Volume: la fragola

Sezione: mondo e mercato

Capitolo: Fragola in Belgio, Olanda e Germania

Autori: Philip Lieten

Produzione di fragole in Germania

Superficie coltivata e produzione
Con i suoi 85 milioni di abitanti la Germania è il principale mercato dell’Europa occidentale per i prodotti ortofrutticoli freschi. Per quanto riguarda le fragole il Paese non è mai stato autosufficiente, dal momento che annualmente ne importa una quantità variabile tra 130.000 e 160.000 t principalmente da Spagna, Italia e Polonia. Nel 2000 la superficie coltivata a fragola era di circa 9600 ha e da allora è aumentata ogni anno: nel momento di massima espansione (2006), ben 14.000 ha erano coltivati. Da allora, a causa della sovrapproduzione che ha comportato un calo dei prezzi a livello europeo, i produttori tedeschi hanno ridotto nuovamente la superficie, fino agli 11.900 ha del 2009. In ogni caso la Germania è diventata il maggiore produttore di fragole in ambito UE. Il consumo di fragole fresche è elevato: 4,3 kg per famiglia. Soltanto a partire dal 2000 si registra un certo interesse per la produzione precoce in coltura protetta (tunnel), che oggi occupa circa 150 ha; di contro, alla coltura fuori suolo è dedicata un’attenzione minore, con soli 35-40 ha di superficie coltivata, concentrati soprattutto intorno alle aree più densamente popolate, come Berlino, Düsseldorf e Colonia. Quasi tutti i fragolicoltori possiedono aziende di dimensioni variabili tra i 10 e i 50 ha dove spesso si producono anche mele, cereali, lamponi e asparagi.

Varietà e periodi di produzione
Coltivata sul 68% circa della superficie fragolicola, Elsanta rimane la varietà più diffusa in Germania, seguita da Darselect. Nel nord del Paese sono diffuse Honeoye e Sonata, mentre a sud sono apprezzate varietà precoci quali Alba e Clery. Florence e Symphony sono due cultivar specifiche per la produzione tardiva di fine luglio. Circa il 37% della superficie è rappresentato da coltivazioni precoci in tunnel o coperte da TNT (tessuto non tessuto). La normale produzione di giugno interessa il 44% della superficie, mentre il prodotto di luglio con le cultivar più tardive rappresenta il 19% circa della superficie. Per l’ottimo sapore dei loro frutti, le varietà Korona, Lambada, Polka e Sonata sono diffuse nelle coltivazioni PYO (Pick-Your-Own, “raccogli da te”). Le principali zone di produzione di fragola sono la valle del Reno, nel Baden-Württenberg meridionale e la parte orientale del Kölner Bucht/Rheinland (Reno settentrionale-Westfalia), che rappresentano ciascuna il 20% circa della produzione nazionale. Anche la Baviera (Bodensee), con il 13%, è una regione importante. Nelle regioni meridionali si utilizzano piante fresche e circa il 60% della superficie coltivata è coperto con film plastico perforato o con tessuto non tessuto, per migliorare la precocità. La raccolta inizia a metà maggio negli impianti protetti e i primi di giugno in campo aperto. Nel nord del Paese le aree di coltivazione più importanti sono in Bassa Sassonia (14%), Sassonia (10%), Schleswig-Holstein (7%) e Hessen (5%). Per sfruttare la stagione tardiva naturale i coltivatori fanno ricorso alla copertura delle prode con film plastico bianco e mettono a dimora piante frigoconservate a maggio-giugno. In queste zone sono diffuse varietà tardive come Florence, mentre è limitato l’impiego di Elsanta (piante WB, Waiting Bed) e di cultivar rifiorenti. Le varietà rifiorenti principali impiegate in Germania sono Evie, Selva, Everest e Albion, la cui raccolta avviene tra luglio e ottobre.

