Volume: il pero

Sezione: botanica

Capitolo: origine ed evoluzione

Autori: Carlo Fideghelli

Introduzione

La maggior parte dei botanici ritiene che il genere Pyrus si sia differenziato nel periodo Terziario, nel territorio montagnoso della attuale Cina occidentale; da lì si sarebbe disperso sia verso est sia verso ovest, adattandosi alle diverse condizioni di clima e di territorio, differenziando le specie attualmente conosciute. Vavilov ha individuato due centri di origine primari: A) Cina, dove sono coltivate le specie Pyrus pyrifolia, Pyrus ussuriensis e P. calleryana; B) Medio Oriente (Caucaso, Asia Minore), centro di origine primario del Pyrus communis. È stato segnalato anche un terzo centro (C), secondario, nell’Asia centrale (India nord-occidentale, Afganistan, Tagikistan, Uzbekistan e la provincia cinese di Tian-Shan), dove è presente il P. communis ibridato con P. heterophylla e forme intermedie tra P. communis e P. x bretschneideri. Il genere Pyrus appartiene alla famiglia delle Rosaceae sottofamiglia Pomoideae. Queste ultime hanno un numero base di cromosomi pari a 17, derivato, si ritiene, da un anfidiploide di due forme primitive di Rosaceae, una con numero cromosomico base di 8 e un’altra di 9; tutte le specie del genere Pyrus hanno un numero cromosomico 2n = 34 e solo qualche cultivar di P. communis è nota per essere poliploide.

Caratteristiche botaniche

Il pero è caratterizzato da gemme vegetative (o gemme a legno) e da gemme miste (o gemme a legno e a fiore). Le gemme sono piccole formazioni sporgenti di forma conica od ovale, rivestite di brattee tomentose, dette perule, inserite sui rami all’ascella delle foglie o all’apice dei rami. Le gemme a legno, piccole e coniche, sono solitarie, generalmente provviste di due sottogemme, che rimangono solitamente latenti. Le gemme miste, più grandi e di forma più tondeggiante di quelle a legno, contengono un apice vegetativo e l’abbozzo del corimbo fiorale. Nel pero non esistono gemme esclusivamente a fiore. Il fiore, riunito in grappolo corimbiforme di 5-15 fiori, è ermafrodita con circa 20 stami, 5 petali di colore generalmente bianco, a volte rosato; il calice è persistente nelle specie occidentali, mentre è generalmente caduco nelle specie orientali; il peduncolo, tendenzialmente allungato e ricurvo, può essere più o meno carnoso nelle specie occidentali, non carnoso in quelle orientali. Il genere Pyrus è caratterizzato da diffusa autoincompatibilità e interincompatibilità fattoriale. Il frutto è un pomo, definito anche falso frutto in quanto la parte edule è costituita dal ricettacolo fiorale. La polpa è in prevalenza di colore bianco-crema, ma può essere anche di colore rosso più o meno chiaro. Tipico di molte varietà di P. communis, ma soprattutto delle specie orientali, è la presenza nella polpa di cellule lignificate (sclereidi) che giustificano il nome comune di sand pear (pero sabbia) attribuito al P. pyrifolia. La buccia ha un colore di fondo giallo chiaro, a volte con sovraccolore rosso più o meno intenso e più o meno esteso fino alla totalità della superficie, così come la rugginosità, che è tipica sia di cultivar di P. communis, ma soprattutto di alcune cultivar di P. pyrifolia. La forma del frutto nelle cultivar di P. communis è molto variabile mentre nelle varietà orientali prevalgono la forma ovoidale e quella sferoidale. Le foglie, semplici, hanno forme e dimensioni variabili, sono alterne, con fillotassi 2/5, caduche, con margine crenato-serrato nelle specie euroasiatiche, serrato ad angolo acuto o crenato setoso nelle specie orientali, a volte ondulato. L’albero, a seconda della specie, è un cespuglio spinoso o, come nelle varietà coltivate, un alto fusto, di forma piramidale (da cui, alcuni autori, fanno risalire il nome del genere), alto fino a 20 m e oltre. Le branche sono inserite ad angolo acuto sul fusto principale, la corteccia è fessurata, più o meno rugosa. I rami sono la formazione di 1 o 2 anni che derivano dai germogli lignificati. La principale distinzione è tra rami a legno, rami a frutto e rami misti; i primi sono provvisti di sole gemme a legno o vegetative, i secondi solamente o prevalentemente di gemme miste, mentre i rami misti portano sia gemme a legno sia gemme miste, in misura più o meno equivalente. Particolari tipi di rami a legno sono i succhioni, vigorosi, verticali, inseriti sulle branche o sul fusto, originati da gemme latenti o avventizie e i polloni, originati dalle radici o dalla zona del colletto (la parte di tronco a livello del terreno). I rami a frutto del pero sono il brindillo, la lamburda, la borsa, il ramo misto. Il brindillo è un ramo esile, lungo mediamente da 10 a 30 cm, generalmente con una gemma apicale mista e gemme laterali a legno. Nelle cultivar più fertili anche alcune gemme laterali possono essere miste. La lamburda si distinge in lamburda vegetativa o dardo e in lamburda fiorifera o lamburda vera e propria. La prima è un ramo molto corto (da 1-2, massimo 7-8 cm), tozzo, provvisto di una sola gemma terminale a legno che nell’anno successivo evolverà in lamburda fiorifera provvista di una gemma mista terminale. La lamburda vegetativa può terminare con una spina e, in tal caso, viene più propriamente definita lamburda spinosa o dardo spinoso. La borsa, così chiamata per la forma, deriva dall’ingrossamento della parte basale dell’asse della infiorescenza e porta gemme vegetative che danno origine a dardi, lamburde, brindilli. Proprio nel pero, l’insieme di borse, dardi e lamburde costituisce una formazione che prende il nome di zampa di gallo per l’aspetto caratteristico. Il ramo misto è un ramo di medio vigore, provvisto di una gemma terminale a legno e un numero, più o meno equivalente, di gemme laterali a legno e miste. La fioritura, rispetto al corimbo, è centrifuga, ha una durata di 10-14 giorni e inizia, nel clima temperato mediterraneo, tra la fine di marzo e la seconda decade di aprile. Il ciclo di fruttificazione comincia con la differenziazione a fiore che inizia tra il 20 e il 30 giugno; gli abbozzi dei sepali si evidenziano nella seconda metà di luglio; nella prima metà di agosto si evidenziano gli abbozzi dei petali, seguiti, un mese dopo, dall’abbozzo degli stami; tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre compaiono gli abbozzi dei carpelli e, a metà febbraio, ha inizio la microsporogenesi che precede la fioritura. La maturazione dei frutti inizia a metà giugno nelle cultivar precoci e si completa in inverno nelle cultivar tardive, che si raccolgono a novembre.

