Volume: il melo

Sezione: mondo e mercato

Capitolo: consorzi di tutela e valorizzazione

Autori: Joseph Wielander, Gerhard Dichgans, Luca Granata, Alfeo Toniolli, Albino Battaglia, Fidenzio Crivellaro, Mauro Bruni, ALberico Loi, Michele Mariani, Herbert Knuppen, Vito Amendolara

Mela Val Venosta

Introduzione

La Val Venosta, che si estende dalle cime più alte del Gruppo Ortles per poi degradare dal Passo Resia fino a Merano, è una meravigliosa oasi naturale, dove prospera la frutticoltura più ricca ed evoluta. Natura incontaminata, conformazione geologica, posizione privilegiata e speciale microclima sono fattori che da sempre contribuiscono a una produzione di mele di altissima qualità, dalla polpa soda e particolarmente succosa, che ancora dopo mesi dalla raccolta mantengono il sapore della frutta appena colta. La scarsa piovosità, la presenza costante del sole per oltre 300 giorni all’anno, l’aria frizzante dei ghiacciai che garantisce una crescita lenta e le forti escursioni termiche che eliminano insetti e parassiti, rendono la valle un vero paradiso per la coltivazione di mele.

Produttori associati VI.P
La storia di VI.P inizia nel 1987, quando le cooperative di frutticoltori della Val Venosta, un tempo soci dell’associazione VOG aprono la prima filiale della VOG per la VI.P a Naturno. É il primo passo verso la tutela della qualità dei prodotti della valle: pur essendo inseriti a pieno titolo nella frutticoltura altoatesina e contrassegnati dal marchio di qualità, emerge sempre più marcata la necessità di creare una propria associazione rappresentativa del prodotto simbolo della valle. Tre anni dopo, nel 1990, nasce ufficialmente l’Associazione Produttori Ortofrutticoli Val Venosta, VI.P, totalmente indipendente dall’associazione VOG, nella forma sociale di Cooperativa Sociale Agricola. Oggi VI.P è una realtà di circa 200 milioni d’euro di fatturato (2007-2008) ed è presente in ben 30 mercati diversi. In qualità di cooperativa di secondo grado, è composta da 7 cooperative primarie. A queste strutture cooperative aderiscono circa 2000 produttori ortofrutticoli, che coltivano oltre 4900 ettari di terreno a un’altitudine compresa tra i 500 e i 1100 m s.l.m.

Marchi VI.P

Marchio Val Venosta


Il marchio “Val Venosta”, con la caratteristica coccinella che si staglia sulla sagoma verde del gruppo Ortles, è il marchio “storico” e tuttora rappresentativo del consorzio, un marchio caratterizzato da un fortissimo richiamo alla provenienza. Il marchio “Val Venosta”, utilizzato esclusivamente per le mele di prima categoria, è un brand che mette in risalto la terra d’origine delle mele e garantisce una qualità eccezionale, dovuta allo speciale microclima della valle e ai metodi di coltivazione che da sempre associano l’uso della tecnologia più evoluta alla sapiente manodopera dei contadini. Una politica di brandizzazione coerentemente ripresa nel payoff “Mela Val Venosta: sai da dove viene”.

Marchio Bio Val Venosta
Il marchio Bio Val Venosta contraddistingue la produzione biologica realizzata dai soci VI.P che utilizzano nei propri meleti solo tecniche di coltivazione naturali, come la concimazione organica e le rotazioni colturali, evitando tassativamente l’uso di sostanze chimiche di sintesi. Anche in questo caso il marchio ha una forte connotazione di provenienza e riprende il marchio Val Venosta con un’unica modifica: manca la coccinella, sostituita dalla scritta Bio.

Marchio amélie
Il marchio amélie è stato introdotto da VI.P nel febbraio 2008 per distinguere le mele che incarnano alla perfezione tutte le qualità, da sempre simbolo della Val Venosta, rispetto a tutte quelle meno perfette. Si tratta di un marchio di fantasia che, per valorizzare ancora di più il legame con la terra d’origine nei prodotti di alta gamma, non utilizza richiami alla provenienza. Amélie è un marchio attraente e invitante, caratterizzato da una nota intrigante resa ancora più incisiva dai colori scelti: il fucsia, femminile e appariscente, che contrasta allegramente con il verde erba, creando un accostamento vivo e originale.

Sistemi di produzione

Lotta integrata: la natura innanzi tutto
Belle, saporite, ma anche naturali: le mele della Val Venosta sono coltivate secondo il metodo della produzione integrata, per mezzo della quale i parassiti vengono combattuti in maniera mirata mediante l’insediamento e la permanenza nei frutteti dei loro nemici naturali, “insetti buoni” come la coccinella impressa sul marchio Val Venosta. Inoltre le forti escursioni termiche, che caratterizzano il clima della valle, escludono a priori la presenza nei frutteti di quei parassiti che prosperano invece nei climi più caldi.

Tradizione e innovazione
Anche il modello di frutticoltura adottato dalle cooperative VI.P, efficiente e d’avanguardia, rappresenta un perfetto punto d’incontro tra innovazione e tradizione, sinonimo di altissima qualità: grazie agli impianti di irrigazione e al sofisticato sistema antigelo le mele crescono in modo sano ed equilibrato, raggiungendo una maturazione ottimale che garantisce un sapore e una fragranza senza eguali. L’uso della tecnologia è sempre associato alla sapiente manodopera dei contadini, che intervengono manualmente in ogni fase della produzione. A ulteriore garanzia, il percorso qualità firmato VI.P si svolge, dalla coltivazione fino al consumatore, in 10 fasi, ciascuna caratterizzata da norme precise e controlli sistematici che consentono la rintracciabilità delle mele fino al produttore.

Politica di qualità


Nel corso del 2008 il reparto Bio di VI.P ha ottenuto la certificazione ISO 14.001:2004, che ha l’obiettivo di attestare l’impegno concreto della cooperativa nel minimizzare l’impatto ambientale dei propri processi: una certificazione perfettamente coerente con la filosofia e la storia di VI.P, che già nel 1998 è stata una delle prime aziende in Europa ad adottare la certificazione ISO 9001, ovvero il sistema di gestione qualità. Il reparto Bio, come l’intera VI.P, gode anche della certificazione IFS dal 2004 e ormai tutti i produttori della valle sono certificati GLOBALGAP.

Organizzazione VI.P

Sistema di Vendita VI.P
Dal 2007 VI.P ha avviato un sistema di centralizzazione delle vendite per garantire alle cooperative associate maggior competitività e reattività nelle risposte al mercato. Tutti mercati in cui VI.P opera sono suddivisi per aree, e i Direttori di Cooperativa, oltre al ruolo di amministratori della propria Cooperativa, hanno la funzione di Responsabile Area per un determinato canale o Paese. La funzione di supervisione di tutte le aree è affidata a un Responsabile Commerciale, che si occupa di bilanciare la maggiore specializzazione acquisita dal sistema VI.P con una visione generale dell’andamento delle varie aree e canali di commercializzazione.

Mercati
VI.P opera in 30 mercati, in gran parte appartenenti al panorama europeo. Il mercato più importante è quello italiano mentre quello tedesco è il principale riferimento per quanto riguarda l’export. Importanti interlocutori per le esportazioni sono anche la Spagna, i paesi scandinavi e la Grecia e anche Paesi come la Russia, l’Algeria e la Libia stanno recentemente registrando ottime performance.

Comunicazione e valorizzazione del marchio

VI.P considera il marketing un’attività fondamentale per assicurarsi un posto nella mente del cliente e del consumatore, per creare un’immagine solida e mantenere un brand forte. Tutta la strategia di comunicazione di “Mela Val Venosta” si basa sui valori legati alla provenienza: perfetto equilibrio tra rispetto della tradizione e innovazione tecnologica, dedizione dei melicoltori e profondo amore per la natura.

Campagna pubblicitaria
Purezza e natura incontaminata della Val Venosta, con il sole, il ghiacciaio Ortles e la coccinella, nemica dei parassiti e guardiana delle mele, sono gli elementi dominanti della articolata campagna pubblicitaria che è stata diffusa su televisione, radio e stampa.

Altre attività promozionali
Parallelamente all’attività pubblicitaria l’associazione porta avanti da anni un’intensa attività di ufficio stampa e svariate attività promozionali: degustazioni di mele nei punti vendita, distribuzione di mele nelle palestre, invio di materiale pubblicitario e distribuzione di banner Val Venosta per allestire i negozi dei grossisti.

