Volume: l'uva da tavola

Sezione: mondo e mercato

Capitolo: Stati Uniti

Autori: Fidelibus Matthew, Jennifer Hashim-Buckley, Stephen Vasquez

Regioni di produzione

La produzione di uve da tavola negli Stati Uniti è concentrata soprattutto in California, che nel 2008 disponeva di circa 39.000 ha coltivati. Circa il 10% delle uve da tavola californiane proviene dalla regione di Coachella Valley, mentre la maggior parte è coltivata nella regione di San Joaquin Valley, in particolare nelle contee di Kern, Tulare e Fresno, che forniscono rispettivamente il 40%, il 30% e il 13% circa della superficie destinata a uva da tavola. Coachella Valley, nel sud-est della California, è delimitata da catene montuose che bloccano qualsiasi influenza marina creando un clima caldo e secco. D’estate le temperature diurne raramente scendono sotto i 40 °C, mentre quelle diurne invernali arrivano spesso fino ai 21-27 °C. Se il clima caldo limita le gelate invernali e richiede l’uso di trattamenti anti-dormienza, di contro consente di ottenere raccolte precoci e un notevole sviluppo dei grappoli. Per queste ragioni l’uva da tavola di Coachella Valley può essere commercializzata già entro la fine di maggio, circa un mese prima delle uve di San Joaquin Valley. Quest’ultima vallata, dove si coltiva la maggior parte dell’uva statunitense, è anch’essa circondata da montagne e ha un clima estivo caldo e secco ma fresco e umido d’inverno, il che assicura un adeguato raffreddamento.

Cultivar

In California si allevano decine di cultivar, ma nel 2008 le sei maggiori varietà (Thompson Seedless, Crimson Seedless, Flame Seedless, Red Globe, Autumn Royal e Sugraone) hanno da sole rappresentato l’83% dell’uva commercializzata. La varietà Thompson Seedless, fiore all’occhiello del settore viticolo californiano, è coltivata per produrre uva passa, uva da tavola, succo d’uva, vino e uva in barattolo. Rimane a tutt’oggi la cultivar più importante di uva da tavola bianca della California, seguita da Sugraone e Princess. Thompson Seedless è una delle varietà che richiede maggior utilizzo di manodopera. La gestione del frutto inizia nella fase di pre-fioritura, con applicazioni di acido gibberellico (GA3) per allungare il rachide al fine di diradare gli acini. L’acido gibberellico viene usato anche al momento della fioritura per ridurre il carico di grappoli, e di nuovo durante la formazione degli acini per aumentarne le dimensioni. Alla raccolta i grappoli pesano generalmente 450-600 g, con acini di forma ovale allungati. Crimson Seedless è un’uva rossa di tarda stagione sviluppata dal Ministero dell’Agricoltura statunitense (United States Department of Agriculture, USDA) e disponibile dal 1989. È la seconda cultivar di uva rossa nella classifica delle varietà più coltivate in California e continua a rivelarsi popolare per la sua maturazione tardiva: i grappoli possono infatti rimanere sulla vite fino alla prima gelata (novembre). Una sola applicazione di GA3 in fase di fioritura aiuta a ridurre l’allegagione degli acini e ne migliora l’uniformità. Per le particolari condizioni climatiche della California, gli acini della varietà Crimson Seedless prendono colore con difficoltà, soprattutto in caso di viti con vegetazione eccessivamente densa e vigorosa. Il diradamento dei germogli e la defogliazione nella zona fruttifera contribuiscono a una migliore invaiatura. Alla raccolta l’uva matura ha una tonalità cremisi, con grappoli di dimensioni analoghe a quelli della varietà Thompson Seedless. Flame Seedless è la principale varietà di uva rossa da mercato coltivata in California. È un vitigno che matura precocemente, tra maggio (Coachella Valley) e luglio (San Joaquin Valley), garantisce ottime raccolte in quasi tutte le condizioni climatiche, ma può assumere un colore rosso spento in caso di temperature estreme. è una delle uve preferite dai consumatori per il suo colore rosso uniforme e per gli acini duri, rotondi e croccanti. Le dimensioni dei grappoli variano tra 200 e 450 g. Red Globe, una cultivar sviluppata dalla University of California, Davis, e disponibile dal 1980, è la più importante varietà con semi della regione. Il suo successo commerciale si basa sugli acini di grandi dimensioni (che possono superare i 12 g) e sulla forte domanda di export verso l’Estremo Oriente. Le viti di Red Globe sono moderatamente vigorose ma in grado di produrre grandi quantità di raccolto, il che rende difficile mantenere un’elevata qualità di frutti e rendimenti affidabili. La ricerca ha dimostrato che per ottimizzare le dimensioni e il colore degli acini il numero totale di grappoli non deve superare i 25 per vite, distribuiti uniformemente su tutta la pianta. Il numero di grappoli lasciati dipende tuttavia dalla tecniche usate per il diradamento dei grappoli e dal numero di acini presenti sul grappolo (operazione di acinellatura del grappolo, cluster tipping). Al momento della raccolta un grappolo pesa da 800 g a 1,4 kg. Autumn Royal, sviluppata dal Ministero dell’Agricoltura statunitense e disponibile dal 1996, è diventata l’uva nera senza semi più diffusa in California, perché richiede poche lavorazioni e produce acini di grandi dimensioni compresi tra 8 e 12 g. Una sola applicazione di GA3 al momento della fioritura aiuta a diradare i grappoli, riducendo il numero di acini allegati e favorendo la loro crescita. Un’adeguata invaiatura si raggiunge tra agosto e settembre, ma il sapore migliore si sviluppa nell’uva raccolta nel mese d’ottobre, momento in cui gli acini hanno un sapore che ricorda decisamente quello della marmellata. Sugraone, una cultivar brevettata, è una delle uve bianche senza semi più precoci: matura infatti circa due settimane prima della Thompson Seedless e subito dopo la Flame Seedless. Questa cultivar è stata realizzata da John M. Garabedian di Fresno, California, ed è stata brevettata nel 1972. La varietà Sugraone produce grappoli compatti o leggermente compatti, con ali, di dimensioni medio-grandi, con acini giallo-verdi di grandi dimensioni (6-8 g), di forma leggermente ovale, buccia spessa e consistenza croccante. Gli acini hanno un netto sapore dolce e lievemente moscato, con un’acidità relativamente bassa. La varietà Sugraone è commercializzata da Sun World International, LLC con il marchio Superior Seedless.

