Volume: il pesco

Sezione: ricerca

Capitolo: miglioramento varietale

Autori: Elvio Bellini, Laura Natarelli

Classificazione varietale

Il pesco (Prunus persica) è una specie caratterizzata da un ampio assortimento varietale, in continua evoluzione; pertanto, per poter classificare le numerose cultivar presenti sul mercato, si utilizzano principalmente alcuni caratteri pomologici del frutto, in particolare la tomentosità, il colore della buccia e della polpa, che consentono di suddividere i frutti nei seguenti 5 gruppi pomologici: pesche a polpa gialla, pesche a polpa bianca, nettarine a polpa gialla, nettarine a polpa bianca, percoche. Le cultivar vengono inoltre classificate sulla base di: – epoca di fioritura: molto precoci, precoci, intermedie, tardive e molto tardive; – epoca di maturazione: extraprecoci, precoci, intermedie, tardive e molto tardive; – fabbisogno in freddo: molto limitato, limitato, medio, elevato, molto elevato; – tipo di utilizzo del frutto: consumo diretto o fresco, trasformazione industriale; – morfologia della pianta: portamento dell’albero (assurgente, aperto, pendulo, colonnare, compatto ecc.); taglia dell’albero (elevata, media, ridotta, nana). Inoltre nell’ambito dei peschi ornamentali le piante possono essere distinte per il fiore (dimensione, colore, numero di petali ecc.); per il fogliame (dimensione, colore, lembo ecc.). Per una descrizione dettagliata delle diverse cultivar, si fa ricorso alle “schede agro-bio-pomologiche”, che generalmente risultano suddivise in sezioni sulla base dei caratteri agronomici e biologici dell’albero, delle foglie, dei fiori e del frutto.

Panorama varietale

Nel nostro Paese la peschicoltura rappresenta una delle produzioni frutticole primarie, sebbene sia da registrare una costante diminuzione della superficie investita, particolarmente evidente per il pesco e più contenuta per le nettarine. Da evidenziare anche un cambiamento nella distribuzione territoriale, che ha visto espandersi la coltivazione nelle aree meridionali a fronte di una flessione non compensata nelle aree centro-settentrionali. Molto ampio risulta essere l’assortimento varietale, che copre un calendario di maturazione di oltre 6 mesi, avendo inizio alla fine di aprile con i frutti provenienti dalla coltura protetta, e termine anche in novembre con le cultivar locali siciliane. Nel Meridione si producono soprattutto pesche precoci e precocissime e la quasi totalità delle percoche, mentre al Nord sono presenti le cultivar a maturazione media e tardiva, con una netta prevalenza delle nettarine. L’elevato numero di novità varietali, provenienti costantemente da tutto il mondo, ha costituito indubbiamente un forte impulso nella realizzazione dei nuovi impianti dove, accanto alle tipologie standard, si ritrovano differenti tipologie pomologiche sotto il profilo gustativo, per consistenza della polpa, forma del frutto, colore della buccia e scalarità di maturazione. Le nuove introduzioni riguardano soprattutto le pesche e le nettarine a polpa gialla, mentre poche sono ancora le nuove cultivar a polpa bianca, soprattutto a causa della scarsa consistenza e resistenza alle manipolazioni dei frutti, nonostante le ottime caratteristiche gustative. La peschicoltura italiana vive una realtà produttiva di buoni livelli quantitativi e qualitativi: le produzioni di frutti sono di elevato standard commerciale e alcune regioni italiane hanno ottenuto marchi di riconoscimento europeo di qualità. La ripartizione produttiva per regione vede al primo posto l’Emilia-Romagna, dove pesche e nettarine hanno ottenuto il marchio di Indicazione Geografica Protetta (IGP) con Regolamento UE n. 2081/92 e successive modifiche del 1997. Altre aree produttive che hanno ottenuto un riconoscimento sono la Pesca di Cuneo, Piemonte PAT (Prodotto Artigianale Tradizionale); mentre in corso di attuazione sono i riconoscimenti per la Pesca di Leonforte in Sicilia (IGP) e altre aree peschicole.

Liste di Orientamento Varietale in Frutticoltura

Il Progetto MiPAAF - Regioni, “Liste di Orientamento Varietale in Frutticoltura”, si prefigge lo scopo di fornire al frutticoltore dati oggettivi sul comportamento delle principali cultivar di pesco, nettarine e percoche, attraverso la loro valutazione in campi sperimentali dislocati nelle principali aree frutticole italiane. Annualmente sono in valutazione oltre 250 cultivar; di queste, 94 (32 di pesco a polpa gialla, 16 di pesco a polpa bianca, 28 di nettarine a polpa gialla, 9 di nettarine a polpa bianca e 9 di percoche) vengono consigliate per il 2007; 47 sono in corso di sperimentazione; ben 113 sono state valutate negativamente. Di seguito si ritiene opportuno riassumere gli orientamenti varietali scaturiti dalle 15 Unità Operative che costituiscono il Gruppo di lavoro nazionale del MiPAAF per il pesco; le caratteristiche agro-pomologiche delle cultivar ritenute più interessanti vengono riassunte in seguito nel paragrafo “Profili descrittivi”.

Cultivar di pesche a polpa gialla
Le pesche gialle rappresentano il gruppo numericamente più consistente e mostrano un buon grado di adattamento alle diversificate condizioni ambientali della nostra penisola. Le cultivar in lista sono 32 e ben si adattano nelle aree meridionali; di queste, 18 sono invece state scartate al Nord e 6 al Centro. L’assortimento varietale, saggiato dal Progetto nel 2007, copre un calendario di maturazione molto esteso, che inizia nella prima metà del mese di maggio e termina ai primi di ottobre.

Cultivar a maturazione extraprecoce e precoce. Il calendario di maturazione si apre con Rich May* (–37 giorni rispetto a Redhaven) con inizio di maturazione il 15 luglio al Centro-Nord, apprezzata soprattutto al Sud per precocità di raccolta, buona e costante produttività, adeguata colorazione ed elevata consistenza dei frutti; immediatamente dopo matura Françoise® (–35), di interesse solo negli ambienti del Centro-Sud Italia. Seguono Maycrest® (–31), cultivar notissima e ancora ampiamente diffusa per buona produttività e rusticità dell’albero; Lolita* (–30), con frutti di consistenza e caratteristiche organolettiche buone al Centro-Sud; Springcrest (–26), rustica e produttiva; Spring Lady®* (–25), scartata al Nord per produttività insufficiente; quindi Crimson Lady* (–24) e Springbelle* (–23), con buone caratteristiche pomologiche dei frutti. Dopo pochi giorni troviamo Rubirich®* (–17), che si distingue per le caratteristiche esteriori dei frutti di buona pezzatura, molto attraenti e scarsamente tomentosi. Royal Glory®* (–7), cultivar subacida di introduzione relativamente recente, si mostra interessante in modo particolare al Sud per l’elevata produttività e la qualità dei frutti. Chiude il periodo precoce Flavorcrest (–3), ancora molto apprezzata nel Centro-Sud, dove trova i suoi punti forti in produttività, pezzatura, sapore e consistenza dei frutti; mentre al Nord mostra una produttività incostante a causa della sensibilità alle gelate primaverili.

Cultivar a maturazione intermedia. In questo periodo alla cultivar di riferimento Redhaven, diffusa per produzioni biologiche al Nord grazie alla buona produttività e rusticità dell’albero, seguono: Vistarich®* (+1), che, sebbene dotata di buoni standard pomologici, denuncia una scarsa produttività, soprattutto al Nord; Red Moon* (+3), dotata di pregevoli caratteri pomologici complessivi, ma scartata al Sud per scarsa pezzatura e presenza di scatolato; Rich Lady* (+3), apprezzata per alcuni caratteri pomologici, quali colorazione, forma, consistenza e sapore della polpa, ma con albero di difficile gestione e incostante nella produzione. Subito dopo troviamo Maria Marta* (+9) e Summer Rich* (+10), pesche tradizionali molto produttive, interessanti per il Centro-Sud, che hanno il loro punto di forza nella buona pezzatura e nel sapore dei frutti; mentre tra quelle di introduzione più recente emerge Diamond Princess* (+11), che rivela ottime caratteristiche pomologiche e garantisce produttività costante in tutti gli ambienti. Nell’ultima parte del periodo maturano Romestar (+19) ed Elegant Lady®* (+20), che si fanno apprezzare per l’aspetto e il sapore dei frutti, anche se al Nord, talvolta, presentano produttività incostante. Contemporaneamente matura la vecchia Suncrest (+20), dimostratasi adatta per produzioni biologiche; subito dopo si inserisce Symphonie* (+22), che presenta produttività elevata e costante, buone caratteristiche pomologiche, ma richiede un diradamento preciso e tempestivo per ottenere una buona pezzatura. Infine Zee Lady®* (+25), con buone caratteristiche pomologiche, ma produttività incostante, pezzatura disforme e scarsa su rami misti deboli.

Cultivar a maturazione tardiva e molto tardiva. Il gruppo di queste cultivar è ancora imperniato su poche “certezze”, essenzialmente rappresentate da Fayette, O’Henry® e Guglielmina. Fayette (+31), affidabile sul piano produttivo, rimane ancora la cultivar di riferimento, anche se l’aspetto del frutto non è più pienamente rispondente alle moderne esigenze. Segue Summer Lady®* (+34), che mostra buone caratteristiche pomologiche, ma produttività incostante e frutti di forma irregolare. Dopo circa una settimana si raccoglie O’Henry® (+42), molto produttiva e pomologicamente ancora valida soprattutto al Centro-Sud. Poco dopo maturano: Gilda Rossa* (+48), che, sebbene produttiva, è scartata al Nord dove risultano insufficienti pezzatura e sapore; Red Star* (+50), che non soddisfa pienamente nella colorazione e nella forma del frutto; Guglielmina (+51), che, nonostante la sensibilità alla monilia, viene giudicata positivamente in tutti gli ambienti per la produttività elevata e per le eccellenti e particolari caratteristiche organolettiche del frutto. Chiudono il periodo tardivo Lucie (+60) e Red Late (+63), che rimangono valide solo per il Sud; infine, Fairtime (+68), anch’essa adatta al Sud, di buona produttività e pezzatura, migliorabile nel sovraccolore con adeguate potature verdi.