Varietà principali

Mediamente il raccolto in Val Venosta ammonta a circa i 250.000 tonnellate. Nel 2007 il raccolto è stato particolarmente abbondante, superando quota 269.241 tonnellate, con un +8% rispetto al 2006. In crescita anche la produzione di mele Bio Val Venosta, che ha registrato un +40%, passando dalle quasi 10.000 tonnellate del 2006 alle 14.231 tonnellate del 2007. Grazie a questi volumi, la Val Venosta incide per un terzo sulla produzione complessiva di mele dell’intero Alto Adige.

Golden Delicious
La Golden Delicious, che esiste dal 1890, è la varietà più diffusa e rappresenta più dei 2/3 della produzione. Di colore giallo, è ravvivata dalla caratteristica faccetta rossa, tipica delle mele di montagna, e dal sapore dolce e aromatico. Croccante e succosa, la Golden Delicious è disponibile da ottobre a luglio.

Stark Delicious
Di dimensioni medio-grandi e forma allungata, Stark Delicious è la seconda varietà in ordine di produzione con 28.380 tonnellate raccolte nel 2007. Una mela croccante, dolce e succosa, disponibile da ottobre a marzo.

Royal Gala
Nata nel 1960, la Royal Gala è caratterizzata da una buccia liscia e dalla forma rotonda. Il colore di fondo è giallo, con striature rosse mentre l’aroma è leggermente aspro. Gala è disponibile da settembre a marzo.

Pinova
Nata in Germania, la Pinova è coltivata in Val Venosta dal 1986. Ha una polpa compatta, succosa e croccante; una tipica colorazione rosso cinabro e giallo e un sapore dolciastro-asprigno. È disponibile da novembre a maggio.

Consorzio VOG

Oltre mezzo milione di tonnellate di mele raccolte nel 2007: 531.000, un quarto dell’intero raccolto italiano e circa l’8% del raccolto di mele europeo. Più di 10.000 ettari coltivati in Alto Adige (il 21% della superficie coltivata in Italia), fra Merano, Bolzano, Bressanone e le zone della Bassa Atesina. 20 cooperative socie, 5600 aziende famigliari, 1558 dipendenti, un fatturato che, nel 2007, ha toccato i 340 milioni di euro. Sono questi i numeri del VOG, il Consorzio delle Cooperative Ortofrutticole dell’Alto Adige, il più grande in Europa per numero di aziende socie. Fondato nel 1945, il Consorzio ha introdotto, nel 1995, il marchio Marlene®, uno dei più famosi in Italia nel settore dell’ortofrutta che 9 italiani su 10 conoscono. Fra i suoi punti di forza la grande ricchezza varietale, unica in Italia: ben 7 tipologie commercializzate nel nostro Paese con il marchio Marlene®, tutte certificate “Mela Alto Adige IGP”.

Marchio Marlene®

Marlene®, il marchio nato nel 1995 su iniziativa del Consorzio VOG per comunicare in modo unitario la ricchezza varietale e la qualità delle mele coltivate da 20 cooperative altoatesine, è oggi uno dei simboli della frutta di eccellenza dell’Alto Adige. Merito non solo della passione che giornalmente i coltivatori mettono in campo ma anche dell’intensa attività di comunicazione che in 12 anni è riuscita a riassumere in un unico concetto i valori del forte legame con il territorio, dell’ampiezza varietale e della grande cura dei prodotti. Sono questi i tratti distintivi che hanno caratterizzato da sempre l’identità del brand, decretandone il grande successo. Dal 2006, inoltre, il legame fra le promesse del marchio e l’origine dei frutti si è ulteriormente rafforzato grazie alla indicazione “Mela Alto Adige IGP”, che accompagna ben 11 varietà di mela coltivate dal VOG, il principale produttore di mele certificate IGP dell’Alto Adige. E, da gennaio 2008, il marchio Marlene® è sbarcato in Spagna portando oltre i Pirenei tutto il gusto e il sapore delle mele raccolte in Alto Adige dal Consorzio VOG.

Territorio

I frutteti VOG si estendono a sud della cresta montuosa delle Alpi, nel cuore dell’Alto Adige. In una valle larga tra i 2 e i 3 km e lunga oltre 70, 5600 famiglie di contadini, organizzate in aziende di piccole dimensioni (la media è di 2 ettari), producono, con metodi efficienti e rigorosi, 14 varietà di mele. Una offerta unica nel suo genere che nasce dalla grande ricchezza orografica e climatica del territorio, che i coltivatori VOG hanno saputo sfruttare al meglio attraverso un attento e rigoroso posizionamento dei frutteti. L’altitudine delle colture oscilla tra i 220 m s.l.m. nel fondovalle, come a Salorno nella Bassa Atesina, e i 1000 metri delle zone collinari e montane del Burgraviato. Per raggiungere la qualità ottimale le varietà da produrre vengono scelte compatibilmente con i differenti microclimi delle diverse zone di coltivazione.

Percorso della mela

La coltivazione delle mele Marlene segue le direttive per la produzione integrata AGRIOS che tutela la salubrità dei prodotti e nello stesso tempo assicura il rispetto dell’ambiente. Dopo la raccolta, disciplinata da precise direttive ed eseguita rigorosamente a mano (un gesto che ogni anno i coltivatori VOG ripetono quasi 3 miliardi di volte), le mele vengono conferite ai magazzini delle cooperative associate che si sviluppano su una superficie totale di 530.000 metri quadrati con una capienza di 500.000 tonnellate. Prima di essere stoccate in celle ULO (Ultra Low Oxygen) che ne assicurano la perfetta conservazione sino all’estate, i frutti vengono controllati e codificati per garantirne la completa tracciabilità di filiera. Le successive operazioni di cernita e confezionamento sono affidate a impianti avanzatissimi dislocati sul territorio con una capacità giornaliera di lavorazione di 3300 tonnellate. L’etichettatura per l’identificazione del prodotto e la successiva spedizione ai clienti completano il percorso delle mele, pronte ad arrivare sulle tavole dei consumatori.

Commercializzazione e vendita

Le mele VOG si possono trovare oggi in 30 Paesi del mondo. Questo grazie alla costante attività del Consorzio che commercializza il 20% della produzione delle cooperative socie attraverso una efficiente rete di contatti. Il Consorzio coordina anche in modo centralizzato l’organizzazione della coltivazione, i controlli di qualità, la logistica, oltre alle attività di marketing, con attività di comunicazione e promozione al consumatore dei propri prodotti.

Certificazione della Mela Alto Adige IGP

Presente da oltre 1200 anni in questa regione, la mela dell’Alto Adige è oggi riconosciuta a livello europeo dal marchio IGP – Indicazione Geografica Protetta – che ne tutela la qualità e il sapore, oltre che la denominazione e la provenienza. Da giugno 2006 11 delle 15 varietà di mele altoatesine portano la denominazione “Mela Alto Adige IGP”: Golden Delicious, Red Delicious, Granny Smith, Gala, Braeburn, Elstar, Fuji, Jonagold, Idared, Morgenduft, Winesap sottostanno al sistema di tutela UE per l’Indicazione Geografica Protetta. Al momento dell’acquisto la scelta è più che sicura: le mele con l’etichetta Mela Alto Adige IGP provengono certamente dall’Alto Adige, dove sono coltivate e raccolte secondo metodi tradizionali.