Produzione di fragole in Belgio

Superficie coltivata e produzione
Sebbene in otto anni la superficie coltivata a fragole si sia ridotta di 1000 ha, il rendimento produttivo non è diminuito in misura apprezzabile, grazie alla conversione in sistemi di coltivazione fuori suolo e alla produzione in serre e tunnel. Le dimensioni medie delle aziende oscillano tra 5 e 10 ha. Circa il 96% delle fragole è coltivato nella regione delle Fiandre, a nord, mentre le fragole provenienti dalla Vallonia costituiscono il rimanente 4% della produzione nazionale. In Belgio 160 ha circa sono coltivati in serra mentre la produzione in tunnel interessa circa 200 ha. La regione di Hoogstraten è quella più importante per la coltura fuori suolo e la produzione protetta, con 100 ha di serre e 120 ha di coltivazioni in tunnel. A causa dei terreni sabbiosi è anche la zona principale per la produzione programmata con piante frigoconservate. Nella parte orientale del Paese – il triangolo costituito dalle città di Borgloon, St. Truiden e Tongeren – si coltivano soprattutto varietà, in campo aperto, che fruttificano in giugno. In questa regione si concentra la produzione di varietà rifiorenti. Il periodo di produzione inizia ai primi di luglio e dura fino alla fine di settembre.

Varietà e periodi di produzione
Attualmente in Belgio la cultivar più diffusa per tutti i sistemi di produzione è Elsanta (76%). Darselect (6%) viene coltivata principalmente in tunnel per produzioni precoci. Altre varietà unifere, come Sonata e Figaro (3%), vengono impiegate con piante WB per la produzione estiva. Sonata e Clery sono le cultivar preferite per la produzione precoce in serra, mentre Elsanta è la varietà più comune per la normale produzione autunnale in serra (2 cicli). Le cultivar rifiorenti interessano circa il 14% della superficie: una metà è rappresentata da Camarillo e la rimanente dalle cultivar Charlotte e Albion.

Produzione di fragole in Olanda

Superficie coltivata e produzione
La superficie fragolicola in Olanda è rimasta relativamente stabile nel corso dell’ultimo decennio. Si registra in ogni modo una continua espansione della coltura fuori suolo su substrato per la produzione in serra e di quella su prode rialzate per la produzione estiva. Le unità produttive in serra sono via via più grandi (3-8 ha) e condotte con notevole professionalità. Oggi la superficie coltivata in serra è di oltre 180 ha, mentre sotto tunnel è di 85 ha. La dimensione media delle aziende con produzione in suolo è di 15-25 ha. La zona di produzione principale si trova nel Sud del Paese, vicino al Belgio, ed è concentrata intorno a Breda (a ovest), a Horst (a est) e a S’Hertogenbosch (al centro).

Varietà e periodi di produzione
Al momento la varietà più diffusa in tutti i sistemi di produzione è Elsanta (75%), seguita da Sonata (20%), interessante per le produzioni precoci in suolo. La produzione in serra si concentra in aprile-maggio e quella in campo aperto in giugno. La produzione in suolo con piante frigo WB e TP (tray plant) su prode rialzate è invece concentrata in luglio-agosto. La produzione autunnale è concentrata su piante TP di Elsanta in tunnel e in serra. Le varietà rifiorenti rappresentano meno dell’1% della superficie coltivata in campo aperto (raccolta: luglio-settembre) e in serra (raccolta: maggio-ottobre).

Vivai

I vivai sono localizzati principalmente in Olanda dove sono presenti circa 1000 ha (2008). Inoltre in Olanda l’autoproduzione delle piante da parte dei fragolicoltori interessa circa 50 ha. Il sistema di certificazione è controllato da NAK di Horst. I vivai olandesi moltiplicano circa 30 varietà, le più importanti delle quali sono Elsanta, Honeoye, Polka, Sonata e Florence. Inoltre, la produzione delle piante WB è concentrata nella parte meridionale dell’Olanda – caratterizzata da terreni sabbiosi – per un totale di circa 500 ha. La produzione fuori suolo di piante cime radicate e TP acquisisce sempre più importanza. Su una superficie di circa 100 ha vengono prodotte piante TP da parte di vivaisti professionali. I vivai in Belgio sono di dimensioni assai modeste, con poco più di 30 ha dedicati principalmente alla varietà Elsanta e, in misura minore, a Clery e Darselect. I fragolicoltori producono in proprio le piante TP e WB destinate ai loro fragoleti.