Cultivar di pesche a polpa bianca
Le pesche a polpa bianca, soprattutto quelle subacide, stanno attraversando nel nostro Paese un momento di crisi. Lo scarso interesse verso questa tipologia è determinato, oltre che da un’evidente inferiorità a livello agronomico e pomologico rispetto alle pesche gialle, da una maggiore sensibilità ai patogeni e, in gran parte, dalla scarsa resistenza alle manipolazioni e ai trasporti. Nonostante negli ultimi anni siano state introdotte numerose cultivar subacide, attraenti e di buona consistenza, esse hanno avuto limitata diffusione, poiché non sempre tali novità sono portatrici di qualità organolettiche apprezzate dal consumatore. A conferma di ciò lo scarso numero delle cultivar in lista, solo 15 per il 2007, non riesce a coprire completamente il calendario di maturazione di questo gruppo, che si estende per circa tre mesi e mezzo, a partire dalla metà di maggio.

Cultivar a maturazione extraprecoce e precoce. Nel periodo extraprecoce, Primerose® (–40) riesce a esprimere al Sud sufficienti caratteri pomologici; pochi giorni dopo matura White Crest® (–36), apprezzata al Centro-Sud per la produttività soddisfacente e per la buona colorazione dei frutti. Dopo circa 2 settimane si raccoglie Hermione®* (–22), scartata al Nord per qualità pomologiche insufficienti e apprezzata al Sud per produttività, pezzatura e colorazione dei frutti; analogamente, Alexandra® (–19) trova consensi solo al Sud, dove esprime buona produttività e pezzatura dei frutti; mentre la “vecchia” Iris Rosso (–10), che chiude il periodo, trova estimatori specialmente al Nord, giacché al Centro spesso evidenzia la presenza di frutti scatolati e al Sud non riesce a raggiungere una sufficiente colorazione della buccia.

Cultivar a maturazione intermedia. Nel periodo intermedio, troviamo la notissima Maria Bianca (+6), apprezzata specialmente al Centro-Sud per produttività e caratteristiche pomologiche, anche se in alcune aree del Sud non riesce a soddisfare il fabbisogno in freddo e il sovraccolore, a volte, è insufficiente. Poco dopo matura Greta* (+10), cultivar produttiva, con frutti di buona pezzatura, ben sovraccolorati e di eccellente sapore; fa seguito Maria Rosa (+19), di produttività e pezzatura media ma costante, di buon sapore, scartata al Nord per aspetto e tenuta insufficienti. Conclude il periodo Benedicte® (+22), interessante per l’elevata produttività, ma con alcuni limiti sotto il profilo pomologico.

Cultivar a maturazione tardiva. In epoca tardiva, si segnalano Tendress®* (+28), valutata positivamente al Centro-Nord, e Maria Angela (+35), con frutti di ottimo sapore, pezzatura e consistenza, scartata al Nord per scarsa sovraccolorazione. Accomunate da scarso sovraccolore, seguono: Maria Delizia (+37), che riscuote giudizi positivi sia per la produttività sia per le caratteristiche organolettiche; Regina Bianca (+39), che trova consensi sia al Nord sia al Sud in virtù di una buona e costante produttività nonché favorevoli caratteri pomologici come la pezzatura e il sapore. Dopo un lungo periodo di vuoto, si inserisce Douceur®* (+52), cultivar subacida e di buon sapore, scartata al Centro; quasi contemporanee sono Gladys®* (+53) e Regina di Londa (+57), entrambe diffuse nel Centro-Sud per la buona produttività, la grossa pezzatura e le eccellenti caratteristiche organolettiche dei loro frutti.

Cultivar di nettarine a polpa gialla
Il gruppo delle nettarine a polpa gialla è contraddistinto da una vasta gamma di cultivar, molte delle quali caratterizzate da eccellenti standard agro-pomologici, che hanno trovato una piena valorizzazione in diverse regioni italiane, nelle quali hanno raggiunto, e in qualche caso superato, i livelli produttivi delle pesche. L’introduzione di novità varietali appartenenti a questo gruppo ha consentito di ampliare il calendario di maturazione, portandolo a oltre 4 mesi. Al Progetto, attualmente, afferiscono 28 cultivar di nettarine a polpa gialla che maturano nell’arco di circa 120 giorni, a partire da metà maggio.

Cultivar a maturazione extraprecoce e precoce. La prima cultivar di questo periodo è Gran Sun* (–31), a fioritura precoce e quindi da destinare in aree non soggette a gelate, scartata al Centro e al Nord per caratteri pomologici insufficienti; successivamente troviamo Rose Diamond (–23) e Rita Star®* (–19), interessanti per produttività e buona colorazione dei frutti. Subito dopo matura Laura* (–16), scartata al Centro e al Nord, ma di riferimento al Sud, grazie alla produttività elevata e alla buona pezzatura dei frutti; a una certa distanza si inseriscono Ambra* (–13) e Supercrimson® (–11), entrambe cultivar molto rustiche, produttive, con frutti attraenti. Dopo una settimana, matura la nota Big Top®* (–5), che presenta eccellenti caratteristiche pomologiche e buona produttività al Centro-Sud. Chiudono il periodo Spring Red® (–2) e Spring Bright* (+1), interessanti per alcuni caratteri pomologici, anche se la prima denuncia lieve presenza di scatolato, mentre la seconda pezzatura non sempre adeguata al Sud.

Cultivar a maturazione intermedia. In questo arco di maturazione si collocano le migliori nettarine per caratteristiche produttive e pomologiche. All’inizio del periodo maturano Maria Laura (+4) e Maria Carla (+7), entrambe scartate al Nord, ma apprezzate negli altri areali per sapore e pezzatura. Tra queste si inserisce Independence (+6), vecchia cultivar ancora valida per la produttività, sebbene le caratteristiche dei frutti non siano più adatte alle attuali esigenze di commercializzazione. Tra le nuove introduzioni si distingue Diamond Ray* (+10), sia per la produttività sia per la qualità dei suoi frutti; segue Ruby Grand (+15), scartata al Nord, con buona produttività e pezzatura dei frutti, ma carente per altri caratteri pomologici. Stark RedGold® (+20), Nectaross (+22) e Maria Aurelia (+26) riconfermano ovunque le eccellenti caratteristiche agronomiche e pomologiche; chiudono il calendario Venus (+28) e Orion (+30), entrambe molto produttive, con frutti di grossa pezzatura e sapore.

Cultivar a maturazione tardiva. In epoca tardiva, emergono: Sweet Red® (+33), che conferma eccellenti risultati in tutti gli ambienti; Maria Dolce* (+34), che si è dimostrata affidabile per l’aspetto produttivo nelle diverse aree e che fornisce frutti molto serbevoli e di grossa pezzatura dal tipico sapore “gusto miele”; Sweet Lady* (+36), interessante per i caratteri di pregio dei frutti, ma sensibile a monilia e incostante nella produzione al Nord; Lady Erica® (+46), di sapore subacido, buona consistenza e produttività. Successivamente, maturano Morsiani 90® (+52) e August Red (+55), entrambe produttive, con frutti di grosso calibro, ma di sapore e sovraccolore scarsi la prima e suscettibile a monilia la seconda. Chiudono il calendario la vecchia Fairlane (+60), produttiva solo al Sud; Max® 7* (+61), apprezzata per produttività, pezzatura e forma dei frutti; California (+64), dotata al Sud di buona produttività e pezzatura dei frutti, ma scartata al Centro e al Nord per contenuti interni insufficienti.

Cultivar di nettarine a polpa bianca
Nell’ambito del gruppo delle nettarine a polpa bianca si assiste a uno scarso interesse sia da parte dei costitutori, i quali negli ultimi anni hanno proposto pochissime novità ritenute di pregio, sia da parte dei consumatori, che non sembrano particolarmente attratti da questa tipologia di frutto. Ciò è confermato anche dal numero delle cultivar in lista nel Progetto, che sono soltanto 9, tutte caratterizzate da buoni standard pomologici esterni, ma spesso con mediocre qualità gustativa; peraltro queste cultivar occupano un arco di maturazione di appena due mesi.

Cultivar a maturazione precoce. In questo periodo non si rilevano cultivar particolarmente interessanti; infatti, Early Silver* (–22) presenta produttività incostante, forma dei frutti irregolari e sapore insufficiente; Silver King®* (–15), di buona produttività al Sud, è di scarso interesse al Nord e al Centro per qualità pomologiche insufficienti. Seguono Jade®* (–8) e Caldesi 2000* (–6), entrambe produttive, sebbene la prima sia da valutare meglio per la costanza produttiva e presenti una pezzatura insufficiente, mentre la seconda sia caratterizzata da forma del frutto irregolare, presenza di scatolato e rugginosità.

Cultivar a maturazione intermedia. Il periodo si apre con Emeraude®* (+6), promettente per la buona produttività, la pezzatura, il sovraccolore e il sapore dolce dei frutti. Dopo un periodo vacante di circa 2 settimane, si inserisce Caldesi 2010* (+22), interessante per alcuni caratteri pomologici quali la grossa pezzatura, il sovraccolore brillante e l’ottimo sapore, ma di produttività incostante, nonché pezzatura e forma irregolari. Infine, dopo circa altre 2 settimane di vuoto, matura Silver Giant (+35), valida per buona pezzatura, estensione del sovraccolore, consistenza e sapore dei frutti, ma caratterizzata da produttività incostante al Nord, nonché forma allungata e asimmetrica dei frutti.

