Volume: gli agrumi

Sezione: storia e arte

Capitolo: musica

Autori: Paolo Inglese

Gli agrumi hanno una loro piccola storia “musicale”. Dalla lirica al pop, alla canzone napoletana è tutto un fiorire di zagara e una lirica sul paesaggio degli agrumi. Nella Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni (1890), dopo il canto introduttivo di compare Turiddu, albeggia ed è il coro d’introduzione delle donne contadine a cantare, prima ancora di entrare in scena:
Gli aranci olezzano / sui verdi margini, cantan le allodole / tra i mirti in fior; tempo è si mormori / da ognuno il tenero canto che i palpiti / raddoppia al cor.

Così, con il profumo di aranci, gli autori del libretto, G. Menasci e G. Targioni-Tozzetti, introducono lo spettatore nell’atmosfera magica e misteriosa della campagna siciliana. Pochi anni dopo, sono ancora il “giardino” di aranci e il profumo della loro zagara a essere protagonisti di una delle più famose e più cantate canzoni italiane, vera regina della canzone napoletana; si tratta di Torna a Surriento (G. De Curtis ed E. De Curtis, 1904):
Vide ’o mare quant’è bello! / Spira tantu sentimento. Comme tu a chi tiene mente / Ca scetato ’o faje sunnà. Guarda, gua’ chistu iardino; / Siente, sie’ sti sciure arance. Nu prufumo accussì fino / Dinto ’o core se ne va...

La zagara di agrumi, questa volta, assurge a simbolo della “terra dell’amore”. È poi il limone a diventare protagonista della musica d’autore italiana. Nel maggio del 1960 i “Due corsari”, all’anagrafe Giorgio Gaber ed Enzo Jannacci, antesignani del “rock demenziale” incidono, per la casa discografica Ricordi, il 45 giri Una fetta di limone, nel quale “una fetta di limone nel tè” è l’unico desiderio a fronte delle proposte di una “Signora”, della quale si rifiutano

baci, amore, languidi sorrisi, palazzi, ricchezze e carezze Ma visto che tu insisti nel farmi le proposte, ti dirò, qualcosa c’è che desidero da te... Una fetta di limone, una fetta di limone, una fetta di limone, una fetta di limone nel tè.

 

Un altro grande della canzone d’autore italiana celebra il limone, questa volta sotto forma di gelato. È Paolo Conte che nella sua Gelato al limon, dall’omonimo album pubblicato da RCA nel 1979, immagina, forse come unico sollievo di una triste e calda estate cittadina, di offrire in dono a una donna che sta entrando nella sua vita “con una valigia di perplessità”:
Un gelato al limon, gelato al limon, gelato al limon sprofondati in fondo a una città un gelato al limon è vero limon. Ti piace? Mentre un’altra estate se ne va… e ti offro l’intelligenza degli elettricisti così almeno un po’ di luce avrà la nostra stanza negli alberghi tristi dove la notte calda ci scioglierà. Come un gelato al limon, gelato al limon, gelato al limon.

E infine, il limone è il protagonista di Lemon che, nel 1983, è parte di Zooropa, ottavo album degli U2:
See through in the sunlight She wore lemon But never in the daylight… She wore lemon to colour in the cold grey light She had heaven and she held on so tight

Nel 1972, nell’album che porta il suo nome, è la volta di Fabrizio De Andrè. Nei Verdi pascoli viene descritto il paradiso secondo gli Indiani d’America, con molta libertà e divertimento. E il testo inizia proprio con degli strani agrumi:
Gli aranci sono grossi / i limoni sono rossi lassù, lassù nei verdi pascoli / ogni angelo è un bambino sporco e birichino / lassù, lassù nei verdi pascoli.

C’è gloria anche per i mandarini, icona del mondo psichedelico dei Beatles che nel 1967 incidono forse il più straordinario e onirico dei loro album: Sgt Pepper’s and Lonely Hearts Club Band, all’interno del quale, Lucy in the Sky with Diamonds diviene immediatamente icona del nascente rock psichedelico, con testo e musica che rimandano alle atmosfere surreali e sognanti di L. Carrol:
Picture yourself in a boat on a river with tangerine trees and marmalade skyes

E, infine, è ancora il limone a essere rimedio di giorni tristi nella melodica Lemon Tree dei Fool’s Garden (1995):
And all that I can see is just Another lemon tree

 


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