Volume: gli agrumi

Sezione: mondo e mercato

Capitolo: agrumi in Cina

Autori: Ziniu Deng

Storia dell’agrumicoltura in Cina

La storia dell’agrumicoltura in Cina risale a più di 4000 anni fa. Le prime citazioni riguardanti gli agrumi risalgono al 2200 a.C., quando comparvero in un trattato geografico intitolato Yu Gong, nel libro Xia Shu (Classico della Storia) dedicato alla dinastia Xia. Nell’articolo, con i termini “Ju You” (mandarini e pummeli) si indicavano frutti offerti come tributo all’imperatore. In seguito, la produzione commerciale degli agrumi ha avuto un rapido sviluppo in Cina e questi frutti hanno iniziato a comparire in un numero sempre maggiore di pubblicazioni. Nella tomba di Ma Wang Dui, appartenuta a una nobile famiglia della dinastia Han (200 a.C.) e situata a Changsha, nella provincia dello Hunan, gli archeologi hanno rinvenuto semi di agrumi nel corredo funerario. In un’altra tomba della dinastia Han, portata alla luce nella provincia di Hubei, furono ritrovate bucce essiccate di Xiang Cheng, ovvero di yuzu (Citrus junos). Si tratta di esemplari unici di agrumi risalenti a 2000 anni fa. La raccolta in tre volumi Ju Lu, scritta da Han Yanzhi nel 1178 d.C., rappresenta la prima pubblicazione specializzata sugli agrumi. Al suo interno sono citate 27 varietà di agrumi, con descrizioni dettagliate di mandarino, tangerine, arancio dolce, arancio amaro, limone, arancio trifogliato e kumquat. Per la prima volta, inoltre, vengono illustrate le tecniche di coltivazione, tra le quali: la selezione nucellare, la preparazione delle talee, l’innesto, la concimazione e l’irrigazione del terreno, il controllo di malattie e parassiti e i trattamenti post-raccolta.

Le origini degli agrumi in Cina

Le prime specie selvatiche, molto rustiche, di mandarino sono state individuate negli anni ’70 del secolo scorso in due aree situate nella provincia dello Hunan e in una zona della provincia dello Jiangxi. Il C. mangshangensis ritrovato nello Hunan meridionale è considerato il primo germoplasma del mandarino selvatico. Nuovi ritrovamenti hanno poi dimostrato che l’origine e l’evoluzione del mandarino hanno avuto luogo in Cina. Il limone selvatico e frutti simili al limone furono scoperti nella provincia cinese dello Yunnan. Anche il kumquat (Fortunella spp.) è nativo della Cina; in particolare, furono identificati molti kumquat selvatici nel sud del Paese. La cultivar Hong Kong kumquat (Fortunella hindisii) rappresenta una delle varietà più note di agrume cinese selvatico. L’arancio trifogliato, l’unico agrume deciduo e il più tollerante al freddo, è caratterizzato da notevole variabilità genetica e da una vasta distribuzione: la sua coltivazione è molto estesa e va dal sud al nord della Cina, fino alla regione del Fiume Giallo.

