Volume: l'uva da tavola

Sezione: mondo e mercato

Capitolo: sudafrica

Autori: Pieter Raath

Regioni di produzione e varietà coltivate

Durante l’ultima parte del secolo scorso, il settore sudafricano delle uve da tavola si è sviluppato rapidamente: nella stagione 2008-09 sono stati esportati 51 milioni di plateaux da 4,5 kg cadauno, pari a circa 230.000 tonnellate, un volume che ha reso il Sudafrica il secondo maggior Paese esportatore di uva da tavola dell’emisfero meridionale. Il primo raccolto importante in termini di esportazioni si è registrato nel 1899, nella regione del Berg River, caratterizzata da un clima mediterraneo, e ha interessato le varietà Almeria e Waltham Cross (Regina). Oggi si producono numerose varietà di uva da tavola, in cinque regioni molto diverse dal punto di vista climatico. Per questo motivo il Sudafrica vanta una delle stagioni più lunghe tra i Paesi produttori di uve da tavola del mondo: vi sono uve disponibili da ottobre a maggio, che coprono l’intera gamma di varietà di uva da tavola a bacca bianca, rossa e nera, con semi (seeded) e apirene (seedless). La Northern Province, piccola regione di produzione, potendo beneficiare di primavere calde, è la zona di raccolta più precoce: qui le viti vengono potate tra la fine di giugno e i primi di luglio, il germogliamento inizia già nella prima settimana di agosto. Tenuto conto degli inverni miti e allo scopo di garantire una maturazione precoce, tutte le varietà vengono sottoposte a trattamenti chimici per l’interruzione della dormienza. Il rischio di grandinate richiede che la coltivazione avvenga sotto reti protettive, mentre le piogge estive costringono i produttori a coprire le viti con teli di plastica durante il periodo di maturazione. Le principali cultivar di uve da tavola destinate all’esportazione della regione sono Prime Seedless, Flame Seedless, Crimson Seedless e Red Globe. In considerazione dei prezzi elevati praticati sui mercati locali nei mesi di ottobre e novembre, buona parte delle prime uve di questa regione non viene esportata. La regione dell’Orange River, la seconda zona del Paese per dimensioni, è caratterizzata anch’essa da maturazione precoce, grazie al clima desertico molto caldo e secco. L’acqua per l’irrigazione proviene dal fiume Orange, il più grande del Paese. In origine nei terreni argillosi lungo la pianura alluvionale del fiume venivano prodotte soltanto uva passa e uve da vino. Tuttavia nel corso degli ultimi vent’anni, grazie al rapido sviluppo di coltivazioni di vitigni da tavola nei terreni ghiaiosi circostanti, questa è diventata una delle regioni di produzione più importanti del Sudafrica. Inverni con condizioni climatiche irregolari richiedono l’utilizzo di agenti chimici per l’interruzione della dormienza e assicurare un germogliamento uniforme; di contro, le gelate tardive spesso provocano perdite di raccolto importanti. Inoltre, gli occasionali temporali estivi possono portare piogge inopportune o grandine. Qui si registrano temperature estive molto elevate, il che impedisce la produzione di particolari varietà di uve da tavola a bacca rossa o nera. In questa regione vengono prodotte uve a maturazione precoce e uve di metà stagione destinate al mercato estero, che spesso arrivano in Europa prima di Natale. Le quattro principali cultivar prodotte nella regione sono Prime Seedless, Flame Seedless, Sugraone e Thompson Seedless. La regione dell’Olifants River può essere considerata come la zona intermedia tra quella dell’Orange River e la regione del Berg River, ed è classificabile come desertica o semi-arida. Pur essendo una piccola zona viticola, è strategicamente importante per i tempi di maturazione, in quanto le sue uve garantiscono una fornitura costante per l’intera stagione di esportazione. Nella regione i mesi estivi sono particolarmente secchi ma non molto caldi, il che favorisce la produzione di cultivar difettose nella colorazione e con acini sensibili alle lesioni. Per queste caratteristiche climatiche è la prima regione in cui si producono notevoli quantitativi di Crimson Seedless. Altre cultivar coltivate lungo l’Olifants River sono Prime Seedless, Flame Seedless, Thompson Seedless, Red Globe, Sugraone, Midnight Beauty, Autumn Royal e Sunred Seedless. La regione del Berg River è una delle zone viticole più recenti del Paese. Il suo clima è tipicamente mediterraneo, ma le condizioni variano da relativamente asciutte e precoci nel distretto di Piketberg a più umide e tardive nel distretto di Paarl. Il motivo principale per la concentrazione di vigneti di uva da tavola nella zona costiera intorno a Paarl è la vicinanza del porto di Città del Capo (60-70 km), ma occorre tenere conto anche della tradizione di produzione viticola, introdotta fin dai primi anni della colonizzazione olandese, verso il 1660. Quest’ultimo è anche il motivo per cui nella regione si coltivano ancora vitigni molto antichi. Da un recente censimento è emerso che solo il 3% dei vigneti ha un’età inferiore ai tre anni, mentre l’11% è compreso fra tre e sei anni. Negli ultimi anni, tuttavia, la redditività dei vigneti è diminuita, e molti di essi sono stati ripiantati con varietà apirene, più popolari. Sebbene nella regione molte piantagioni di Red Globe siano state distrutte da agenti batterici (come il Mal nero della vite), oggi questa è ancora la varietà di maggiore produzione. Altre cultivar ampiamente diffuse nella regione del Berg River sono Crimson Seedless, Sunred Seedless, Dan-ben-Hannah, Regal Seedless e Waltham Cross. In tutti i nuovi impianti realizzati nel 2009 le vecchie cultivar, quali Alpha Red, Waltham Cross e Muscat Supreme, sono state sostituite con Crimson Seedless e Sugraone. La più grande regione viticola sudafricana è la Hex River Valley, la bellissima vallata del fiume Hex dove le uve da tavola vengono coltivate da oltre 100 anni. Molte imprese sono storiche aziende agricole a conduzione familiare, i cui proprietari coltivano uve da tavola da generazioni e ancora oggi godono dei vantaggi dei terreni fertili, dell’abbondante approvvigionamento idrico e delle stabili condizioni meteorologiche della regione. Nella vallata domina un clima mediterraneo, con inverni caratterizzati dall’umidità proveniente dall’Oceano Atlantico ed estati calde e secche, grazie alle vicine pianure semidesertiche del Karoo. Le uve vengono raccolte fino a metà maggio. Come nella regione del Berg River, qui si coltivano numerose varietà, soprattutto quelle, un po’ obsolete, Dauphine e Barlinka: per queste due cultivar si registra tuttavia un calo nella superficie coltivata. Altri vitigni importanti sono Crimson Seedless, Red Globe, Flame Seedless e La Rochelle. Nella regione, le principali cultivar piantate nel 2009 sono state Sugraone, Autumn Royal e Crimson Seedless.