Evoluzione

Nella sua evoluzione il P. communis si è ibridato con diverse specie presenti in Asia Minore ed Europa: P. elaeagrifolia, P. salicifolia, P. syriaca, P. nivalis, P. caucasia. Della specie P. communis esiste la forma o varietà botanica pyraster presente anche nell’Italia mediterranea meridionale, che Linneo riteneva fosse la forma selvatica dalla quale si sarebbero poi evolute le varietà coltivate. Anche le varietà coltivate del pero orientale sono probabilmente derivate da ibridazioni naturali tra le diverse specie, in particolare P. pyrifolia, P. ussuriensis e P. betulaefolia. Pyrus x bretschneideri è, tra i vari ibridi naturali, quello più importante dal punto di vista delle varietà coltivate.

Principali specie europee
Le specie europee sono 4, la più importante delle quali è, di gran lunga, Pyrus communis. Tra le altre, Pyrus nivalis e marginalmente Pyrus cordata hanno una loro importanza pratica nella pericoltura attuale.

Pyrus communis

Nativo del sud dell’Europa e dell’Asia Minore. Albero: vigoroso, assurgente, alto fino a oltre 20 m; germogli pubescenti nella fase iniziale di sviluppo, glabri quando maturi. Foglia: prevalentemente oblunga-ovata con apice prominente, venata, di colore verde brillante, margine serrato stretto, denti piccoli e arrotondati. Fiore: corimbo di 4-12 fiori, di colore bianco, contemporaneo alla fogliazione; calice persistente, raramente caduco. Frutto: da medio a grande, di forma molto varia, polpa da croccante a fondente, bianco-crema, raramente rosa-rosso chiaro, frequente la presenza di sclereidi. so: la quasi totalità delle varietà coltivate in Occidente appartiene a questa specie.