Sistemi di produzione in Europa centrale

Nell’Europa centrale (Regno Unito, Germania, Olanda e Belgio) le varietà unifere (brevidiurne) si raccolgono generalmente nel corso di 4-6 settimane tra giugno e luglio. La produzione tradizionale nei Paesi scandinavi dura da fine giugno a fine agosto. Tuttavia, in diversi Paesi dell’Europa centrale, nell’ultimo decennio si è registrato un forte incremento delle coltivazioni programmate per produzione di fragole fuori stagione. Ciò è dovuto in parte all’impiego di cultivar a diversa epoca di raccolta, ma soprattutto alla piantagione sequenziale di piante frigo WB e TP in serra e sotto tunnel. Queste tecniche hanno permesso di estendere la produzione di fragole nell’Europa centrale per 11 mesi, da fine febbraio sino a metà gennaio dell’anno successivo. Le varietà rifiorenti hanno consentito la produzione fuori stagione anche nell’Europa settentrionale e meridionale.

Sistemi di produzione tradizionali in campo aperto

Produzione di stagione. Di norma si utilizzano piante fresche messe a dimora entro le prime due settimane di agosto su prode ben baulate, rialzate e pacciamate con film di polietilene nero, allo scopo di anticipare il periodo della raccolta. Esistono colture a file doppie o singole, pertanto la densità d’impianto può variare da 3,5 a 5 piante/m2. La resa per ettaro varia da 25 a 35 t. Nella maggior parte dei Paesi la raccolta viene anticipata di 10 giorni, coprendo i fragoleti con film TNT. Nelle regioni più fredde si ricorre a film di pacciamatura bianco per posticipare il periodo della raccolta.

Sistemi produttivi tardivi con cultivar rifiorenti. La produzione estiva può essere realizzata ricorrendo a varietà rifiorenti. Le piante frigo di solito vengono messe a dimora in marzo su prode rialzate, a doppio filare, con densità di 4-5 piante/m2. I primi fiori emessi dalle piante vengono asportati; la raccolta comincia agli inizi di luglio e può durare fino a ottobre in base alle condizioni climatiche. In Germania si preferiscono le varietà Everest ed Evie 2. Secondo la cultivar, il rendimento produttivo oscilla tra 15-20 t/ha(Jubilee), 25-30 t/ha (Albion, Charlotte e Camarillo) e 30-35 t/ha (Evie 2 ed Everest).

Sistemi produttivi tardivi con piante frigoconservate. Piante frigoconservate di varietà unifere (Elsanta e Sonata) sono in grado di fruttificare entro 60 giorni dalla piantagione. Recentemente nel periodo più caldo (luglio-agosto) viene impiegata la varietà unifera Figaro. La produzione in campo aperto ha luogo dopo la stagione principale, dagli inizi di luglio alla fine di settembre, secondo le condizioni climatiche. La messa a dimora di piante frigo WB avviene in sequenza da fine aprile a metà luglio. La fruttificazione comincia in genere circa otto settimane dopo la piantagione e la raccolta richiede in genere quattro settimane. In linea di massima questo sistema di produzione programmata con piante frigo WB è annuale, tuttavia in alcune regioni tedesche i produttori sfruttano gli impianti costituiti in epoca tardiva per un ulteriore ciclo di fruttificazione nella primavera successiva.

