Volume: la patata

Sezione: alimentazione

Capitolo: patata su internet

Autori: Alice Varni

Infinite sorprese di un’esplorazione nel web sull’ortaggio che vanta il maggior numero di voci

La patata, con 6.250.000 voci, è l’ortaggio più cliccato su Internet fra gli alimenti di origine vegetale, se si escludono i cereali (il mais tocca la cifra vertiginosa di 381 milioni di rimandi mentre il grano supera i 15 milioni e il riso si attesta sugli otto milioni). Per avere un’idea più precisa della posizione di predominio della patata basta segnalare che il secondo ortaggio più citato nei motori di ricerca, il cavolo, vanta appena 5.610.000 voci mentre il pomodoro conquista la terza piazza con 5.570.000. I siti che si riferiscono a questo straordinario prodotto agroalimentare ne sviscerano gli aspetti più minuti: dalle origini andine alla sua diffusione in Europa e nel mondo, dalle proprietà nutritive a quelle salutari, dai suoi molteplici e sorprendenti impieghi non solo alimentari, alle sue numerose varietà e forme, ai diversi colori, alla sua importanza agronomica, sociale ed economica fino, naturalmente, ai suoi infiniti usi in cucina. Un viaggio pieno di sorprese, anche eccezionali, per gli internauti che navigano sul web nell’universo della patata. Alcuni siti si limitano a semplici citazioni o a brevi articoli mentre altri accolgono sezioni tematiche più ampie oppure sono interamente dedicati al tubero e offrono informazioni storiche, scientifiche ma anche curiose. Molto dettagliati sono i siti e i blog di giardinaggio e di cucina che forniscono nozioni basilari sulla pianta, i metodi di coltivazione, raccolta, conservazione e consumo, insegnando a riconoscere le differenti origini, le tipologie, le varietà e i più appropriati metodi di taglio e di cottura per farne risaltare il gusto e le proprietà. Non mancano anche aspetti curiosi, come quelli legati alla varietà Lutetia, che ha dato il nome all’asteroide che ha la forma di una patata, o la varietà francese Vitelotte, caratterizzata da buccia scura e polpa violetta, detta anche “patata tartufo” per il suo aspetto. In tavola la patata può essere presente dall’antipasto al dolce, grazie alle svariate modalità di cottura e al facile abbinamento con gli altri cibi, per questo le ricette sono davvero infinite. Ci si può imbattere in alcune proposte molto innovative come quella del gelato di patate e mele, accanto a quelle, davvero tante, tradizionali che suggeriscono specialità tipiche locali, come per esempio gli gnocchi e il purè italiani, il rösti svizzero, lo shepherd’s pie inglese e il placki polacco. Le patate occupano poi un posto di primo piano nella cucina irlandese dove sono anche il principale argomento di conversazione durante i pasti e dove non possono mancare in tavola nei piattini a lato di ciascun commensale per accompagnare ogni tipo di secondo piatto, si trovano addirittura nei ristoranti cinesi. Inoltre, essendo da sempre la maggiore fonte di sostentamento della popolazione, hanno influenzato drammaticamente, com’è risaputo, anche la storia del Paese attorno alla metà dell’800 quando un fungo attaccò la pianta e provocò una tremenda carestia che decimò gli abitanti dell’isola aprendo le porte alla grande emigrazione irlandese verso gli Stati Uniti e il Canada. Anche i siti e i blog che si occupano di nutrizione e benessere dedicano ampio spazio al tubero andino grazie anche alle virtù benefiche dei suoi costituenti che, attraverso una corretta conservazione e una giusta cottura, fanno della patata un insostituibile alimento dal punto di vista nutrizionistico, particolarmente consigliato nelle diete, ai bambini e agli anziani.

