Volume: gli agrumi

Sezione: mondo e mercato

Capitolo: agrumi in Spagna

Autori: Salvador Zaragoza

Areali di produzione

La coltivazione degli agrumi in Spagna investe circa 315.000 ettari concentrandosi principalmente (per l’80%) lungo la fascia costiera e nelle valli fluviali del Levante e, per il resto, nel sud della penisola iberica (Andalusia), tra il 36º e il 40,5º di latitudine N. Al di fuori di questi areali, e con alcune eccezioni, la coltivazione degli agrumi è molto limitata a causa dei rischi di gelate. Le nuove piantagioni si trovano principalmente nelle province di Huelva e Siviglia. Le estati sono calde e gli inverni miti, anche se occasionalmente si registrano basse temperature che possono produrre danni di entità differenziata. La pluviometria, generalmente scarsa e variabile, oscilla tra i 300 e i 650 mm annui (a volte con massime di 900 mm). La distribuzione erratica rende necessaria la coltivazione in irriguo di tutte le aree citricole. In generale, i suoli sono calcarei, poveri di sostanza organica e con pH compreso tra 7,5 e 8,5. Eccezionalmente, in alcune aree del sud-est persistono suoli sabbiosi e leggermente acidi.

Caratteristiche degli impianti

Gli impianti sono molto frammentati, in modo particolare nella regione del Levante, dove la superficie media investita oscilla intorno all’ettaro. A ogni modo, nelle nuove aree agrumicole di Murcia e Andalusia è molto frequente incontrare aziende con una superficie anche superiore a 100 ettari. Le distanze di piantagione sono molto variabili, con una forte tendenza verso il sesto in rettangolo e distanze tra e sulle file pari a 6 x 5 m, in funzione del vigore specifico raggiunto dalla combinazione d’innesto nei diversi ambienti di coltivazione. In seguito alla diffusione del virus della tristeza, l’uso dell’arancio amaro (C. aurantium L.) come portinnesto è limitato ai limoneti e agli agrumi ornamentali. Attualmente si stima che l’arancio amaro sia diffuso, come portinnesto, su non più del 10% della superficie coltivata. Le nuove piantagioni di arancio e mandarino fanno ricorso ai seguenti portinnesti: il 4% al citrange Troyer [C. sinensis (L.) Osb. x Poncirus trifoliata (L.) Raf.], il 75% al citrange Carrizo e l’8% al mandarino Cleopatra (C. reshni Hort. ex Tan.). Il C. macrophylla Wester e il C. volkameriana Ten. Pasc. sono i più utilizzati nei limoneti, anche se il primo si utilizza, nei suoli salini e calcarei, anche come portinnesto di aranci e mandarini. La concimazione è perlopiù basata sull’analisi fogliare, del suolo e dell’acqua irrigua. Le dosi medie per ettaro in piantagioni adulte oscillano tra i 220-260 kg N, 60-80 kg P2O5 e 140-160 kg K2O. L’uso di sostanza organica è molto limitato. L’irrigazione è assolutamente necessaria nel periodo compreso tra la primavera e l’autunno. Il sistema tradizionale, per sommersione, è quasi completamente sostituito dall’irrigazione localizzata, che è ormai tipica di tutti i nuovi impianti ed è diffusa sul 70% della superficie destinata ad agrumi. La quantità di acqua utilizzata è estremamente variabile, ma può essere compresa tra i 4000 e i 6000 m3/ha/anno. Le piantagioni a porche si realizzano quando si devono prevenire fenomeni di gommosi (Phytophthora) o quando il suolo è molto superficiale. La potatura è una pratica molto costosa e laboriosa, che si realizza totalmente a mano con seghetto e forbici. Il cambio di varietà è una pratica molto frequente. L’agrumicoltore tende a effettuare il sovrainnesto quando la varietà coltivata non è più economicamente redditizia, ovvero quando una nuova promette di garantire un reddito maggiore. Questo dinamismo diversifica l’offerta e facilita la presenza, nei mercati, di frutta desiderata dal consumatore. La gestione del suolo si effettua con lavorazioni eseguite diverse volte l’anno, con motocoltivatori di bassa potenza o con trattori di tipo medio o grande. Gran parte degli impianti è trattata con diversi tipi di erbicida.

