Volume: la fragola

Sezione: mondo e mercato

Capitolo: fragola nel mondo

Autori: Walther Faedi

Nel ventennio 1980-2000 la produzione mondiale di fragole è aumentata dell’83% fino a oltrepassare i 3 milioni di tonnellate. Dal 2000 al 2008 si è registrato un ulteriore aumento del 24% fino a superare i 4 milioni di tonnellate. La superficie coltivata a fragola, stimata nel 2008 in circa 255.000 ettari ha subito, come la produzione, un trend positivo ma con valori meno significativi. Ciò denota un aumento delle rese unitarie dovuto sia all’innovazione varietale sia al miglioramento della tecnica colturale. L’aumento di produzione è stato osservato in ogni grande area di produzione nel mondo: in Europa ha subito i minori incrementi soprattutto nell’ultima decade (+3%). L’Europa rimane comunque il principale continente, con quasi un milione e mezzo di tonnellate di fragole prodotte, equivalenti al 35% della produzione mondiale e al 64% della superficie. L’Europa è seguita dal Nord America (1.169.000 t pari al 29,1% coltivato sul 10% della superficie) e dall’Asia (750.900 t, 18,5%; 13,0% della superficie) mentre meno significativi sono i volumi produttivi di Sud America, Africa e Oceania. I principali Paesi produttori sono: USA (1.148.500 t, pari al 28,2% della produzione mondiale), Spagna (263.900 t, 6,5%), Turchia (261.000 t, 6,4%), Messico (207.500 t, 5,1%), Corea, Polonia, Egitto (circa 200.000 t ciascuno), Giappone (193.000 t), Italia (155.600 t) e Germania (150.000 t). Complessivamente, questi dieci Paesi nel 2008 hanno prodotto quasi 3 milioni di tonnellate, equivalenti al 73% della produzione mondiale, ottenute sul 58% della superficie. Fra questi Paesi il maggior aumento di produzione, dal 2000 al 2008, si è avuto in Egitto (+184%), Turchia (+100%), Messico (+47%) e Germania (+45%). Al contrario, nello stesso periodo, i Paesi che hanno invece ridotto in modo più significativo la loro produzione sono risultati: Spagna (–24%), Italia (–21%) e Giappone (–6%). Va evidenziato che i tre Paesi con il maggiore aumento di produzione sono quelli con il minor costo unitario della manodopera e sono tutti caratterizzati da inverni a clima mite. Ciò conferma un trend verso una continua meridionalizzazione della fragolicoltura. Infatti nel 2008 oltre il 60% della produzione mondiale proviene da queste aree, contro il 56% del 1998 e solo il 35% del 1980. Il principale Paese a clima invernale mite è la California che rappresenta il principale bacino di produzione di fragole a livello mondiale. Tuttavia, dopo la costante ascesa degli investimenti a fragoleto fatta registrare negli anni ’70, ’80 e ’90, dal 2000 si è riscontrata una inversione di tendenza che ha portato a una riduzione del 26% della produzione (da 656.478 a 485.660 t), principalmente a causa degli alti costi di produzione. Lo spostamento di parte delle superfici dalla California al Messico, a minor costo salariale, ha comportato un incremento significativo delle produzioni messicane. La stessa ragione è alla base dei disinvestimenti che si sono registrati in Spagna (area di Huelva) a favore di altre aree produttive nordafricane come il Marocco.

 


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