Coltura fuori suolo su substrato. A causa delle condizioni climatiche meno favorevoli, le coltivazioni fuori suolo su substrato all’aperto non sono molto diffuse nell’Europa centrale. Gran parte del territorio è esposta a pioggia, grandine, vento e interessata da infezioni di oidio. Tuttavia, in Olanda e in Belgio alcuni coltivatori hanno installato sistemi a piani rialzati fuori terra per ottenere una produzione estiva. Grazie a piantagioni successive, da fine aprile a metà giugno, la raccolta inizia solitamente agli inizi di luglio e continua in agosto. A questo scopo si preferiscono piante frigoconservate WB e TP. Grazie al breve periodo di conservazione che queste piante hanno subito nelle celle frigorifere e alle temperature moderate si ottengono buone rese e una soddisfacente pezzatura dei frutti.

Sistemi di produzione protetti
Nel corso degli ultimi cinque anni, il passaggio alla protezione delle colture ha permesso alla Germania di acquisire una certa autosufficienza. I sistemi colturali protetti hanno consentito la produzione di fragole anche al di fuori della stagione tradizionale, evitando il picco di raccolta che di solito si ha in giugno. Proteggendo i fragoleti da vento, pioggia e grandine si guadagna in qualità dei frutti e in facilità di raccolta. Estendendo i periodi di produzione, spesso con la stessa varietà, si può garantire un rifornimento continuo ai mercati e il prolungamento delle vendite. Le fragole locali spuntano prezzi migliori agli inizi e alla fine della stagione rispetto al prodotto importato. Una produzione fuori stagione consente ai coltivatori di aumentare la produttività e la redditività delle loro aziende, e genera una migliore utilizzazione delle risorse umane. La produzione di fragole in serra e sotto tunnel ha ridotto al minimo la necessità di erbicidi e fungicidi e aumentato le potenzialità di successo del controllo integrato dei parassiti. La coltura su substrato – realizzata principalmente in serra ma anche in tunnel permanenti – ha evitato il ricorso alla sterilizzazione chimica dei terreni. D’altra parte, la produzione in queste strutture protettive richiede ai coltivatori maggiori risorse in termini di investimenti, alte capacità professionali e precise conoscenze tecniche. Infatti essi si ritrovano a dover affrontare numerose fisiopatie come la malformazione, la fessurazione, la mancanza di colorazione e le scottature solari dei frutti nonché il mancato soddisfacimento del fabbisogno in freddo delle piante e i fenomeni di disseccamento degli apici fogliari, problemi spesso associati a fattori climatici come la temperatura, l’umidità, l’irraggiamento solare e l’irrigazione.