Produzione e distribuzione

Negli ultimi trent’anni si è registrato un rapido sviluppo dell’industria agrumicola cinese in termini sia di produzione sia di distribuzione. Nel 1980 la superficie coltivata ad agrumi si attestava su 0,26 milioni di ettari, con una produzione annuale di 0,071 milioni di tonnellate; tanto le aree coltivate quanto il volume della produzione hanno continuato poi ad aumentare fino a raggiungere ripettivamente 1,14 milioni di ettari e 0,486 milioni di tonnellate nel 1990, con un tasso di crescita media annua pari al 16,1%. Nel 2007 la produzione ha sfiorato i 20,6 milioni di tonnellate, superando il Brasile, e da allora la Cina detiene il primato mondiale. Nel 2010, l’area totale coltivata ha raggiunto 2,21 milioni di ettari e la produzione ha subito un’impennata fino a 26,45 milioni di tonnellate, facendo guadagnare agli agrumi il secondo posto, dopo le mele, nella classifica dei frutti più coltivati in Cina. Gli agrumi si coltivano principalmente nelle regioni tropicali e subtropicali comprese tra il 20° e il 33° parallelo nord e tra il 95° e il 122° parallelo est. La loro coltivazione interessa in particolar modo 19 province. Nove di esse, Hunan, Guangdong, Fujian, Guangxi, Sichuan, Hubei, Zhejiang, Jiangxi e Chongqing, contribuiscono al 95% del totale della produzione agrumicola nazionale. Le aree coltivate ad agrumi possono essere suddivise in tre zone in base al clima. A sud, l’area subtropicale include le regioni di Guangdong, Fujian, Taiwan, Hainan e quelle meridionali dello Yunnan, dove le medie stagionali sono intorno a 22 °C e le temperature più basse, in genere, non scendono mai sotto 0 °C. La media delle precipitazioni annuali è compresa tra 1200 e 2200 mm. Qui l’arancio, il mandarino, il pummelo e le varietà a maturazione tardiva crescono bene. La parte centrale della regione subtropicale comprende le province di Zhejiang, Hunan, Jiangxi, Sichuan, Chongqing, Hubei e le regioni settentrionali del Guangxi e del Guangdong. In quest’area le temperature medie annue vanno da 17 a 21 °C e la temperatura minima assoluta generalmente si attesta intorno a –3 °C. Le precipitazioni annuali raggiungono valori che variano da 1000 a 2000 mm. Si tratta della più importante tra le aree coltivate ad agrumi: le varietà principali sono il mandarino, l’arancio dolce e il pummelo. La regione settentrionale include le province di Jiangsu, Anhui, Henan, Shaanxi e Gansu. In quest’area le temperature medie annuali sono comprese tra 15 e 17 °C, la temperatura più bassa registrata va da – 7 a –5 °C e le precipitazioni annuali ammontano a 1000-1500 mm. Qui la coltivazione degli agrumi è poco diffusa. Considerate la distribuzione delle risorse e la collocazione sul mercato, il Ministero dell’Agricoltura cinese ha varato un piano di sviluppo denominato “Piano di sviluppo delle predominanti regioni agrumicole in Cina” per il periodo compreso tra il 2003 e il 2008, poi revisionato e prorogato fino al 2015. I punti principali su cui si fonda sono: “determinazione della superficie coltivata, implementazione delle strutture dell’industria agrumicola, coltivazione in aree circoscritte e coltivazione su larga scala”. Il piano individua “quattro zone d’elezione, ciascuna con proprie caratteristiche distintive”: il tratto superiore e medio del fiume Yangtze (dove la produzione consiste prevalentemente in arance Navel e Valencia destinate al mercato del fresco o alla trasformazione), le zone di Zhejiang, Fujian e Guangdong (che producono in prevalenza mandarini destinati al mercato del fresco o alla trasformazione), la zona compresa tra la parte meridionale dello Jiangxi, il sud dello Hunan e il nord dello Guangxi (qui la produzione consta essenzialmente di arance dolci per il mercato del fresco) e l’area che va dalla zona ovest di Hubei a quella occidentale dello Hunan (dove la produzione si concentra su mandarini destinati al mercato del fresco o alla trasformazione); alla base della produzione vi sono cinque prodotti caratteristici: il mandarino tardivo del Lingnan (Guangdong), il tangerine Nanfengmiju di Jiangxi, il mandarino a maturazione precoce dello Yunnan, il mandarino Dajiangkou coltivato in un’area limitata nella parte settentrionale della provincia di Hubei e il limone di Sichuan e dello Yunnan.