Grazie alla patata nel 1904 nasce la fotografia a colori

Nel corso della navigazione si scoprono poi altre proprietà meno conosciute ma davvero interessanti, sia sotto il profilo terapeutico sia nelle contingenze più pratiche della vita di tutti i giorni. Così si apprende che l’acqua di cottura è perfetta nei pediluvi per ritemprare i piedi; la patata cruda agisce sugli occhi stanchi e ha proprietà emollienti e cicatrizzanti su ferite e contusioni; quella cotta al forno lenisce la nevralgia mentre il succo calma i dolori delle bruciature e delle punture di insetto. Ma l’acqua di cottura serve anche per pulire i metalli, specie gli oggetti in argento, mentre la patata cruda può togliere il calcare, pulire i vetri e ravvivare i tessuti. Non mancano altre sorprese. Si scopre per esempio che oggi solo in parte le patate sono destinate al settore dell’alimentazione umana e animale, infatti servono a produrre alcol e amido, oltre a essere adoperate in vari settori industriali come quello della produzione cosmetica e tessile. Un uso particolarmente curioso è quello che ha portato alla scoperta della fotografia a colori grazie ai fratelli Lumiére che, nel 1904, si servirono di un’emulsione con fecola di patate per la creazione delle lastre Autochrome, antenate delle pellicole fotografiche, e va ricordato anche quello che ha trasformato una patata in una batteria in grado di sostituire delle pile. Siti particolarmente autorevoli e ricchi di dettagliati approfondimenti sono quello del Museo della Patata ad Albuquerque nel Nuovo Messico; quello del Centro Internazionale della Patata del Perú, la maggiore istituzione mondiale finalizzata allo studio e alle ricerche in campo pataticolo, e quello creato nel 2008 per l’Anno Internazionale della Patata, decretato dall’ONU per rendere merito alla principale fonte di sostentamento di milioni di persone nel mondo. Piuttosto scontati, anche molto particolareggiati, sono i siti ideati dai distributori e produttori di patate per promuovere e diffondere i loro prodotti. Da quelli di patatine fritte confezionate come snack oppure surgelate, moderni, accattivanti e rivolti a un pubblico giovane, a quelli di sagre paesane o eventi culinari, arricchiti con ricette per tutti i gusti.

Sacchi di patate al rogo e taglio del naso e delle orecchie ai contadini reticenti a coltivarle

I Consorzi produttori di alcune varietà specifiche di patate come quelle rosse, quelle dolci americane o quelle arricchite di selenio (l’ormai celebre Selenella), evidenziano invece l’importanza agroalimentare e gastronomica delle terre più vocate alla coltivazione del tubero e dei sistemi di produzione adottati, fornendo informazioni preziose rivolte alla migliore scelta e all’utilizzo dei prodotti, oltre a notizie storiche di indubbio interesse. Non mancano i risvolti più sorprendenti come quelli legati all’antica credenza che vedeva nella patata il “cibo delle streghe”, a causa della forma e del colore, della sua origine sotterranea e soprattutto della sostanza tossica che contiene, la solanina. Proprio per questo interi sacchi di patate furono messi più volte al rogo. Al contrario, in Prussia, nel Settecento, per combattere la carestia, fu addirittura emanato un editto che condannava al taglio del naso e delle orecchie i contadini che si rifiutavano di coltivarle credendole dannose.

Alessandro Volta inventore della pila e propugnatore delle patate

Scorrazzando nel web si scopre che in Italia il successo della patata si deve in parte a un grande scienziato: Alessandro Volta, l’inventore della pila, che la promosse nel mondo scientifico. Ma la patata a lungo non venne capita anche a causa di episodi che ne rallentarono la diffusione, come quando a metà del Cinquecento il sovrano Filippo II di Spagna inviò delle patate al Papa affinché le provasse ma, scambiate per tartufi e assaggiate crude, vennero disprezzate, o come in Inghilterra dove arrivò sulla tavola della Regina Elisabetta I un’indigesta insalata di foglie di patata. Un altro spunto riguarda i bambini. Le patate sono spesso legate ai piccoli sia per quello che riguarda la patata come alimento salutare, sia come cibo goloso, sia come gioco. Dal pupazzo a forma di patata a cui si applicano diverse parti del corpo e del volto, Mr Potato Head, a giochi che sviluppano la fantasia con colori e stampi, al gioco al computer che consiste nel pelare le patate più velocemente possibile, che, incredibile ma vero, altro non è se non quello che facevano nell’antichità le giovani andine per conquistare il cuore del loro amato, che avrebbero potuto sposare solo dimostrando di saper sbucciare rapidamente, e senza lasciare tracce di buccia, le patate.