Gestione degli impianti e della vegetazione

Per molti anni il sistema di impianto più comune in California era composto da un braccio di sostegno trasversale lungo 1 m montato in posizione orizzontale o leggermente inclinato verso sud, poggiato su paletti a un’altezza di 1,5 m. Il braccio trasversale supportava da due a cinque fili equidistanti che sostenevano il fogliame, con i tralci legati ai fili centrali. Per le cultivar potate a sperone, i cordoni vengono sostenuti da un altro filo posto a circa 0,5 m sotto il braccio trasversale. Circa vent’anni fa questi impianti tradizionali hanno cominciato a essere sostituiti da sistemi a closed gable trellis e, più recentemente, da sistemi a open gable trellis. I sostegni trasversali di queste strutture (due braccia a forma di Y) si estendono generalmente su un’ampiezza di 2 m, supportando fino a tre fili per ogni braccio. Le operazioni di gestione della vegetazione includono il diradamento dei germogli (shoot thinning), la defogliazione parziale specie nelle parti centrali dei filari per l’allevamento gable trellis systems e il diradamento dei frutti, utilizzati per migliorare la qualità del raccolto. Il diradamento dei germogli si esegue quando i germogli sono lunghi circa 30-38 cm per diminuirne la concentrazione e consentire la penetrazione della luce e dell’aria in fase di maturazione del frutto. I germogli sterili sono i primi a essere selezionati per la rimozione dal momento che non aggiungono nulla al rendimento finale. Una volta completata l’operazione, si valuta nuovamente l’impalcatura per individuare le zone dove i grappoli potrebbero attorcigliarsi e risultare così difficili da raccogliere: i germogli che si trovano in queste zone dovrebbero essere oggetto di un secondo passaggio, per bilanciare il carico di uva sull’intera vite. La rimozione delle foglie basali avviene subito dopo la formazione degli acini, mentre lo sfoltimento della copertura nelle parti centrali di fila e l’eliminazione di altro fogliame possono avvenire durante il periodo di maturazione. La sfogliatura e lo sfoltimento della copertura (hedging) aumentano l’esposizione dei grappoli alla luce, migliorano la ventilazione e contribuiscono a migliorare l’efficacia delle applicazioni di prodotti agrochimici (GA3 e fungicidi). Le foglie basali vengono rimosse fino al grappolo, operazione che consente anche la manipolazione dei frutti (diradamento dei grappoli) al momento opportuno. La separazione della vegetazione tra i fili, nella zona centrale, dovrebbe avvenire anch’essa in questo periodo, per assicurare la penetrazione della luce nella zona centrale del quadrilateral cordon trained vines, per i vigneti che prevedono questa forma d’impianto. Una volta apparsi gli acini, i viticoltori possono intervenire sul grappolo (rimuovendo o cimando le ali) e migliorandone la disposizione lungo i filari. Eseguendo precocemente il diradamento degli acini in via di formazione, le bacche rimanenti hanno spazio per crescere e far produrre un grappolo pieno e uniforme. Il diradamento presenta anche il vantaggio di ridurre la compattezza dei grappoli e consente la copertura uniforme dei prodotti chimici irrorati.

