Volume: gli agrumi

Sezione: mondo e mercato

Capitolo: DOP e IGP

Autori: Alessandro Scuderi, Giuseppe Pasciuta

A partire dal 1992 l’Unione Europea, attraverso i Regolamenti 2081e 2082 con i quali si istituiscono le Indicazioni Geografiche Denominazione di Origine Protetta (DOP) e Indicazione Geografica Protetta (IGP), si dota di uno strumento normativo avanzato per la protezione delle produzioni agroalimentari e per il rilancio della cultura della qualità. Uno strumento essenziale di differenziazione e di rilancio competitivo del mondo rurale. Le Indicazioni Geografiche (IG) sono contrassegni comunemente utilizzati per differenziare i prodotti sulla base delle loro qualità, del loro legame con il territorio di origine e delle caratteristiche unanimemente riconosciute dai consumatori; sono altra cosa rispetto alle Indicazioni di Provenienza, come per esempio il “Made in Italy”, che si limita a garantire lo standard dei processi di produzione. Le IG indicano esclusivamente il luogo di realizzazione del bene. Questo sistema di tutela dei prodotti di qualità di un territorio ha diverse ragioni d’essere e contribuisce al raggiungimento dei seguenti fondamentali obiettivi:
1. proteggere il nome geografico del prodotto: è un modo efficace per difendere un prodotto da abusi e contraffazioni. I consumatori possono individuare facilmente l’“originale” e fidarsi della sua qualità, mentre i produttori malintenzionati sanno che eventuali contraffazioni sono passibili di azioni legali;
2. salvaguardare e difendere il territorio e i prodotti tradizionali: in particolare, contribuisce a preservare questi ultimi nel tempo e mantenerne la qualità conferita dai processi di produzione originari;
3. favorire differenti colture e diverse pratiche di allevamento: questo significa preservare la biodiversità e contribuire a sostenere un modello di agricoltura e di sviluppo rurale in armonia con gli insegnamenti della tradizione, da sempre madre di conoscenza.
Le DOP e le IGP offrono al consumatore una garanzia unica di trasparenza su metodi di produzione, genuinità e salubrità. Per ottenere la certificazione ed essere immesse al consumo con i rispettivi marchi, le denominazioni registrate devono, infatti, superare un rigoroso sistema di controllo. La notorietà delle DOP e IGP si è andata affermando “per vie naturali” e in alternativa a un marketing aggressivo, basato su una spettacolarizzazione del cibo che poco garantisce rispetto alla qualità. I marchi sono un concentrato e un simbolo di conoscenze serie e approfondite dei prodotti, e contrastano con efficacia una comunicazione spregiudicata volta a creare poco auspicabili tendenze consumistiche, specialmente nei giovani. Nell’attuale sistema di mercato, le scelte di consumo sono troppo spesso il risultato di frenetiche strategie industriali basate sull’induzione del bisogno, più che sulla risposta ai veri bisogni del consumatore. In questo panorama, i prodotti di qualità certificata diventano simbolo e strumento per affermare un’altra idea di alimentazione e di produzione.

Le produzioni agrumicole DOP e IGP

Nell’ambito delle produzioni agroalimentari e dei prodotti ortofrutticoli certificati, un peso notevole assumono gli agrumi, in particolare per l’Italia. Su 19 tipologie di agrumi riconosciute nel mondo, ben 12 denominazioni ricadono nel nostro paese, in Sicilia, Calabria, Campania e Puglia. Altri due agrumi, il mandarino Tardivo di Ciaculli in Sicilia e il cedro di Calabria, hanno avviato le procedure per il riconoscimento. Si tratta di un settore determinante e strategico per l’economia nazionale, in particolare per il Meridione, che però da qualche tempo soffre di una grave crisi, con perdite progressive di quote di mercato e di redditività per i produttori. Su tale situazione si innesta la cronica ritrosia di gran parte dei produttori ad accogliere le innovazioni, un forte individualismo e una scarsa propensione verso una gestione imprenditoriale delle aziende agrumicole, cui si aggiunge un radicato e storico individualismo. La carente diffusione della cooperazione e il limitato scambio di informazioni e conoscenze aggravano il contesto. Emerge, pertanto, la necessità di intervenire sul piano strutturale, oltre che economico-finanziario, per superare la crisi. Se ne deduce che, per realizzare un armonico sviluppo dell’intero settore agrumicolo, è necessario mirare a una maggiore integrazione delle attività economiche che fanno capo alla filiera di comparto. Oltre al miglioramento dell’efficienza produttiva e, di conseguenza, dei profitti degli agricoltori, bisogna porre una particolare attenzione allo sviluppo economico rivolto all’intero contesto produttivo, curando al contempo il concetto di qualità globale. La nuova strategia di ammodernamento dell’agrumicoltura italiana passa attraverso due obiettivi prioritari: la sicurezza alimentare per la tutela del consumatore e la valorizzazione della qualità delle produzioni agroalimentari. Il tutto nell’ambito di un’ottica di filiera nella quale gli attori della catena agroalimentare partecipino a un comune e condiviso codice di responsabilizzazione a garanzia della trasparenza dei processi produttivi, dei sistemi di tracciabilità delle fasi del ciclo produttivo, di certificazione e di tipicizzazione dei prodotti. L’adozione preferenziale dell’approccio di filiera implica un insieme articolato di obiettivi più specifici, con la finalità di conseguire il miglioramento delle condizioni della fase produttiva della filiera (il sistema delle imprese agricole e dalle imprese di trasformazione) e il miglioramento dell’efficienza del mercato delle produzioni agroalimentari.

