Volume: la patata

Sezione: mondo e mercato

Capitolo: patata nella Federazione Russa

Autori: Boris Vasilyevich Anisimov, Yevgeny Alekseevich Simakov, Stepan Kiru

Note storiche e importanza della patata

Secondo i dati storici, le prime patate furono importate dai Paesi Bassi sotto il regno di Pietro il Grande, presumibilmente verso il 1730. Nel 1736 la patata era coltivata nell’orto botanico di San Pietroburgo, con il nome di tartufel, e verso il 1740 veniva servita in piccole quantità durante le cene di gala che si tenevano a corte. In quel periodo i contadini, responsabili degli orti di corte, coltivavano per sé soprattutto cavoli e cetrioli, che, oltre al pane, costituivano la base della loro dieta. Per lungo tempo un altro alimento base dei poveri fu la rapa. La coltivazione massiva delle patate nel Paese iniziò soltanto dopo la seconda metà del XVIII secolo, a seguito di un decreto emanato il 19 gennaio 1763 dall’imperatrice Caterina II, con il quale si consentiva l’introduzione dei tuberi-seme in Russia. Il decreto stanziava (a una Commissione medica) la somma di 500 rubli per l’acquisto di patate da seme dall’estero, da distribuire nel Paese. Già nell’autunno del 1765 la commissione acquistava patate dall’Inghilterra e dalla Germania: complessivamente, nel 1766 furono consegnati al distretto di San Pietroburgo circa 7400 kg di tuberi. I tuberi acquistati furono distribuiti su tutto il territorio, comprese le città più remote della Russia asiatica, come Irkutsk, Yakutsk, Okhotsk e la provincia del Kamchatka: crebbe così a poco a poco l’interesse per questa coltura, che già alla fine del Settecento era ampiamente diffusa nelle province nordoccidentali del Paese. Nel 1861 la riforma dello stato (di tipo capitalistico) consentì di avviare l’implementazione di centinaia di aziende per la lavorazione dell’amido e dell’alcol; iniziò così a svilupparsi l’industria di trasformazione della patata. Latifondisti, proprietari terrieri, ma anche semplici contadini, diedero un forte impulso alla pataticoltura. Nel 1865 le aree a essa riservate erano già di 655.000 ha, nel 1881 superavano 1.500.000 ha, mentre nel 1900 avevano raggiunto i 2.700.000 e nel 1913 i 4.200.000. Superfici queste che diminuirono in modo sensibile dopo la Rivoluzione di ottobre. Agli inizi degli anni Trenta del secolo scorso si ebbe la ripresa della coltivazione della patata nel paese e in quegli anni cominciarono anche a essere coltivate le prime varietà costituite in Russia. Alla fine degli anni Quaranta lo sviluppo del movimento colcosiano vide l’incremento non solo delle superfici coltivate, ma anche della produttività, con il miglioramento delle agrotecniche e l’avvio della meccanizzazione del ciclo produttivo. Dopo la Seconda guerra mondiale lo sviluppo della pataticoltura nel Paese continuò e grazie all’incremento delle coltivazioni furono costituite varietà di patate sempre più adatte alle condizioni pedoclimatiche del suo vasto territorio. Negli anni Ottanta la superficie coltivata a patate in Unione Sovietica ammontava a circa 5.000.000 ha e dopo il cambiamento del sistema politico e la disgregazione dell’URSS, nella Federazione Russa se ne coltivavano 3.400.000, superficie che negli anni è andata sempre più riducendosi e attualmente essa non supera i 2.200.000 ha.

