Volume: la fragola

Sezione: mondo e mercato

Capitolo: fragola in Polonia

Autori: Gianpiero Soressi, Andrea Mazzucato

Storia della fragolicoltura

In Polonia la fragola è considerata una pianta frutticola economicamente importante. Negli ultimi due anni la produzione di fragole si è mantenuta stabile, nell’ordine di circa 180.000-200.000 tonnellate annue. La superficie totale destinata alla fragolicoltura è di 50.000 ettari. Le prime informazioni ufficiali sulla produzione fragolicola polacca risalgono al 1950 e documentano una superficie coltivata di 2000 ettari e una produzione di 5200 tonnellate. Nei cinque anni successivi la superficie coltivata aveva raggiunto i 4750 ettari e nel 1956 erano state raccolte quasi 13.000 tonnellate. Nel 1960 questo valore era salito a quasi 18.000 tonnellate. Nel 1965 la coltura ha avuto un notevole sviluppo. Infatti con circa 26.000 ettari, erano state prodotte quasi 142.000 t di fragole: in questo periodo la fragolicoltura si è sviluppata in misura nettamente superiore a qualsiasi altro tipo di coltura da frutto. Numerosi fattori hanno concorso a uno sviluppo così dinamico di questo settore, i più importanti dei quali sono stati le condizioni naturali favorevoli alla coltivazione, le grandi risorse nazionali in termini di manodopera, una buona redditività e le possibilità quasi illimitate per la vendita di frutta fresca e trasformata, in Polonia e all’estero. Situata nell’Europa centrale, la Polonia è un Paese di medie dimensioni (313.000 km2) popolato da circa 39 milioni di persone. Il suo territorio si trova in una zona fredda della fascia temperata ed è caratterizzato da un clima nettamente variabile: ci sono anni in cui domina il clima marino, con estati piuttosto fredde e umide e inverni miti, mentre in altri anni prevale il clima continentale, con estati calde e inverni molto rigidi. In Polonia centrale la temperatura media oscilla tra 6 e 8,5 °C: il mese più caldo è luglio, con temperature che superano spesso i 30 °C, mentre quello più freddo è gennaio, quando i valori possono scendere fino a –30 °C. Inverni particolarmente rigidi ricorrono ogni 10-15 anni. Spesso gli inverni freddi sono privi di neve e il gelo causa danni diffusi ai fragoleti. Gelate primaverili si verificano quasi annualmente, ma di rado provocano danni gravi alle piante di fragola: ciò avviene soprattutto nelle regioni orientali e nordorientali del Paese. Il periodo vegetativo della fragola dura circa 200 giorni e le precipitazioni piovose non sono sempre soddisfacenti: al centro del Paese sono di circa 500-600 mm/anno. Le precipitazioni non sono distribuite uniformemente, ricorrendo soprattutto in autunno e nel periodo invernale. Durante la stagione vegetativa si verificano spesso carenze d’acqua e persino situazioni di siccità. Il momento di maturazione delle fragole in Polonia dipende dalla zona in cui vengono coltivate. In Polonia centrale, se le condizioni meteorologiche sono nella media, la raccolta avviene solitamente tra gli inizi di giugno e i primi di luglio. Nella regione sud-occidentale le fragole maturano 7-10 giorni prima, nel Nord-Est la maturazione avviene circa 7-10 giorni più tardi rispetto alla Polonia centrale. La più alta intensità di raccolta si ha nel momento in cui maturano i frutti della cultivar Senga Sengana, il che in Polonia centrale avviene tra il 15 e il 25 giugno. Il suolo polacco è piuttosto povero: circa il 60% di quello coltivato è di fertilità