Cultivar e portinnesti

Il mandarino è la specie principale in Cina: nel 2010 rappresentava ben il 70,7% della produzione totale, a fronte del 17,0% delle arance dolci, la cui produzione ha sfiorato i 3,5 milioni di tonnellate. Il pummelo si è attestato sull’11%, mentre la quota relativa agli altri agrumi (principalmente kumquat e limone) è pari all’1,3%. Nelle regioni subtropicali a sud del Paese, come il Guangdong, il Fujian, lo Hainan, Taiwan e lo Yunnan meridionale, si coltivano in prevalenza arance dolci, con in testa le varietà Xinhuicheng, Liucheng, Xiangshuicheng e Xuegan; mandarini, tra cui Ponkan, Tankan e Shatangju; e pummeli, soprattutto appartenenti alle varietà Shatianyou e Guanximiyou. Di recente sono state introdotte in differenti aree di produzione varietà di pummeli a polpa rossa o gialla, che hanno incontrato subito un grande successo grazie alla colorazione accattivante. Il mandarino Shatangju è ampiamente coltivato nelle province di Guangdong e Guangxi, con una copertura di oltre 200.000 ettari nelle regioni subtropicali meridionali. Frutto piccolo, facile da sbucciare e di sapore molto dolce, ha incontrato i gusti dei consumatori. La varietà a maturazione tardiva Nianju, coltivata nella provincia di Guangdong, matura in marzo-aprile e ha buone prospettive di affermazione sul mercato del fresco. I portinnesti preferiti in queste aree sono il mandarino acido, il tangerine rosso e l’arancio trifogliato. Nella regione subtropicale centrale, che comprende le province di Zhejiang, Hunan, Jiangxi, Hubei, Sichuan, Chongqing e la parte settentrionale di Guangxi, le cultivar principali sono: arance dolci, tra le quali si annoverano le Navel d’inizio stagione e le varietà Jincheng, Bingtangcheng, Xuegan, Valencia e l’arancio pigmentato; mandarini, tra i quali il Satsuma, il Ponkan e il tangerine rosso; pummeli, tra cui lo Shatianyou, il Dianjiangbaiyou e l’Anjiangxiangyou; infine, limoni Eureka. La varietà principale di arancia Navel è la Newhall, che copre l’80% della produzione totale in Cina. Alcune cultivar a maturazione tardiva come le Langfeng e Wanfeng sono state ottenute dalla Washington Navel, rispettivamente, nello Hunan e a Chongqing. Le varietà a polpa rossa, compresa la cultivar Tarocco, vengono coltivate soprattutto nel distretto di Zhizhong, appartenente alla provincia di Sichuan, e in misura minore in altre province come lo Hunan. Il frutto ha polpa e buccia di colore rosso intenso e un elevato grado zuccherino. La varietà Bingtangcheng deriva da una mutazione semenzale dell’arancio comune, viene coltivata nello Hunan ed è molto apprezzata per il basso grado di acidità e l’elevato contenuto di solidi solubili totali (TSS Brix≥14). Il portinnesto più utilizzato in queste aree è l’arancio trifogliato; in alcune zone del Sichuan e di Chongqing si predilige la varietà C. junos (diffusa a Xiangcheng) nei terreni a pH elevato. La regione subtropicale settentrionale comprende le regioni di Zhejiang, Hubei, Jiangxi, Hunan e il sud di Shanxi: qui prevalgono cultivar particolarmente resistenti al freddo come i mandarini satsuma Wase, Nanfengmiju, il tangerine Bendizao ecc.; il portinnesto principale è l’arancio trifogliato, ma lungo la costa viene ampiamente utilizzato l’arancio amaro di Goutoucheng. Il periodo di maturazione degli agrumi dura quasi 10 mesi, da fine luglio a fine maggio. Le cultivar di mezza stagione, che maturano in novembre-dicembre, rappresentano il 75% della produzione. I mandarini satsuma Wase precoci come i Miyamoto, Miyagawa e Okitzu, spesso producono frutti che giungono a maturazione tra fine luglio e agosto nello Yunnan meridionale e nel Guangxi, e tra settembre e ottobre nelle altre province. Cultivar tardive, come le arance Valencia, e selezioni quali le arance Navel tardive, i mandarini tardivi e cultivar mandarino-simili, maturano tra marzo e maggio. Alcune arance locali e i mandarini Ponkan possono essere immagazzinati e conservati per 2-4 mesi in stanze a temperatura ambiente, adeguatamente ventilate, e questo consente di decidere il periodo di commercializzazione migliore. La Cina vanta un ampio e ricco germoplasma agrumicolo, che include numerose varietà. Alcuni genotipi non sono commestibili, ma possono fungere da piante ornamentali. Il kumquat e i suoi ibridi sono molto utilizzati a questo scopo; il kumquat selvatico (F. hindisii), in particolare, è l’agrume che produce i frutti più piccoli in assoluto e viene molto sfruttato come pianta decorativa. Anche la varietà di cedro nota come “Mano di Buddha” è molto apprezzata come pianta ornamentale in vaso.