Basta una patata per il decoder del digitale terrestre

Il tempo e la storia hanno però fatto giustizia di tutte le disavventure patite dal tubero che oggi si mantiene sempre alla ribalta e non solo dal punto di vista alimentare. Fra le ultime applicazioni della patata una è particolarmente imprevista e di straordinaria attualità in quanto entra nella sfera del digitale terrestre che sta cambiando la realtà multimediale. I canali visibili con il segnale analogico devono lasciare il passo a una nuova tecnica di risoluzione migliore attraverso un decoder di cui vengono proposti diversi tipi. Nell’incertezza sul dispositivo da scegliere, su YouTube va in onda un video che spiega come procedere per ricevere il digitale terrestre gratuitamente, senza bisogno di un decoder e mantenendo il vecchio televisore e il vecchio sistema. Basta munirsi di una patata, dalle dimensioni ben precise, di un rotolo di carta di alluminio da cucina, di un telefonino con cavo USB e di un cavo da antenna e il kit di montaggio è bell’e pronto per poter dare avvio a questo strabiliante mix di tecnologia e gastronomia. Stando al suo inventore il dispositivo pare funzioni perfettamente anche se è meglio non crederci ciecamente perché sono in molti sul web a beffarsi degli internauti più ingenui.

Patate cosmiche

Ed ecco un’altra scoperta captata durante la navigazione on line. Un problema che da sempre assilla gli astronomi è quello di dare la definizione oggettiva di un pianeta. Determinare cosa è veramente, nel cosmo, un pianeta e cosa invece non rientra in questa categoria è un tema sul quale, nell’ambito della IAU (International Astronomical Union), si è acceso un lungo e tormentato dibattito. Escogitare un punto di riferimento sicuro per stabilire con precisione gli oggetti spaziali che appartengono alla realtà planetaria e quelli che ne rimangono esclusi è un problema di non semplice soluzione. Anche la fissazione di un criterio dimensionale non ha trovato d’accordo gli astronomi. A offrire la soluzione è stata, anche in questo caso, la... patata! Charles Lineweaver e Marc Norman, della Australian National University di Canberra, hanno riflettuto approfonditamente sul nuovo modo per definire nano un pianeta e la loro felice intuizione è stata quella di prestare attenzione alla forma “a patata” o “sferica” dei corpi presenti nel sistema solare. In sostanza la soluzione è stata quella di tenere separati gli oggetti “patatiformi” da quelli sferoidali. I secondi sono pianeti veri e propri, tutti gli altri sono solo... patate!

Patata nell’orto spaziale a gravità zero

I semi di patata peruviana sono fra i protagonisti della missione dei cosmonauti russi sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Si tratta di un esperimento legato a una futura spedizione su Marte e potrebbe rappresentare un primo passo verso nuove tecniche di coltivazione in orbita. Il comportamento dell’ortaggio serve a fornire importanti elementi per valutare la possibilità di garantire la nutrizione degli astronauti quando intraprenderanno il viaggio interplanetario che durerà quasi tre anni. Promotori dell’esperimento l’Università Nazionale di Ingegneria del Perú e l’Università di Kursk in Russia che hanno appunto scelto il tubero andino per la sua adattabilità e per la capacità di resistenza anche nelle situazioni più estreme. Il viaggio nel web permette veramente di scoprire una varietà di informazioni del tutto inaspettate su un ortaggio tanto apprezzato che ha davvero tanto da raccontare. Un viaggio di cui abbiamo offerto solo qualche assaggio, ma che potrebbe continuare a lungo.


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