Cultivar a maturazione tardiva e molto tardiva. Essenzialmente nel periodo tardivo e molto tardivo è alquanto sentita la mancanza di valide cultivar di nettarine a polpa bianca. Infatti, le uniche due cultivar presenti in lista, Silver Moon* (+40) e Caldesi 2020* (+59), sono state scartate al Nord, in quanto non sempre garantiscono caratteristiche organolettiche sufficienti. Cultivar di percoche Il panorama varietale delle percoche è stabile da molti decenni e non s’intravede, a breve-medio termine, l’inserimento in valutazione di nuove cultivar dotate di caratteristiche complessive pienamente rispondenti alle esigenze dell’industria di trasformazione. Escludendo il Sud Italia, in cui tutte le 13 cultivar saggiate hanno riportato generalizzati consensi, anche in considerazione della loro peculiare destinazione, cioè il consumo fresco, possiamo notare che, al Centro e soprattutto al Nord Italia, la gamma varietale giudicata del tutto valida si è assottigliata fortemente.

 

Cultivar a maturazione precoce. A questo gruppo appartengono alcune cultivar che sono apprezzate esclusivamente nell’Italia centro-meridionale e Insulare segnatamente per il consumo fresco; si tratta di Jonia (–29), Egea (–22), Federica (–9) e Tirrenia (–2), tutte caratterizzate da buona produttività e buone caratteristiche organolettiche, ma spesso penalizzate da standard pomologici incompatibili con la trasformazione quali: pezzatura insufficiente, forma irregolare, elevata incidenza di frutti scatolati e scarsa consistenza della polpa a maturazione. Appartiene a questo gruppo Romea (0), apprezzata anche nelle aree del Nord Italia, dove si differenzia dalle altre per una maggiore regolarità e uniformità nella forma, per la migliore pezzatura del frutto, se ben diradata, e per le caratteristiche qualitative che la rendono idonea, in misura maggiore delle precedenti, alla trasformazione industriale.

Cultivar a maturazione intermedia. Nel periodo intermedio, troviamo Villa Adriana (+3), Loadel (+5) e Villa Doria (+9), tutte scartate al Nord per caratteri pomologici insufficienti, ma interessanti nel Centro-Sud per produttività e pezzatura dei frutti, idonei al consumo fresco. Seguono: Carson (+15), apprezzata soprattutto al Sud per il buon sapore; Bowen (+26), scartata al Nord, ma valida nelle altre aree per produttività, pezzatura e consistenza della polpa; Andross (+32), unanimemente reputata come la cultivar più valida per l’industria di trasformazione, anche se al Sud viene utilizzata per il consumo fresco.

Cultivar a maturazione tardiva. In epoca tardiva, si segnalano soltanto due cultivar: Jungerman (+36), che si presenta valida in quasi tutti gli ambienti, sia per l’elevata produttività e le pregevoli caratteristiche organolettiche, sia per la polpa particolarmente idonea alla trasformazione industriale; Babygold 9 (+43), tuttora valida per l’industria, scartata al Nord, ma apprezzata in maniera particolare al Sud dove, in genere, è destinata al consumo fresco.

Cultivar di recente costituzione

Nell’ultimo decennio (1998-2008) è stata costituita e diffusa una grande quantità di cultivar di pesche e nettarine, che si contraddistinguono per epoca di maturazione (da extra precoce a molto tardiva), nonché per caratteristiche bio-agronomiche e pomologiche molto differenti. I risultati più significativi, conseguiti in questi ultimi anni in Europa e nel mondo, riguardano l’ottenimento di nuove cultivar caratterizzate da elevata qualità organolettica; nuove tipologie di frutto; cultivar e selezioni resistenti a malattie; cultivar con habitus vegetativo ridotto; cultivar a basso fabbisogno in freddo. Tra le cultivar caratterizzate da elevata qualità gustativa e consistenza della polpa, ricordiamo la recente serie italiana di pesche gialle Kalòs, che si distingue per produttività elevata dell’albero, frutti con sovraccolore rosso vivo sul 100% della superficie, polpa dolce, aromatica e molto consistente. Sempre italiane le cultivar Alired, Nadia, Soleada e la recentessima Maria Silvia, di ottima qualità e con polpa molto consistente. Orientata verso il miglioramento delle qualità gustative è anche la nuova gamma di pesche gialle Royal, proveniente dagli USA e volta al miglioramento del sapore, unitamente al colore della buccia, pezzatura, tenuta e produzione. Ne fa parte Royal Majestic® Zaimajal*, che è la prima a maturare, anticipando di qualche giorno Rich Lady, della quale conserva la tipologia di frutto. Contemporanea a Rich Lady è Royal Time® Zairetop*, interessante per la facile gestione dell’albero. Royal Summer® Zaimus* si presta a sostituire Summer Rich, rispetto alla quale risulta migliore sotto l’aspetto sia produttivo sia qualitativo. Royal Lee®Zaipela* e Royal Pride® Zaisula* si contraddistinguono per i frutti di sapore dolce; chiudono la serie Royal Estate® e Royal Jim® Zaigadi*, con frutti, rispettivamente, di sapore dolce e subacido. Sempre nella gamma dei frutti dolci ritroviamo anche le cultivar francesi Coraline® Monco* e Grenat® Monafi*, quest’ultima con produttività elevata e costante, frutti attraenti, polpa dolce e profumata, consistente, di buona tenuta. Di sapore più equilibrato sono invece i frutti delle cultivar Azurite® Monnoir*, Dialona® e Plusplus® Maillarplus. Tra le pesche bianche ricordiamo la serie italiana Ghiaccio, caratterizzata da buccia non tomentosa, polpa bianca o bianco-crema, molto consistente, tanto da consentire la raccolta in piena maturazione, tessitura simile alle percoche e contenuto zuccherino molto elevato (17-22 °Brix), sapore buono e aromatico. Sempre in Italia, sono state licenziate le cultivar Crizia e Maria Regina, entrambe di ottima qualità e con polpa molto consistente, nonché Alipersiè*, Alirosada* e Aliblanca*, tutte di sapore molto buono, dolce e aromatico. Tipologia a sé costituiscono ormai le pesche subacide, alla quale appartengono molte nuove cultivar di origine statunitense, che presentano una bassa acidità, un sapore piatto, senza contrasto tra zuccheri e acidi, anche definite “acqua e zucchero” per sottolineare la mancanza di aromi o sapori. Tra queste ha riscosso un certo interesse Kevina® Zaidaso*, soprattutto in considerazione dell’epoca di raccolta tardiva. Da notare che negli Stati Uniti si sta assistendo a un aumento delle varietà a bassa acidità, sia di pesche sia di nettarine, che ultimamente rappresentano circa il 50% delle novità brevettate; queste sono destinate soprattutto ai mercati asiatici, mentre il mercato americano preferisce, generalmente, le varietà con un contenuto in acidi medio o elevato, anche se questa tipologia sta aumentando di popolarità sia nel mercato interno sia nel Nord Europa. Numerose anche le cultivar di pesche bianche rilasciate di recente in Francia, per la gran parte caratterizzate da frutti di buon sapore e grossa pezzatura. Per quanto riguarda le nettarine gialle, le nuove introduzioni mirano in parte alla realizzazione di cultivar simili, dal punto di vista estetico e qualitativo, alla Big Top® Zaitabo, considerata quale capostipite della “nuova nettarina”: forma tendenzialmente sferico-simmetrica, sovraccolore rosso esteso sull’80-100% della superficie, polpa croccante e consistente, sapore subacido e notevole tenuta di maturazione, compresa da giugno a settembre, in modo da poter ampliare e prolungare il calendario di offerta. Hanno contribuito all’ampliamento di questa gamma le cultivar della serie americana Honey e della serie francese Nectapom®. Quest’ultima comprende varietà che maturano da metà luglio a settembre, tutte caratterizzate da frutti con polpa croccante e sapore dolce. Rientrano in questo gruppo anche le californiane a maturazione precoce Early Top® (Zaibop*) e New Top® (Zaitodeu*), nonché le tardive Western Red* e August Bright*. Molto diffusa inoltre la francese Big Bang® Maillara*, con frutti di grosso calibro, piuttosto dolci, molto colorati e di elevata tenuta in pianta. Dal miglioramento genetico italiano arrivano Alitop, Romagna® Big e Romagna® Gold; i principali pregi della prima sono la produttività, la pezzatura e il sapore dei frutti; i punti forti delle ultime due sono l’ottimo sapore dolce e l’elevata pezzatura dei frutti. Di tipo tradizionale (forma rotondo-oblunga, leggermente asimmetrica, sovraccolore rosso diffuso sul 60-80% della buccia, polpa consistente, sapore tendenzialmente acido, discreta tenuta alla maturazione), invece, le recenti cultivar italiane Cristina, Guerriera, Maria Camilla, Amiga, Alma, Maria Nicola, Alexa® e Max® 7. Tra queste, la recentissima Maria Nicola si fa apprezzare per la produttività molto elevata e la grossa pezzatura dei frutti, con polpa molto soda, zuccherina, gustosa, poco acida ma non insipida. Anche per le nettarine bianche si sta delineando un calendario di novità con frutti rotondeggianti, intensamente ed estesamente colorati, con polpa croccante a gusto dolce. Tra le nuove cultivar in sperimentazione e in corso di diffusione, molte sono di origine francese: Turquoise® Monprime*, varietà di riferimento nel periodo precoce, seguita da Garaco*, Jade® Momèe* e Garcica; Nectarmagie*, Emeraude® Monnude* e Magique® Maillarmagie*, nel periodo intermedio; Nectaperle* e molte altre nel periodo mediotardivo. Tra le cultivar licenziate nel nostro Paese, Romagna Red, della tipologia della serie Caldesi, si colloca nel periodo precoce, mentre Romagna Bright e Romagna 3000, entrambe con frutti di tipologia acida, dominano il periodo tardivo. Numerose le cultivar appartenenti alla serie fiorentina Maria, ottenute dal Dipartimento di Ortoflorofrutticoltura dell’Università di Firenze dal 1980 a oggi. In particolare nell’ultimo decennio sono state rilasciate Maria Lucia, Maria Anna, Maria Linda e la recentissima Maria Teresa, che si contraddistinguono per produttività molto elevata e costante nel tempo, frutti di consistenza elevata, sapore buono e alquanto aromatico. Una cultivar italiana molto interessante, nell’ambito delle nettarinepercoche deantocianiche, è Maria Dorata, caratterizzata da produttività elevata e costante, frutto di pezzatura media, con buccia non tomentosa, di colore giallo-aranciato brillante, totale assenza di pigmentazione antocianica, polpa giallo intenso, consistenza elevata, quasi croccante, sapore ottimo (13 °Brix), profumata, aderente al nocciolo. Sempre fiorentine, le nettarine “gusto miele” Maria Dolce e Gianna Laura Dolce, con peculiari caratteristiche organolettiche, elevato tenore zuccherino (>16 °Brix) e bassa acidità. Tra le nuove pesche e nettarine caratterizzate da polpa molto dolce anche le statunitensi Golden Princess, Candy Red, Snow Gem, Snow Princess, Sweet Pearl e Candy Sweet. Interessante la tipologia di pesche piatte, sia gialle sia bianche, ben nota in Cina da lungo tempo, ma che ora sta iniziando ad arrivare anche sui mercati europei e dell’America del Nord. Dagli USA arrivano le cultivar con i nomi commerciali Galaxy e Rattray; francesi sono le cultivar Ornella, Sweet Cap, Orian e Ordigan; mentre cinese è la serie di pesche piatte a polpa bianca Ruipan. Eccellente la serie italiana “UFO” (1-9), le cui selezioni differiscono nel colore della polpa e nell’epoca di maturazione (da precoce a tardiva), caratterizzate da forma appiattita, buccia scarsamente tomentosa, polpa bianca o gialla, venata di rosso vicino al nocciolo, di buona consistenza, tessitura media, fibrosa, più o meno aderente al nocciolo, con ottime caratteristiche organolettiche e gustative. La tipologia delle piatte si arricchisce ora anche di nettarine come la serie italiana Platinet e le costituzioni francesi a polpa gialla, Mesenbrine e Oriola, alle quali si affianca Zhengyoupan, nettarina piatta a polpa bianca, ottenuta in Cina. Di recente costituzione sono le serie spagnole Plagold, Plawhite, Zincal e Viowhite, che comprendono rispettivamente cultivar di pesche gialle, pesche bianche, nettarine gialle e nettarine bianche a bassissimo fabbisogno in freddo, adatte agli areali del Sud, a maturazione da estremamente precoce a precoce, rispetto a Redhaven, anche fino a –90 giorni (Plawhite® 5 Plajanomel*). A basso fabbisogno in freddo anche diverse cultivar provenienti dai programmi di breeding in cooperazione tra l’USDA, l’Università della Georgia e l’Università della Florida. Riguardo al carattere habitus vegetativo, in Romania sono state ottenute le cultivar di pesco a polpa gialla Cecilia e Puiu e le nettarine gialle Liviu e Melania, tutte con portamento nano e con frutti di ottima pezzatura e qualità. Italiana, invece, la recente Alice-Col, nettarina gialla con portamento colonnare che produce frutti dalle caratteristiche commerciali paragonabili a quelle di una cultivar tradizionale. Fatta eccezione per due pesche gialle e due percoche provenienti dagli USA, nonché per alcune cultivar di origine rumena (Dida, Amalia, Eugen, Mihaela, Tina), non si registrano al momento risultati apprezzabili per quanto riguarda la resistenza alle principali fitopatie (monilia, bolla, oidio, afidi e sharka), poiché sino a ora sono ancora limitati all’identificazione di alcuni genotipi e selezioni resistenti.