medio-bassa ma le fragole, e la frutta in genere, si comportano abbastanza bene su questo tipo di terreno. Le condizioni agroclimatiche del Paese sono quindi favorevoli alla fragolicoltura. In termini di profitto, anche con i metodi di coltura tradizionali, si ottiene un rendimento superiore a quello che contraddistingue altri prodotti agricoli. Nel dopoguerra, un forte incentivo allo sviluppo della fragolicoltura polacca fu dovuto alla grande disponibilità di manodopera: alla fine degli anni ’50 quasi il 52% della popolazione viveva nelle campagne, contro il 39% di oggi. All’incirca a questo periodo risale anche l’espansione dell’industria di trasformazione e di surgelazione delle fragole. Negli anni ’60 e ’70, in diverse regioni del Paese sorsero molte industrie di questo tipo. Il settore si sviluppò molto velocemente perché sostenuto e finanziato dal governo. Per fornire risorse locali alle fabbriche, intorno agli stabilimenti si costituirono grandi centri di produzione di fragole, sotto il controllo e la supervisione delle fabbriche stesse. Le fragole venivano prodotte con tecniche sempre più aggiornate, spesso in aziende agricole individuali o collettive di grandi dimensioni. Le aziende collettive erano costituite da piccoli appezzamenti – di solito da 1/10 a 1/4 di ettaro – che venivano dati in affitto agli abitanti dei paesi o delle città vicini. Alle cure colturali e ai trattamenti dei fragoleti partecipavano tutti con l’utilizzo di attrezzature altamente specializzate, mentre la raccolta veniva fatta dai soli membri della famiglia affittuaria del lotto e i frutti raccolti venivano portati rapidamente al vicino stabilimento per la trasformazione o la surgelazione. Questa rapidità nello svolgimento delle operazioni contribuiva a mantenere alta la qualità del prodotto finale. Il governo sosteneva questo metodo di coltura per promuovere la produzione di fragole, perché impiegava manodopera e nello stesso tempo garantiva un flusso di esportazioni di prodotto surgelato. I considerevoli profitti legati all’esportazione di fragole derivavano anche dal fatto che il costo del prodotto incideva soltanto per il 30%. Le coltivazioni di fragole erano localizzate in diverse regioni del Paese, ma soprattutto nelle aree centrale e centro-orientale, lungo la valle della Vistola (Varsavia, Kielce e contea di Lublino). In queste zone furono create numerose aziende agricole di grandi dimensioni, essenzialmente a monocoltura, con vasti campi di fragole. Nel 1965 queste regioni fornivano fino al 75% delle fragole polacche. Anche il rapido incremento delle fattorie – in termini di nuovi fragoleti – consentì l’aumento della produzione, che nel 1965 superò le 140.000 tonnellate. Grazie a un volume produttivo annuale così importante la Polonia divenne il secondo maggior produttore di fragole al mondo, dopo gli Stati Uniti, e il primo in termini di produzione pro capite. Negli anni che seguirono, malgrado il fatto che le aziende agricole avessero continuato a creare campi di fragole in diverse regioni del Paese, la produzione non presentò più un simile tasso di crescita. Le cause vanno ricercate in gran parte nel maltempo: il 1969 fu un anno decisamente negativo, con una produzione complessiva di sole 60.000 tonnellate. L’inverno 1968-69 – molto rigido e quasi privo di neve – causò danni ai tessuti delle piante su quasi il 30% della superficie coltivata a fragole e le piante sopravvissute produssero pochissimi frutti.