Principali tecniche colturali e procedure post-raccolta

In Sudafrica, per tutti i vigneti di uve da tavola il terreno viene accuratamente preparato prima della piantagione. In molte regioni il suolo è acido, pertanto di norma si esegue l’aratura per miscelare i terreni con calce. Tutti i vigneti vengono innestati, per lo più su Ramsey (Salt Creek) o 110 R (Richter). Il metodo di impianto più diffuso è il cosiddetto gable trellis system, mentre il sistema a tetto piano (parral-tendone) è diventato assai più comune negli ultimi anni, perché lo si ritiene in grado di sostenere carichi produttivi più elevati. L’impianto d’irrigazione adottato dipende dalle esigenze del viticoltore: sempre più spesso si sta utilizzando l’irrigazione a goccia laddove la disponibilità d’acqua può rappresentare un fattore limitante. Variano allo stesso modo anche le tecniche di fertilizzazione adottate, benché di solito si basino principalmente sulle analisi dei terreni per mantenere bassi i livelli di pH e di fosforo, calcio e magnesio. La concimazione con potassio è basata sul consumo annuale, tranne che nei terreni argillosi, dove sono richiesti quantitativi più bassi. La concimazione con azoto è legata essenzialmente alla vigoria vegetativa, i microelementi, di norma, vengono forniti mediante applicazioni fogliari. Negli ultimi anni si è prestata un’attenzione particolare alla gestione dei suoli, soprattutto in termini di mantenimento dell’attività biologica del terreno. Sono state quindi sviluppate tecniche di gestione integrata del suolo con un uso ridotto di erbicidi, che prevedono il ricorso all’inerbimento invernale, alla pacciamatura e talvolta anche all’utilizzo di compost. Dal momento che la scarsa fertilità delle gemme è uno dei fattori che maggiormente concorrono a limitare la redditività, per la potatura i produttori preferiscono tralci semi-lunghi (a 8 gemme) o lunghi (a 12-14 gemme). Poiché la maggior parte delle zone viticole, a eccezione delle regioni del Berg River e del Hex River, ha inverni miti o caldi, l’impiego di sostanze per l’interruzione della dormienza è di vitale importanza per assicurare un germogliamento uniforme e sufficiente. Oggi, nonostante gli incrementi nei costi della manodopera, rimane ancora possibile per i produttori far eseguire manualmente molte attività di gestione del verde e di preparazione dei grappoli. In particolare tali attività sono necessarie per molte varietà apirene, per le quali è richiesto il confezionamento a mano. L’utilizzo di acido gibberellico e di CPPU (citochinina sintetica) è progressivamente aumentato anche per le varietà con semi, allo scopo di ottenere dimensioni degli acini più grandi e regolari e di aumentarne la consistenza. Il timore che l’acido gibberellico possa avere effetti negativi sulla fertilità dei vitigni Prime Seedless, Sugraone e Thompson Seedless ha indotto molti produttori a privilegiare l’immersione manuale dei grappoli, in luogo della loro irrorazione a fini dell’ingrossamento degli acini. La cocciniglia farinosa della vite è il parassita più comune della vite, e per limitarne la diffusione i produttori oggi utilizzano l’imidacloprid, un insetticida che presenta vantaggi per quanto riguarda i ridotti residui chimici sull’uva (come gli organofosfati) e l’assenza di effetti negativi sugli insetti predatori. Il clima caldo che caratterizza il periodo di maturazione, nonché un maggiore utilizzo di CPPU, richiedono l’impiego di acido 2-cloro-etil-fosfonico (ethephon) per assicurare una