Aspetti tecnico-economici delle produzioni agrumicole DOP e IGP

In questo contesto le produzioni agrumicole DOP e IGP rappresentano certamente un punto di partenza e non la fine di un percorso, un valore aggiunto e un vero e proprio traino allo sviluppo dell’intero comparto agrumicolo. Al fine di delineare gli aspetti specifici dei singoli prodotti di qualità in Italia, vengono di seguito riportate le principali caratteristiche degli agrumi DOP e IGP, desunte dai disciplinari di produzione vigenti e approvati dagli organi competenti a livello nazionale e comunitario.

Arancia Rossa di Sicilia IGP
L’Arancia Rossa di Sicilia IGP rappresenta la produzione agrumicola di eccellenza della Sicilia orientale nei territori delle province di Catania, Siracusa ed Enna, con una superficie di circa 32.000 ettari. La denominazione Arancia Rossa di Sicilia è riservata alle cultivar Tarocco, Moro e Sanguinello nei diversi cloni. Le arance sono raccolte da dicembre ad aprile. Quelle di calibro maggiore sono destinate al consumo fresco, i frutti più piccoli all’ottenimento di spremute e succhi. Le operazioni colturali prevedono il rispetto dell’ambiente e dell’agroecosistema al fine di preservare la salute del consumatore e la qualità del frutto. La polpa, dal colore rosso brillante, si caratterizza per le qualità sensoriali che le impartiscono un profumo fresco e delicato e un gusto dolce-acidulo, ma sono soprattutto le qualità nutrizionali a rendere speciale questo agrume. Le proprietà dell’Arancia Rossa di Sicilia sono legate alle sue potenzialità terapeutiche e farmacologiche, derivanti dall’elevato contenuto di vitamina C e dagli effetti delle antocianine, elementi che nell’insieme hanno dimostrato di contribuire alla salute dell’uomo, agendo da antiossidanti nei confronti dei radicali liberi presenti nell’organismo.

Arancia di Ribera DOP
In questa parte della Sicilia, l’agrumicoltura nasce nelle valli intorno a Ribera, in provincia di Agrigento, agli inizi dell’Ottocento. Ma è nel 1930 che le cultivar Brasiliano prima e Washington Navel poi trovano in questo territorio le condizioni ideali per raggiungere uno standard qualitativo eccellente, sostituendo gradualmente le vecchie cultivar molto acide e ricche di semi. Una specializzazione che si è andata affinando nei decenni successivi, privilegiando tecniche di produzione innovative. L´esperienza, l’impegno e la passione di circa 3000 piccoli agrumicoltori ogni anno permettono di produrre, selezionare, confezionare e mettere sul mercato le Arance di Ribera DOP con il marchio Riberella. La denominazione Arancia di Ribera DOP è riservata alle varietà Brasiliano, Washington Navel e Navelina nei diversi cloni. Si tratta di un’arancia bionda del gruppo Navel, senza semi, dalla buccia facilmente staccabile dalla polpa, dal gusto gradevolissimo e croccante, dall’alto contenuto in vitamine (C, A, B, PP), sali minerali e zuccheri. Rappresenta una ricchezza naturale capace di fornire una dieta sana con sostanze importantissime per la crescita. Consumata sia allo stato fresco sia come succo, costituisce la fonte principale di vitamina C, che è antiscorbuto e contribuisce al potenziamento del sistema immunitario. Può essere consumata anche la sera per la sua elevata digeribilità.