Pyrus nivalis

Nativo della zona alpina, è conosciuto anche come pero delle nevi (per la maturazione molto tardiva dei frutti) o pero salvia (per il colore delle foglie tomentose). Albero: di dimensioni più contenute rispetto al P. communis; germogli spessi, fortemente tomentosi, senza spine. Foglia: ellittica-ovale-obovata, cuneata alla base, lunga 5-8 cm, fortemente pubescente o tomentosa sulla pagina inferiore. Fiore: bianco, grande, del diametro di 2,5-4,0 cm. Frutto: da piccolo a medio (2,5-5,0 cm di diametro), piriforme arrotondato-globoso, di sapore acidulo, dolce solo quando ammezzito. Uso: è utilizzato prevalentemente per la produzione del vino di pere, noto come perry, soprattutto in Inghilterra e in Francia, ma anche in Austria e, in modeste quantità, anche in Italia (Friuli). È altresì impiegato come pianta ornamentale e come portinnesto nanizzante.

Pyrus cordata

Specie presente in Inghilterra, Bretagna, Spagna e Portogallo. Albero: cespuglioso e spinoso, rami dalla caratteristica corteccia di colore rossastro. Frutto: medio-piccolo, globoso o turbinato. Uso: produzione di sidro e portinnesti di vigore contenuto.

Principali specie circum-mediterranee
Delle 16 specie circum-mediterranee, Pyrus amygdaliformis, Pyrus elaeagrifolia e Pyrus longipes sono le più importanti. Pyrus amygdaliformis Diffuso nei Paesi dell’Europa mediterranea, compresi i Balcani fino alla Bulgaria. È ritenuta una specie progenitrice di varietà attualmente coltivate. Uso: per la sua resistenza alla siccità è utilizzato come portinnesto nei terreni ciottolosi non irrigui, siccitosi.

Pyrus elaeagrifolia

Originario dei Balcani, Caucaso, Iran e Ucraina. Albero: di medie dimensioni, spinoso. Foglia: lanceolata, dai riflessi argentei. Frutto: abbastanza grande, globoso e turbinato, polpa succosa. Uso: è utilizzato nei programmi di miglioramento genetico ibridato con P. communis per il carattere di succosità della polpa. La pianta, per il colore argenteo della foglia, è anche utilizzata come pianta ornamentale.

 

Pyrus longipes

Spontaneo in Algeria lungo i torrenti, a un’altitudine intorno ai 500 m sul livello del mare. Frutto: piccolo, verde o marrone-rugginoso, non edule. Uso: localmente è utilizzato come portinnesto in terreni ciottolosi e aridi per la sua resistenza alla siccità.

Principali specie asiatiche medio-orientali
Due sono le specie che attualmente hanno un certo interesse: Pyrus pashia e Pyrus salicifolia.

Pyrus pashia

Originario dell’Himalaya e aree circostanti (Afganistan, Pakistan, Cina meridionale, Indocina). È noto anche come pero dell’Himalaya. Albero: alto 10 m e più, spinescente. Foglia: da ovata a oblunga, margine crenato. Fiore: bianco e di diametro di 2,5 cm, con 3-5 stili. Frutto: di dimensioni medio-piccole (lungo 2,5 cm), subgloboso, buccia rugginosa, marrone. Uso: l’uso principale è come portinnesto.

Pyrus salicifolia

Conosciuto anche come pero a foglia di salice, nativo del Caucaso, Turchia e Iran. Albero: di piccole dimensioni di cui esistono tipi inermi e tipi spinosi. Foglia: tipica, saliciforme. Frutto: medio, rotondo e piriforme. Uso: la varietà botanica pendula è utilizzata come pianta ornamentale. Per la sua rusticità e adattabilità a zone caldo-aride è utilizzato, localmente, anche come portinnesto.

Principali specie asiatiche orientali
È il gruppo più numeroso. Le specie di maggiore interesse commerciale sono Pyrus pyrifolia, Pyrus ussuriensis, Pyrus x bretschneideri. Altre specie di una certa importanza sono Pyrus betulaefolia, Pyrus calleryana, Pyrus kawakamii.