Varietà

Il fattore che più di ogni altro influenza la produzione di fragole dal punto di vista delle dimensioni e della qualità, e ne definisce le possibilità di gestione, è la scelta corretta della varietà coltivata. Purtroppo nel dopoguerra la scelta delle cultivar a disposizione era assai limitata; inoltre non esistevano varietà nazionali e il valore produttivo di quelle estere non era ben noto. Nei primi studi varietali comparativi, effettuati agli inizi degli anni ’50, furono valutate molte varietà estere, tra le quali Purpuratka, Oberschlesien, Climax e Georg Soltwedel. Più tardi furono incluse anche le francesi Madame Moutot e Surprise des Halles, la tedesca Regina, le scozzesi Talisman e Redgauntlet, la danese Ydun e le statunitensi Blakemore, Catskill, Dixieland, Midland, Premier, Robinson, Senator Dunlap e Sparkle. Agli inizi degli anni ’60 la ricerca fu estesa ad altre cultivar, tra cui le tedesche Macherauchs Fruhernte, Macherauchs Spaternte, Mieze Schindler, Deutsch Evern, Direktor Paul Wallbaum, Senga Sengana e Senga Precosa, l’olandese Gorella, le canadesi Cavalier e Grenadier, le statunitensi Midway, Pocahontas,Vesper e altre. Alla fine, di quasi 100 varietà valutate, soltanto alcune finirono per essere coltivate, considerando anche l’interesse dell’industria di trasformazione e di surgelazione polacca. Una di queste è Purpuratka, chiamata anche Africa o Murzynka in Polonia, la cui origine è sconosciuta. Il frutto di questa cultivar è rosso scuro, molto saporito, abbastanza consistente, di forma tondeggiante e facilmente separabile dal calice. Pur avendo assunto una grande importanza per l’industria di trasformazione e di surgelazione, Purpuratka presentava il grave inconveniente di una scarsa produttività e per questo motivo, agli inizi degli anni ’60, fu sostituita dalla varietà Senga Sengana, realizzata in Germania dal dr. Sengbusch e diffusa nel 1954. Nel 1960 in due regioni polacche iniziò una sperimentazione su questa varietà: i risultati, pubblicati nel 1964, evidenziarono che Senga Sengana era una cultivar medio-tardiva che produceva un frutto alquanto regolare, sferico, rosso scuro e con venature uniformi, molto gustoso e facilmente separabile dal calice. Un grande vantaggio di questa varietà era il suo rendimento produttivo molto elevato, unito a notevole resistenza al gelo e ad immunità nei confronti delle patologie fungine che interessano le radici, soprattutto la verticilliosi. Fu notato che i frutti erano molto adatti alla surgelazione e alla produzione di purea. Senga Sengana si guadagnò subito la fiducia dei fragolicoltori e in molti Paesi dell’Europa occidentale sostituì rapidamente le altre varietà. Va comunque notato che in Polonia Senga Sengana non ebbe un esordio facile. Se, da un lato, i produttori riconobbero ben presto le sue notevoli qualità – apprezzandone la produttività per le notevoli dimensioni dei frutti, il loro bel colore e la facilità di distacco del calice –, Senga Sengana non fu inizialmente accettata dall’industria di trasformazione e di surgelazione, interessata a esportare grandi quantità di fragole Purpuratka e Murzynka Kartuzka trasformate e surgelate, molto ben accette sul mercato mondiale, soprattutto in Europa e negli Stati Uniti. Tuttavia, gradualmente, grazie alle sue caratteristiche, Senga Sengana venne coltivata fino a diventare la cultivar dominante (nel 1980 rappresentava il 72% di tutte le fragole coltivate in Polonia). Oltre a Senga Sengana, venivano prodotte Surprise des Halles (10%) e Redgauntlet (7,5%), seguite da Purpuratka (4%). Grazie all’introduzione della varietà Senga Sengana, la Polonia per molti anni primeggiò nell’industria di trasformazione delle fragole. Si ritiene che siano stati prodotti circa 5 milioni di tonnellate di fragole Senga Sengana. Questo la rende una delle pochissime cultivar che hanno fornito più frutti nella storia della produzione fragolicola. A prescindere dalle sue qualità, Senga Sengana è comunque una varietà che presenta qualche difetto come l’insufficiente consistenza dei frutti e l’elevata suscettibilità alla muffa grigia. Alla fine degli anni ’80 la crescente domanda di frutta fresca ha fatto sì che i coltivatori provassero un crescente interesse verso cultivar di fragole adatte al consumo allo stato fresco. Diversi studi hanno consentito di individuare un gruppo di varietà: Redgauntlet, Gorella, Korona, Tenira e, in seguito, anche Kent, Marmolada, Elsanta, Honeoye e Selva, oltre ad alcune cultivar polacche come Dukat, Elat e Vikat. I coltivatori hanno iniziato subito a produrre queste varietà, e ciò ha provocato una diminuzione della superficie coltivata a Senga Sengana. Le varietà estere producono in genere frutti molto attraenti, consistenti, che sopportano meglio il trasporto e possono essere conservati nei negozi anche per più giorni. Tuttavia in Polonia queste cultivar presentano numerosi difetti: una scarsa produttività, una debole resistenza al freddo, un’elevata suscettibilità agli agenti patogeni, soprattutto a quelli radicali, e un sapore appena discreto. Le varietà polacche non hanno questi difetti, ma continuano a essere inferiori a quelle estere in termini di consistenza della polpa. Attualmente (2010) la Polonia, con circa 100.000 t/anno, è ancora al primo posto nella produzione di frutti trasformati della varietà Senga Sengana la cui quota, però, ha iniziato a perdere terreno in favore delle varietà da consumo fresco. Si stima che l’attuale ripartizione varietale, in base alla percentuale di superficie coltivata, sia la seguente: Senga Sengana 50%, Elsanta 15%, Honeoye 12%, Kent 7%, Dukat 6%, Elkat 5% e altre 5%. Tra queste ultime figura Selva, una varietà rifiorente. Va notato che i produttori polacchi stanno dimostrando un crescente interesse per la coltivazione di varietà rifiorenti più recenti, come Albion o San Andreas.