Germoplasma autoctono italiano

In diverse regioni d’Italia esistono realtà peschicole, legate a tradizioni colturali e microambientali, dove vengono ancora valorizzati e coltivati gruppi pomologici costituiti da varietà locali, molto apprezzate in mercati di nicchia. Diverse di queste sono ancora presenti e coltivate nel territorio, altre sono conservate in collezioni di germoplasma presso Istituti di Ricerca pubblici o privati, alcune sono purtroppo scomparse. Le vecchie cultivar rappresentano un patrimonio genetico potenziale che deve essere conservato e tutelato, attraverso leggi regionali e nazionali, in quanto portatrici di caratteri agronomici e pomologici di notevole interesse. Nel caso specifico del pesco, in diverse vecchie cultivar si ritrovano caratteri di resistenza alle malattie (per es. bolla, oidio, corineo, batteriosi), caratteri pomologici e organolettici eccellenti (per es. profumi, sapori, aromi), nonché caratteri agronomici interessanti quali: elevata produttività, rusticità, elevata resistenza al freddo ecc. Al Centro-Nord meritano di essere menzionate le Burrone o Pesche delle Vigne, sottogruppo delle pesche a polpa bianca, caratterizzate essenzialmente da polpa fine, aromatica e molto profumata, spicca, a maturazione tardiva o molto tardiva. Le più famose sono: Tardivo Zuliani (+40) in Veneto; Michelini (+40) in Piemonte; Duchessa d’Este (+41) e K2 (+30) in Emilia-Romagna; Burrona di Rosano (+35), Regina di Londa (+55) e Regina di Ottobre (+65) in Toscana. A queste cultivar spesso sono dedicate feste e sagre, nelle località di coltivazione, dove possono essere valorizzate le loro elevate caratteristiche organolettiche. Del Centro è anche il gruppo delle Cotogne Fiorentine, caratterizzate da buccia giallastra marezzata di rosso, polpa gialla o giallo-aranciata, venata di rosso vicino al nocciolo, soda, dolce, aromatica e profumata, aderente al nocciolo (duracina), adatte per il consumo fresco (la tradizione vuole che spicchi di polpa di pesche cotogne siano consumati dopo essere stati immersi in un buon vino rosso o rosato toscano). Le più famose sono: Cotogna Ceccarelli o Moscatella (+45), Cotogna di Rosano (+50), Cotogna del Berti (+50) e Gugliemina (+50). A questo gruppo si affianca anche Maria Regina (+63), cotogna a polpa bianca, con frutti grossi di squisito sapore, che trovano in Toscana molta considerazione. Nel Sud Italia, invece, meritano di essere ricordate: le pesche Montagnole, che racchiudono un gruppo di cultivar locali a maturazione tardiva di origine siciliana; le pesche Settembrine, anch’esse di origine siciliana, caratterizzate da buccia gialla con scarso sovraccolore rosso, polpa gialla o giallo-aranciata, mediamente soda, molto aromatica, aderente al nocciolo, apprezzate dai consumatori locali, soprattutto per il consumo fresco, ma ottime anche per la sciroppatura casalinga. Infine, le pesche Tabacchiere, coltivate a Bronte (CT), di taglia medio-piccola, con forma schiacciata, assai particolare, e dal profumo estremamente intenso; sono immediatamente riconoscibili per la forma, tanto schiacciata da sembrare appunto una tabacchiera; ottime da tavola, e utilizzate anche nell’industria dolciaria per la preparazione di granite e gelati. Vi sono poi le nettarine Sbergiu, a polpa bianca e spicca, e le pesche di Leonforte, a polpa gialla, soda e spicca, con ottime caratteristiche organolettiche (sapore e aromi), apprezzate nei mercati di nicchia in Sicilia. Tra le vecchie cultivar di percoche le più rinomate sono le Terzarole e Riccie, nel napoletano, e Puteolana in Campania; Percoco Cuccarese (a polpa bianca), presente in aree limitate della bassa Val d’Agri, Percoco di Tursi e Percoca di S. Arcangelo o Settembrina in Basilicata. Quest’ultima merita considerazione per le caratteristiche organolettiche e tecnologiche dei frutti che, oltre al mercato del consumo fresco in Basilicata, potrebbero essere destinati all’industria di trasformazione. Recentemente queste “vecchie cultivar” sono state riscoperte dai consumatori italiani e vengono valorizzate attraverso sagre e feste paesane che permettono di far conoscere e apprezzare le loro notevoli potenzialità organolettiche; inoltre, per alcune di queste (per es. Regina di Londa) è stato ottenuto il presidio Slow Food Promozione. Tale riconoscimento valorizza il lavoro dei frutticoltori rimasti nella zona di origine ed è uno strumento che rafforza l’immagine di una peschicoltura di qualità e consente di immettere sul mercato un prodotto fresco, con ottime caratteristiche gustative, molto ricercato e apprezzato, in grado di spuntare prezzi assai remunerativi.

Peschi ornamentali

Le piante da frutto a scopo ornamentale comprendono numerose specie, molto apprezzate per abbellire parchi, viali e giardini. La loro coltivazione risale ai tempi antichi, da quando cioè l’uomo ha desiderato rendere più confortevole e accogliente il luogo in cui viveva; ai giorni nostri il settore vivaistico le utilizza ampiamente nella progettazione e realizzazione del verde tradizionale e pensile, sia pubblico sia privato.