Principali regioni di coltivazione

La pataticoltura nella Federazione Russa è sviluppata in tutte le regioni del Paese, con una prevalenza nelle regioni centrale (8.600.000 t), di Privolzhsky (9.100.000 t) e della Siberia (5.400.000 t). Altre zone importanti sono quella degli Urali (2.700.000 t), nonché le regioni meridionale (2.700.000 t), nordoccidentale (1.200.000 t) e dell’Estremo Oriente (1.200.000 t). La produzione della patata nella Federazione Russa negli ultimi anni proviene fondamentalmente da tre tipologie di aziende: aziende agricole (AE), aziende agricole contadine (PF) e piccole aziende agricole private (SPF). Queste imprese si differenziano per superfici coltivate, quantità prodotte, livello tecnico ed efficienza di gestione. Le imprese agricole includono le aziende agricole collettive (ex kolchoz) e le società cooperative agrarie di stato. Nel 2009 queste imprese hanno investito superficie per 215.000 ha, con una produzione di 4.000.000 t, pari al 12% del volume totale prodotto, con una media di 18,6 t/ha. Le aziende agricole contadine costituiscono una forma relativamente nuova di gestione nella Federazione Russa, risalente a circa 18 anni fa. Questa categoria nel 2009 ha investito una superficie di 111.000 ha, con una produzione di oltre 1.800.000 t, pari a circa il 6% del volume totale. Le piccole aziende agricole private che includono tutte le altre forme di coltivazione a conduzione familiare sono pari a 16.000.000. Nel 2009 le SPF hanno prodotto 25.200.000 t di patate, corrispondenti all’82% del volume totale. Da questa analisi emerge che, in seguito alla transizione da un’economia centralizzata al libero mercato, quasi tutte le patate russe sono prodotte da aziende a conduzione familiare di dimensioni esigue, meno di due ettari. Infatti, la quota delle grandi imprese agricole sul totale della produzione è passato dal 34% del 1990 al 18% del 2009. La coltivazione delle patate da parte delle piccole aziende agricole è effettuata con manodopera familiare, la quale solo in minima parte ricorre alle macchine. In gran parte delle regioni la resa media della coltura non supera le 13-14 t/ha. Poiché le tecnologie adottate per lo stoccaggio limitano la capacità di conservazione dei tuberi, i produttori devono profondere sforzi significativi nel tentativo di vendere le eccedenze di prodotto subito dopo la raccolta. Nel 2009, la resa media delle grandi imprese agricole è stata di 18,6 t/ha; la più elevata è stata registrata nelle regioni centrali di Privolzhsky, con oltre 20 t/ha. Nel distretto federale centrale, che include la regione di Mosca, sono state prodotte oltre 2.000.000 t di patate. Lo sviluppo di una pataticoltura più efficace è frutto anche della nascita di moderne aziende agricole specializzate nella produzione e capaci di conservare “in loco” il prodotto adottando moderni sistemi per la preparazione delle patate destinate alla vendita (lavaggio, confezionamento, imballaggio ecc.). Questo approccio ha consentito ai produttori di fornire alla grande distribuzione patate da tavola di alta qualità. Ulteriore impulso all’incremento della pataticoltura nell’area potrà derivare dall’apertura di un impianto di trasformazione nella regione di Kashirskiy, in grado di processare 90.000-100.000 t di patate ogni anno.

Tecniche di coltivazione e periodi di raccolta

Nell’era sovietica, quando la pataticoltura era concentrata principalmente nelle aziende statali, il ciclo di produzione era completamente meccanizzato. Soltanto una percentuale irrisoria di attività veniva eseguita manualmente, in particolare la selezione dei tuberi nei magazzini prima della semina e la raccolta dei tuberi dopo il passaggio delle macchine scavatrici. A partire dal 1980, con la comparsa di imprese agricole a conduzione familiare, tutte le operazioni colturali sono effettuate manualmente. Le grandi imprese invece hanno adeguato le tecniche di coltivazione agli standard europei.

Qualità, commercializzazione e destinazione d’uso

Oggi nella Federazione Russa le patate novelle non pelate sono un prodotto merceologico molto importante, tanto è vero che la Federazione Russa ha stabilito per legge gli standard qualitativi che esse devono avere per essere commercializzate. L’aumento delle esportazioni ha reso necessario anche l’armonizzazione delle norme nazionali con quelle internazionali. Per il controllo qualitativo delle patate novelle e delle patate comuni, l’adozione degli standard qualitativi internazionali mira a sviluppare ulteriormente la pataticoltura Federazione Russa. L’applicazione degli standard internazionali infatti consentirà ai produttori di migliorare la produzione di sementi, di ampliare la gamma di prodotti, di utilizzare agrotecniche moderne e attrezzature idonee per garantire ai consumatori prodotti di alta qualità. Secondo le normative russe, la patata da tavola è classificata in base al periodo di raccolta in: patate da tavola precoci (vendute fino al 1° settembre) e patate comuni tardive (vendute dopo il 1° settembre). Dal momento che tale classificazione è analoga a quella internazionale, è possibile affermare che gli standard russi sono conformi a quelli internazionali. In base alla qualità, la patata da tavola si suddivide nelle seguenti classi: – patate da tavola precoci di classe 1a e 2a; – patate da tavola tardive di classe 1a, 2a ed extra. L’aspetto e le dimensioni dei tuberi rappresentano le caratteristiche qualitative principali delle patate da tavola: i tuberi devono essere interi, puliti, asciutti, privi di difetti e di germogli. La buona qualità è data anche dall’assenza di danni meccanici (tagli, fori, screpolature, ammaccature) e di altri difetti quali la variazione della forma del tubero e/o la presenza di macchie. Le patate di classe extra vanno lavate, mentre quelle di 1a e 2a classe devono essere pulite con o senza l’ausilio dell’acqua. Le patate di classe extra e di 1a classe devono essere confezionate in sacchetti di tela, materiale plastico o rete. Tuttavia, secondo gli standard nazionali, le patate di 1a e 2a classe destinate alla ristorazione non richiedono imballaggio. I sacchetti vanno poi etichettati con l’indicazione della classe (extra, 1a o 2a) e su di essi deve essere indicata la data di scadenza. Benché i consumatori russi siano molto conservatori, negli ultimi anni hanno cambiato le proprie preferenze in tema di patate apprezzando anche varietà con polpa gialla, più soda e con la buccia rossa, non più quindi di sola buccia e polpa bianca. I consumatori russi oggi sono più preoccupati per la loro salute e di conseguenza hanno raggiunto una nuova consapevolezza in fatto di cibo. Molti di essi, per esempio, hanno cambiato abitudini alimentari determinando un aumento della domanda di varietà di patate caratterizzate da un basso contenuto di amido o prodotte con impiego ridotto di fertilizzanti e prodotti chimici (produzioni biologiche). Per soddisfare questa domanda in aumento sono apparse sul mercato nuove varietà, che si differenziano per caratteristiche culinarie, dimensione, forma e sapore. Molte varietà di patate prodotte nella Federazione Russa sono infatti diventate popolari proprio perché hanno saputo soddisfare esigenze diventate sempre più pressanti da parte dei consumatori; si prevede che questa tendenza continuerà ad aumentare. Anche le dimensioni e il tipo di imballaggio sono cambiati; oggi non è difficile trovare patate confezionate in sacchetti piccoli, per esempio da 1,5, 2,5 e 5 kg. Per tutelare i consumatori, il confezionamento delle patate prevede l’uso di un foglio di plastica (polietilene), colorato per proteggere il tubero dalla luce e perforato per garantire la ventilazione del prodotto. Tuttavia, i fruttivendoli, vendendo patate anche sfuse, in sacchetti di carta, riescono a garantire un maggiore assortimento di patate da tavola.

