Volume: la fragola

Sezione: mondo e mercato

Capitolo: aspetti commerciali

Autori: Roberto Piazza

Introduzione

Sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea del 13/12/2008 sono riportate le norme tecniche relative alla commercializzazione della fragola. Di seguito verranno illustrate tali disposizioni integrate con alcuni commenti o approfondimenti inseriti fra parentesi.

Definizione del prodotto

La presente norma si applica alle fragole delle varietà (cultivar) derivate dal genere Fragaria L. destinate a essere fornite allo stato fresco al consumatore, escluse le fragole destinate alla trasformazione industriale. (Già dalla premessa appare evidente l’attenzione del legislatore nei confronti dei consumatori del prodotto allo stato tal quale; ecco che lo spirito della norma è anche quello di tutelare l’ultimo anello della catena commerciale.)

Disposizioni relative alla qualità

La norma ha lo scopo di definire le caratteristiche qualitative che le fragole devono presentare dopo condizionamento e imballaggio. (In effetti la norma non entra nel merito della dimensione delle vaschette o dei vassoi che contengono i frutti, non fornisce neppure indicazioni relative alla dimensione degli imballi e dei sovraimballi: per esempio non suggerisce che le vaschette siano del peso di 150 – 250 – 500 g [eventualmente chiuse] contenute in sovraimballi di legno, plastica o cartone dalle dimensioni di 30 × 40 cm; 30 × 50 cm; 40 × 60 cm o relativi sottomultipli purché pallettizzabili.) Essendo la fragola un frutto carnoso, si ritiene abbastanza importante racchiuderlo in vaschette microforate in modo da isolare il contenuto dalle polveri esterne, e non solo. La vaschetta chiusa consentirà all’acquirente di trasportare il prodotto con relativa tranquillità rispetto ai pericoli di schiacciamento o di dispersione del prodotto stesso nella borsa della spesa; la vaschetta trasparente, rispetto alla tradizionale opaca di colore blu, consente una totale visione del contenuto e una scelta più consapevole rispetto alla qualità cercata.)

Caratteristiche minime di qualità
In tutte le categorie, tenuto conto delle disposizioni specifiche previste per ogni categoria e delle tolleranze ammesse, le fragole devono essere: – intere; – sane; sono esclusi i prodotti affetti da marciume o che presentino alterazioni tali da renderli inadatti al consumo; – pulite, praticamente prive di sostanze visibili (il termine “praticamente” ricorre spesso nelle norme e il buon senso ce lo fa interpretare come “piccolissimi indizi quasi invisibili”); – di aspetto fresco ma non lavate (è proibito trattare con acqua le fragole; si evitano i residui terrosi isolandole con film di plastica, paglia o altri materiali inerti); – praticamente prive di parassiti; – praticamente esenti da danni provocati da attacchi di parassiti; – munite del loro calice, a eccezione delle fragoline di bosco. Il calice, e, ove presente, il peduncolo, devono essere freschi e verdi; – prive di umidità esterna anormale (vedi divieto di lavaggio); – prive di odori e/o sapori estranei; – le fragole devono essere state raccolte con cura; – le fragole devono essere sufficientemente sviluppate e avere un grado di maturazione sufficiente. (Ma con quali parametri si misurano lo sviluppo e il grado di maturazione? La norma non lo stabilisce; in ogni caso gli addetti ai lavori sanno bene come la perfetta o sufficiente maturazione consista nel raccogliere frutti quasi completamente rossi, generalmente ben profumati e ben saporiti, sodi, di dimensioni tipiche della varietà impiegata). – lo sviluppo delle fragole e il loro stato devono essere tali da consentire il trasporto e le operazioni connesse fino all’arrivo al luogo di destinazione in condizioni soddisfacenti. (Il termine “soddisfacente” è minimale, in quanto la logistica del prodotto e il mantenimento della catena del freddo non consentono e non fanno accettare alcun calo di qualità se non impercettibile.)

Classificazione delle fragole
Le fragole sono classificate nelle tre categorie seguenti: – Categoria Extra. Le fragole di questa categoria devono essere di qualità superiore, devono presentare le caratteristiche tipiche della varietà e devono avere aspetto brillante, tenuto conto delle caratteristiche della varietà. Devono essere prive di terra. Esse non devono presentare difetti, a eccezione di lievissime alterazioni superficiali della buccia che non pregiudichino l’aspetto generale del prodotto, la sua qualità, la conservazione e la presentazione nell’imballaggio. – Categoria I (prima). Le fragole di questa categoria devono essere di buona qualità e devono presentare la forma e la colorazione tipiche della varietà. Sono ammessi i seguenti leggeri difetti, che non devono tuttavia pregiudicare l’aspetto generale, la qualità, la conservazione e la presentazione nell’imballaggio del prodotto: – lievi difetti di forma, – presenza di una piccola zona bianca la cui superficie non deve superare un decimo di quella del frutto, – lievi segni superficiali di pressione (la loro presenza è un caso molto raro), – devono essere praticamente prive di terra. – Categoria II (seconda). Questa categoria comprende le fragole che non possono essere classificate nelle categorie superiori, ma che corrispondono alle caratteristiche minime di cui sopra. Esse possono presentare i seguenti difetti, purché questi non pregiudichino le caratteristiche essenziali di qualità, conservazione e presentazione: – difetti di forma, – una zona bianca la cui superficie non deve superare un quinto di quella del frutto, – lievi ammaccature secche che non possono più svilupparsi, – lievi tracce di terra. (Va detto che se sui mercati, sia nazionali sia esteri, arrivassero fragole con i difetti riportati e tollerati per la categoria seconda, oggi, quelle fragole non troverebbero alcun acquirente.)