Regolatori di crescita

Nella regione di Coachella Valley, come già accennato, la temperatura invernale spesso non basta a garantire la schiusura uniforme delle gemme. Un trattamento con cianammide idrogeno (H2CN2) dopo la potatura, circa 8-10 settimane prima della schiusura delle gemme, è un efficace sostituto ai rigori dell’inverno e per questo viene ampiamente praticato. Bisogna fare attenzione a evitare applicazioni tardive del prodotto (a meno di 4 settimane prima dell’apertura delle gemme), perché potrebbero danneggiare le gemme e ridurre il germogliamento. Di contro i vigneti nella regione di San Joaquin Valley ricevono un adeguato raffreddamento, pertanto il trattamento con cianammide idrogeno viene eseguito raramente. L’acido gibberellico (GA3) serve a ridurre l’allegagione (diradamento acini) di molte cultivar californiane di uva da tavola apirene. La quantità di prodotto necessario, il volume irrorato e la tempistica di applicazione dipendono dalla cultivar, dalle condizioni ambientali in fase di fioritura, dal tipo d’impianto e dalle tecniche irrigue adottate, dalle altre pratiche colturali e dalle caratteristiche peculiari dei vigneti. Abitualmente si ricorre a dosaggi di 0,5-20 g/acro (0,2-8 g/ha) di GA3 per vitigni tra il 30 e l’80% di fioritura (cap fall), e in caso di fioritura prolungata potrebbero essere necessarie più applicazioni. I coltivatori di uve da tavola hanno selezionato varietà che richiedono minori trattamenti per produrre uve di qualità, e molte cultivar di recente disponibilità sono più sensibili a trattamenti di GA3 come effetto diradante, per cui ne richiedono in quantità decisamente minore rispetto alle varietà tradizionali. L’acido gibberellico si applica anche alla maggior parte delle cultivar di uva da tavola senza semi per aumentare le dimensioni degli acini. Come nel caso del diradamento, le dosi ottimali e la tempistica variano notevolmente tra le diverse cultivar. Di norma s’impiegano dosaggi di 10-60 g/acro (4-24 g/ha) di GA3, generalmente alla comparsa degli acini (quando questi hanno un diametro di circa 3-5 mm), sebbene alcune varietà subiscano trattamenti in momenti successivi. Da sempre i programmi viticoli locali selezionano le varietà che producono naturalmente acini di grandi dimensioni, pertanto, rispetto alle varietà più vecchie, di solito le cultivar più recenti richiedono meno GA3 per garantire dimensioni ottimali degli acini. Inoltre le uve con semi sono generalmente meno sensibili di quelle senza semi ai trattamenti con GA3, di conseguenza l’uso di questo prodotto per aumentare le dimensioni degli acini di varietà con semi non è abitualmente raccomandato. Alcuni coltivatori californiani sono soliti abbinare CPPU (forchlorfenuron), una citochinina sintetica, al GA3 in occasione della comparsa degli acini, per assicurare un accrescimento maggiore di quello ottenibile con l’impiego del solo GA3. L’utilizzo di CPPU è anche in grado di migliorare la fermezza degli acini e consente di ottenere acini di forma più rotonda rispetto a quelli non trattati con tale prodotto. Il CCPU è un ormone molto potente che si applica generalmente a dosi minime (1-3 mg/l): quantità maggiori causano ritardi nella maturazione e nell’invaiatura e incidono negativamente sul sapore. In quasi tutte le regioni viticole della California le alte temperature inibiscono l’accumulo di antocianine, impedendo così l’invaiatura per alcune cultivar rosse e nere. Per queste ragioni nella fase di inizio invaiatura gran parte dei coltivatori applica l’etephon (5-20% di acini invaiati) per renderla più rapida e uniforme. Non è raro che i viticoltori applichino questo principio attivo anche due volte in una stagione, ma occorre prestare attenzione in quanto applicazioni tardive o eccessive di etephon potrebbero dar luogo ad acini molli (soft berries) che avrebbero una durata brevissima nei punti vendita (bassa shelf-life). Nel 2009 ad alcuni produttori è stato permesso l’utilizzo sperimentale dell’acido abscissico (ABA) per migliorare il colore dei grappoli. Come nel caso dell’etephon, l’ABA applicato al momento dell’invaiatura stimola anche l’accumulo di antocianine. Si prevede che per alcune cultivar l’uso di ABA, con o senza etephon, possa diventare una pratica normale in California.