Pyrus pyrifolia

Originario della Cina centrale e orientale, Corea, Giappone. È conosciuto anche come Sand Pear (pero sabbia) per la grande quantità di sclereidi nella polpa o Nashi. Albero: alto fino a 15 m, pressoché glabro. Foglia: ovata o lungo-acuminata, margine serrato-setoso. Fiore: bianco, del diametro di 2,5-4,0 cm, calice caduco, fiorisce con la fogliazione o appena prima. Frutto: da medio a grande, maliforme, la buccia può essere completamente rugginosa, marrone o verde chiaro. Polpa croccante, poco aromatica, zuccherina, dissetante. Uso: la maggior parte delle varietà coltivate in Cina, Corea e Giappone appartiene a questa specie.

Pyrus ussuriensis

Nativo e coltivato nelle province nord-orientali della Cina. Albero: alto 10 m e oltre, molto resistente al freddo e ad Erwinia amylovora. Foglia: con margine setoso-serrato. Fiore: con calice persistente, caratteristica che lo distingue dalla maggior parte delle specie orientali. Frutto: del diametro di 2,5-4,0 cm, globoso, buccia giallo-verde, polpa tenera, con poche sclereidi. Uso: per la produzione di frutta nelle aree più fredde dell’Asia, come portinnesto per le stesse caratteristiche e come fonte di resistenza genetica al fuoco batterico causato da E. amylovora.

Pyrus × bretschneideri

Originario della Cina, da un’ibridazione naturale tra P. ussuriensis × P. betulaefolia. Noto anche come pero bianco cinese. Albero: vigoroso, alto fino a 8-10 m, resistente al freddo e al colpo di fuoco batterico. Foglia: ovata o ellittica-ovata con base ampio-cuneata, margine serrato stretto, denti setosi, acuminati. Fiore: con calice caduco. Frutto: di dimensioni medie, maliforme o piriforme, buccia giallo chiaro o marrone, polpa croccante con poche sclereidi, di buona qualità. Uso: alcune delle più importanti cultivar cinesi appartengono a questa specie che è anche usata come portinnesto per la rusticità e la resistenza al freddo.

Pyrus betulaefolia

Nativo della Cina fino al nord dell’Indocina. Albero: alto 6-7 m, senza spine, con fogliame verde pallido che ricorda la betulla. Foglia: ovata-acuminata, cuneata alla base, lunga 4-7 cm, verde brillante la pagina superiore, leggermente tomentosa la pagina inferiore, margine serrato con dentatura più o meno stretta, picciolo lungo. Fiore: bianco, 1,2-1,3 cm di diametro, con 2-3 stili, calice caduco. Frutto: piccolo (1,2-1,3 cm di diametro), globoso o subgloboso, buccia rugginosa, marrone, punteggiata. Uso: prevalentemente come pianta ornamentale e anche come portinnesto, per la sua adattabilità a diverse condizioni climatiche, compresa la resistenza al freddo, e per la precocità di fruttificazione che induce.

Pyrus calleryana

Originario della Cina centro-orientale, Corea e Giappone meridionale. Albero: vigoroso, alto 8-10 m, molto resistente al colpo di fuoco batterico e all’afide lanigero. Foglia: piccola, ovata, arrotondata alla base, globosa, margine crenato-serrato, più simile ai Pyrus euroasiatici che a quelli orientali. Fiore: bianco, di diametro da 2 a 2,5 cm, con 2 stili, raramente 3, e circa 20 stami, globoso, calice caduco. Frutto: piccolo, 1-1,2 cm di diametro, globoso, marrone punteggiato chiaro, peduncolo sottile. Uso: pianta ornamentale, raramente usata come portinnesto per la cattiva affinità di innesto, soprattutto con le specie orientali.

Pyrus kawakamii

Nativo della parte tropicale e subtropicale della Cina. Albero: vigoroso, alto 8-10 m, molto resistente al colpo di fuoco batterico, praticamente sempreverde. Foglia: piccola, ovata, arrotondata alla base, globosa. Fiore: bianco, del diametro di circa 2 cm, con 3-4 stili. Frutto: piccolo (1-1,2 cm di diametro), globoso, marrone punteggiato chiaro. Uso: è un valido portinnesto del pero nelle zone subtropicali, per la sua elevata resistenza all’Erwinia amylovora.

Principali stadi fenologici secondo Fleckinger

La conoscenza della fenologia è importante per una corretta lotta antiparassitaria (sia che si tratti di malattie sia di parassiti animali), nonché per gli interventi di tecnica colturale (potatura secca e verde, concimazione, irrigazione) e per eventuali trattamenti ormonali (allegagione, diradamento dei frutti).


Coltura & Cultura