Disposizioni relative alla calibrazione
Il calibro è determinato dal diametro massimo della sezione equatoriale. Le fragole devono avere il seguente calibro minimo: – categoria Extra: 25 mm – categoria I e II: 18 mm Per le fragoline di bosco non è fissato un calibro minimo.

Disposizioni relative alle tolleranze
Sono ammesse tolleranze di qualità e di calibro nello stesso imballaggio per i prodotti non corrispondenti ai requisiti della categoria indicata.

Tolleranze di qualità. A seconda della categoria delle fragole sono accettate differenti tolleranze: – Categoria Extra. Il 5% in numero o in peso di fragole non rispondenti alle caratteristiche della categoria, ma conformi a quelle della cat. prima o eccezionalmente ammesse nelle tolleranze di questa categoria. Nell’ambito di questa tolleranza i frutti guasti sono limitati al 2%. (Si tenga presente che la visione di un solo frutto guasto innesca nell’acquirente, grossista, dettagliante o consumatore che sia, un atteggiamento di sospetto verso l’intera partita, che inevitabilmente verrà deprezzata e non più considerata come “produzione di qualità extra”.) – Categoria I (prima). Il 10% in numero o in peso di fragole non rispondenti alle caratteristiche della categoria, ma conformi a quelle della categoria seconda o eccezionalmente ammesse nelle tolleranze di questa categoria. Nell’ambito di questa tolleranza i frutti guasti sono limitati al 2%. (Anche in questo caso la legge del mercato è più forte delle norme e porterà l’acquirente a disinteressarsi di quella partita.) – Categoria II (seconda). Il 10% in numero o in peso di fragole non rispondenti alle caratteristiche della categoria né alle caratteristiche minime, a eccezione dei prodotti affetti da marciume o ammaccature pronunciate o che presentino qualsiasi altra alterazione che li renda inadatti al consumo. Nell’ambito di questa tolleranza, i frutti guasti sono limitati al 2%. (Viene da sé che già la categoria seconda ha grosse difficoltà a farsi recepire dal mercato; se poi si presenta anche con una minima percentuale di frutti di categoria inferiore, l’esperienza insegna che la destinazione prevalente di queste partite è quella di essere inviate alla distruzione o alle offerte per beneficenza, a volte poco gradite!) Tolleranze di calibro. Per tutte le categorie: il 10% in numero o in peso di fragole non rispondenti alla calibrazione minima stabilita.

Disposizioni relative alla presentazione
Omogeneità. Il contenuto di ogni imballaggio deve essere omogeneo: ciascun imballaggio deve contenere esclusivamente fragole della stessa origine, varietà e qualità. Nella categoria Extra le fragole, a eccezione di quelle di bosco, devono essere particolarmente omogenee e regolari per quanto concerne il grado di maturazione, la colorazione e il calibro. Nella categoria I esse possono presentare un calibro meno omogeneo. La parte visibile del contenuto dell’imballaggio deve essere rappresentativa dell’insieme.

Condizionamento e imballaggio. Le fragole devono essere condizionate in modo che sia garantita una protezione adeguata del prodotto. I materiali utilizzati all’interno dell’imballaggio devono essere nuovi, puliti e di natura tale da non provocare alterazioni esterne o interne dei prodotti. L’impiego di materiali e in particolare di carte o marchi recanti indicazioni commerciali è autorizzato soltanto se la stampa o l’etichettatura sono realizzate con inchiostro o colla non tossici. Le fragole della categoria Extra devono essere condizionate con cura particolare. Gli imballaggi devono essere privi di qualunque corpo estraneo. Le etichette apposte individualmente sui prodotti devono poter essere tolte senza lasciare tracce visibili di colla e difetti superficiali. (In pratica sulle fragole non vengono mai apposti singolarmente i bollini così come avviene per le mele o i kiwi.)

Disposizioni relative alle indicazioni esterne
Ciascun imballaggio deve recare, in caratteri raggruppati sullo stesso lato, leggibili, indelebili e visibili dall’esterno, le indicazioni di seguito riportate: – identificazione, cioè il nome e l’indirizzo dell’imballatore e/o speditore; – natura del prodotto, cioè “fragole” se il prodotto non è visibile dall’esterno. Il nome della varietà è invece facoltativo. (È importante che la filiera si abitui a definire con maggiore precisione il nome delle varietà e così anche il consumatore, col tempo, si abituerà a indicare in modo corretto i nomi delle varietà che a lui sono più gradite. Il caso recente delle varietà Candonga e Camarosa, abbastanza conosciute grazie anche alla pubblicità, ha fatto riscoprire al consumatore il piacere di essere più preciso e a volte più avanzato rispetto alle indicazioni spesso inesatte che stanno sui banchi dei supermercati o alla non conoscenza delle varietà dei nuovi addetti alla vendita al dettaglio); – origine del prodotto, cioè Paese di origine ed eventualmente zona di produzione o denominazione nazionale, regionale o locale (non è raro trovare partite di fragole che nelle etichette riportano il nome del comune e della provincia in cui sono state coltivate. Spesso manca la voce “Italia” e ben si comprende come, nel caso di prodotti destinati all’export, la mancanza assuma una certa rilevanza, infatti è sanzionata dai controllori di Agecontrol preposti a questo tipo di verifiche); – categoria commerciale.

 


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