Gestione fotosanitaria

Parassiti animali
L’uva da tavola californiana è soggetta agli attacchi di numerose specie di insetti, alcuni dei quali particolarmente nefasti: il tripide occidentale delle serre (o tripide occidentale dei fiori, Frankliniella occidentalis), il lepidottero della specie Harrisina brillians, la cocciniglia farinosa della vite (Planococcus ficus) e la mosca (o cicadella) della specie Homalodisca vitripennis, già nota come Homalodisca coagulata. I tripidi occidentali sono nativi del Nord America e sono la specie più comune in California. Tra gli inconvenienti più comunemente osservati sugli acini si riscontrano cicatrici superficiali “a forma di stella di mare” e halo spotting (puntinature con alone circostante). La diffusione dei tripidi dei fiori viene generalmente controllata con uno o due trattamenti di insetticidi poco prima e durante il periodo di fioritura. Gli insetti della specie Harrisina brillians, localmente noti come Skeletonizers Grapeleaf, sono lepidotteri di colore blu o verdenero con riflessi metallici, lunghi circa 1,5 cm e con un’apertura alare di 2,5-3,3 cm, che depongono uova di colore giallo chiaro o bianco a forma di capsula sulla pagina inferiore delle foglie di vite. Le larve si nutrono di questo lato della foglia, risparmiando soltanto le venature e la cuticola superiore: le foglie così affette inizialmente hanno un aspetto bianco-carta che via via scurisce fino a diventare marrone. I bruchi riducono le foglie alle sole nervature, lasciando soltanto le venature più grandi. Quando abbondanti, le larve sono in grado di distruggere il fogliame di intere viti già entro la metà dell’estate, e una volta terminate le foglie le larve continuano a nutrirsi degli acini, provocando il completo marciume dei grappoli. Inoltre l’uva ancora presente su viti defogliate rischia di essere scottata dal sole. I bruchi, peraltro, possiedono lunghi peli neri velenosi che risultano particolarmente urticanti per l’uomo. La presenza di questi lepidotteri può essere controllata mediante applicazioni di granulosis virus, di Bacillus thuringiensis o di altri insetticidi che sono efficaci anche per altri tipi di bruchi, cicaline o tripidi. Altro problema di rilievo per le viti californiane è la presenza delle cocciniglie farinose, le quali si nutrono della linfa presente nel floema, e grandi infestazioni possono ridurre la vigoria delle viti consumando i carboidrati nella linfa. L’effetto più evidente delle cocciniglie, tuttavia, è la secrezione copiosa, appiccicosa e sgradevole che può accumularsi nei grappoli fino a comprometterne la commerciabilità. Le cocciniglie sono anche vettori del virus che provoca l’accartocciamento delle foglie (leafroll), in grado di pregiudicare la maturazione degli acini. Queste infestazioni richiedono un approccio globale e costoso a base di insetticidi specifici. La mosca (o cicadella) della specie Homalodisca vitripennis è un insetto relativamente grande, di circa 1,25 cm di lunghezza, involontariamente introdotto nel sud della California dal sud-est degli Stati Uniti nei primi anni ’90 del secolo scorso, e che da allora si è diffuso in alcune zone meridionali della regione di San Joaquin Valley. Noti localmente come Glassy Winged Sharpshooters (GWSS), questi insetti si nutrono di xilema e raramente provocano danni diretti alla vite, ma sono vettori particolarmente temibili del morbo di Pierce. Purtroppo questi insetti sono grandi volatori, e popolazioni anche ridotte possono diffondere ampiamente la malattia: di conseguenza l’obiettivo primario dei viticoltori è fare in modo di eliminarli dai propri vigneti.