Al Prunus persica afferiscono diverse varietà da fiore e/o ornamentali; di seguito si descrivono i principali caratteri botanici e morfologici.
– Prunus persica var. florepleno, noto con il nome di pesco da fiore: è largamente utilizzato come pianta ornamentale. L’albero ha buona rusticità e può raggiungere un’altezza di 5-7 m. Presenta un portamento tendenzialmente assurgente. Le foglie, di dimensioni medie, sono di forma lanceolata, di colore verde più intenso nella pagina superiore, con margine finemente dentato. Il fiore ha polipetaloidia elevata, fino a 50-70 petali/fiore, è riunito in mazzi grandi, poco odorosi. Il colore è variabile, può essere bianco, rosa, rosso-scuro o screziato. La fioritura, come per tutti i peschi, avviene prima dell’emissione delle foglie, ed è tendenzialmente tardiva, tra marzo e aprile. Alcuni “tipi” producono frutti in quantità scarsa, a maturazione molto tardiva, spesso non riescono a maturare, hanno forma e aspetto globoso, con mucrone assai pronunciato; altri, come la Double Delight, hanno frutti a polpa gialla, di buon sapore, che maturano alla fine di luglio. – P. amygdalus var. pollardii, ibrido tra il Pesco comune e il Mandorlo: è una varietà con fioritura alquanto precoce, con grandi fiori semplici di colore rosa-carico, molto vistosi. Per quanto riguarda il portamento dell’albero, esistono nel pesco i seguenti tipi: – Pesco a portamento eretto, come per esempio la cultivar Pillar o Pesco cipressino, molto curioso, simile a un piccolo cipresso. I frutti, settembrini, sono di pezzatura media, hanno polpa di colore rosso-violaceo, consistente e di ottimo sapore. – Pesco a portamento aperto, come la cultivar Elbertita, con rami a internodi corti, fogliame denso, verde scuro, i frutti sono a polpa gialla, molto consistente e maturano ai primi di agosto. – Pesco a portamento pendulo, come la cultivar Stribbling, con rami penduli, fiori di tipo rosaceo, di colore generalmente bianco, talora rosa, frutti a polpa gialla, di buon sapore, che maturano a metà luglio. – Pesco a portamento nano (dwarf), per esempio la cultivar Bonanza: presenta un albero di modestissime dimensioni, che quasi non supera il metro di altezza a completo sviluppo, con fabbisogno in freddo medio-basso, fioritura precoce e abbondante, fiori rosacei, frutti di media pezzatura, con buccia ben colorata di rosso, polpa gialla, di buon sapore, a maturazione intermedia. Appartengono a questa tipologia le nuove cv americane a portamento nano come Bonfire e Tom Thumb, utilizzate solo per scopo ornamentale, grazie al colore rossoscuro delle foglie, che persiste per l’intero ciclo vegetativo, all’abbondante fioritura tardiva, di colore rosa intenso, con frutti di piccole dimensioni non eduli. Sono disponibili oggi diverse cultivar di pesche e nettarine nane a duplice attitudine (ornamentali e da frutto), che coprono un vasto arco di maturazione. Tra queste si ricordano: le pesche Calypso e Circe, che producono entrambe frutti a polpa gialla; la nettarina Didone, che è possibile coltivare anche in vaso, di cui si può godere del profumo e del sapore dei frutti, che maturano tra la metà e la fine di agosto. Infine la serie di nettarine americane: Early Free (–18 Redhaven), Delicious Sweet (–5), Red Fantastic (+17), Red Prolific (+28), Summer Red (+32), Golden Free (+40), e le pesche: Royal June (–15), Southern Flame (+2), Starking Delicious (+5), Golden Jubilee (+30), Little Giant e Late Red (entrambe +57), Fingerlakes S.H. (+60), che consentono di apprezzare i frutti, di eccellente qualità e sapore, per un periodo di oltre 2 mesi.

 

Profili descrittivi delle cultivar di pesche a polpa gialla

Per ciascuna delle varietà consigliate nelle liste di orientamento sono indicati: l’origine, le caratteristiche dell’albero e del frutto, nonché un giudizio complessivo su vari aspetti agronomici, qualitativi e commerciali. L’indicazione (– o +) riportata a fianco di ciascuna varietà si riferisce all’epoca di maturazione in giorni rispetto a Redhaven.

Rich May (–37)*

Origine: USA (Zaiger, California). Incrocio [(May Grand l.i. x Semenzale di pesco)] x [(Sam Houston l.i.) x (Tasty gold x Maycrest)]. Diffusa nel 1991. Albero: vigoria medio-elevata; produttività elevata. Frutto: pezzatura medio-grossa; forma rotondo-allungata; buccia gialla, intensamente sovraccolorata di rosso; polpa gialla, molto soda, spicca, di ottimo sapore. Giudizio complessivo: eccellente cultivar a maturazione precoce, adatta per i mercati che richiedono un frutto con ottime qualità pomologiche e organolettiche. Si adatta a diversi ambienti dal Nord al Sud Italia.

Maycrest (–31)*

Origine: USA (Minamy, California). Mutazione gemmaria di Springcrest. Diffusa nel 1977. Albero: vigoria medio-elevata; produttività buona. Frutto: pezzatura media; forma rotondo-oblata; buccia gialla, con sovraccolore rosso brillante sul 60-80%; polpa gialla, con leggera pigmentazione rossa, di elevata consistenza, semiaderente, discrete le caratteristiche organolettiche. Giudizio complessivo: molto diffusa in tutta Italia, presenta frutti di pezzatura media, di buona qualità, resistenti alle manipolazioni e ai trasporti.

Springcrest (–26)*

Origine: USA (Dep. Agr. Hort. Field Station, Georgia). Incrocio FU 89-14 x Springtime. Diffusa nel 1969. Albero: vigoria elevata; produttività elevata. Frutto: pezzatura media; forma rotondo-oblata; buccia gialla, con sovraccolore rosso vivo attraente sul 90%; polpa gialla, mediamente consistente, di medio sapore. Giudizio complessivo: cultivar di elevata produttività, con discreta qualità dei frutti, ancora diffusa in numerosi ambienti peschicoli, non solo italiani.

Crimson Lady (–24)*

Origine: USA (Bradford, California). Incrocio Red Diamond x Springcrest. Diffusa nel 1994. Albero: vigoria media; produttività media. Frutto: pezzatura grossa; forma rotondo-oblata; buccia gialla, con sovraccolore rosso sul 90%; polpa gialla, di elevata consistenza, aderente, caratteri organolettici mediocri. Giudizio complessivo: cultivar con buone caratteristiche pomologiche, per forma, sovraccolore, pezzatura e consistenza della polpa. Presenta produttività incostante e talvolta scatolato.

Springbelle (–23)*

Origine: Italia (CISA M. Neri, Imola - BO). Mutazione gemmaria di Springcrest. Diffusa nel 1985. Albero: vigoria medio-elevata; produttività medio-elevata. Frutto: pezzatura grossa; forma rotondo-allungata; buccia gialla, intensamente sovraccolorata di rosso sul 90%; polpa gialla, molto soda, semiaderente, di sapore acidulo. Giudizio complessivo: cultivar interessante per pezzatura e forma del frutto, sensibile alle lavorazioni post-raccolta, produttività talora incostante per fioritura precoce.

Rubirich (–17)*

Origine: USA (Zaiger, California). Genealogia non nota. Diffusa nel 1994. Albero: vigoria elevata; produttività media. Frutto: pezzatura medio-grossa; forma rotonda; buccia gialla, con sovraccolore rosso intenso sul 90%; polpa gialla, di elevata consistenza, semi-aderente, discrete le caratteristiche organolettiche. Giudizio complessivo: molto diffusa in tutta Italia, presenta frutti di pezzatura e qualità buone, resistenti alle manipolazioni e ai trasporti.

Royal Glory (–7)*

Origine: USA (Zaiger, California). Libera impollinazione di May Grand. Diffusa nel 1988. Albero: vigoria elevata; produttività elevata. Frutto: pezzatura grossa; forma rotondo-oblata; buccia gialla, intensamente sovraccolorata di rosso vivo sul 90%; polpa gialla, soda, semiaderente, di buone caratteristiche gustative. Giudizio complessivo: cultivar interessante per pezzatura e qualità del frutto, di sapore dolce, subacido. Si adatta bene in tutti gli ambienti peschicoli italiani. È sensibile allo Xanthomonas.

Vistarich (+1)*

Origine: USA (Zaiger, California). Libera impollinazione di Rich Lady. Diffusa nel 1999. Albero: vigoria medio-elevata; produttività medio-elevata. Frutto: pezzatura grossa; forma rotondo-oblata; buccia gialla, sovraccolorata di rosso vivo sul 90%; polpa gialla, soda, spicca, di buon sapore, tendenzialmente acido. Giudizio complessivo: cultivar interessante per forma, consistenza e qualità del frutto, produttività talora incostante, portamento assurgente, sensibile a monilia.

Rich Lady (+3)*

Origine: USA (Zaiger, California). Libera impollinazione di Amparo. Diffusa nel 1990. lbero: vigoria elevata; produttività elevata. Frutto: pezzatura grossa; forma rotondo-oblunga; buccia gialla, sovraccolorata di rosso brillante sul 90%; polpa gialla, molto soda, spicca, di ottimo sapore. Giudizio complessivo: cultivar interessante per pezzatura e forma molto attraenti. Si adatta bene in tutti gli ambienti peschicoli del Centro-Sud, mentre al Nord la produttività è talora incostante.

Maria Marta (+9)*

Origine: Italia (Bellini, DO-UNIV., Firenze). Autofecondazione di Glohaven. Diffusa nel 1992. Albero: vigoria elevata; produttività elevata. Frutto: pezzatura media; forma rotonda; buccia gialla, sovraccolorata di rosso vivo sul 70%; polpa gialla chiara, con pigmentazione rossa vicino al nocciolo, soda, spicca, di buon sapore. Giudizio complessivo: cultivar interessante per la colorazione e il sapore del frutto. Presenta maggiore resistenza alle minime invernali rispetto alla progenitrice Glohaven.

Summer Rich (+10)*

Origine: USA (Zaiger, California). Genealogia non nota. Diffusa nel 1989. Albero: vigoria media; produttività media. Frutto: pezzatura grossa; forma rotonda; buccia gialla, intensamente sovraccolorata di rosso vivo sul 90%; polpa gialla, soda, di buon sapore. Giudizio complessivo: apprezzata dai consumatori per forma e pezzatura dei frutti, buoni anche per le caratteristiche gustative; buona resistenza dell’albero ai climi freddi.