Costituzione di varietà nazionali

La Polonia può contare su un’ampia gamma di ricerche per valutare l’adattabilità delle cultivar di fragola estere. Inoltre, nel 1972 l’Istituto di Pomologia e Floricoltura di Skierniewice avviò un nuovo programma di breeding per la costituzione di cultivar nazionali. Pochi anni dopo, test di breeding per l’ottenimento di nuove varietà di fragole furono avviati anche presso l’Accademia di agraria di Lublino. Entrambi i programmi si prefiggevano di costituire nuove cultivar nazionali che si sarebbero adattate meglio di quelle estere all’agroclima della Polonia. Il programma di Skierniewice aveva come obiettivo anche quello di produrre varietà caratterizzate da diverse epoche di maturazione, buona qualità dei frutti, resistenza (bassa suscettibilità) alle malattie e ai parassiti, e adattabilità a diversi usi. Sono state realizzate numerose cultivar di cui le più importanti sono Kama, Dukat ed Elkat. Kama è stata ottenuta da un incrocio tra Senga Sengana e Cavalier: si tratta di una tipica varietà da trasformazione industriale, ma anche idonea per essere consumata allo stato fresco. Tuttavia, poiché produce frutti poco consistenti e di medie dimensioni, non poteva competere con Senga Sengana; pertanto, dopo alcuni anni di coltivazione, è stata rimossa dal mercato. Le varietà Dukat (Gorella × Koralowa 100) ed Elkat (Elsanta × Dukat) sono derivate dalla cultivar Gorella, conosciuta per i suoi grandi frutti di eccellente qualità. Entrambe presentano frutti di grosse dimensioni, meno consistenti di quelli di Elsanta o Honeoye, ma sono molto produttive e meglio adatte al clima polacco. Queste piante sono molto resistenti al gelo invernale e alle patologie delle radici (verticilliosi): un vantaggio considerevole, perché è possibile evitare la disinfezione del terreno. Oggi in Polonia si conducono ancora ricerche per la selezione di nuove varietà, principalmente nel Dipartimento di ricerca sulla selezione delle piante, presso l’Istituto di Pomologia e Floricoltura di Skierniewice. Il programma è finanziato con fondi per il progresso biologico erogati all’Istituto dal Ministero per l’agricoltura e lo sviluppo rurale. Ogni anno è attivo un intenso lavoro di selezione dei semenzali ottenuti da diverse decine di combinazioni d’incrocio. Molte delle nuove selezioni appaiono migliori delle cultivar estere più frequentemente utilizzate, come Honeoye o Elsanta. Alcune di queste verranno presto diffuse commercialmente e quindi andranno ad arricchire l’assortimento delle varietà di fragole coltivate in Polonia.

Metodi di coltivazione

Per molti anni ha dominato il tradizionale metodo di coltura estensivo a filari. L’aumento in termini di volumi produttivi si è verificato in seguito all’ampliamento della superficie coltivata, non grazie a un incremento del rendimento produttivo unitario. I fragoleti vengono mantenuti per tre anni di fruttificazione, a volte anche per più tempo. Questo tipo di coltura è stato possibile perché in Polonia abbondavano i terreni a buon mercato; inoltre, la varietà Senga Sengana dominava il mercato ed era redditizia per i coltivatori, anche se la resa unitaria era un poco più bassa rispetto a quella di altre varietà. I cambiamenti sociali ed economici che si sono verificati dopo il 1989 hanno provocato un forte incremento del mercato. Gran parte delle industrie ortofrutticole di trasformazione e di surgelazione è stata privatizzata e molte di esse hanno cambiato il loro profilo di produzione. La domanda di fragole per gli usi industriali è diminuita, con una conseguente caduta di redditività per i fragoleti di Senga Sengana. Di contro, è aumentato l’interesse per la fragola da consumo fresco di qualità. Questi sono i motivi principali per cui sono state utilizzate nuove tecnologie nella raccolta delle fragole, sulla base di nuove varietà. Lo sviluppo di queste cultivar da consumo fresco è stato molto rapido, non soltanto per la tradizionale raccolta nel periodo primavera-estate, ma anche per quella in epoca precoce e tardiva. Hanno aperto molte aziende fragolicole moderne, alcune delle quali con una superficie di oltre 100 ettari. I moderni metodi di coltivazione per la produzione di massa di fragole hanno richiesto l’impiego di piante di buona qualità. Nel 1990 è stato prodotto il primo lotto di piante frigoconservate, interamente esportato. L’interesse nei confronti della produzione e dell’uso di queste piante al fine della creazione di aziende fragolicole nel Paese è aumentato molto velocemente. Nel 1995 le piante frigoconservate venivano fornite già da una decina di produttori, e nello stesso anno sono stati prodotti complessivamente circa 7 milioni di piante, di cui 1 milione di piante A+ e piante WB. Pochi anni dopo i produttori di stoloni hanno iniziato anche a controllare la produzione di piante fresche cime radicate. Oggi, per la realizzazione di nuove coltivazioni di varietà da consumo fresco, si utilizzano sia piante frigo sia piante fresche cime radicate. Questa tecnica viene messa in atto principalmente ricorrendo alle cultivar Honeoye, Darselect ed Elsanta, in grado di coprire la raccolta sia nel periodo precoce sia in quello tardivo. L’anticipazione della maturazione dei frutti si ottiene a primavera, coprendo le piante nel terreno (generalmente dal 1° al 15 marzo) con un film plastico forato: questa tecnica protettiva permette di anticipare la maturazione di circa 5-7 giorni. Se si coltivano queste varietà sotto alti tunnel di plastica, non riscaldati, si può aumentare l’anticipo di maturazione dei frutti di circa 10-12 giorni rispetto al pieno campo. Oggi la regione in cui maggiormente si ricorre alla protezione della coltura è quella di Varsavia: qui ogni anno la raccolta (la superficie interessata è di circa 200 ettari) viene anticipata e i frutti sono venduti nei mercati della capitale. La maturazione tardiva delle fragole si ottiene posticipando la data di piantagione delle piante frigo A+ di cultivar rifiorenti, quali Selva o Albion.