Sistemi di produzione in serra. La produzione in serra si registra principalmente in Olanda (165 ha) e in Belgio (150 ha). In questi Paesi è possibile ottenere, in un anno, due o tre cicli produttivi nella stessa struttura, estendendo la raccolta per 11 mesi all’anno a partire da fine febbraio. Sofisticati sistemi di fertirrigazione computerizzati e tecniche di controllo delle condizioni climatiche, di arricchimento in CO2 e di illuminazione artificiale sono ormai di uso comune. La coltivazione integrata del fragoleto, il riciclaggio e la disinfezione del percolato sono tecniche relativamente nuove, che devono essere applicate a causa delle nuove leggi ambientali. Si può ottenere una precoce produzione in serra utilizzando piante fresche o TP delle varietà Sonata o Clery, che vengono piantate su substrato alla fine di dicembre. La raccolta inizia a fine marzo e termina a metà maggio. Con una densità di 12-14 piante/m2, Clery offre una resa di 4,5 kg/m2. Con una densità di 10-12 piante/m2 della varietà Sonata si possono raggiungere i 5,5-6,0 kg/m2. Con Elsanta la resa può essere superiore del 5%, ma sono presenti frutti di forma più irregolare. Per la produzione estiva si può procedere a una seconda piantagione con piante frigoconservate di Elsanta A+ (12 piante/m2) o TP (10 piante/m2) subito dopo il termine della prima raccolta di metà maggio. Queste piante sono poste in vasi, contenitori o sacchetti di torba e spesso vengono portate all’esterno per due o tre settimane per beneficiare di un impianto d’irrigazione a pioggia sopraelevato, per poi essere trasferite in serra prima della fioritura. In base alle condizioni climatiche, le piante inizieranno a fruttificare in luglio 7-8 settimane dopo la piantagione. La resa media ottenibile è di 2,5-3 kg/m2. Per la produzione autunnale si procede a una terza piantagione di piante TP in agosto. La raccolta avviene da ottobre fino a dicembre con una resa di 4 kg/m2. Per le produzioni estiva e autunnale i sistemi di umidificazione e di irrigazione sono essenziali per ridurre i processi di traspirazione delle piante. Una seconda tecnica di produzione prevede un’unica piantagione con due cicli produttivi utilizzando piante TP. La raccolta comincia agli inizi di novembre e continua fino a metà gennaio, con un rendimento produttivo medio che oscilla intorno ai 4 kg/m2. Le piante sono fatte svernare per ottenere una seconda raccolta nella primavera successiva. Le piante vengono esposte alle gelate naturali di gennaio. Si ritiene che le piante di Elsanta abbiano un fabbisogno in freddo invernale di almeno 1000 ore di esposizione a temperature inferiori ai 7 °C al fine di interrompere la dormienza e garantire così un buon sviluppo vegetativo e produttivo. È tuttavia possibile che in alcune annate le piante coltivate in serra non ricevano sufficiente freddo, a causa della lunga stagione di raccolta e del clima invernale troppo mite. A questa mancanza di raffreddamento naturale si può ovviare fornendo di notte alle piante un’illuminazione artificiale con luce incandescente nel periodo febbraio-marzo. L’effetto di prolungamento della luce del giorno può essere simulato con trattamenti ciclici di illuminazione notturna delle piante a 10 watt/m2 per 15 minuti ogni ora: una tecnica sufficiente per stimolare la modificazione del fotoperiodo e il risveglio delle piante. La raccolta inizia verso il 20 aprile e dura fino a metà/fine giugno, con un rendimento produttivo medio di circa 6-7 kg/m2. Mantenere il fragoleto per un secondo ciclo di raccolta garantisce un rendimento produttivo più elevato rispetto a un nuovo impianto, ma la qualità dei frutti (dimensioni e allegagione) è spesso inferiore. In ogni caso questo sistema sembra essere interessante dal punto di vista economico.

Sistemi di produzione in tunnel di polietilene. Negli anni ’70 l’introduzione del cloruro di polivinile (polivinilcloruro, PVC) ha creato nuove prospettive per le colture protette. Tuttavia negli anni ’80 i film in polietilene (PE) hanno sostituito quelli in PVC perché possiedono maggiore elasticità e durata e risultano meno fragili e soggetti a rotture. Il PE garantisce una maggiore diffusione della luce e trasmette le radiazioni dirette in misura minore, il che limita le scottature a foglie e frutti. Inoltre, la formulazione chimica del PE può essere adattata per includere stabilizzatori UV, additivi anticondensa e una percentuale del 6-18% di etilvinilacetato (EVA) che mantiene il calore. Sulle strutture protette permanenti si utilizzano film plastici con una durata di 4-5 anni, mentre nei tunnel mobili il polietilene viene usato soltanto per una o due stagioni. Rispetto alla coltura in campo aperto, la coltivazione delle fragole sotto tunnel consente di anticipare la raccolta primaverile di almeno tre settimane. Il riscaldamento supplementare con bruciatori o tubi può far anticipare la raccolta di altre due settimane. La tecnica di riscaldamento può inoltre far continuare le raccolte tardive fino all’autunno inoltrato, quando il prezzo dei frutti di qualità può risultare molto elevato. Nelle zone caratterizzate da abbondanti precipitazioni estive (Belgio e Olanda) una protezione temporanea delle piante sotto tunnel per sessanta giorni può migliorare l’allegagione e la qualità dei frutti e contrastare la diffusione di malattie fungine. Esistono differenze regionali per quanto riguarda l’uso, la costruzione e le dimensioni dei tunnel in polietilene. Le strutture a campate multiple sono più grandi ed equipaggiate con sistemi di ventilazione sofisticati; le strutture a campata unica sono generalmente dotate di aperture di aerazione laterali. Sotto i tunnel permanenti la coltura fuori suolo è il metodo di coltivazione più usato: di norma è possibile ottenere due raccolti l’anno sia tramite svernamento della coltura autunnale per un secondo ciclo di produzione sia mediante una nuova piantagione.