Mercato

Nella Federazione Russa non esiste ancora un vero e proprio sviluppo del mercato della patata. Il mercato del fresco è dominato dalle piccole aziende agricole private, che sono in grado di determinare il livello dei prezzi durante l’intero periodo di vendita. Infatti le SPF, con il loro 70% del volume totale delle patate commercializzate (circa 3.000.000-3.500.000 t annue), condizionano nel bene e nel male il mercato dei tuberi nel Paese. Tuttavia, va anche detto che la maggior parte del raccolto è destinata all’autoconsumo e la quota commercializzabile è relativamente piccola, con un livello di scambi che non supera il 10% della produzione totale; anche l’insufficiente sviluppo del sistema distributivo, in aggiunta a quanto detto, aggrava ulteriormente la situazione. Oggi la distribuzione è affidata alle vendite in azienda, al commercio ambulante, ai mercati rionali, ai fruttivendoli e ai supermercati. Questi ultimi, con una quota di mercato in costante aumento, rappresentano un importante canale di fornitura di patate per i consumatori. Sebbene i fruttivendoli e i venditori ambulanti continuino a detenere una fetta di mercato rilevante, la loro quota si sta riducendo sempre di più perché i consumatori richiedono maggiori garanzie sulla qualità dei prodotti che acquistano. Infatti, da questo punto di vista i controlli sono più accurati nei supermercati, che sono tenuti a chiedere ai loro fornitori garanzie sulla qualità dei prodotti, e di conseguenza anche i fornitori sono costretti a richiedere analoghe garanzie ai produttori. Le patate russe oggi sono virtualmente assenti sul mercato internazionale: negli ultimi anni infatti le esportazioni si sono limitate a piccole quantità, destinate alle repubbliche dell’Asia centrale. Ne consegue che la presenza della Federazione Russa sul mercato internazionale si è notevolmente ridotta rispetto al passato. Anche le importazioni di patata sono assai modeste (circa il 2% della produzione totale) e tali dunque da non poter influenzare il mercato in modo significativo. È molto importante per la Federazione Russa aumentare gli scambi internazionali per avviare un processo di internazionalizzazione del mercato della patata.

Utilizzo

La struttura della pataticoltura in termini di utilizzo e di produzione è molto frammentata. Per gran parte della popolazione rurale delle principali regioni del Paese, le patate sono un prodotto di semisussistenza con una produzione mirata ai fabbisogni familiari, destinata al consumo domestico e all’alimentazione degli animali. Negli ultimi anni il consumo pro capite è stato di 120-130 kg. Più del 50% della produzione di patata nella Federazione Russa (16.00.000-17.000.000 t) è destinato all’alimentazione umana come patate fresche. All’alimentazione animale sono riservate invece circa 5.000.000-6.000.000 t. La domanda di patate da seme per tutti i tipi di coltivazione è di 6.500.000 t e quella dei tuberi destinati alla trasformazione è di appena 500.000-600.000 t; seguendo però il trend dell’ultimo triennio si prevede che la quota destinata alla trasformazione debba aumentare in concomitanza con lo sviluppo dell’industria agroalimentare. Pertanto, tenendo conto del fatto che le perdite di stoccaggio sono ancora notevoli (circa 2.000.000 t), la domanda complessiva annuale di patate nella Federazione Russa è di circa 30.000.000-31.000.000 t.


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