VOG, rispetto e tutela ambientale con il marchio Marlene®

L’amore per la propria terra e l’attenzione all’ambiente sono una parte fondamentale del DNA delle 21 cooperative frutticole altoatesine associate al VOG, il Consorzio della mela Marlene®. Coltivazione, lavorazione e conservazione dei frutti sono da tempo al centro di un intenso programma di razionalizzazione, pensato per ridurre gli sprechi e assicurare la salvaguardia degli ecosistemi che ospitano la filiera produttiva del Consorzio. A partire dai frutteti dove i coltivatori di mele applicano tecniche di produzione integrata e biologica, con soluzioni in grado di ridurre in modo consistente l’utilizzo degli agrofarmaci. Alcune innovazioni, come la confusione sessuale dei parassiti delle piante, fra cui i ricamatori e la carpocapsa e l’introduzione dell’obbligo di verifica dell’efficacia dell’attrezzatura per l’irrorazione dei prodotti, hanno permesso di diminuire il numero dei trattamenti sulle piante e abbassare notevolmente il quantitativo di agrofarmaci per ettaro. Per proseguire dentro le Cooperative, dove, lungo le linee di lavorazione delle mele, per ridurre gli sprechi di acqua sono state introdotte tecniche di filtrazione di recupero, con un risparmio idrico che in alcuni casi ha raggiunto l’85%. Nelle celle di conservazione dei frutti la parcellizzazione computerizzata dei compressori – una tecnologia adottata dalle Cooperative VOG a partire dal 1994 – e la riduzione della quantità di frutta immagazzinata in ogni camera, da 400-500 tonnellate a 200-300, ha permesso invece di ottimizzare l’apporto di energia elettrica necessaria per il condizionamento termico. L’adozione dei metodi LO (Low Oxigen) e ULO (Ultra Low Oxigen) ha contribuito inoltre ad abbassare di quasi il 20% l’ossigeno presente nelle celle di conservazione dei frutti. Tutto ciò, unito al costante ammodernamento degli impianti di condizionamento realizzato dalle cooperative associate al Consorzio e al lavoro di isolamento degli ambienti di stoccaggio, si è tradotto in un forte risparmio di gas combustibile e in una drastica riduzione delle emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera. Sul fronte delle energie alternative, sfruttando a proprio favore le quasi 300 giornate di sole che ogni anno illuminano l’Alto Adige, sono stati attivati progetti per lo sviluppo di impianti solari fotovoltaici per la produzione di energia pulita. Sono già 3 le cooperative che hanno installato i pannelli necessari alla trasformazione dei raggi solari in elettricità, mentre altre 6 lo faranno entro il 2009. Il percorso di tutela ambientale del Consorzio VOG intrapreso in questi ultimi anni è destinato a proseguire con successo anche in futuro, con numerosi investimenti sul fronte della salvaguardia e difesa delle risorse naturali. Un impegno vitale per gli agricoltori e le associazioni di cui fanno parte, che proprio dall’ecosistema unico e irripetibile dell’Alto Adige traggono uno dei loro più importanti punti di forza.

Consorzio Melinda

Profilo e plus aziendali

Melinda è un consorzio cui aderiscono 16 cooperative le quali, a loro volta, riuniscono oltre 5000 piccoli produttori che coltivano circa 6500 ettari di meleti nelle Valli del Noce (Val di Non e Val di Sole) in Trentino. Le Valli del Noce – grazie all’altitudine (compresa tra 300 e 900 m s.l.m.), alla particolare esposizione al sole (oltre 2000 ore/ anno di luce contro le 1500 medie di una comune vallata alpina), alle caratteristiche del suolo (derivante da rocce dolomia e tonalite), all’abbondante disponibilità di acqua estiva derivante dai ghiacciai e all’ampia escursione termica giornaliera (>16 °C in settembre) – rappresentano un ambiente straordinariamente adatto per il melo, che infatti è coltivato da secoli in questa zona. La produzione media annua di mele Melinda è di circa 300.000 t (270.000 circa per consumo fresco e 30.000 circa per uso industriale), pari a circa il 15% della produzione italiana. Le principali varietà prodotte sono: Golden Delicious (70%), Red Delicious (10%), Renetta Canada (8%), Gala (5%), Fuji (6%) e Morgenduft (1%). È presente anche una certa produzione (1500 t/ anno circa) di mele ottenute dall’applicazione del disciplinare di produzione biologica. Nel 2003 le mele Melinda delle varietà Golden Delicious, Red Delicious e Renetta Canada hanno ottenuto – uniche mele in Italia – il riconoscimento comunitario di Denominazione di Origine Protetta. Il 100% delle aziende agricole è certificato GLOBALGAP e rispetta i Disciplinari certificati di Produzione Integrata, della DOP e del Consorzio Melinda. Melinda dispone di bins per la raccolta per oltre 310.000 t; di celle per la frigo-conservazione in atmosfera controllata per una capacità complessiva di 280.000 t (pari al 100% della propria produzione di mele per consumo fresco); di impianti specifici e di sistemi informatici per la selezione e il confezionamento delle mele che rappresentano lo stato dell’arte nel settore. Tutto ciò consente a Melinda di garantire la totale tracciabilità del prodotto e di essere in grado di confezionare nei suoi 5 centri fino a 1500 t/giorno di mele – per 6 giorni alla settimana e in tutte le possibili confezioni – garantendo così ai clienti che la scelgono (attualmente oltre 1000 in 26 Nazioni) tempestività nell’evasione degli ordini, rapidità nel carico e nella consegna e continuità di fornitura e di servizio. Tutti i centri di selezione e confezionamento di Melinda rispettano i più severi standard internazionali di certificazione (HACCP. ISO 9001, BRC, IFS). Un altro elemento distintivo di Melinda, rispetto a molte altre realtà operanti nel settore della mela in Europa, è la totale centralizzazione di tutte le attività (Gestione dei centri di conservazione, selezione e confezionamento; Commercializzazione; Marketing; Controllo Qualità; Amministrazione e Personale). Tale tipo di organizzazione rappresenta un notevole vantaggio per i clienti di Melinda in quanto: – consente un efficiente contenimento dei costi; – garantisce un posizionamento univoco in termini di strategie e tattiche, listini, standard di confezionamento e di servizio, immagine ecc. Dal 1989, anno della sua costituzione, Melinda è progressivamente cresciuta fino a diventare oggi una delle principali realtà italiane ed europee del settore della mela.

Strategia export

Nel corso degli ultimi anni il mercato estero è stato oggetto di particolare attenzione e investimenti da parte di Melinda. Il risultato è stata la crescita della percentuale di produzione destinata al mercato estero (12% del totale nel 2001 rispetto al 25% del 2007). Oggi sono già 26 i Paesi in cui Melinda esporta le sue mele, ma la strategia del Consorzio prevede un’ulteriore crescita delle esportazioni, sia in termini di numero di destinazioni sia in termini di quantità e di marginalità complessive. È per questo che Melinda ha investito negli ultimi 4 anni oltre 60 milioni di euro per dotarsi di strutture che le consentano di servire tutti i Clienti esteri – attuali e potenziali – con i più alti standard di qualità di prodotto e di servizio e sta ora valutando prudentemente lo sviluppo di nuove partnership commerciali.