sufficiente invaiatura nelle varietà più coltivate: rosse con semi, rosse apirene e nere apirene. In Sudafrica le uve da tavola sono considerate pronte per il raccolto quando il tenore di zucchero, testato con un rifrattometro, supera i livelli minimi stabiliti dal South African Department of Agriculture, il Ministero dell’agricoltura locale. In alcuni casi si tiene conto anche di un rapporto minimo zucchero/acido, abbinato a un livello minimo di zucchero lievemente ridotto. I campioni di tutte le uve confezionate sono controllati dalla Perishable Product Export Control Board, l’ente responsabile per i prodotti deperibili destinati ai mercati esteri, cui spetta il compito d’impedire l’esportazione di frutti non maturi o che non soddisfano i criteri del mercato di destinazione, per quanto attiene le dimensioni e il colore degli acini, l’imballaggio e le dimensioni e la compattezza dei grappoli. Questo ha permesso al Sudafrica di guadagnarsi un’eccellente reputazione come produttore di uve da tavola di alta qualità. I produttori di uva da tavola sudafricani dispongono di impianti d’imballaggio propri, e molti anche di impianti frigoriferi privati. Nelle regioni calde le uve vengono raccolte nelle prime ore del mattino e trasportate in apposite strutture di stoccaggio (detti pre-cooler, preraffreddatori) e di confezionamento. Qui l’uva viene mantenuta in condizioni di umidità relativa al 90-95% e alla temperatura di 15-17 °C fino al momento dell’imballaggio, che ha luogo nelle ore successive. Soltanto nelle regioni del Berg River e del Hex River la raccolta avviene durante l’intera giornata. Tradizionalmente l’uva sudafricana era confezionata in sacchetti posti all’interno di plateaux forati da 4,5 kg. Oggi spesso si utilizzano plateaux da 9 kg così come cestini di varie dimensioni, sistemati all’interno di scatole da 5 o da 9 kg. Durante l’esportazione l’uva viene conservata in celle frigorifere per un periodo minimo di tre settimane: di conseguenza, per tutta l’uva destinata ai mercati esteri si fa uso di foglietti generatori di anidride solforosa a doppia fase. Dopo il confezionamento l’uva viene trasportata il più rapidamente possibile in strutture di raffreddamento centralizzate, e portate a –0,5 °C mediante raffreddamento ad aria forzata, in un processo che richiede tra le 30 e le 36 ore. In seguito l’uva viene conservata in grandi celle frigorifere a –0,5 °C fino al momento del suo carico in nave, dove viene posta nelle stive o in container frigo. I principali fattori che incidono negativamente sulla qualità dell’uva dopo la raccolta sono la muffa grigia (Botrytis cinerea), un fungo parassita, e il post-harvest browning (imbrunimento degli acini) delle uve da tavola a bacca bianca. Un’efficace prevenzione della muffa grigia si attua intervenendo con adeguata protezione sanitaria dei vigneti prima della raccolta, ricorrendo a specifici programmi d’irrorazione, nonché mediante l’osservanza dei protocolli di raffreddamento e di mantenimento della catena del freddo. L’eccessivo manifestarsi di imbrunimento degli acini in post-raccolta per varietà come Regal Seedless, Victoria e Waltham Cross ha portato al rapido declino della loro diffusione produttiva. Pur non essendo stata trovata alcuna soluzione al problema, per affrontarlo l’industria sudafricana ha avviato un importante programma di ricerca. Si ritiene che il problema possa essere aggravato sia da un’eccessiva manipolazione dei grappoli durante l’imballaggio sia dalla sovramaturazione delle uve.