Romestar (+19)*

Origine: Italia (Fideghelli, Della Strada, ISF, Roma). Incrocio F2 (Fayette x Stark RedGold). Diffusa nel 1995. Albero: vigoria medio-elevata; produttività elevata. Frutto: pezzatura grossa; forma rotondo-oblata; buccia gialla, sovraccolorata di rosso brillante sul 70-90%; polpa gialla, soda, spicca, di ottima qualità. Giudizio complessivo: cultivar interessante per le ottime caratteristiche produttive e organolettiche. Si adatta ai diversi ambienti italiani.

Elegant Lady (+20)*

Origine: USA (Merril, California). Incrocio Early O’Henry x July Lady. Diffusa nel 1985. Albero: vigoria media; produttività elevata. Frutto: pezzatura grossa; forma rotonda; buccia gialla, intensamente sovraccolorata di rosso vivo sul 90%; polpa gialla, soda, spicca, di buon sapore. Giudizio complessivo: interessante per forma, sovraccolore, pezzatura e consistenza dei frutti. Sensibile ai ritorni di freddo, alla monilia e alle batteriosi.

Symphonie (+22)*

Origine: Francia (Maillard, Bergerac). Libera impollinazione di Early O’Henry. Diffusa nel 1995. Albero: vigoria media; produttività elevata. Frutto: pezzatura medio-grossa; forma rotonda; buccia gialla, sovraccolorata di rosso vivo sul 70-80%; polpa gialla, soda, spicca, di buon sapore. Giudizio complessivo: ottima varietà molto produttiva, con frutti attraenti, di buona qualità, adatta per molte zone dal Nord al Sud Italia.

Zee Lady (+25)*

Origine: USA (Zaiger, California). Incrocio O’Henry x June Lady. Diffusa nel 2001. Albero: vigoria media; produttività medio-elevata. Frutto: pezzatura grossa; forma rotonda; buccia gialla, intensamente sovraccolorata di rosso vivo sul 70-90%; polpa gialla, soda, spicca, di ottimo sapore. Giudizio complessivo: i suoi punti di forza sono l’aspetto, la pezzatura e l’elevata consistenza dei frutti, nonché l’ottimo sapore. Sensibile alla monilia e alle batteriosi.

Summer Lady (+34)*

Origine: USA (Palier, California). Mutazione gemmaria di O’ Henry. Diffusa nel 1987. Albero: vigoria media; produttività media. Frutto: pezzatura grossa; forma rotonda; buccia gialla, sovraccolorata di un bellissimo rosso vivo; polpa gialla, soda, spicca, di buon sapore. Giudizio complessivo: buone le caratteristiche pomologiche quali pezzatura, sovraccolore, consistenza e sapore. Talora la produttività è incostante.

O’ Henry (+42)*

Origine: USA (Merril, California). Semenzale l.i. di Merril Bonanza x nettarina non menzionata. Diffusa nel 1968. Albero: vigoria elevata; produttività molto elevata. Frutto: pezzatura medio-grossa; forma rotonda; buccia gialla, sovraccolorata di un bellissimo rosso vivo; polpa gialla, soda, spicca, di buon sapore. Giudizio complessivo: buone le caratteristiche pomologiche. Si adatta alle regioni del Centro-Sud. Sensibile ai ritorni di freddo.

Red Star (+50)*

Origine: USA (Fruit Acres, Michigan). Libera impollinazione di Newhaven. Diffusa nel 1995. Albero: vigoria media; produttività elevata. Frutto: pezzatura grossa; forma rotonda; buccia gialla, sovraccolorata di un bellissimo rosso intenso sul 90%; polpa gialla, soda, spicca, di buon sapore. Giudizio complessivo: buone le caratteristiche pomologiche quali pezzatura, forma e consistenza della polpa. Il sapore è buono, equilibrato ma presenta carenza di aromi.

Guglielmina (+51)*

Origine: Italia (Bellini-Nencetti, DO-UNIV., Firenze). Genealogia non nota, individuata casualmente. Diffusa nel 1990. Albero: vigoria media; produttività elevata. Frutto: pezzatura grossa; forma rotonda; buccia gialla sovraccolorata di rosso vivo sul 70%; polpa gialla, soda, semi-spicca, di buon sapore. Giudizio complessivo: cultivar diffusa e apprezzata per le buone caratteristiche gustative nel Centro-Sud Italia, la colorazione dei frutti è talora insufficiente al Nord.

Profili descrittivi delle cultivar di pesco a polpa bianca

White Crest (–36)*

Origine: Italia (Granata, Caserta). Mutazione gemmaria di Maycrest. Diffusa nel 1993. Albero: vigoria media; produttività media e regolare. Frutto: pezzatura media; forma rotonda; buccia bianco-crema sovraccolorata di rosso brillante sull’80%; polpa bianca, soda, aderente, di buon sapore. Giudizio complessivo: è la prima cultivar di pesco a polpa bianca che compare nei mercati del Centro-Sud Italia, della quale vengono apprezzati il buon sapore e la resistenza alle manipolazioni e ai trasporti.

Hermione (–22)*

Origine: USA (Zaiger, California). Genealogia non nota. Diffusa nel 1993. Albero: vigoria elevata; produttività elevata. Frutto: pezzatura medio-grossa; forma rotonda; buccia bianca, sovraccolorata di rosso vivo sul 60-70%; polpa bianca, soda, aderente, di buon sapore. Giudizio complessivo: cultivar molto produttiva, apprezzata per le buone caratteristiche gustative nel Centro-Sud Italia.

Maria Bianca (+6)*

Origine: Italia (Bellini, DO-UNIV., Firenze). Incrocio Honey Dew Hale x Michelini. Diffusa nel 1980. Albero: vigoria elevata; produttività elevata. Frutto: pezzatura grossa; forma rotonda; buccia bianco-crema, soffusa di rosso chiaro sul 50-60%; polpa bianca, soda, spicca, di ottimo sapore. Giudizio complessivo: è la cultivar a maturazione intermedia più diffusa nel Centro-Sud Italia, apprezzata dai consumatori per la pezzatura e il sapore dei frutti.

Greta (+10)*

Origine: Italia (Nicotra-Moser, CRA-CRF, Roma). Autofecondazione di un semenzale di Stark Sunglo x IF7131649. Diffusa nel 1995. Albero: vigoria elevata; produttività medio-elevata. Frutto: pezzatura medio-grossa; forma rotonda; buccia biancocrema, sovraccolorata di rosso intenso sul 60-70%; polpa bianca, molto soda, non fondente, di buon sapore. Giudizio complessivo: cultivar valida anche per le aree del Nord Italia; i frutti sono attraenti, di buon sapore, e di elevata consistenza.

Benedicte (+22)*

Origine: Francia (Meynaud, Noves). Genealogia non nota. Diffusa nel 1988. Albero: vigoria elevata; produttività medio-elevata. Frutto: pezzatura grossa; forma rotonda; buccia bianco-crema, sovraccolorata di rosso vivo sul 60-70%; polpa bianca, mediamente soda, spicca, succosa, di buon sapore. Giudizio complessivo: cultivar valida anche per le aree del Nord Italia, prosegue l’epoca di Maria Bianca; i frutti sono di buon sapore e pezzatura, ma la maturazione è scalare.

Tendresse (+28)*

Origine: Francia (Maillard, Bergerac). Genealogia non nota. Diffusa nel 1992. Albero: vigoria media; produttività elevata. Frutto: pezzatura grossa; forma rotondo-oblata; buccia biancocrema soffusa di rosso chiaro sul 50-70%; polpa bianca, soda, spicca, di buon sapore. Giudizio complessivo: cultivar con buona produttività, apprezzata dai consumatori per l’aspetto regolare e il buon sapore dei frutti. Resistente ai freddi primaverili.

Maria Angela (+35)*

Origine: Italia (Bellini, DO-UNIV., Firenze). Incrocio Maria Delizia x Maria Bianca. Diffusa nel 1992. Albero: vigoria elevata; produttività elevata. Frutto: pezzatura grossa; forma rotonda; buccia bianco-crema, sovraccolorata di rosso vivo sul 60-70%; polpa bianca, leggermente pigmentata al nocciolo, soda, spicca, di ottimo sapore. Giudizio complessivo: cultivar con frutti di ottima qualità e sapore, che ricordano le vecchie burrone toscane, apprezzati nei mercati del Centro-Sud Italia. Ottime anche la tenuta sulla pianta e la frigoconservazione.

Maria Delizia (+37)*

Origine: Italia (Bellini, DO-UNIV., Firenze). Autofecondazione di Cesarini. Diffusa nel 1984. Albero: vigoria media; produttività elevata. Frutto: pezzatura medio-grossa; forma rotonda; buccia biancocrema, ricoperta di rosso chiaro sul 40-60%; polpa bianca, soda, spicca, di ottimo sapore. Giudizio complessivo: cultivar meritevole di più ampia diffusione per le ottime caratteristiche agronomiche e organolettiche. Si adatta anche agli ambienti settentrionali.

Regina Bianca (+39)*

Origine: Italia (Fideghelli, Della Strada, ISF, Roma). Incrocio Glohaven x K2. Diffusa nel 1993. Albero: vigoria media; produttività elevata. Frutto: pezzatura grossa; forma rotonda; buccia bianco-verdastra, sovraccolorata di rosso intenso sul 70%; polpa bianco-verde chiaro, soda, spicca, di buon sapore. Giudizio complessivo: cultivar con frutti di ottime caratteristiche organolettiche, di elevata pezzatura, molto produttiva e rustica.

Gladys (+53)*

Origine: USA (Zaiger, California). Genealogia non nota. Diffusa nel 1986. Albero: vigoria medio-elevata; produttività medio-elevata. Frutto: pezzatura grossa; forma rotondo-oblata; buccia bianca, ricoperta di rosso sul 40-60%; polpa bianca, soda, aderente, di buon sapore. Giudizio complessivo: cultivar con buona produttività, grossa pezzatura, di buon sapore, elevata consistenza dei frutti che si conservano bene in frigo.