La Trentina

La mela che ha scelto di chiamarsi come la terra genuina di cui è figlia

Il Consorzio la Trentina nasce nel 1989 con lo scopo di coordinare il lavoro delle diverse cooperative distribuite sul territorio provinciale. Nel 1997, al fine di tutelare e contraddistinguere la qualità della frutta prodotta in Trentino dalle oltre 2500 aziende familiari socie, diventa Organizzazione di Produttori Consorzio la Trentina. È doveroso sottolineare come, nel suo percorso, la Trentina abbia rappresentato un importante momento di unione di diverse aree frutticole della nostra Provincia, portando nel contempo a termine un processo di aggregazione delle cooperative socie. Le cooperative che formano questa importante realtà produttiva e commerciale sono sei e coprono i territori compresi fra la Valle dell’Adige, la Valle di Cembra, la Valsugana, la Vallagarina, la Valle del Sarca e il Lomaso. Il Trentino è un territorio di monti, boschi, valli, laghi e torrenti, dove natura e uomo convivono in armonia dando vita a un’agricoltura rispettosa della terra, dei suoi ritmi e delle sue regole. Anche grazie ai microclimi particolari – che permettono a ogni varietà di mela e ogni tipo di frutto di sviluppare al meglio le proprie caratteristiche specifiche – la rete di aziende familiari che costituisce il Consorzio la Trentina produce frutti esaltanti per bellezza, profumi, qualità organolettiche e ricchezza in contenuti nutrizionali. La serietà e l’impegno che ognuno dei nostri agricoltori pone nel suo lavoro ci hanno portati a raggiungere una produzione di 100.000 tonnellate di mele e 5.000 tonnellate di altri frutti, tra fragole, ciliegie, more, lamponi, fragoline di bosco, ribes rosso e uva spina, susine e kiwi su circa 2.500 ettari di terreno. Grazie al lavoro dei soci delle cooperative – fondamento del nostro Consorzio – e agli accurati controlli effettuati dalla coltivazione alla raccolta nel campo, fino alla fase di consegna al distributore, garantiamo un serio impegno nella tutela dell’ambiente e del consumatore. Le cooperative socie sono dislocate nelle principali aree del Trentino, e ognuna di esse garantisce ai soci produttori la presenza di magazzini attrezzati alla conservazione, allo smistamento e al confezionamento dei prodotti, oltre che la gestione delle pratiche e dei controlli, in una logica di stretta collaborazione. La strategia organizzativa perseguita negli anni ci ha portati oggi a essere il quarto polo a livello nazionale nella produzione di mele, e importante soggetto nel mercato frutticolo in generale grazie alle nostre coltivazioni di ciliegio, kiwi, susino, fragola e piccoli frutti. Un organo commerciale unico si occupa di definire le modalità di distribuzione della frutta, permettendo di sostenere equamente le potenzialità di tutti i soci e di rifornire in maniera costante i nostri clienti. A questo affianchiamo una forte politica di marca, in modo tale da dialogare con i diversi target a cui ci rivolgiamo, diffondendo e rafforzando il marchio a livello sia nazionale sia estero. La frutta a marchio la Trentina viene distribuita principalmente sul territorio nazionale, ma siamo presenti anche all’estero in oltre 30 Paesi distribuiti tra Europa, Nord Africa e Medio Oriente. Ogni frutto ha le proprie caratteristiche distintive date dalla terra in cui cresce, accarezzato dal sole e dal vento, solleticato dall’acqua, curato e seguito in ogni momento critico della sua crescita dalle nostre mani esperte. Raccolto, selezionato e confezionato in modo da arrivare nelle vostre mani intatto: sano e gustoso, ricco di vitamine, sali minerali e principi nutritivi così importanti per la nostra alimentazione. La produzione di mele rappresenta il nostro prodotto di punta, con quasi il 90% dei terreni a esse dedicati. L’ampia offerta varietale del Consorzio la Trentina, data proprio dalla varietà dei terreni e dei climi delle diverse aree di coltivazione, permette di avere a disposizione il meglio del Trentino a ogni morso! Le principali varietà di mele che commercializziamo sono: Golden Delicious, Red Delicious, Granny Smith, Gala e Fuji. È importante sottolineare che le mele non sono tutte uguali: ognuna ha una forma, un colore, un profumo, una consistenza e un sapore unico. Hanno caratteristiche di coltivazione, periodi di raccolta e di commercializzazione diversi: si parte con la Gala, rossa, aromatica e succosa, per poi proseguire con la Red Delicious, dalla forma allungata e dal profumo zuccherino, la Fuji, ricca di sfumature, dolce e croccante, la Golden, la varietà più nota, da gustare in ogni momento, e infine la Granny Smith, verde e fresca, dal sapore acidulo. Deriva da una lunga tradizione la nostra voglia di trasmettere ai frutti che coltiviamo l’amore che proviamo per la terra. I colori, i profumi e i sapori che ci circondano ci ripagano del duro lavoro dei campi. E vogliamo che la nostra frutta arrivi al consumatore carica di queste emozioni positive. Accorciamo il più possibile i tempi della filiera, dal momento della raccolta a quello in cui i nostri prodotti arrivano a voi, per permettervi di godere appieno della loro freschezza, fragranza e piacevolezza. Ma soprattutto le nostre cooperative seguono scrupolosamente le indicazioni del Protocollo di Disciplina della Produzione Integrata che regolamenta le buone pratiche di coltivazione per garantire la salvaguardia dell’ambiente, le esigenze di produzione agricola e la tutela della salute dei consumatori. La produzione integrata è un sistema di coltivazione che assicura al contempo la salubrità dei raccolti e la protezione dell’ambiente nel pieno rispetto dei cicli biologici spontanei affiancando all’esperienza del contadino norme di coltivazione a basso impatto ambientale. Nei nostri campi le mele si raccolgono a mano, solo quando hanno raggiunto il giusto grado di maturazione – definito con l’aiuto dell’assistenza tecnica – vengono quindi conferite alla cooperativa di competenza, dove vengono registrate per il riconoscimento e poste in celle ad atmosfera controllata. La fase di lavorazione è costituita di tre fasi: precalibro e selezione, controllo e separazione, confezionamento. Ognuna è supervisionata dal nostro personale addetto: la sinergia fra la precisione della tecnologia e la sensibilità dell’uomo ci permette di raggiungere elevati livelli di qualità dei prodotti confezionati, andando incontro anche alle richieste più specifiche e particolari del mercato. Le mele sono ora pronte per essere messe sul mercato attraverso la rete di vendita la Trentina. Molte persone si impegnano quotidianamente per rendere presenti sul mercato nazionale ed estero le mele e la frutta la Trentina. A partire dalla campagna commerciale 2007-2008 il Consorzio la Trentina si presenta con un nuovo assetto di vendita: una commercializzazione centralizzata e una forte politica di marca. Questo tipo di struttura è importante per rispondere alle richieste di servizio, qualità e riconoscibilità che arrivano sia da canali di vendita esigenti sia da consumatori consapevoli. Si tratta di gestire il prodotto – e quindi prezzi, mercati, clienti – in maniera coordinata attraverso la ripartizione delle responsabilità di vendita per aree e settori strategici. Vogliamo trasmettere la passione che sta dietro ogni frutto, l’amore profondo per il nostro territorio, le esperienze che quotidianamente condividiamo per riuscire a ottenere sempre il meglio dalla nostra frutta, accorciando le distanze fra il contadino che lavora la terra e chi acquista i nostri prodotti. Quando ne abbiamo la possibilità, ci piace potervi offrire il frutto del nostro lavoro accompagnato da un sorriso. Non è facile trasmettere per immagini i profumi, i sapori e le impressioni che può dare mordere un nostro frutto. Ogni modo di essere presenti e coinvolgere la nostra clientela ha motivazioni distinte di essere. Noi abbiamo sempre continuato a sperimentare nuove modalità per far trasparire sensazioni e valori legati al nostro mondo. Un ufficio preposto segue la presenza del marchio e del consorzio nei mercati e nei punti vendita, la partecipazione alle principali fiere di settore, la programmazione delle uscite sulle riviste specializzate e seleziona gli eventi da sponsorizzare o a cui partecipare. Crediamo nelle iniziative che ci permettono di porci come ambasciatori del nostro territorio, e per questo siamo vicini a eventi legati all’arte, alla cultura e allo sport – spesso di respiro internazionale – che creano aggregazione e occasioni di incontro e crescita come il Trento Filmfestival – definito “il più antico e acclamato festival internazionale di film dedicati alla montagna, all’esplorazione e all’avventura” – e Oriente Occidente – festival internazionale di danza contemporanea. Nasce dall’attenta osservazione del mercato e del mondo della frutta la spinta che ha portato al rinnovamento del materiale pubblicitario e promozionale: lo spot, il layout della campagna stampa e delle brochure. Così anche le confezioni, nei diversi formati, hanno subito un importante restyling: le nostre mele si trovano imballate in contenitori di cartone, di legno, in sacchetti o vassoi. Il Consorzio la Trentina, in quanto socio di APOT e Assomela, partecipa anche a diverse iniziative a sostegno del consumo delle mele, in quanto alimento ricco di proprietà nutritive e salutiste. Il progetto “La mela, il frutto dai molti piaceri” è promosso dalla Comunità Europea e condiviso da Francia e Olanda per portare informazioni e prodotto nelle mense aziendali, nelle palestre e nelle strade. Il confrontarci è uno stimolo continuo a migliorare il nostro lavoro, per crescere e poter essere sempre più fieri del nostro operato.

