Volume: la fragola

Sezione: mondo e mercato

Capitolo: fragola in nord europa

Autori: Tarja Hietaranta, Saila Karhu

Storia

Nei Paesi nordici la coltivazione delle fragole selvatiche cominciò nell’800 nei giardini. Successivamente in Danimarca e in Svezia, iniziò anche la produzione delle prime varietà commerciali. Agli albori della fragolicoltura molte varietà coltivate nell’Europa settentrionale erano di origine tedesca: ricordiamo in particolare Deutsch Evern, Purpurkugel e Sieger, quest’ultima chiamata anche Seierherren e Askøybær in Norvegia. Inoltre, Abundance − una cultivar di provenienza poco nota − era coltivata già nell’800 ed è stata una varietà in qualche misura importante fino agli anni ’70 del secolo scorso. Nel 1909 il giardiniere danese H.H. Larsen presentò a una mostra ad Aarhus una nuova varietà di fragola, chiamata J.A. Dybdahl: questa fu molto apprezzata dai coltivatori danesi per circa cinquant’anni e coltivata anche in Norvegia. La sua popolarità è andata diminuendo perché i suoi grossi frutti erano di colore rosso tenue, mentre i consumatori preferivano fragole rosso scuro. In Danimarca la costituzione di nuove varietà di fragola è proseguita negli anni successivi, con E. Christiansen, alla stazione di ricerca Spangsbjerg di Jylland. Le sue cultivar più importanti sono state Ydun e Freja, realizzate nel 1949: entrambe discendevano da incroci i cui parentali erano Deutsch Evern, Späte von Leopoldshall e Culver. Ydun è stata un’importante varietà nei Paesi nordici, coltivata fino agli anni ’70. In seguito il breeding danese si è indirizzato verso cultivar adatte alla raccolta meccanica, e ha introdotto le varietà Mimek e Primek. Già nel 1890 lo svedese E. Lindgren tentò di produrre cloni di fragola dai semi, ma senza successo. Un’attività di breeding più rilevante fu avviata ad Alnarp, in Svezia, nel 1924. Nel 1940 fu ottenuta Silva, da un semenzale di Lucida Perfecta liberamente impollinata. Altre cultivar prodotte ad Alnarp furono Indra, Landia, Finn e Julia. In Finlandia, nel 1910 il pomologo B.W. Heikel diffuse la cultivar Kasper. Questa prima varietà di fragola finlandese fu originata da un semenzale proveniente da semi che lo stesso Heikel aveva portato dal Canada. Nei decenni successivi la varietà Kasper fu coltivata, ma perse di popolarità negli anni ’40. Una più intensa attività di breeding in Finlandia iniziò più tardi, presso il Dipartimento di Orticoltura del Centro di ricerca agricola, da parte di H. Hiirsalmi, che diffuse la prima varietà, Hiku, nel 1984. Il breeding in Norvegia è stato avviato da B. Ljoness presso l’Institut for frukdyrkning negli anni ’60, poi continuato da J. Øydvin. Tra gli anni ’60 e i primi anni ’70 sono state diffuse commercialmente tre varietà di fragola: Hella, Glima e Jonsok, quest’ultima destinata a diventare la principale cultivar precoce in Finlandia e di grande importanza anche in Norvegia. Due varietà hanno dominato la fragolicoltura dei Paesi nordici per oltre vent’anni: Senga Sengana, di origine tedesca, affermatasi negli anni ’60 e per lungo tempo rimasta la varietà preferita dall’industria di trasformazione, e la danese Zefyr, prodotta dall’Ente di ricerca statale danese di Aarslev e diventata leader tra le cultivar a maturazione precoce nel corso degli anni ’70. La popolarità di queste due cultivar è continuata fino agli inizi degli anni ’90.