Previsioni sullo sviluppo e sulla gestione della produzione di fragole in Polonia

Agli inizi degli anni ’90 il principale destinatario delle fragole prodotte in Polonia era l’industria di trasformazione e di surgelazione, che gestiva circa il 90% del prodotto raccolto; la quota rimanente era destinata ai mercati dei prodotti freschi. L’industria di trasformazione e di surgelazione – oggi in gran parte in mano a privati – è ancora il maggiore destinatario delle fragole polacche, ma la sua partecipazione nella gestione del prodotto è limitata al 60% circa, con la possibilità che questo valore diminuisca ulteriormente. Ciò riguarda in particolare la varietà Senga Sengana. I Paesi dell’Europa ricevono l’80% delle fragole congelate polacche e rappresentano il principale mercato. Gli stessi Paesi importano dalla Polonia circa 15.000 tonnellate di frutti, che utilizzano per produrre gelati, puree e altri prodotti che prevedono l’aggiunta di fragole. Negli ultimi anni l’industria di trasformazione polacca ha mostrato un crescente interesse nei confronti della produzione di succo di fragole concentrato (circa 7000 tonnellate, corrispondenti a quasi 50.000 tonnellate di fragole fresche utilizzate per produrlo); purtroppo però in Polonia non esiste una domanda per il succo di fragola, e questo è il motivo per cui quasi tutto il concentrato prodotto viene esportato, soprattutto nei Paesi dell’Europa. Attualmente la produzione di fragole in Polonia, per quanto ancora elevata, è meno redditizia che in passato. I produttori non riescono a mantenere e sviluppare la produzione, principalmente di Senga Sengana. Sul mercato europeo il prodotto di questa cultivar viene via via sostituito dalle più economiche fragole congelate provenienti dalla Cina. Inoltre, il mercato polacco riceve fragole dalla Spagna e dal Marocco e, recentemente, anche dalla Turchia. In un prossimo futuro, un’alternativa per i fragolicoltori polacchi sarà principalmente la produzione di fragole per il mercato fresco di alta qualità, seguendo un trend già visto molti anni fa in altri Paesi dell’Europa occidentale. Un altro problema per i produttori è dovuto alla limitatezza della disponibilità di agrofarmaci, molti dei quali sono stati ritirati dal commercio dalla Commissione Europea in quanto dannosi per l’ambiente. In Polonia l’attività vivaistica sta sviluppandosi molto rapidamente e le piante ottenute vengono esportate in alcuni Paesi della UE – per esempio l’Italia – dove i loro elevati valori di produzione sono confermati. Per quanto riguarda l’esportazione la situazione è favorevole poiché, grazie alla sua posizione geografica, la Polonia non ha problemi di malattie virali, e molti insetti delle piante non riescono a sopravvivere all’inverno polacco.

 


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