata tollerante al freddo.

Ibridi con il pompelmo

Arancio di Poorman (pompelmo della Nuova Zelanda). Si ritiene possa essere un ibrido con il pummelo e quindi un tangelo naturale. Per via della somiglianza del frutto con quello del pompelmo, viene inserito nell’elenco degli ibridi di pompelmo. È diffuso in Nuova Zelanda perché, a causa della ridotta necessità di calore, può essere coltivato in alternativa al pompelmo.

Oroblanco e Melegold. Derivano dallo stesso incrocio (pummelo acidless CRC 2240 × Marsh Seedless 4x), effettuato a Riverside nel 1958, e sono i primi ibridi triploidi selezionati. Oroblanco rassomiglia al pompelmo, anche se manca del sapore amaro, mentre Melegold è più simile a un pummelo.

Mapo. È un tangelo rilasciato da F. Russo presso il CRA-ACM di Acireale, ottenuto dall’incrocio del mandarino Avana con il pompelmo Duncan. È precoce, ma la presenza di semi ha progressivamente fatto sì che l’interesse per la sua diffusione diminuisse. Altri tangeli che hanno raggiunto una certa diffusione sono l’Orlando e il Minneola, ottenuti dall’incrocio del mandarino Dancy con il pompelmo Duncan.

Chironja. È un ibrido naturale isolato a Portorico nel 1956, con caratteristiche intermedie tra l’arancio e il pompelmo. Il frutto è di dimensioni simili al pompelmo, dal quale si differenzia perché la polpa giallo-arancio manca del sapore amaro. Inoltre, la fruttificazione non è a grappolo, come avviene nel pompelmo.

D-2238. È un ibrido triploide recentemente tenuto in considerazione presso il CRA-ACM. Ottenuto dall’incrocio del clementine Monreal con un pompelmo tetraploide, manifesta una notevole e costante produzione. Il frutto tiene bene sulla pianta, riduce l’acidità prima del pompelmo Marsh Seedless e non possiede il sapore amaro determinato dalla naringina.

Perché il succo di pompelmo è stato preso in considerazione dal consumatore?

L’elevato consumo di succo di pompelmo non può essere esclusivamente attribuito al suo gusto e valore nutritivo. La composizione dei carotenoidi nel pompelmo differisce da quella che si riscontra nella maggior parte dei frutti di agrumi. I carotenoidi nel pompelmo giallo consistono essenzialmente in idrocarburi non colorati come il phytoene, mentre il pompelmo rosso possiede il licopene (lo stesso pigmento presente nel pomodoro), che conferisce il colore rosso, e il beta-carotene, responsabile del colore arancio. In realtà, gran parte dell’entusiasmo che ha promosso il suo uso deriva dalla ricerca medica, che ha suggerito che il succo di pompelmo riduca la formazione di placche aterosclerotiche e inibisca la tumorigenesi della cellula mammaria. È stato dimostrato l’effetto della naringina come antiossidante nello stimolare l’espressione genica degli enzimi maggiormente coinvolti nella riparazione del DNA in cellule tumorali della prostata dopo uno stress ossidativo. Tradizionalmente al succo di pompelmo sono state attribuite le proprietà di antiossidante, antinitrosaminico, antisettico, cardiotonico, disintossicante, ipocolesterolemizzante, sedativo e digestivo. Alla luce delle attività di cui sopra, è stato tradizionalmente ritenuto coadiuvante nei casi di anoressia, ipertrofia prostatica benigna, varie malattie tumorali, diabete, disuria, elevato colesterolo, infezioni batteriche, insonnia.

L’altro lato della medaglia: i casi in cui ne va limitato il consumo

Accanto agli effetti positivi recentemente è stato sottolineato un effetto indesiderato, attribuibile al contenuto di furanocumarine del succo di pompelmo. Le furanocumarine (FC) sono composti chimici organici che hanno mostrato di indurre interazioni potenzialmente pericolose, in quanto incrementano la biodisponibilità di alcuni farmaci. Queste interazioni si basano sull’inibizione dell’enzima intestinale dell’uomo P450 (CYP) 3A4 e sul conseguente aumento dei livelli del farmaco. Le FC più abbondanti sono paradisin C, 6,7-dihydroxybergamottin (6,7-DHB), bergamottin. Dopo l’ingestione di succo di pompelmo le FC inducono il catabolismo di (CYP) 3A4 da parte degli enterociti intestinali e sono necessari 3-4 giorni per il suo ripristino. Pertanto i livelli nel sangue di alcuni farmaci (per esempio le statine, generalmente assunte da chi ha alti livelli di colesterolo) si possono notevolmente incrementare, producendo effetti negativi.

 


Coltura & Cultura