Arancia Bionda del Gargano IGP
La zona di produzione interessa i territori di Vico del Gargano, Ischitella e Rodi Garganico, precisamente il tratto costiero e subcostiero del promontorio del Gargano in Puglia. La denominazione è riservata alle cultivar Biondo Comune del Gargano e al tipo locale Duretta del Gargano, quest’ultima conosciuta come “arancia tosta” per la particolare durezza della buccia, che consente una spiccata capacità di conservazione, al punto che nella seconda metà dell’Ottocento, quando la distribuzione non conosceva ancora la catena del freddo, questi agrumi venivano esportati negli Stati Uniti potendo affrontare viaggi di oltre quaranta giorni senza subire alterazioni nel gusto e nell’aspetto esteriore. La raccolta inizia ai primi di dicembre e si protrae fino ad aprile con la Duretta, prosegue da aprile ad agosto con la Bionda. L’Arancia del Gargano, ottenuta in questo particolare ambiente e con una tecnica consolidata nella tradizione, si caratterizza per la buccia sottile, di colore uniforme giallo dorato intenso, per la polpa e il succo di colore giallo-arancio, per il sapore dolce e il profumo caratteristico.

Clementine di Calabria IGP
Il Clementine di Calabria è coltivato nelle province di Reggio Calabria, Catanzaro, Cosenza, Vibo Valentia e Crotone. L’indicazione designa esclusivamente il frutto del clementine afferente alle seguenti cultivar, selezioni clonali e mutazioni gemmarie: SRA 63, Spinoso, Fedele, Comune, Tardivo, Hernandina, Marisol e Nules. Il frutto è di forma sferoidale leggermente schiacciata ai poli, con epicarpo liscio e colore arancio, ha la polpa succosa e aromatica. Come il mandarino, si sbuccia e si divide in spicchi con facilità ed è caratterizzato dall’assenza di semi. Le Clementine di Calabria IGP, che crescono in una zona a clima mite e regolare, sono gli unici che giungono a maturazione molto precocemente, ai primi di ottobre. L’irrigazione, la concimazione e le altre pratiche colturali e agronomiche devono essere effettuate secondo le modalità tecniche indicate dai competenti servizi della Regione Calabria.

Clementine del golfo di Taranto IGP
Il Clementine del golfo di Taranto viene coltivato nell’intero territorio dei comuni di Palagiano, Massafra, Ginosa, Castellaneta, Palagianello, Taranto e Statte, in provincia di Taranto. L’indicazione è riservata alle cultivar e selezioni clonali: Comune, Fedele, Precoce di Massacra (o Spinoso), Grosso Puglia, ISA, SRA 63, SRA 89. Oltre a possedere un elevato contenuto di vitamina C, il clementine è rinfrescante e diuretico. Può essere consumato al naturale o impiegato per preparare succhi, sciroppi, sorbetti, marmellate. Il clima caldo, soleggiato e poco umido del territorio che si affaccia sul golfo di Taranto influenza la crescita e la maturazione del frutto, conferendogli caratteristiche qualitative eccellenti.

Limone costa d’Amalfi IGP
Il Limone costa d’Amalfi IGP è un agrume appartenente allo Sfusato amalfitano, prodotto in piccoli lotti di terreno. La zona di produzione comprende il territorio del comune di Atrani e parte dei territori di Amalfi, Cetara, Conca dei Marini, Furore, Maiori, Minori, Positano, Praiano, Ravello, Scala, Tramonti e Vietri sul Mare, in provincia di Salerno. Il prodotto ammesso a tutela, all’atto del consumo o quando è destinato alla trasformazione, deve avere una forma ellittico-allungata e dimensioni medio-grosse, con peso non inferiore a 100 g. Le unità colturali tipiche prevalenti sono costituite da terrazzamenti inglobati in muretti di contenimento (macere), con la presenza di coperture e impalcature di legno. Caratteristiche particolari sono: profumo intenso, forma affusolata, polpa succosa, semi quasi assenti. Il frutto è ricco di vitamina C e oli essenziali.