Malattie
Se non curato correttamente, l’oidio (Erysiphe necator) può risultare la malattia più distruttiva di uve fresche da mercato dell’intera California. Per combatterla i coltivatori avviano programmi di prevenzione già a partire dal germogliamento, utilizzando fungicidi con diverse modalità d’azione per limitare casi di resistenza del patogeno. Le applicazioni fungicide normalmente si protraggono fino a una settimana prima della raccolta per minimizzare le infezioni sui tralci. Un approccio errato nel trattamento antioidio può contribuire anche al manifestarsi di altre patologie, come il marciume dei grappoli, e alterazioni in fase di conservazione. In origine il morbo di Pierce (Pierce’s disease, PD) era una malattia tipica della regione vinicola di Napa, in California. Tuttavia con l’introduzione della mosca (o cicadella) della specie Homalodisca vitripennis (GWSS), già nei primi mesi del 2000 sono state segnalate perdite importanti nella zona meridionale della San Joaquin Valley. Red Globe e Flame Seedless sono le cultivar più sensibili alla Xylella fastidiosa. Al momento non esistono strategie di gestione adeguate per ridurre l’impatto di questa malattia, a parte l’eradicazione delle viti infette, riducendo così il potenziale d’inoculo che può essere trasmesso da insetti vettori. Altra malattia fungina di rilievo è il mal dell’esca.

Raccolta

La maggior parte dell’uva da tavola prodotta in California è confezionata nel vigneto. Il confezionamento in campo presenta diversi vantaggi, tra cui: un ridotto investimento di capitale rispetto a impianti di confezionamento complessi; la necessità di un solo responsabile incaricato sia di addestrare il personale addetto alla raccolta sia della supervisione della raccolta stessa, dell’imballaggio e delle operazioni di controllo qualità, in confronto all’esigenza di avere due supervisori – uno per il vigneto e uno per il confezionamento – che devono coordinare le operazioni di propria competenza; la possibilità di non dover necessariamente disporre di grandi scorte di cassette usate per il trasporto dei grappoli dal vigneto ai locali dove avviene il confezionamento. La raccolta può essere suddivisa in tre fasi distinte: la raccolta vera e propria e la pre-pulizia delle uve, l’imballaggio dei grappoli in contenitori adatti al trasporto e il trasporto dei contenitori imballati dal vigneto alla struttura di frigoconservazione. Per la raccolta e le operazioni d’imballaggio spesso vengono incaricate piccole cooperative composte da due o tre raccoglitori, che provvedono a raccogliere l’uva secondo la qualità e il livello di maturità, e da un addetto alla stazione mobile d’imballaggio, posta lungo il percorso dei filari. I raccoglitori eseguono una pulizia pre-imballaggio dei grappoli, che consiste nel rimuovere gli acini troppo piccoli, avariati, non maturi o poco colorati e nell’eliminazione di altri difetti visibili. I grappoli sono poi trasferiti in cassette di plastica leggere, caricati su un carrello a mano e trasferiti al centro di confezionamento. L’imballaggio avviene su un apposito tavolo portatile dotato di spazio sufficiente per qualche contenitore, una bilancia, una rastrelliera per gli articoli da imballaggio e un baldacchino parasole: qui l’addetto effettua una seconda pulizia dei grappoli e confeziona i contenitori destinati alla spedizione in base alla dimensione e al colore degli acini, classificandoli secondo livelli qualitativi predeterminati (ultra-premium, premium, standard ecc.). I contenitori per la spedizione sono contrassegnati con etichette riportanti il nome del produttore, il marchio, la cultivar e il peso netto. L’imballatore è spesso la persona chiave della squadra, essendo responsabile dell’imballaggio, del controllo di qualità primario, della gestione dei materiali da imballaggio – inclusi i contenitori –, dell’apposizione delle indicazioni necessarie sui contenitori e del loro impilamento alla fine del filare. La fase finale della raccolta consiste nel trasferimento dei contenitori imballati dal vigneto: i contenitori vengono caricati a mano e pallettizzati su camion il più rapidamente possibile, per essere portati agli impianti di raffreddamento e di fumigazione.