Profili descrittivi delle cultivar di nettarine a polpa gialla

Gran Sun (–31)*

Origine: USA (Jackson, California). Mutazione gemmaria di May Grand. Diffusa nel 1989. Albero: vigoria media; produttività elevata. Frutto: pezzatura media; forma rotondo-oblunga; buccia gialla, sovraccolorata di rosso brillante sul 100%; polpa gialla, soda, semi-spicca, succosa, di buon sapore. Giudizio complessivo: nettarina con epoca di maturazione precocissima. Scartata al Nord e al Centro per caratteri pomologici insufficienti.

Rose Diamond (–23)*

Origine: USA (Bradford, California). Incrocio Early Diamond x pesco nano. Diffusa nel 1990. Albero: vigoria medio-scarsa; produttività medio-elevata. Frutto: pezzatura media; forma rotondo-oblunga; buccia gialla, sovraccolorata di rosso brillante sul 70-90%; polpa gialla, soda, spicca, succosa, di buon sapore. Giudizio complessivo: nettarina caratterizzata da frutti di bell’aspetto, buona consistenza, succosità e sapore della polpa. Scarso il vigore dell’albero, di portamento espanso, la pezzatura talora è insufficiente.

Rita Star (–19)*

Origine: USA (Bradford, California). Libera impollinazione di Aurelio Star. Diffusa nel 1990. Albero: vigoria elevata; produttività elevata. Frutto: pezzatura medio-grossa; forma rotonda; buccia gialla, con sovraccolore rosso sul 90%; polpa gialla, soda, aderente, di buon sapore. Giudizio complessivo: nettarina molto diffusa in Italia, di elevata produttività, con frutti di ottimo sapore. Resiste bene alle principali avversità.

Ambra (–13)*

Origine: Italia (DCA-UNIV., Bologna). Incrocio Stark RedGold x MayFire. Diffusa nel 1996. Albero: vigoria medio-elevata; produttività elevata. Frutto: pezzatura medio-grossa; forma rotondo-oblunga; buccia gialla, sovraccolorata di rosso brillante sul 90%; polpa giallo-chiara, molto soda, semiaderente, sapore discreto. Giudizio complessivo: nettarina interessante per produttività, pezzatura e qualità organolettiche dei frutti; il sapore è, però, troppo acido.

Big Top (–5)*

Origine: USA (Zaiger, California). Genealogia non nota. Diffusa nel 1993. Albero: vigoria medio-elevata; produttività elevata. Frutto: pezzatura molto grossa; forma rotonda; buccia gialla, con sovraccolore rosso brillante sul 100%; polpa gialla, venata di rosso a maturazione, molto soda, semiaderente, di ottimo sapore. Giudizio complessivo: nettarina molto diffusa in Italia, per elevata produttività, nonché ottime qualità organolettiche e commerciali. Sensibile alla ruggine e alla monilia.

Spring Bright (+1)*

Origine: USA (Bradford, California). Incrocio May Diamond x semenzale ignoto. Diffusa nel 1990. Albero: vigoria elevata; produttività elevata. Frutto: pezzatura grossa; forma rotondo-oblunga; buccia gialloaranciata, sovraccolorata di rosso brillante sul 100%; polpa gialla, molto soda, aderente, di buon sapore. Giudizio complessivo: nettarina interessante per pezzatura, sovraccolore, consistenza e qualità organolettiche dei frutti. La produttività è elevata ma incostante.

Maria Laura (+4)*

Origine: Italia (Bellini, DOFI-UNIV., Firenze). Autoimpollinazione di Flavortop. Diffusa nel 1983. Albero: vigoria elevata; produttività elevata. Frutto: pezzatura medio-grossa; forma rotondo-oblunga; buccia gialla, con sovraccolore rosso scuro sul 90%; polpa gialla, di buona consistenza, spicca, di ottimo sapore. Giudizio complessivo: nettarina diffusa nel Centro-Sud Italia, interessante per la pezzatura e l’elevata produttività. Scarsa la tenuta di maturazione.

Maria Carla (+7)*

Origine: Italia (Bellini, DOFI-UNIV., Firenze). Autoimpollinazione di Flavortop. Diffusa nel 1985. Albero: vigoria elevata; produttività elevata. Frutto: pezzatura medio-grossa; forma rotondo-oblunga; buccia gialla, completamente ricoperta di rosso intenso brillante; polpa gialla, soda, di ottimo sapore. Giudizio complessivo: nettarina coltivata soprattutto nel CentroSud Italia, interessante per i suoi frutti di aspetto attraente e con ottime caratteristiche organolettiche.

Diamond Ray (+10)*

Origine: USA (Bradford, California). Incrocio Red Diamond x selezione sconosciuta. Diffusa nel 1994. Albero: vigoria media; produttività medio-elevata. Frutto: pezzatura medio-grossa; forma rotondo-oblunga; buccia giallo-aranciata, con sovraccolore rosso intenso sul 90%; polpa gialla, di elevata consistenza, aderente, di ottimo sapore. Giudizio complessivo: nettarina interessante per l’aspetto, l’elevata consistenza e tenuta alla maturazione dei frutti. Sensibile alla monilia.

Stark RedGold (+20)*

Origine: USA (Anderson, California). Semenzale liberamente impollinato di Sungrand. Diffusa nel 1962. Albero: vigoria elevata; produttività elevata. Frutto: pezzatura grossa; forma rotondo-oblunga; buccia gialla, sovraccolorata di rosso sul 70-80%; polpa gialla, soda, spicca, di buon sapore. Giudizio complessivo: vecchia nettarina ancora molto coltivata in Italia, per l’elevata pezzatura, la consistenza e il sapore dei frutti.

Nectaross (+22)*

Origine: Italia (Fideghelli, Rosati, ISF, Roma). Incrocio Stark RedGold x Le Grand. Diffusa nel 1983. Albero: vigoria media; produttività molto elevata. Frutto: pezzatura medio-grossa; forma rotonda; buccia gialla, con sovraccolore rosso vivo sul 90%; polpa gialla, soda, spicca, di ottimo sapore. Giudizio complessivo: nettarina molto diffusa in tutti gli ambienti peschicoli italiani, interessante per pezzatura, forma, consistenza e sapore. Sensibile a monilia.

Maria Aurelia (+26)*

Origine: Italia (Bellini, DO-UNIV., Firenze). Autofecondazione di Stark RedGold. Diffusa nel 1983. Albero: vigoria medio-elevata; produttività elevata. Frutto: pezzatura grossa; forma rotondo-oblunga; buccia gialla, sovraccolorata di rosso sul 90%; polpa gialla, venata di rosso, soda, spicca, di ottimo sapore. Giudizio complessivo: nettarina valida per l’elevata e costante produttività, la grossa pezzatura, la consistenza e il sapore dei frutti. Spesso viene commercializzata sotto il nome Stark RedGold.

Orion (+30)*

Origine: Italia (Fideghelli, Della Strada, ISF, Roma). Incrocio Flamekist x Stark RedGold. Diffusa nel 1989. Albero: vigoria media; produttività molto elevata. Frutto: pezzatura molto grossa; forma rotonda; buccia gialla, con sovraccolore rosso brillante sul 100%; polpa gialla, venata di rosso vicino al nocciolo, soda, spicca, di ottimo sapore. Giudizio complessivo: nettarina con frutti di grossa pezzatura, molto attraenti. È diffusa in tutta Italia per la sua rusticità e la resistenza al craking e alle malattie (bolla e oidio).

Sweet Red (+33)*

Origine: Italia (CO.VI.CO, Faenza). Libera impollinazione di Stark RedGold. Diffusa nel 1990. Albero: vigoria media; produttività elevata. Frutto: pezzatura medio-grossa; forma rotondo-oblunga; buccia gialla, sovraccolorata di rosso brillante sul 70-90%; polpa gialla, soda, semi-spicca, di buon sapore. Giudizio complessivo: nettarina valida per elevata produttività, pezzatura, consistenza e sapore dei frutti. Scarsa sensibilità a monilia.

Maria Dolce (+34)*

Origine: Italia (Bellini, DO-UNIV., Firenze). Incrocio Honey Gold x Red Diamond. Diffusa nel 1995. Albero: vigoria elevata; produttività molto elevata. Frutto: pezzatura medio-grossa; forma rotonda; buccia gialla, con sovraccolore rosso brillante sul 90%; polpa gialla, molto soda, spicca, di ottimo sapore. Giudizio complessivo: nettarina con elevato valore agro-pomologico; i frutti sono attraenti e presentano un elevato grado zuccherino >16 °Brix, con spiccato aroma “gusto miele”. L’albero è molto rustico, con buona resistenza a sharka (PPV).

Lady Erica (+46)*

Origine: Italia (Vivai Battistini, Forlì). Genealogia non nota. Diffusa nel 1992. Albero: vigoria medio-scarsa; produttività medio-elevata. Frutto: pezzatura grossa; forma rotondo-oblunga; buccia gialla, sovraccolorata di rosso sul 60-70%; polpa gialla, venata di rosso intorno al nocciolo, soda, semi-spicca, di buon sapore, subacida. Giudizio complessivo: nettarina valida per l’elevata produttività e pezzatura, la consistenza e il sapore dei frutti. Sensibile al craking e alla monilia.

Morsiani 90 (+52)*

Origine: Italia (CISA M. Neri, Imola). Genealogia non nota. Diffusa nel 1991. Albero: vigoria medio-elevata; produttività elevata. Frutto: pezzatura grossa; forma rotondo-oblunga; buccia gialla, con sovraccolore rosso brillante sul 60-70%; polpa gialla, soda, spicca, di sapore discreto. Giudizio complessivo: nettarina con elevata produttività e pezzatura dei frutti, che difettano nella sovraccolorazione se non ben diradata.