Melavì

La Società Agricola Melavì, Società Consortile per azioni, rappresenta le tre cooperative valtellinesi socie – Cooperativa Ortofrutticola Alta Valtellina, Frutticoltori Villa di Tirano, Cooperativa Ortofrutticola di Ponte in Valtellina – e ha per oggetto la valorizzazione delle produzioni agricole, nonché dei derivati della loro lavorazione e trasformazione. La Società ha inoltre lo scopo di promuovere le procedure, anche tecniche, di tracciabilità del prodotto, di promuovere pratiche colturali e tecniche di produzione che rispettino l’ambiente, in particolare per tutelare la qualità delle acque, dei suoli e per preservare e favorire la biodiversità. Il principale prodotto commercializzato dal marchio collettivo Melavì è la mela tipica e di qualità coltivata nelle terre valtellinesi, conferita esclusivamente dai circa 900 soci per un totale di oltre 30.000 tonnellate gestite annualmente dai 3 stabilimenti di produzione. Durante il periodo di raccolta che va da agosto a metà ottobre le mele vengono conferite dai soci alle 3 cooperative dislocate lungo il territorio valtellinese, dove vengono lavorate, conservate e commercializzate. La conservazione del prodotto in via di distribuzione viene mantenuta in celle frigorifere ad atmosfera controllata dove moderni impianti ad alta tecnologia consentono di mantenere inalterate le qualità della mela che conserverà il gusto di un frutto appena colto dall’albero per tutto l’anno. Per la commercializzazione, le mele vengono imballate utilizzando tutte le più moderne tipologie di confezionamento che ne garantiscono la massima protezione. Il prodotto è facilmente riconoscibile grazie al bollino a marchio Melavì applicato su ogni frutto, che garantisce la qualità, la provenienza e la salubrità del prodotto. La coltura odierna del melo in Valtellina affonda le sue radici nel Medioevo, quando gli alberi da frutto erano coltivati nei giardini e tra i filari della vite, principalmente per l’autoconsumo e in minima parte per la vendita sui mercati cittadini. La produzione organizzata prese avvio negli anni ’20 del Novecento, a partire dalla zona di Ponte, dove i vigneti vennero convertiti a meleto per contrastare la crisi della viticoltura. Dagli anni ’70, con la creazione delle prime organizzazioni produttive, la crescita non si è più fermata, anche grazie alla collaborazione scientifica con istituti universitari specializzati che hanno gettato le basi della moderna lavorazione. Gli agricoltori della provincia di Sondrio, nei secoli, hanno saputo volgere a loro favore le condizioni disagiate del territorio e capirne la vocazionalità, fino a ottenere prodotti eccellenti che devono la loro bontà proprio alle condizioni pedoclimatiche locali. La Valtellina è una vallata orientata Est-Ovest, a Nord è protetta dalle Alpi Retiche e a sud dalle Prealpi Orobie. La ventilazione è particolare, infatti risente del fenomeno del Föhen, un vento caldo e secco che causa impennate della temperatura e cali dell’umidità dell’aria. A livello climatico sono infine importanti le brezze di monte e di valle, fenomeni legati al diverso riscaldamento dei versanti e la caratteristica escursione termica diurna. I meleti disposti prevalentemente su conoidi alluvionali permeabili e praticamente esenti da ristagno idrico, si allungano sui versanti montani fino ai 900 m s.l.m. Il lavoro instancabile dell’uomo, che ha saputo inserire la coltura del melo nell’ambiente senza prevaricarlo, trasforma i doni della natura in mele di alta qualità, particolarmente profumate, di sapore intenso, con polpa compatta e che ben si prestano alla conservazione. Ed è proprio grazie al clima favorevole, al terreno coltivato in pendenza e ben esposto al sole, al metodo di coltura mediante Produzione Integrata (secondo il Reg. Ce 2200/96) a basso impatto ambientale, che la mela di Valtellina è così buona, nutriente e sana.

Le varietà principalmente coltivate sono:
Stark Delicious. Colorazione brillante e intensa, forma allungata a cinque punte nella parte inferiore, polpa finissima, croccante e dal sapore aromatico e dolce. È considerata la mela per eccellenza. – Golden Delicious. Colorazione giallo-verde con striature rosse, buccia liscia, polpa biancastra, profumata e dolce per l’alto contenuto zuccherino. È una delle mele più diffuse e apprezzate dal consumatore ed è disponibile sul mercato tutti i mesi dell’anno. – Gala. Colorazione con caratteristiche striature di colore rosso brillante, forma allungata, dimensioni medio-piccole, polpa succosa e dolce. Proveniente dall’emisfero australe, sta conquistando un sempre maggior numero di estimatori. – Fuji. Colorazione rosso-violetto, forma tondeggiante, polpa bianca, croccante, succosa e particolarmente appetitosa. È un frutto ad alta conservabilità e resistenza alle manipolazioni, è considerata “la nuova mela” per la sua recente diffusione. È di origine giapponese. – Morgenduft. Colorazione di fondo verde striato di rosso fiammante, dimensioni medio-grandi, forma tondeggiante e regolare, polpa bianco-crema dal sapore acidulo, non particolarmente aromatica. Per queste caratteristiche è particolarmente apprezzata in cucina per la realizzazione di dolci. A testimonianza delle peculiarità del territorio e della dedizione dei frutticoltori valtellinesi che con sapienza hanno raggiunto standard produttivi qualitativamente elevati, a dicembre 2006 è stata riconosciuta, in modalità transitoria, l’indicazione geografica protetta “Mela di Valtellina IGP”. La promozione, pubblicizzazione e valorizzazione della mela di Valtellina a marchio Melavì sono state affidate al Consorzio Tutela Mele Di Valtellina che vigila affinché vengano rispettati, sia in fase di produzione sia di commercializzazione, i requisiti previsti dal disciplinare di produzione “Regolamento Provinciale di Autodisciplina” per una melicoltura integrata e rispettosa dell’ambiente annualmente approvato dall’Amministrazione Provinciale di Sondrio. Il Consorzio collabora con organi nazionali e locali preposti all’applicazione delle disposizioni legislative e regolamentari, e promuove studi e ricerche nel campo frutticolo finalizzati al miglioramento della produzione e del lavoro del frutticoltore. La grande esperienza dei produttori valtellinesi, l’amore e la dedizione con cui viene coltivata, il territorio favorevole sia dal punto di vista climatico sia ambientale garantiscono alla mela di Valtellina Melavì una bontà unica apprezzabile tutto l’anno.

OP Nordest

Gli Orti di Giulietta: il marchio che caratterizza la produzione ortofrutticola veronese