Coltivazione

Gli agrumi vengono generalmente coltivati sulle colline, raramente ai margini delle risaie, e le aziende agrumicole sono di piccole dimensioni, da 1 a 10 ettari. Recentemente, grazie all’iniziativa di alcune compagnie private, sono nate aziende agricole più grandi, che raggiungono 100-500 ettari di estensione. La coltivazione degli agrumi avviene in un terreno argilloso, pesante, con pH acido e povero di sostanze organiche ed elementi nutritivi (tipica terra rossa). Il bacino di Sichuan è caratterizzato dalla tipica terra viola, con un pH elevato e ricco di elementi nutritivi. La preparazione del suolo per la coltivazione è una fase delicata e richiede un duro lavoro. Prima della messa a dimora delle piante, bisogna predisporre delle buche, ovvero scavare solchi di 1 m di ampiezza per 1 m di profondità, all’interno dei quali vanno distribuiti e mescolati con il terriccio sostanze organiche, fertilizzanti a base di Ca+Mg e altri fertilizzanti. Per quanto riguarda la distanza tra le piante, nel tempo si sono alternate diverse teorie: fino agli anni ’80 si manteneva una distanza minima, mentre in seguito si è ritenuto più corretto distanziarle maggiormente per poi ritornare a privilegiare una minore densità ai giorni nostri. Oggi si contano ancora numerosi agrumeti con una densità di piante elevata, compresa tra 1200 e 1800 piantine per ettaro, ma quelli nati più di recente presentano, per la maggior parte, dalle 600 alle 900 piante per ettaro. Nello scorso decennio sono state introdotte nuove tecniche in agrumicoltura. Si è visto, per esempio, che lo sfoltimento della chioma per lasciare filtrare una maggiore quantità di luce all’interno favorisce un aumento della produzione di frutti; la copertura del terreno con film di plastica, effettuata in prossimità della maturazione per evitare che l’acqua piovana causi un’eccessiva irrigazione, invece, determina l’incremento di 1-2° Brix. Il controllo efficace dei sistemi di fertilizzazione, irrigazione e potatura consente di ottenere abbondanti raccolti di mandarini Satsuma di ottima qualità. Nella provincia del Zhejiang, queste tecniche vengono sfruttate in molti agrumeti; un coltivatore che coltiva mandarino Miyagawa adottando queste misure può permettersi di vendere i propri frutti fino a 5 euro al chilo, il prezzo più alto registrato in Cina, superiore di dieci volte rispetto a quello medio. Nelle aree subtropicali, circa ogni 10 anni si verifica un abbassamento della temperatura in grado di arrecare notevoli danni alle coltivazioni di agrumi. Il più recente risale al 2008, quando si è scesi a temperature comprese tra –4 e – 6 °C; in quel caso il clima rigido si è protratto per oltre 20 giorni, danneggiando un elevato numero di alberi. In altri casi, il freddo ha provocato danni alle piante solo in occasione di gravi, ma sporadiche, gelate. Nella coltivazione degli agrumi, la gran parte del lavoro viene svolta a mano, ma è comune anche l’utilizzo di macchine specifiche, come i nebulizzatori. Essendo la maggior parte degli agrumeti situata in zona collinare, anche il trasporto delle merci deve essere effettuato manualmente. Quest’operazione si rivela piuttosto complicata, considerato anche il fatto che la manodopera giovanile lavora principalmente nelle città. Allo scopo di facilitare la consegna di fertilizzanti e altri prodotti agli agrumeti e l’arrivo della frutta nei mercati, sono state installate linee di trasporto apposite. Benché ancora in fase sperimentale, questa soluzione si sta dimostrando efficace. Si continua a riscontrare, invece, un urgente bisogno di macchine agricole specifiche per la coltivazione degli agrumi.