Strategie di marketing

I cinque mercati più importanti per l’uva da tavola sudafricana sono il Nord Europa (Scandinavia, Germania, Belgio, Olanda), il Regno Unito, l’Estremo Oriente, il Medio Oriente e l’Asia. I Paesi del Nord Europa sono di gran lunga i maggiori consumatori di uva da tavola sudafricana. Durante la stagione 2008-09, le prime uve da tavola sono state esportate nella 44a settimana (prima settimana di novembre) del 2008, e le ultime nella 18a settimana (prima settimana di maggio) del 2009. Le uve più precoci sono in genere le varietà a bacca bianca apirene (Prime Seedless, seguita da Sugraone e da Regal Seedless) e rosse apirene (Flame Seedless, seguita da Sunred Seedless). Le varietà precoci vengono esportate prevalentemente nel Regno Unito. Via via che la stagione avanza, le varietà Thompson Seedless e Crimson Seedless, nonché quelle con semi, iniziano a rappresentare una quota sempre più consistente delle uve esportate. Al termine della stagione delle esportazioni per i mercati esteri, vi sono soltanto le varietà Dauphine (bianca con semi) e Barlinka (nera con semi), soprattutto verso il Nord Europa. Nella tabella sotto riportata si può osservare come il Nord Europa sia il principale mercato per gran parte delle cultivar prodotte in Sudafrica, con semi e apirene. Il Regno Unito, secondo consumatore mondiale di uva sudafricana, importa esclusivamente varietà apirene; di conseguenza, le varietà con semi devono essere esportate anche in Russia, Medio Oriente ed Estremo Oriente. Dal momento che la maggior parte delle uve sudafricane viene esportata in Europa e nel Regno Unito, gli esportatori richiedono che i produttori posseggano almeno le certificazioni GlobalGAP e BRC.


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