Il territorio della provincia di Verona è la viva testimonianza di una cultura agricola che ha saputo raggiungere un sapiente equilibrio tra tecnologia e tradizione, tra amore per la propria terra e apertura verso nuovi confini. Questo equilibrio ha sviluppato un vero tesoro di tipicità agricole, un patrimonio che va tutelato, diffuso e migliorato. Con tali obiettivi, nel 1992, promosso dal Comitato Ortofrutticolo della Camera di Commercio di Verona, è nato il Consorzio di Tutela Ortofrutta di Verona, che ha adottato il marchio commerciale a carattere collettivo “Gli Orti di Giulietta”. Questo è il marchio che tutela il patrimonio ortofrutticolo veronese ed è associato all’immagine di un personaggio poetico, amato e conosciuto in tutto il mondo, che richiama il territorio con il suo paesaggio, la storia, la cultura e le tradizioni. La qualificazione della produzione ortofrutticola veronese viene quindi caratterizzata dall’adozione del marchio specifico denominato “Gli Orti di Giulietta”, recentemente acquisito dall’OP Nordest. Il marchio di origine intende coniugare qualità estetica e organolettica del prodotto alle sue caratteristiche di salubrità. A tal fine gli associati all’OP Nordest hanno aderito al progetto di certificazione della filiera ortofrutticola veronese che è in fase di attuazione. L’obiettivo specifico del progetto è quello di migliorare e garantire la qualità attraverso la certificazione dell’intero processo di filiera: dall’azienda agricola alle imprese di trasformazione e commercializzazione. Tutti i segmenti della filiera vengono certificati con gli standard GLOBALGAP (produzione), BRC/IFS (imprese di commercializzazione) ed equivalenti per la G.D.O. Il marchio “Gli Orti di Giulietta“ persegue le seguenti finalità:
– la garanzia di un elevato livello qualitativo della produzione ortofrutticola esclusivamente di origine veronese (alta gamma); – l’utilizzo di metodi di produzione ecocompatibili nel rispetto dell’ambiente; – l’effettuazione di severi controlli sulla qualità delle produzioni mediante appropriate analisi; – la presenza costante sul mercato della frutta e degli ortaggi migliori e tipici in ogni stagione. Specificatamente il progetto che sta realizzando l’OP Nordest si propone la creazione di un “modello comportamentale“ condiviso con tutti gli attori della filiera ortofrutticola, certificabile secondo gli standard riconosciuti dal mercato e capace di garantire il presidio dei parametri igienico-sanitari della qualità, della salvaguardia dell’ambiente e della tipicità territoriale. La produzione ottenuta realizzando il sistema di “certificazione della filiera ortofrutticola veronese”, verrà utilmente veicolata e promossa sui mercati di sbocco attraverso il marchio “Gli Orti di Giulietta”, utilizzando fattori di qualità, provenienza e tipicità. Per l’adozione del marchio sono stati elaborati:
– dei disciplinari di produzione conformi alle buone pratiche agricole realizzati da sistemi di rintracciabilità e di controllo anche per la determinazione dei parametri di sicurezza alimentare (protocollo GLOBALGAP); – dei disciplinari di confezionamento e di commercializzazione per la presentazione omogenea del prodotto. L’adozione del marchio specifico avviene sul prodotto finito, ovvero al superamento del percorso di filiera previsto. Le imprese associate dispongono di adeguati magazzini ed efficienti attrezzature di lavorazione. Controlli manuali vengono effettuati per i difetti fisici dei prodotti, mentre sistemi computerizzati valutano colore e pezzatura. Per quanto riguarda la sicurezza alimentare, a prescindere dagli obblighi imposti dalla normativa comunitaria (Reg. CE n.172/02 ) e nazionale, tracciabilità e rintracciabilità sono strumenti gestionali preziosi nei processi produttivi e sono alla base di qualsiasi certificazione del prodotto, anche su base volontaria, per dare garanzie e riconoscibilità al prodotto stesso, in base alle caratteristiche qualitative che vanno oltre a quanto stabilito dalla normativa in vigore. Negli ultimi anni la distribuzione moderna ha richiesto ai propri fornitori di osservare alcuni standard comprensivi dei requisiti igienico-sanitari, di assicurazione della qualità, di rispetto dell’ambiente e sicurezza degli operatori sul luogo di lavoro. Uno standard sempre più richiesto a livello internazionale è rappresentato dal protocollo GLOBALGAP - frutta e verdura. L’ OP Nordest ha adottato questo disciplinare per la realizzazione del progetto di certificazione della filiera ortofrutticola veronese. Oggi, l’osservanza di questo standard rappresenta la condizione necessaria per l’accesso alle moderne catene della GDO. In sintesi, il protocollo prevede la gestione dei requisiti relativi alla rintracciabilità, agli aspetti ambientali (storia e gestione dei siti, gestione del terreno e dei rifiuti), al prodotto (agrofarmaci impiegati, trattamenti post-raccolta), ma anche aspetti riguardanti la salute e la sicurezza dei lavoratori, nonché elementi relativi alla gestione aziendale. La difesa integrata e la corretta gestione degli agrofarmaci costituiscono i capitoli più importanti del documento. Prevede, inoltre, puntuali verifiche di laboratorio per la determinazione dei L.R.M. delle molecole impiegate, ammesse per la coltura e il Paese di destinazione. Per i prossimi anni la collocazione dei prodotti ortofrutticoli freschi non corredati di certificazione (GLOBALGAP) risulterà difficile; la volontarietà di adesione al progetto certificativo è testimonianza di un’esigenza dalla quale non si può prescindere. La certificazione GLOBALGAP costituisce quindi un vantaggio competitivo, soprattutto nelle relazioni commerciali (business to business) con i clienti europei. Affinché il prodotto ortofrutticolo certificato possa diventare un’opportunità per incrementare la redditività delle imprese associate all’OP Nordest, è indispensabile coniugare qualità nel prodotto, sia nella gamma, sia nella logistica. Il prodotto così ottenuto viene identificato col marchio “Gli Orti di Giulietta”, che intende garantire tutti quei requisiti di tipicità, sicurezza, genuinità, esclusività, credibilità e servizi incorporati. Così operando, l’impresa ortofrutticola aderente all’OP Nordest e che apporterà al prodotto questi requisiti – ai quali i consumatori riconoscono l’indiscutibile valore – potrà conquistare maggiore quota di mercato. L’offerta ortofrutticola dell’OP Nordest ha una massa critica e una gamma (mele, pere, pesche, ciliegie, kiwi, fragole, meloni, radicchi) tale da consentire una sua caratterizzazione. Con il marchio “Gli Orti di Giulietta” si è creato un momento di sintesi che identifica la produzione dell’ OP Nordest e il relativo sistema d’uso e di contribuzione. La struttura organizzativa dell’OP Nordest garantisce il rispetto delle regole dettate dal protocollo GLOBALGAP atte a certificare la rintracciabilità, la qualità e la sicurezza delle produzioni, diversificandole con il marchio “Gli Orti di Giulietta” da quelle convenzionali indifferenziate. Le imprese agroindustriali che hanno aderito al progetto di certificazione intendono collegialmente coordinare una parte di filiera che è quella della commercializzazione; esse intendono sviluppare rapporti di partenariato e di fornitura stabili e duraturi nel tempo con l’OP Nordest.

Consorzio MelaPiù

Il Consorzio MelaPiù, con sede in Chiesuol del Fosso (FE), ha come obiettivo-guida la valorizzazione delle mele Fuji a beneficio delle imprese socie, garantendo un reddito adeguato ai produttori. Per perseguire tale obiettivo, il Consorzio svolge le seguenti attività istituzionali:
– stabilisce il regolamento di produzione e commercializzazione; – realizza il programma di controllo nei centri di lavorazione e sui punti vendita; – progetta e realizza le campagne promo-pubblicitarie; – definisce la politica commerciale del prodotto a marchio MelaPiù; – fornisce assistenza tecnica ai produttori, promuovendo la diffusione delle più avanzate tecniche di coltivazione; – individua e sperimenta innovazioni di prodotto e organizzative.

Breve storia del Consorzio MelaPiù

Il Consorzio MelaPiù viene costituito il 23/11/1994 come “consorzio-impresa con attività esterna” da alcune importanti realtà operanti nella produzione e commercializzazione di ortofrutta nell’area orientale della Pianura Padana. Fin dall’inizio esso si pone come mission la valorizzazione delle mele Fuji, a vantaggio delle imprese socie. Il marchio MelaPiù viene registrato il 09/03/1995. I soci fondatori sono l’A.F.E. di Ferrara (Gruppo Salvi), l’Az. Agricola Tagliani di Campotto d’Argenta (FE), il COFT di Tresigallo (Gruppo Mazzoni), la COOP ESTESA di Ferrara e il CPOC di Consandolo (FE). Nel 1995 il Consorzio commercializza 5000 quintali di mele Fuji, di cui circa 2000 a marchio MelaPiù. Nel ’96 viene creato l’ufficio tecnico. Nel ’99, anno in cui si realizza la trasformazione in “Consorzio di valorizzazione”, vengono commercializzati 30.000 quintali di mele Fuji, di cui circa 14.000 a marchio MelaPiù. Il primo regolamento interno viene approvato nel 2000, anno in cui la base sociale si amplia con l’ingresso di Apoconerpo, Aposcaligera, C.i.c.o., Corer, Europ, Solemilia. Nel 2001 si ha l’ingresso di Soc. Minguzzi Soc. Coop. a r.l., seguito nel 2003 da quelli di APOFRUIT e Ferrara Frutta. Nel 2004 viene istituito il premio “Miglior Produttore di Fuji MelaPiù”, destinato al frutticoltore che ha ottenuto il miglior risultato quanti-qualitativo. Sempre nel 2004 il Consorzio commercializza 53.000 quintali di mele Fuji, di cui circa 28.000 a marchio MelaPiù. Nel 2006 viene costituita, in partnership con Aretè s.r.l., la società di consulenza tecnica MelaPiù Consultum s.r.l. Nel 2007 il Consorzio commercializza circa 130.000 quintali di mele Fuji di cui oltre 70.000 a marchio MelaPiù.