Post-raccolta, lavorazione e commercializzazione

In Cina i coltivatori di agrumi hanno una lunga tradizione e una grande esperienza nell’immagazzinaggio dei frutti per lunghi periodi. Quest’attività prese il via all’inizio degli anni ’80, quando si cominciarono a impacchettare singoli frutti in confezioni di plastica, poi conservate in ambienti ventilati; all’inizio di questo secolo vennero introdotte nuove metodologie di lavaggio, lucidatura e selezione degli imballaggi e nel 2011, a Hunan, è stato introdotto il primo metodo non distruttivo per misurare gli indici di qualità interna (grado Brix e acidità) delle arance dolci. L’industria di produzione dei succhi ha conosciuto un grande sviluppo fin dagli anni ’80. Oggi solo il 5-10% della produzione di agrumi è destinata all’industria della trasformazione (soprattutto sciroppo di agrumi) e sta prendendo il via il processo di elaborazione dei succhi. In Cina la commercializzazione degli agrumi si fonda principalmente sul mercato della frutta fresca, in particolare mandarini e arance, che coprono rispettivamente il 55% e il 32% del consumo totale di agrumi freschi. Tradotto in consumo annuo pro capite, si tratta di circa 20 kg a testa, una cifra in linea con la media mondiale. Al fine di incentivare il mercato, molti governi locali mettono a disposizione degli agrumicultori fondi e aiuti destinati all’organizzazione di sagre e manifestazioni di vario genere dedicate alla promozione degli agrumi. Questi eventi si rivelano ottime occasioni di incontro tra commercianti e coltivatori, cui in genere conseguono aumenti nelle vendite. La produzione di agrumi destinata al consumo domestico e alle esportazioni rappresenta una porzione molto piccola. Nel 2010 il volume delle esportazioni si è attestato sul milione di tonnellate, per la maggior parte costitute da mandarini Satsuma, Ponkan ecc. I principali Paesi di destinazione sono quelli confinanti dell’Asia sudorientale, la Russia ecc. Da qualche anno viene esportata nel mercato europeo anche una modesta quantità di pummelo Guanximiyou del Fujia. La Cina, tuttavia, rimane il maggior esportatore di sciroppo di agrumi in scatola a livello mondiale, con 339.000 tonnellate (260 milioni di dollari) di prodotto esportato nel 2007, diretto principalmente ai mercati di Stati Uniti, Giappone, Germania, Paesi Bassi e Thailandia.

Per non dimenticare

La provincia del Zhejiang è sempre stata tra i maggiori produttori di agrumi in Cina, ma oggi il rapido sviluppo industriale e commerciale sta causando il declino dell’industria agrumicola. Per non dimenticare la lunga tradizione di quest’industria, il governo provinciale ha deciso di dedicarle un museo, il Museo cinese degli agrumi. Si tratta del primo, e probabilmente unico, museo degli agrumi del Paese. Il rapporto tra l’agrumicoltura cinese e italiana si fonda su parecchi anni di collaborazione, durante i quali sono stati effettuati una lunga serie di scambi scientifici e industriali. Questa cooperazione ha portato – e di certo continuerà a portare – grandi benefici a entrambi i Paesi.

 


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