Gestione post-raccolta e conservazione

L’uva da tavola è un frutto non climaterico caratterizzato da un basso tasso di attività fisiologica, che può essere conservato per oltre due mesi, se trattato e conservato in modo appropriato. Il deterioramento in fase di conservazione generalmente è dovuto a funghi. La muffa grigia, causata dal fungo Botrytis cinerea, è la malattia post-raccolta a maggiore incidenza economica per l’uva da tavola californiana: l’azione di controllo su questo fungo è particolarmente impegnativa a causa del suo rapido tasso di sviluppo e della sua capacità di diffondersi tra gli acini anche a basse temperature (–0,5 °C). Esistono anche altri agenti patogeni, quali il Rhizopus spp., l’Alternaria spp., il Cladosporium spp. e la cosiddetta muffa verde-blu, provocata dal Penicillium expansum, ma di solito sono molto meno importanti. La cultivar Red Globe, tuttavia, può essere soggetta a marciume acido associato al microrganismo Aspergillus niger, a vari tipi di lieviti e al Bacillus spp. Dal punto di vista commerciale, il controllo della Botrytis cinerea per l’uva immagazzinata oggi si realizza mediante raffreddamento rapido e fumigazione con anidride solforosa (diossido di zolfo o ossido solforoso, SO2). In California, la fumigazione è eseguita dapprima durante la fase di pre-raffreddamento ad aria forzata, operazione che garantisce una buona penetrazione del gas all’interno dei contenitori sui pallet usati per il trasporto: è in quest’occasione che le spore superficiali del fungo vengono uccise. Una volta terminato il raffreddamento, l’uva viene spostata in ambienti di stoccaggio in attesa del trasporto; in questo periodo si effettuano fumigazioni settimanali ripetute per contrastare la crescita del micelio del fungo presente su acini già malati. La quantità di SO2 applicata con la fumigazione dipende dal numero di contenitori presenti, dal materiale di cui sono fatti e dalla capacità del gas di penetrare nel contenitore e attraverso il materiale d’imballaggio interno. La quantità di SO2 necessaria per uccidere le spore di Botrytis cinerea o per rendere inattivo il micelio esistente varia in base alla concentrazione del fumigante e al tempo per il quale il fungo è sottoposto all’operazione. Per determinare l’esposizione di SO2 necessaria a uccidere l’organismo si adotta un valore di concentrazione cumulativa, calcolato come prodotto della concentrazione e del tempo e chiamato CT product. Un CT di almeno 100 ppm/h è il minimo necessario per uccidere le spore e il micelio di Botrytis cinerea a 0 °C. Per monitorare l’efficacia dei programmi di fumigazione di norma si dispongono dei dosimetri a tubo in apposite scatole poste nelle posizioni soggette a minore flusso d’aria e, quindi, più difficili da fumigare: affinché l’operazione sia considerata efficace i dosimetri dovranno registrare un CT di almeno 100 ppm/h. Durante il magazzinaggio, i parametri ottimali necessari per limitare il tasso di perdita idrica dei grappoli comprendono la temperatura (che deve essere mantenuta tra –1 °C e 0 °C per l’uva matura), l’umidità relativa (al 95%) e il flusso d’aria (moderato, tra 0,6 e 1,1 m3/min per tonnellata d’uva). L’uva dovrebbe essere conservata a pulp temperature (temperatura interna dell’acino) tra –0,5 e 0 °C per tutto il periodo di post-raccolta. Per viaggi in nave superiori ai 10 giorni o per lunghi periodi di permanenza nei punti vendita, quando non sia possibile procedere alla fumigazione con SO2 si utilizzano di norma pastiglie di SO2 a lento rilascio, abbinate a contenitori in polietilene perforato. In California la tecnica a lento rilascio, combinata con contenitori a tenuta di gas, viene usata per ridurre la perdita idrica e per tenere sotto controllo le infezioni da muffa grigia, senza incrementare l’azione fitotossica dell’anidride solforosa. Le uve da tavola esportate dagli Stati Uniti possono ospitare organismi che altrove sono considerati particolarmente dannosi. Per esempio, si segnalano casi di ragni vedova nera rinvenuti in container destinati ai mercati esteri e nazionali. Malgrado la vedova nera sia comune in gran parte delle regioni calde del mondo, la scoperta di questo ragno crea sempre apprensione tra i dettaglianti e i consumatori, condizione che può influire negativamente sulla movimentazione e sulle vendite di uva. Ricerche recenti hanno dimostrato che una combinazione di trattamenti insetticidi tempestivi in campo e di fumigazione con SO2 abbinata ad anidride carbonica può rivelarsi efficace per uccidere i ragni prima dell’esportazione.