Varietà

Durante il primo decennio del XXI secolo l’olandese Polka si è distinta come principale cultivar per produzioni di stagione nei Paesi nordici. In Danimarca, Norvegia e Svezia anche la cultivar olandese Korona è stata importante per il consumo allo stato fresco, grazie al buon sapore dei frutti; in Finlandia, tuttavia, Korona è meno diffusa. La varietà statunitense Honeoye viene preferita per le produzioni di inizio stagione e anche in Finlandia ha sostituito la varietà norvegese Jonsok, più resistente al freddo invernale. Altre cultivar attualmente diffuse nei Paesi nordici sono l’inglese Florence e l’olandese Sonata. Le varietà rifiorenti non vengono ancora coltivate per fini commerciali. L’attività di breeding è continuata in Finlandia ed è stata particolarmente attiva in Norvegia. Negli ultimi 15 anni il programma dell’Università norvegese di Scienze della Vita ha realizzato due cultivar unifere, Inga e Frida, e cinque varietà rifiorenti: Rita, Rondo, Ridder, Rosa e Ria. Un programma parallelo, condotto in Norvegia presso l’Istituto per la Ricerca Agricola e Ambientale, ha diffuso le varietà Aurora, Carmen, Babette e Hanibal. Dopo la privatizzazione di questo ente, divenuto Graminor Breeding Ltd., il programma è continuato e ha dato origine alle cultivar Gudlief, Iris e Blink. Il programma finlandese, invece, ha introdotto le varietà Kaunotar, Suvetar e Valotar.

Caratteristiche ambientali

L’area geografica che comprende Danimarca, Finlandia, Norvegia e Svezia si estende da 54° 33’ N a circa 71° N di latitudine, e le aziende fragolicole più settentrionali sono situate vicino al Circolo Polare Artico. La corrente del Golfo ha un importante effetto sul clima, e i Paesi nordici beneficiano della sua azione mitigatrice sulle basse temperature, soprattutto nelle zone costiere. Tuttavia il verificarsi di danni invernali alle piante continua a essere un fattore limitante per la fragolicoltura. In molte zone il manto nevoso è spesso troppo sottile o del tutto assente per fornire un isolamento protettivo sufficiente. Le condizioni di crescita delle piante in queste aree nordiche sono caratterizzate da inverni rigidi con innevamento variabile, da primavere con frequenti gelate in fase di fioritura e da brevi stagioni di sviluppo vegetativo con condizioni di lungo fotoperiodo, che si protraggono fino in autunno. In queste condizioni i processi di induzione e differenziazione fiorale sono di breve durata cominciando non prima di settembre, in diverse zone soltanto un mese prima della fine della stagione di crescita vegetativa delle piante. Le giornate di lungo fotoperiodo contribuiscono a un’abbondante produzione di stoloni durante il periodo estivo.

Caratteristiche colturali

La produzione di fragole nei Paesi nordici si basa sulla coltivazione pluriennale di cultivar unifere in campo aperto. La produzione commerciale in ambienti protetti è marginale. Le coltivazioni vengono effettuate principalmente in primavera o all’inizio dell’estate; la piantagione nel mese di agosto è possibile ma, poiché non consente una produzione soddisfacente nella stagione successiva, viene sempre meno utilizzata. In Finlandia, Danimarca e Svezia i fragoleti vengono costituiti con piante frigoconservate (a radice nuda) importate dall’Olanda o dalla Polonia, sebbene si usino anche piante fresche cime radicate e piante fresche a radice nuda. Le piante TP (tray plant) sono utilizzate soprattutto nelle coltivazioni in serra o sotto tunnel per la produzione primaverile precoce. A causa della normativa fitosanitaria l’importazione di piantine in Norvegia non è consentita, di conseguenza si utilizza solo materiale originato nei vivai nazionali. I campi di fragole vengono generalmente predisposti per cicli di coltivazione di 2-3 anni. L’utilizzo dell’irrigazione a goccia in doppio filare e le prode pacciamate con film plastico nero sono diventati comuni soprattutto in Finlandia. Il terreno tra le prode è solitamente inerbito e utilizzato per il passaggio degli operatori. Si ricorre anche a filari doppi o tripli e a pacciamatura di sola paglia. Oltre all’irrigazione a goccia, spesso vengono installati irrigatori a pioggia per proteggere le piante dal gelo nel periodo della fioritura. La necessità di procedere agli interventi di irrigazione viene spesso valutata per mezzo di tensiometri che analizzano lo stato idrico del suolo. In base alle caratteristiche della coltivazione e al sistema di irrigazione si adottano sia la fertirrigazione sia la normale concimazione a spaglio. Poiché il sistema di coltivazione non è annuale, occorre prestare particolare attenzione alla fertilizzazione: soprattutto a fine stagione, l’eccesso di azoto aumenta il rischio di danni alle piante durante l’inverno. Per la protezione invernale si ricorre solitamente alla copertura con paglia o con film di materiali acrilici. La muffa grigia e l’oidio sono le malattie più pericolose che colpiscono le fragole nei Paesi nordici. Finora le malattie dell’apparato radicale sono state d’importanza secondaria, ma la situazione potrebbe cambiare a seguito dell’incremento delle importazioni di piante e come conseguenza del riscaldamento globale: la presenza di marciume del colletto dovuto a Phytophthora cactorum e di antracnosi sui frutti potrebbe diffondersi ulteriormente. I parassiti più importanti sono gli acari, l’antonomo e l’oziorrinco. Anche i tripidi a volte possono provocare danni notevoli. Gli uccelli, in particolare i tordi, possono causare perdite considerevoli di prodotto, dal momento che si cibano dei frutti maturi, danneggiandoli. Durante l’inverno le arvicole talvolta distruggono le piante.