Limone di Siracusa IGP
La zona di produzione del Limone di Siracusa IGP copre interamente o parzialmente i territori amministrativi di 10 comuni della provincia di Siracusa, in Sicilia. L’indicazione è riservata alla cultivar Femminello di Siracusa. Trattandosi di una cultivar rifiorente, la caratteristica principale è che avvengono tre fioriture all’anno, da cui si originano il Primofiore, il Bianchetto o Maiolino e il Verdello. Il Limone di Siracusa presenta caratteri qualitativi di pregio, riconosciuti e apprezzati da oltre un secolo dai consumatori di tutto il mondo. La ricchezza di ghiandole oleifere e l’elevata qualità degli oli essenziali, la pezzatura medio-grande omogenea, il colore e la finezza della grana della buccia, l’alto contenuto in acido citrico e l’elevata capacità produttiva gli assegnano un primato nell’ambito delle produzioni limonicole italiane.

Limone di Sorrento IGP
La zona di produzione del Limone di Sorrento comprende parte dei territori dei comuni di Vico Equense, Meta, Piano di Sorrento, Sant’Agnello, Sorrento, Massa Lubrense, Capri e Anacapri, in provincia di Napoli. Botanicamente è un ecotipo locale della specie Citrus limon (limone comune), noto anche come Limone di Massa o “Massese”, e Ovale di Sorrento. Il frutto ha una buccia ricca di oli essenziali che lo rendono molto profumato. La polpa, di colore giallo paglierino, è molto succulenta, ricca di vitamina C e sali minerali. Viene coltivato nelle colline che scendono verso il mare: questo ambiente, grazie al saldo positivo tra il clima e la natura argillosa del terreno, conferisce al prodotto caratteristiche organolettiche uniche. La tecnica tradizionale di produzione consiste nel coltivare le piante sotto impalcature di pali di legno, utilizzando stagionalmente coperture di riparo dagli agenti atmosferici avversi, che inoltre garantiscono una scalarità di maturazione dei frutti. La raccolta deve essere effettuata a mano e va impedito il contatto diretto dei limoni con il terreno.

Limone di Rocca Imperiale IGP
La zona di produzione e condizionamento dell’IGP Limone di Rocca Imperiale ricade nel comune di Rocca Imperiale (CS), situato nell’alto Ionio cosentino, al confine con la regione Basilicata. Le cultivar ammesse, appartenenti al gruppo Femminello, sono: Comune, Siracusano, Adamo e Zagara Bianca. All’atto della sua immissione al consumo e secondo l’epoca di raccolta, i frutti di Limone di Rocca Imperiale si distinguono in: Primofiore (con frutti raccolti da novembre ad aprile), Bianchetto o Maiolino (con frutti raccolti nel periodo maggio-luglio) e Verdello (con frutti raccolti nel periodo agosto-ottobre). Le lavorazioni del terreno nel limoneto dovranno avere lo scopo di conservare la capacità idrica, diminuire la competitività delle erbe infestanti, interrare i nutrienti apportati e, soprattutto, favorire l’arieggiamento del terreno.


Limone Interdonato IGP
La zona di produzione dell’IGP Limone Interdonato Messina comprende interamente i territori comunali della provincia ionica messinese, nella regione Sicilia. L’indicazione è riservata alla cultivar Interdonato, ibrido naturale tra un clone di cedro e uno di limone. Il frutto ha una pezzatura medio-elevata, peso compreso tra 80 e 350 g, forma ellittica e colore giallo alla maturazione nei mesi di settembre-dicembre, con estremità verdi opache. L’epicarpo è lucido e sottile. La polpa è gialla e il sapore risulta particolarmente dolce e delicato grazie al modesto contenuto di acido citrico.

Bergamotto di Calabria DOP
La zona di produzione della DOP Bergamotto di Reggio Calabria - Olio essenziale comprende l’area vocata di 45 comuni della provincia di Reggio Calabria. La denominazione è riservata esclusivamente all’olio essenziale estratto con il metodo cold pressed dal frutto Citrus bergamia Risso delle cultivar Femminello, Castagnaro e Fantastico. Il frutto è simile all’arancia ma di colore che varia dal verde al giallo. Ha la buccia sottile e liscia ed è molto ricco di oli essenziali. Il Bergamotto di Reggio Calabria è impiegato dall’industria profumiera per fissare il bouquet aromatico dei profumi e armonizzare le note di freschezza e di fragranza di altre essenze. Per il suo potere antisettico e antibatterico, è usato anche in farmacologia e come abbronzante, oltre a trovare largo impiego nel settore alimentare e dolciario come aromatizzante di liquori, dolci e bevande.