Modello organizzativo e strategie

Il modello organizzativo adottato dal Consorzio è basato su una precisa ripartizione di competenze tra il Consorzio e le imprese socie. Le imprese socie si occupano infatti di produzione, di cernita, di stoccaggio, di condizionamento e di commercializzazione delle mele, demandando interamente al Consorzio le competenze in materia di:
– definizione del disciplinare di produzione e del regolamento di commercializzazione; – realizzazione del programma di controlli nei centri di lavorazione delle mele e sui punti di vendita delle stesse; – progettazione e realizzazione di campagne promo-pubblicitarie; – definizione della politica commerciale e della strategia di vendita del prodotto; – gestione dei rapporti con i produttori associati; – assistenza tecnica e introduzione di tecniche innovative; – individuazione e sperimentazione di canali di vendita innovativi.
Si tratta di un insieme di funzioni di valorizzazione del prodotto di natura prevalentemente immateriale, per le quali è necessario dotarsi di un know-how e di risorse specifiche. L’accentramento di tali competenze nel Consorzio ha permesso di conferire a una parte essenziale del processo di valorizzazione della produzione – quella basata sulle funzioni immateriali, appunto – un’economicità che ben difficilmente si sarebbe potuta raggiungere nelle singole imprese socie, le quali hanno invece come punto di forza la capacità di svolgere con efficienza le funzioni materiali del processo di valorizzazione, grazie all’importante esperienza acquisita nel corso della loro vita operativa. Sin dalla sua costituzione, la strategia del Consorzio ha ruotato intorno alla qualità delle mele Fuji commercializzate con il marchio MelaPiù e si è articolata nei seguenti capisaldi:
– qualità del prodotto e “pacchetto tecnico”: il Consorzio, attraverso il proprio ufficio tecnico (sino al 2005) e attraverso la controllata MelaPiù Consultum (successivamente al 2005), presta da sempre molta attenzione alla tecnica produttiva, e in particolare agli aspetti correlati alla qualità del prodotto, al legame qualità-territorio e all’efficienza della produzione; – “identificazione” del prodotto e organizzazione commerciale: l’identificazione del prodotto (attraverso la definizione delle caratteristiche cui devono uniformarsi tutte le mele marchiate MelaPiù, l’utilizzo del marchio, gli imballaggi MelaPiù ecc.) e la progressiva organizzazione della rete di distribuzione – fondata su un solido coordinamento delle attività svolte dai diversi soci – sono tuttora fondamentali; – promo-comunicazione: accompagna la distribuzione del prodotto ed è basata sul rapporto diretto fra il Consorzio, i clienti e i consumatori “intenditori” di mele.

Prodotto e legame con il territorio

Le mele della varietà Fuji si caratterizzano per un ottima qualità organolettica: sono dolci, croccanti e succose. Per contro, la varietà presenta forte vigoria e spiccata attitudine all’alternanza produttiva. Negli ambienti di pianura, e in particolare nelle province di Ferrara, Bologna, Ravenna, Forlì-Cesena e Rovigo, accanto alle eccellenti e distintive caratteristiche organolettiche, le mele Fuji manifestano anche qualche difficoltà di colorazione dei frutti. Il Comitato Tecnico del Consorzio MelaPiù ha posto rimedio al problema della vigoria e delle difficoltà di colorazione dei frutti modificando radicalmente la forma di allevamento; si è infatti passati dallo spindel o fusetto della fine degli anni ’90 alla “Conduzione Centrifuga” (di origine francese). Grazie a essa, molto adatta ad assecondare le naturali tendenze delle piante di mela Fuji, si espone la quasi totalità dei frutti all’esterno, mentre i tagli sono ridotti al minimo e limitati alla pulizia dell’interno pianta: ne consegue che la naturale vigoria della varietà viene ridotta al minimo. Per poter gestire queste piante sono necessarie distanze che vanno dai 3,5 m ai 4-4,5 m tra le file e distanze di 0,9-1,5 m lungo la fila. Per ovviare al problema dell’alternanza di produzione è stata messa a punto una tecnica diradante che richiede molta attenzione in fase di posizionamento (è necessaria un’attenta verifica delle condizioni ambientali, del diametro dei frutticini e della vigoria degli impianti) ma che permette di ottenere un’efficacia diradante tale da consentire produzioni di elevata qualità nell’anno in cui viene eseguito il trattamento e soprattutto il ritorno a fiore nell’anno successivo. La strategia di valorizzazione del prodotto Fuji MelaPiù si è basata su 2 ulteriori elementi cardine a carattere tecnico: – adozione di metodi di lotta integrata, secondo il disciplinare di produzione integrata della Regione Emilia-Romagna, con effettuazione di controlli esterni periodici, in modo da poter contraddistinguere la produzione di Fuji MelaPiù con il marchio regionale di garanzia igienico-sanitaria “Qualità Controllata”; – selezione qualitativa della produzione in base a parametri d’eccellenza: per fregiarsi del marchio MelaPiù, il calibro dei frutti deve essere superiore a 70 mm; la superficie pigmentata non deve essere inferiore al 30% del totale; il colore di fondo deve essere verde chiaro-giallo; la buccia non deve presentare soluzioni di continuità; il contenuto in zuccheri deve essere almeno pari a 13 °Brix; l’acidità (espressa in acido malico) deve essere almeno pari a 2,3 g/l; per finire, la resistenza alla penetrazione dei frutti con buccia deve essere almeno pari a 6 kg.

Strategie di promo-comunicazione

La politica di marketing del Consorzio MelaPiù è da sempre improntata a criteri d’eccellenza: solo la produzione che soddisfa gli elevati standard qualitativi precedentemente illustrati può infatti fregiarsi del marchio MelaPiù, così da indurre il consumatore a identificare quest’ultimo con l’eccellenza qualitativa del prodotto. Per far conoscere il proprio prodotto e i valori a esso associati il Consorzio MelaPiù si è sempre mosso in modo piuttosto originale: non pubblicità, ma iniziative di promozione e di comunicazione volte a “spiegare” i valori del prodotto e gli elementi di “distintività” dello stesso attraverso contatti diretti con gli operatori della distribuzione tradizionale e moderna. I “pretesti” per incontrarsi e dialogare con gli operatori commerciali sono stati i più vari, dai concorsi a premi ai pranzi, dall’organizzazione di eventi sportivi alla creazione di iniziative di street marketing, dalla consegna di materiali “simpatia” a vere e proprie piccole lezioni incentrate sulla qualità delle Fuji MelaPiù, sulle loro specificità e sugli elementi che le rendono diverse e uniche.

Modì Europa

Modì Europa S.p.A , società consortile costituita nel 2007, è un Consorzio che coordina le strategie commerciali e di marketing a livello europeo per la nuova cultivar Modì® CIVG198, frutto della ricerca varietale condotta dal C.I.V. (Consorzio Italiano Vivaisti). Questa mela ha un colore rosso ciliegia (uno dei cromatismi amati dal pittore italiano Amedeo Modigliani, dal cui diminutivo prende, infatti, il nome), elevate caratteristiche di croccantezza e succosità e un ottimale equilibro fra brix zuccherino e grado di acidità. Modì® CIVG198, oltre a presentare caratteristiche estetiche e organolettiche che ben si prestano a guadagnarsi il consenso dei consumatori, e i primi test realizzati in Germania lo dimostrano, è un frutto di notevole interesse per un elemento distintivo, il basso impatto ambientale, dovuto all’elevata resistenza agli attacchi parassitari. Rispetto alle varietà convenzionali, che necessitano di numerosi trattamenti contro la ticchiolatura, la sua naturale resistenza a questa malattia non richiede alcun intervento con fungicidi specifici. Per l’oidio, altra patologia diffusa nei meli, sono invece necessari solo due interventi, rispetto a quelli normalmente previsti per le altre varietà di mele. Complessivamente, i trattamenti per Modì® CIVG198 si riducono significativamente rispetto alle cultivar tradizionali. Inoltre, l’elevata produttività (circa 500 q/ha), la lunga possibilità di shelf life e l’alto grado di conservabilità in ambiente refrigerato, segnano altri punti a favore di questo nuovo prodotto. Si tratta di un Consorzio-Impresa, caratterizzato da una struttura italiana snella che permette una maggiore efficienza in termini di rapporto costi/livello di servizio. È la prima volta che una mela italiana viene gestita con un sistema di club di prodotto lungo tutta la supply chain. Questo è sicuramente un fattore di primaria importanza per l’ortofrutta nazionale, dal momento che la maggior parte dei diritti di sfruttamento delle varietà frutticole sono di proprietà di club stranieri. Tuttavia, la paternità italiana del progetto Modì® si coniuga con un raggio d’azione internazionale, che ha già visto nuovi partner in Spagna e nel Regno Unito. Fanno parte del Consorzio un gruppo di vivaisti esclusivisti della varietà (Salvi Vivai, Vivai Mazzoni, Tagliani Vivai) ed un gruppo di aziende che gestiscono la produzione (AFE-Salvi, Cico Mazzoni, Tagliani-Clementi Frutta, Apofruit Italia, Agrintesa, Ferrara Frutta e VOG). Per la commercializzazione, il Consorzio si avvale di alcune delle principali aziende ortofrutticole italiane: Salvi, Mazzoni, VOG, Apofruit, Agrintesa, Ferrara Frutta. Queste ultime distribuiranno in esclusiva Modì® CIVG198 per conto del Consorzio. Conformemente ai dati di raccolto dell’attuale stagione 2008-2009, verranno commercializzate sul mercato europeo circa 500 tonnellate di prodotto. Il piano di sviluppo prevede di raggiungere 50.000 tonnellate nel 2013, in linea con l’obiettivo di produzione, a regime, di circa 100.000 tonnellate da raggiungere in dieci anni.