Stato sanitario delle piantagioni

I parassiti più importanti dell’agrumicoltura spagnola sono la cocciniglia rossa (Aonidiella aurantii Mask.) e la mosca del Mediterraneo (Ceratitis capitata Wied.) che vengono controllate con trattamenti polverizzati, e, in regime biologico, con la liberazione di maschi sterili e trappole sessuali. Esistono varie specie di afidi che colpiscono i mandarini, tra i quali i più diffusi sono l’Aphis spiraecola Patch. e l’A. gossypii Glover. Fortunatamente la Toxoptera citricida Kirkaldy non è presente nelle aree citricole. Il più diffuso tra gli acari è il ragnetto rosso (Tetranychus urticae Koch.); altri parassiti, come la mosca bianca (Aleurothrixus floccosus Mask.), il Prays citri (Mill.) e il Phyllocnistis citrella (Stainton), non causano danni di rilievo. Sporadicamente si possono presentare alcune cocciniglie: Saissetia oleae Bern., Planococcus citri Risso e Coccus hesperidum L. I nematodi non costituiscono un problema per l’agrumicoltura spagnola. La produzione integrata è in continua espansione: diversi parassiti vengono controllati con fitofagi utili come Criptolaemus montrouzieri Muls., Rodolia cardinalis Muls., Citrostrichus phyllocnistoides e Cales noacki How. L’insetticida in forma di emulsione è applicato con pompe a spalla e attraverso manichette collegate a taniche mobili, portate da trattori, per mezzo di turboventilatori, e, in aziende di grandi dimensioni, con elicotteri o piccoli aerei. Solo in zone particolarmente umide e in condizioni propizie possono rilevarsi danni da Phytophthora, mentre è insignificante la presenza di altri funghi che agiscono sulla parte aerea della pianta. Alternaria alternata causa danni importanti su mandarino Fortune. Non è stata rilevata la presenza di batteri patogeni. Le nuove piantagioni si realizzano con portinnesti selezionati e resistenti alla tristeza e varietà risanate, ottenute attraverso il programma di miglioramento genetico degli agrumi, dell’Instituto Valenciano de Investigaciones Agrarias.

Produzione e distribuzione varietale

I vivai producono più di 40 varietà di agrumi, ma solo una ventina hanno un reale interesse di mercato, perché possono rifornire i mercati quasi tutto l’anno. Si coltivano esclusivamente varietà apirene, anche se può succedere che l’impollinazione incrociata dia luogo a frutti con semi. La maggior parte di arance e mandarini è prodotta nelle province di Valencia e Castellón, mentre i limoni si producono prevalentemente in quelle di Murcia e Alicante. L’arancio amaro viene coltivato a Siviglia. Negli ultimi anni la produzione nazionale si è assestata sui 6 milioni di tonnellate. La metà circa di questa produzione (49,0%) è costituita da arance, il 35,9% da mandarini e il 14,3% da limoni. Insignificante la produzione di altre specie. Le ombelicate sono le arance più diffuse e tra esse il Naveline è la più importante, seguita dalla tardiva Lane late. Navelate, Washington Navel e Newhall hanno perduto interesse, mentre aumenta la diffusione di Powell, Barnfield, Chislett, Fukumoto, Rohde. Valencia Late e altre varietà tardive come Barberina, Delta e Midknight continuano a diffondersi, mentre Salustiana rimane stabile. Clemenules è la varietà di mandarino più diffusa, seguita da altre a maturazione anche più precoce, come Marisol, Oronules e recentemente Clemenrubí, o più tardiva come Hernandina. Tra gli ibridi, Nova, Fortune e Ortanique sono i più importanti. Altri mandarini come Nadorcott sono molto ben accetti dal mercato. La produzione di Satsuma si mantiene stabile con le varietà Okitsu e Owari; recentemente si è diffusa la varietà Iwasaki. La produzione di limoni cresce lentamente; Fino è la varietà più richiesta, seguita da Verna. Tra i pompelmi, quelli a polpa pigmentata sono accettati sul mercato.

Destinazione della produzione

La Spagna produce tradizionalmente per il consumo fresco e l’esportazione. Negli ultimi anni la maggior parte della produzione (54,7%) viene esportata per il consumo fresco e una piccola parte (18%) è trasformata in marmellate, spremute o succhi di diverso tipo. Il resto (22,1%) viene consumato nel mercato interno, sebbene si debba sempre tener conto delle perdite dovute alle condizioni meteorologiche stagionali. I mercati destinatari della produzione spagnola sono i Paesi dell’Unione Europea e, tra essi, Germania e Francia sono i più importanti, seguiti da Gran Bretagna, Olanda, Polonia e Belgio. Di minore importanza sono, quali mercati di destinazione, gli Stati Uniti, la Russia e altri Paesi.

 


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