Economia, marketing e statistiche

Gli Stati Uniti sono il quinto produttore mondiale di uva da tavola, preceduti da Cina, Turchia, Italia e Cile (dati annuali del United States Department of Agriculture, USDA). Nel 2008 la produzione totale d’uva fresca è stata stimata in 825.000 tonnellate, per un valore complessivo lordo alla produzione (valore del raccolto alla partenza dalle aziende) di 1,16 miliardi di dollari nel 2008 (Commissione californiana per le uve da tavola, California Table Grape Commission, 2008). Ma gli Stati Uniti sono anche il secondo Paese esportatore, con mercati di prima grandezza quali il Canada, il Messico, Hong Kong, la Cina e la Malesia. Le vendite in Cina, Taiwan, Australia e Indonesia contribuiscono all’espansione del settore export. In termini di volume le esportazioni ammontano a circa il 28% del totale della produzione, mentre il valore delle esportazioni è passato da 300 milioni di dollari verso la fine degli anni ’90 a un valore record di 440 milioni dollari nel 2008 (Commissione californiana per le uve da tavola, 2008). Quasi l’intera produzione commerciale (il 99%) d’uva da tavola degli Stati Uniti è realizzata in California e da qui esportata. Le prime cinque cultivar da tavola esportate nel 2008 sono state Crimson Seedless (177.000 t), Flame Seedless (151.000 t), Thompson Seedless (137.000 t), Red Globe (106.000 t) e Autumn Royal (48.000 t). Il flusso stagionale di uve californiane sul mercato va dai primi di maggio ai primi di febbraio, con punte settimanali che superano i 4,5 milioni di casse (da 8,6 kg cadauna) verso la metà di settembre (Commissione californiana per le uve da tavola, 2008). Per il 2008 il prezzo medio ponderato per una cassetta di uva da tavola della California è stato determinato in 11,78 dollari, corrispondenti a circa 1,37 dollari/kg (Servizio marketing agricolo del Ministero dell’Agricoltura (USDA/AMS), Western Fruit Report, Commissione californiana per le uve da tavola). Le promozioni, le campagne d’informazione sponsorizzate e l’intera gestione commerciale sono spesso supervisionate dalla Commissione californiana per le uve da tavola, il braccio promozionale pubblicitario del patronato di settore in California, che rappresenta circa 600 viticoltori. La Commissione è stata costituita nel 1968 allo scopo di mantenere ed espandere il mercato e di creare nuovi mercati intrastatali, interstatali ed esteri.


Coltura & Cultura