August Red (+55)*

Origine: USA (Bradford, California). Incrocio F2 di Red Diamond x Autumn Free. Diffusa nel 1984. Albero: vigoria medio-elevata; produttività elevata. Frutto: pezzatura grossa; forma rotondo-oblunga; buccia gialloaranciata, sovraccolorata di rosso intenso sul 60-70%; polpa gialla, venata di rosso, molto soda, semiaderente, di buon sapore. Giudizio complessivo: nettarina valida per elevate produttività e pezzatura, consistenza e sapore dei frutti. Molto sensibile alla monilia.

Max 7 (+61)*

Origine: Italia (Minguzzi, Ravenna). Libera impollinazione di Venus. Diffusa nel 1999. Albero: vigoria medio-elevata; produttività elevata. Frutto: pezzatura grossa; forma rotondo-oblunga; buccia giallachiara, con sovraccolore rosso marezzato sul 40-70%; polpa gialla, venata di rosso intorno al nocciolo, molto soda, aderente, di buon sapore. Giudizio complessivo: nettarina con elevata produttività e pezzatura dei frutti, che difettano nella sovraccolorazione poco attraente.

Profili descrittivi delle cultivar di nettarine a polpa bianca

Early Silver (–22)*

Origine: Italia (Ossani, Faenza). Incrocio Caldesi 2000 x Red Diamond. Diffusa nel 1996. Albero: vigoria media; produttività medio-elevata. Frutto: pezzatura grossa; forma rotondo-oblunga; buccia biancocrema, sovraccolorata di rosso sul 70-90%; polpa bianca, mediamente soda, semi-spicca, di discreto sapore. Giudizio complessivo: nettarina valida per i frutti di buona pezzatura anche se di sapore e aroma un po’ scarsi, per la precoce epoca di maturazione.

Maria Linda (–10)*

Origine: Italia (Bellini, DO-UNIV., Firenze). Incrocio California x Snow Queen. Diffusa nel 2003. Albero: vigoria media; produttività molto elevata. Frutto: pezzatura medio-grossa; forma rotondo-oblunga; buccia bianco-paglierino, ricoperta di colore rosso vivo brillante; polpa bianca, con leggera venatura rossa, molto soda, semi-aderente, di ottimo sapore. Giudizio complessivo: nettarina con pregevoli caratteristiche agro-bio-pomologiche; frutti di aspetto molto attraente, di elevata consistenza e ottimo sapore.

Jade (–8)*

Origine: Francia (Caillet, Bouches du Rhone). Genealogia non nota. Diffusa nel 1993. Albero: vigoria media; produttività medio-elevata. Frutto: pezzatura media; forma rotondo-oblunga; buccia biancopaglierino, con sovraccolore rosso intenso sul 70-90%; polpa bianca, con leggera venatura rossa, soda, semi-aderente, di buon sapore. Giudizio complessivo: nettarina con frutti attraenti, di elevata consistenza, polpa croccante, di buon sapore.

Caldesi 2000 (–6)*

Origine: Italia (Ossani, Faenza). Incrocio Stark RedGold x Snow Queen. Diffusa nel 1984. Albero: vigoria media; produttività molto-elevata. Frutto: pezzatura medio-grossa; forma rotondo-oblunga; buccia bianca, sovraccolorata di rosso sul 90%; polpa bianca, soda, aderente, di buon sapore. Giudizio complessivo: nettarina valida per la buona pezzatura e qualità dei frutti, sebbene di forma un po’ irregolare; talora presenta scatolato e rugginosità.

Emeraude (+6)*

Origine: Francia (Caillet, Bouches du Rhone). Genealogia non nota. Diffusa nel 2003. Albero: vigoria media; produttività medio-elevata. Frutto: pezzatura medio-grossa; forma rotondo-oblunga; buccia bianca, con sovraccolore rosso brillante sul 60-80%; polpa bianca, leggermente venata di rosso, mediamente soda, spicca, di buon sapore. Giudizio complessivo: nettarina con elevata produttività e pezzatura media dei frutti, di sapore subacido.

Maria Anna (+18)*

Origine: Italia (Bellini, DO-UNIV., Firenze). Incrocio California x Snow Queen. Diffusa nel 2001. Albero: vigoria medio-elevata; produttività elevata. Frutto: pezzatura grossa; forma rotondo-oblunga; buccia biancocrema, con sovraccolore rosso brillante sul 70-80%; polpa bianca, con leggera venatura rossa, soda, spicca, di ottimo sapore. Giudizio complessivo: nettarina con frutti di grossa pezzatura, di aspetto attraente, con ottime caratteristiche organolettiche.

Caldesi 2010 (+22)*

Origine: Italia (Ossani, Faenza). Incrocio Stark RedGold x Snow Queen. Diffusa nel 1984. Albero: vigoria elevata; produttività medio-elevata. Frutto: pezzatura grossa; forma rotondo-oblunga; buccia biancoverdastra, sovraccolorata di rosso brillante sul 70-90%; polpa bianca, con rosso sotto la buccia e vicino al nocciolo, soda, semispicca, di buon sapore. Giudizio complessivo: nettarina mediamente interessante rispetto a Caldesi 2000, per aspetto, resistenza e qualità organolettiche del frutto.

Silver Giant (+35)*

Origine: Italia (Ossani, Faenza). Incrocio Caldesi 2000 x Spring Red. Diffusa nel 1997. Albero: vigoria medio-elevata; produttività elevata. Frutto: pezzatura medio-grossa; forma rotondo-oblunga; buccia bianca, con sovraccolore rosso sul 50-70%; polpa bianca, soda, spicca, di buon sapore. Giudizio complessivo: nettarina interessante per produttività, pezzatura, estensione del sovraccolore e sapore buono del frutto. Difetta un po’ nella forma, allungata e asimmetrica.

Silver Moon (+40)*

Origine: Italia (Ossani, Faenza). Incrocio Stark RedGold x Snow Queen. Diffusa nel 1993. Albero: vigoria media; produttività medio-elevata. Frutto: pezzatura grossa; forma rotondo-ellissoidale; buccia giallo-verdastra, sovraccolorata di rosso striato sul 60%; polpa bianca, venata di rosso vicino al nocciolo, soda, spicca, di buon sapore. Giudizio complessivo: nettarina valida per le aree del Centro-Sud Italia, con frutti di bell’aspetto, buone caratteristiche organolettiche e di resistenza alle malattie.

Caldesi 2020 (+59)*

Origine: Italia (Ossani, Faenza). Incrocio Stark RedGold x Snow Queen. Diffusa nel 1984. Albero: vigoria medio-elevata; produttività elevata. Frutto: pezzatura medio-grossa; forma rotondo-oblunga; buccia bianco-verdastra, con sovraccolore rosso sul 90%; polpa bianca, molto soda, spicca, di ottimo sapore. Giudizio complessivo: nettarina con elevata produttività e buona pezzatura dei frutti, che risultano di ottima qualità organolettica, con elevato grado zuccherino, bassa acidità resistenti alle manipolazioni e ai trasporti.

Profili descrittivi delle cultivar di percoche

Romea (+0)*

Origine: USA (Rutgers University, New Jersey). Libera impollinazione di Caterina. Diffusa dall’ISF di Roma, nel 1987. Albero: vigoria medio-elevata; produttività elevata. Frutto: pezzatura medio-grossa; forma rotonda; buccia gialla, sovraccolorata di rosso sul 20-40%; polpa giallo-aranciata, con pigmentazione rossa vicino al nocciolo, mediamente soda, di tessitura medio-fine, di buon sapore. Giudizio complessivo: diffusa in tutta Italia, è utilizzata prevalentemente per uso industriale, idonea anche per il consumo fresco. Presenta lieve tendenza a produrre frutti scatolati.

Carson (+15)*

Origine: USA (Wright, USDA-California). Incrocio Maxime x Leader. Diffusa nel 1943. Albero: vigoria media; produttività elevata. Frutto: pezzatura medio-grossa; forma rotonda; buccia giallachiara, con sovraccolore rosso sul 30-40%; polpa giallo-aranciata, non pigmentata, soda, di medio sapore. Giudizio complessivo: diffusa in tutta Italia, è utilizzata prevalentemente per uso industriale mediamente resistente alle manipolazioni.

Andross (+32)*

Origine: USA (Davis, California). Incrocio [(Paloro x Round Tuscan) x (Orange Cling Seeding x Australian Muir) x Fortuna]. Diffusa nel 1964. Albero: vigoria elevata; produttività elevata. Frutto: pezzatura grossa; forma rotonda; buccia giallo-chiara, sovraccolorata di rosso sul 20-30%; polpa giallo-aranciata, non pigmentata, molto soda, di buon sapore. Giudizio complessivo: è la migliore cultivar della sua epoca di maturazione, coltivata in tutta Italia. È utilizzata prevalentemente per uso industriale, grazie all’elevata consistenza della polpa.

Jungerman (+36)*

Origine: USA (Davis, California). Incrocio Dixon 22A5 x Dixon1. Diffusa nel 1964. Albero: vigoria elevata; produttività elevata. Frutto: pezzatura grossa; forma rotonda; buccia giallo-arancio, con sovraccolore rosso sul 40%; polpa giallo-aranciata chiara, molto soda, di buon sapore. Giudizio complessivo: cultivar valida, che segue Andross, coltivata in tutta Italia, utilizzata prevalentemente per uso industriale. È molto resistente alle manipolazioni.

Baby Gold 9 (+43)*

Origine: USA (Brunswich, New Jersey). Incrocio P.I. 35201 x UPTTO-DATE P.I. 43137. Diffusa nel 1961. Albero: vigoria elevata; produttività elevata. Frutto: pezzatura grossa; forma rotonda; buccia giallo-arancio, con sovraccolore rosso sul 50%; polpa giallo-aranciata chiara, molto soda, di buon sapore. Giudizio complessivo: cultivar ancora valida e diffusa in Italia, utilizzata prevalentemente per usi industriali, sciroppati in particolare.


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