Consorzio Mela Annurca

A prima vista, chi non l’ha mai gustata, non la sceglierebbe in mezzo ad altre varietà di mela più appariscenti e lucide, ma in realtà la Mela Annurca Campana è definita la “regina delle mele” in virtù delle sue spiccate qualità organolettiche: sapore, aroma ecc. È ricca di fruttosio, con un tasso di cellulosa dello 0,9%, concentrato per lo più nella buccia, esalta le qualità digestive graduando l’assorbimento del glucosio ed è di grande beneficio per i diabetici. Abbassa il colesterolo nel sangue perchè ostacola il suo assorbimento mediante il fitosterolo e la pectina che rendono il colesterolo alimentare inassimilabile. La Mela Annurca è una vera miniera di vitamine (B1, B2, PP e C) e contiene anche potassio, fosforo, ferro, manganese, zolfo, cobalto. Oltre che far bene, soprattutto ai bambini, per la ricchezza di minerali, l’Annurca ha effetti antireumatici. Una ricerca dell’Università Federico II di Napoli ha messo in luce le sue proprietà antiossidanti, riconoscendole un certo potere legato alla prevenzione del cancro. Queste sue grandi qualità di tipicità e di genuinità hanno permesso il raggiungimento di un grande risultato, non solo per le aziende impegnate nella coltivazione della Mela Annurca della Campania, ma per l’intera economia regionale; il 7 giugno 2005 è stata pubblicata la domanda di riconoscimento della Mela Annurca Campana IGP sulla Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea; dopo 6 mesi da quella data la Mela Annurca Campana IGP è stata iscritta nell’Albo delle Denominazioni di Origine dell’Unione Europea con Regolamento (CE) n. 417/2006 del 10/03/2006 della Commissione con pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Unione Europea L72/8 del 11/03/2006; con questo riconoscimento si traccia quindi un percorso che può contribuire a una crescita sana del nostro Mezzogiorno e si rilancia la frutticoltura, un settore finora emarginato. Diffusione dell’Annurca

Cenni storici

È millenaria la storia della Mela Annurca, già raffigurata nei dipinti della Casa dei Cervi negli scavi di Ercolano, domus sopravvissuta all’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. E il legame antico di questo frutto con la terra campana è anche testimoniato da Plinio il Vecchio nella Naturalis Historia, che ne attribuisce la nascita all’agro puteolano. Poiché proprio nel lago Averno, vicino a Pozzuoli, veniva collocata dai latini la sede degli inferi (orco), il frutto risentì del condizionamento letterario e venne chiamato, in modo assai evocativo, Mala Orcula, ripreso nel 1500 da Giovan Battista della Porta, studioso di filosofia e magia naturale e successivamente trasformato dalle inflessioni dialettali in anorcola e annorcola, fino al definitivo Mela Annurca (o Melannurca) come attestato a fine Ottocento dal manuale di arboricoltura di G.A. Pasquale.

Area di produzione

L’Annurca è coltivata in tutte le province campane anche se le aree tradizionalmente vocate, ove si concentra la maggior parte della produzione sono: nel napoletano la GiuglianeseFlegrea, nel casertano la Maddalonese, l’Aversana e la Teanese e nel beneventano le Valli Caudina-Telesina e il Taburno. Con 60.000 tonnellate medie annue, la mela Annurca rappresenta il 60% circa della produzione regionale di mele e il 5% circa di quella nazionale. Gli aspetti che connotano fortemente la tipicità della mela Annurca sono il tradizionale metodo di coltivazione e produzione e le sue caratteristiche morfologiche. La Mela Annurca è caratterizzata dalla presenza di un peduncolo corto e piuttosto debole. Quando i frutti si accrescono cominciano a esercitare una pressione crescente sul rametto, sino a quando il peduncolo cede provocandone la caduta. Nella fase prossima alla maturazione questo processo di cascola diventa molto accentuato, e diviene così necessaria la raccolta anticipata delle mele per evitare che i frutti cadendo possano subire lesioni o ammaccature. In questo modo, però, i pomi sono ancora in gran parte verdi e non troverebbero una collocazione remunerativa sui mercati. Al fine di fare acquisire ai frutti la tipica colorazione rossa, la Mela Annurca viene tradizionalmente stesa in melaio. Durante la permanenza nei melai le Annurca vengono periodicamente rigirate e accuratamente scelte, scartando i frutti ammaccati o marciti. Verso la metà di dicembre la permanenza in melaio può considerarsi conclusa e i frutti, pronti per la commercializzazione o la conservazione, vengono disposti nelle cassette e avviati alle celle frigorifere.

Descrizione del prodotto

Definita la “regina delle mele” soprattutto per le spiccate qualità, l’Annurca è famosa per la polpa croccante e compatta, gradevolmente acidula e profumata. Rivendica da sempre virtù salutari: altamente nutritiva, ricca di fibre, frena la diarrea, diuretica, particolarmente adatta ai bambini. Le indubbie caratteristiche organolettiche di questa mela, apprezzate particolarmente dai consumatori campani e laziali, stanno progressivamente conquistando anche altri mercati, grazie anche all’ingresso nei canali della grande distribuzione organizzata. I 2 ecotipi, la classica Annurca e la diretta discendente Annurca Rossa del Sud, suo mutante naturale date le comuni caratteristiche pomologiche, sono stati unificati sotto il titolo di Melannurca Campana IGP, sia pure con 2 distinte indicazioni varietali.

Mercato

I principali mercati sbocco della Mela Annurca sono prevalentemente mercati locali campani, Napoli e Caserta su tutti. La parte restante raggiunge mercati extraregionali, Fondi e Latina principalmente, e quindi i mercati delle grandi città del centronord. Il canale preferenziale di commercializzazione è rappresentato dalla vendita a intermediari locali, per i quali passano percentuali di prodotto superiori al 50%, seguono la vendita al mercato all’ingrosso con una copertura vicina al 20-25%, la vendita su pianta con circa il 10-15%. La restante parte viene venduta direttamente al dettaglio.

Consorzio di tutela della Melannurca Campana IGP: finalità e prospettive

Il 28 ottobre 2005 è nato il Consorzio di Tutela della Melannurca Campana IGP (Indicazione Geografica Protetta) composto da 25 membri tra produttori e confezionatori di mela Annurca. Gli obiettivi principali del Consorzio sono la promozione e la valorizzazione della Melannurca Campana IGP e il miglioramento delle tecniche di coltivazione del prodotto. La costituzione del Consorzio di Tutela della Melannurca Campana IGP è senz’altro da considerare un grande risultato per il comparto ortofrutticolo e per gli stessi produttori. Le aziende della Regione Campania infatti producono circa 589 mila quintali di Mele Annurche (la produzione totale di mele è di 735.830 quintali) per un valore complessivo stimato di 38.263.160 euro. Altro obiettivo fondamentale del Consorzio è cercare di porre un argine all’invasione di mele cinesi, molte delle quali sono vendute nei mercati come Annurche. Basti pensare che nei soli mesi di gennaio e febbraio è arrivato in Italia quasi un milione di mele, dopo che già nel 2004 è stato registrato un aumento del 440% di esportazioni dalla Cina. Il Consorzio infatti in collaborazione con gli organi istituzionali intende esercitare anche una attività di vigilanza per reprimere gli abusi e le irregolarità anche a riguardo del solo utilizzo della Melannurca Campana IGP.


Coltura & Cultura