Limone Femminello del Gargano IGP
La zona di produzione, che coincide con quella dell’arancia, interessa i territori di Vico del Gargano, Ischitella e Rodi Garganico e precisamente il tratto costiero e subcostiero del promontorio del Gargano, in Puglia. L’indicazione è riservata alle cultivar Femminello Comune, con i cloni locali: Limone a Scorza Gentile (Citrus limonum tenue Risso, detto anche Lustrino) e Limone Oblungo (Citrus limonum oblungum Risso, conosciuto come Fusillo). I Limoni Femminello del Gargano IGP possono essere raccolti durante tutto l’anno, poiché cultivar rifiorenti, ma anche grazie alle condizioni pedoclimatiche particolarmente favorevoli della zona.

Quale futuro per le produzioni agrumicole di qualità

In un mercato sempre più competitivo, gli agrumi DOP e IGP devono proporsi come punto di forza nello sviluppo dei sistemi agroalimentari locali. Devono perciò operare in sinergia con il sistema economico locale attraverso attente relazioni commerciali. Ma è prezioso anche il loro ruolo di simbolo e strumento per affermare un’altra idea di alimentazione e di produzione. Al riconoscimento comunitario va affiancato un adeguato sviluppo commerciale e promozionale del prodotto a marchio, per far conoscere al consumatore le sue caratteristiche peculiari. È auspicabile che ciò avvenga mediante l’adozione di un serio piano integrato di comunicazione, con informazioni puntuali e corrette indirizzate alla specificità dei prodotti di qualità certificata. È di importanza fondamentale che questo percorso, già intrapreso in Sicilia dal distretto produttivo Agrumi di Sicilia e dai consorzi di tutela, sia avviato in forma coordinata con il resto dei consorzi, le imprese e le istituzioni.

Altri agrumi DOP e IGP nel mondo

Oltre alle produzioni nazionali si rilevano nel mondo le produzioni agrumicole IGP e DOP elencate di seguito.

Citricos Valencianos IGP - Spagna
La zona di produzione del Citricos Valencianos IGP è compresa tra i comuni di Valencia, Alicante e Castellon De La Plana, nella comunità autonoma di Valencia. La Citricos Valencianos IGP è una denominazione che riguarda arance delle specie Citrus sinensis varietà Washington Navel, mandarini comprendenti frutti della specie Citrus reticulata e varietà di satsuma, clementine e ibridi, oltre ai limoni delle varietà Verna e Fino.

Clementinas de las Tierras del Ebro IGP - Spagna
La zona di produzione comprende i comuni della regione di Beix Ebre e Montsia nel distretto di Tarragona, situato nella Comunità autonoma della Catalogna. La denominazione Clementinas de las Tierras del Ebro IGP comprende la specie Citrus reticulata e le varietà Clementina Fina, Clementina Hernandina Clemenules e Clementina de Nules.

Koum Kouat Kerkyras IGP - Grecia
La zona di produzione del Koum Kouat Kerkyras IGP è situata esclusivamente sull’isola di Corfù, nell’arcipelago delle Ionie. Questo è l’unico territorio in Europa in cui viene coltivata la varietà Margarita Fortunella, l’unica che si mangia con la buccia, ricca di oli essenziali e vitamina C.

Portokalia Maleme Chanion Kritis DOP - Grecia
L’arancia Portokalia Maleme Chanion Kritis è coltivata nell’isola di Creta, nella provincia di Chania. Appartiene alla cv Washington Navel, che grazie al particolare microclima ha ottime qualità organolettiche.

Si Guanxi Mi DOP - Cina
Guanxi Mi Si DOP è l’unico agrume non europeo recentemente riconosciuto. La denominazione è riservata ai frutti di pummelo della specie Citrus grandis, coltivati in Cina nella provincia del Fujian.

Clémentine de Corse IGP - Francia
Prodotta nell’isola di Corsica, la Clémentine de Corse IGP è un agrume appartenente al gruppo dei clementine.

Citrinos do Algarve IGP - Portogallo
Il Citrinos do Algarve IGP comprende una grande varietà di agrumi, principalmente arance (Laranjeiras, Navale, Umbigo e Comum), Clementinas (clementine della Fina, Nules, Oroval, Arrufantina, Marisol, Hernandina), Tangerineiras, mandarini (mandarini del Setubalense, Okitsu, Satsuma Clauselina), Toranjeiras (pompelmi della palude, Seedless, Star Ruby e varietà Blush Red), Limoeiros (limoni della Eureka, Lisboa, Lunario e la varietà di Vila Franca), coltivati nella regione dell’Algarve.

 


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