Coltura su substrato. Nell’Europa settentrionale, per la produzione estiva e autunnale si fa ricorso a piante TP di varietà unifere (Elsanta, Sonata) da mettere a dimora in aprile e fino a luglio, di solito con una densità di 10-12 piante/m2. La fruttificazione dura da 4 a 6 settimane, mentre le rese oscillano attorno a 3-4 kg/m2. Se è disponibile un sistema di riscaldamento il periodo di raccolta può essere prolungato fino alla fine di novembre, con un rendimento produttivo medio di circa 3,5 kg/m2, per gli impianti effettuati in luglio. In alcune zone le piante vengono fatte svernare sotto tunnel di polietilene per una produzione successiva in primavera. Al fine di evitare danni da gelo alle piante nei tunnel non riscaldati, i sacchi o i contenitori vengono appoggiati sul pavimento del tunnel durante l’inverno e ricoperti con TNT. In alternativa, a gennaio si possono mettere a dimora piante frigo WB o A+. Il periodo di raccolta comincia agli inizi di maggio nei tunnel riscaldati e a metà maggio in quelli non riscaldati e dura fino a fine giugno. I rendimenti produttivi medi variano da 5 a 6,5 kg/m2. Le varietà rifiorenti sono diventate popolari per la produzione estiva di fragole: le piante frigoconservate o le piante fresche cime radicate vengono messe a dimora in aprile a una densità di 4-5 piante/m2. La raccolta inizia a fine giugno e può continuare fino a ottobre, con una resa che può raggiungere i 4,5-5,5 kg/m2. In Olanda e in Belgio queste coltivazioni vengono coperte da piccoli tunnel singoli o grandi a campata multipla.

Coltura tradizionale in suolo. La coltivazione delle fragole in suolo rappresenta ancora la maggior parte della produzione protetta di questa coltura. Per coprire le coltivazioni di fragole si utilizzano tunnel a campata singola o multipla. La struttura si compone di archi zincati disposti su pali fissati nel terreno e coperti da film di polietilene. I tunnel mobili sono in grado di coprire da 3 a 5 prode rialzate. Il film plastico può essere arrotolato in caso di eccessivo accumulo di calore e i tunnel temporanei possono essere facilmente assemblati e smantellati. In Belgio e in Francia le piante fresche di Elsanta e Darselect sono messe a dimora in campo aperto su prode rialzate e pacciamate con film di polietilene nero nella prima metà di agosto (4 piante/m2). La copertura dei tunnel mobili avviene a gennaio-febbraio. Questa tecnica può anticipare il raccolto primaverile di un mese. In genere si tende a ottenere una produzione precoce con la varietà Darselect e più tardiva con Elsanta. In alternativa le piante WB possono essere messe a dimora in campo a fine novembre (4-5 piante/m2) e subito coperte con tunnel. In alcune zone, piante frigoconservate A+ vengono messe a dimora con una densità di 6-8 piante/m2 sotto tunnel nel mese di gennaio, per consentire produzioni precoci con frutti di grosse dimensioni. Il rendimento produttivo medio primaverile è tra 2,5 e 4 kg/m2, in base alla cultivar e al sistema di coltura adottato. Per la raccolta autunnale, dalla fine di giugno alla metà di luglio si utilizzano piante frigo WB o A+ di varietà unifere. In Belgio molto spesso si usa un film di pacciamatura bianco posto sopra quello nero. A settembre i campi sono coperti con film di polietilene. In condizioni di particolare irradiazione solare i film plastici dei tunnel vengono talvolta trattati con calce per ridurre la temperatura e la luce. La resa autunnale con Elsanta in suolo è dell’ordine di 1,5-2,5 kg/m2.

 


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