Mercati

La produzione di fragole in campo aperto inizia generalmente nella seconda metà di giugno e prosegue, in alcune zone meridionali, fino alla metà di luglio, e in regioni più a nord fino all’inizio o alla metà di agosto. I coltivatori ottengono i prezzi migliori prima della metà di giugno. Nel corso dell’ultimo decennio sono aumentati l’interesse e le sperimentazioni per ampliare i calendari di produzione delle fragole. L’impiego di piante frigoconservate importate è diventato sempre più comune. La coltivazione sotto tunnel permette di anticipare l’inizio della stagione di fruttificazione a fine maggio-primi di giugno e di estenderla anche fino ai primi di ottobre. Gran parte della produzione è commercializzata come prodotto fresco: a titolo di esempio, circa il 30% della produzione norvegese è destinato all’industria di trasformazione, mentre in Finlandia tale percentuale è inferiore al 10%. Tradizionalmente l’industria di trasformazione della fragola fa ricorso a materie prime dall’Europa orientale, ma oggi importa anche dalla Cina. Soltanto il piccolo settore locale dei prodotti di elevata qualità utilizza materie prime nazionali. Le fragole fresche sono importate per lo più da Spagna e Italia, soprattutto in primavera e all’inizio dell’estate. Le fragole vengono commercializzate attraverso canali diversi. Soprattutto in Finlandia i mercati gestiti dai produttori locali svolgono un ruolo notevole. In Svezia le bancarelle lungo le strade e i negozi sono più importanti, mentre una percentuale di frutta minore viene venduta nei supermercati. Esiste anche un certo mercato PYO (Pick-Your-Own, “raccogli da te”), al quale, tuttavia, i giovani consumatori appaiono meno interessati. La manodopera nelle aziende agricole proviene in gran parte dai Paesi dell’Europa orientale.

Produzione

La fragola è il principale piccolo frutto coltivato in tutti i Paesi nordici, assai più importante di altri quali ribes, lamponi e mirtilli. Le superfici coltivate a fragola in Danimarca, Finlandia, Norvegia e Svezia sono state rispettivamente di 870, 3450, 1600 e 2500 ettari (dati 2007-2008). Negli stessi anni, la produzione totale è stata di 5781 t in Danimarca, 16.000 t in Norvegia, 25.000 t in Svezia e 10.377 t in Finlandia. Il rendimento produttivo medio per lo stesso periodo varia dalle 3,5 t/ha della Finlandia alle 10 t/ha di Svezia e Norvegia. La produzione biologica di fragole incide per una piccola percentuale sulla produzione complessiva di questi Paesi.

 


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