Volume: la patata

Sezione: storia e arte

Capitolo: patata negli States: appunti e spunti

Autori: Bob Lear

Le patate sono i tuberi più famosi d’America, sia nelle tavole private sia in quelle dei ristoranti. Si tratta di una pietanza tradizionale nei pasti delle famiglie americane, ma anche nella cucina slow e nei fast food, nei menu quotidiani e in quelli festivi. La loro popolarità è trasversale: accomunano gruppi etnici, età, estrazioni sociali e livelli di reddito diversi. Si può a buon diritto affermare che le patate sono gli amidi democratici della dieta americana.

Consumo e produzione: storia e numeri

La patata è onnipresente sul suolo americano. Dall’ultimo indice (2007) emerge che gli Stati Uniti si classificano al 5° posto nella produzione mondiale di questo tubero, dopo Cina, Russia, India e Ucraina, con una quantità annua di 17.700.000 t. Sebbene in passato Maine e Idaho fossero per tradizione le aree di maggiore produzione, oggi l’umile tubero viene coltivato per il commercio in tutti gli stati, e le quote produttive più elevate si sono spostate verso ovest.

Origini

La fronzuta pianta della patata, di cui solo il tubero (Solanum tuberosum) è edibile, è originaria del Sudamerica, in particolare della zona meridionale delle Ande peruviane, dove nel XVI secolo fu scoperta dai conquistadores, che la esportarono in Spagna. Gli archeologi fanno risalire le prime varietà domestiche intorno all’8000 a.C. nella regione del lago Titicaca, nel Perù meridionale, a un’epoca corrispondente alla fine della fase preceramica. Nel vasto territorio dell’impero inca venivano coltivate oltre 1000 varietà di questo tubero, molte delle quali selvatiche, ma in Europa ne vennero introdotte relativamente poche. Dalla Spagna, poi, la patata si diffuse verso nord ed est, arrivando in Francia, Germania, Belgio, Svizzera, Inghilterra e Irlanda, e da qui nel 1719 ritornò, insieme ai coloni scozzesi-irlandesi, nel continente americano, per la precisione a Londonderry, nel New Hampshire. La specie oggi più comune veniva chiamata “patata irlandese” perché era diventata l’alimento base della dieta irlandese alla fine del XVII secolo. Se l’Irlanda avesse coltivato più di una sola specie, avrebbe resistito e superato la Grande carestia (nota come Potato Famine) del 1845-52, causata da una malattia letale (la peronospora) che distrusse tutti i raccolti uccidendo un milione di persone. Quasi un altro milione emigrò in America in una tragica, seconda immigrazione collegata alla penuria di questo tubero. In effetti, prima che nel New Hampshire, la patata era apparsa nella “colonia perduta” di Roanoke Island, in Virginia (oggi parte del North Carolina), fondata da Sir Walter Raleigh nel 1585-86, in onore di Elisabetta I, la Regina Vergine. Le piante di patata che Raleigh portò in Inghilterra nello stesso anno vennero in realtà raccolte durante le spedizioni da lui autorizzate in Sudamerica, al ritorno dalle quali era stata prevista una sosta in Virginia. In Inghilterra, però, si credeva che fossero originarie del Nordamerica e venivano chiamate dai botanici inglesi “patate della Virginia”. Nel 1597 l’autore inglese (nonché appassionato di giardinaggio e piante rare) John Gerard, il quale aveva ricevuto radici di patate della Virginia da parte di Walter Raleigh e Francis Drake, scrisse nel suo libro The Herball: “Le patate della Virginia [...] crescono e prosperano nel mio giardino come nella loro terra d’origine”.

La patata americana si sposta verso ovest

La resistenza e la rapida proliferazione del tubero, storicamente una coltura anticarestia cui si attribuisce il merito di aver sfamato le nazioni europee durante la guerra e promosso la rivoluzione industriale, ha avuto un peso fondamentale nell’espansione degli Stati Uniti verso ovest, nel periodo compreso tra la fine della guerra d’indipendenza (1775-83) e l’inizio della guerra civile (1861-65). Anche nel suolo arido delle Grandi Pianure, la patata ha sostenuto la coltivazione di sussistenza di contadini e pionieri. Successivamente, negli anni Trenta del secolo scorso, quando la Grande depressione e le tempeste di sabbia imperversavano, devastando le praterie americane e spingendo i piccoli coltivatori ad abbandonare le loro terra ed emigrare a ovest per cercare lavoro come operai, i raccoglitori di patate erano i più numerosi tra i poveri agricoltori nomadi. La loro vita di stenti e difficoltà in California fu immortalata in una famosa serie di fotografie scattate nel periodo della depressione da Dorothea Lange, tra i fondatori della fotografia documentaria americana.

Importanza delle patate per i nativi americani e collegamento con l’Irlanda

Considerando che la patata fu usata in origine dagli inca del Perù e venne coltivata da una miriade di popoli nativi americani in tutto l’impero inca, è sorprendente quanta scarsa attenzione sia stata rivolta al ruolo di questo tubero nella cultura dei nativi americani del Nordamerica. Del resto, molti dei territori che in seguito divennero coltivazioni di patate per i coloni e i pionieri americani erano stati sottratti dalle tribù native, che erano state allontanate forzatamente dalle terre dei loro antenati con il pretesto messianico del “destino manifesto” (anglosassone). La nazione choctow fu una delle cinque popolazioni dei nativi americani (Cherokee, Choctow, Creek, Chicasaw e Seminole) che, cacciate dalle loro terre avite, percorsero a piedi 500 miglia (800 km) arrivando fino in Oklahoma meridionale, lungo quello che fu definito “il sentiero delle lacrime”. Il loro numero si ridusse di oltre la metà a causa della denutrizione, del freddo e delle malattie. Nel 1847, al culmine della Grande carestia irlandese, la nazione choctow fece una colletta e donò 700 dollari, allora una somma enorme, all’Irish Aid, sentendosi vicina a quel popolo che era stato a sua volta decimato, costretto a emigrare e aveva sofferto la fame. Oggi una targa che ricorda il dono dei Choctow è affissa alla Mansion House a Dublino, a testimonianza dell’empatia umana.

Clan della patata bianca presso i Cherokee

La società cherokee è organizzata intorno a sette clan matrilineari. Alla nascita i bambini entrano a far parte del clan delle loro madri. Le questioni relative alla società, tra cui le violazioni delle regole e delle tradizioni cherokee, sono decise in riunioni della comunità e giudicate da un consiglio comune delle anziane che rappresentano i sette clan. Uno di questi clan è l’An-ni-ga-to-ge-wi o Clan della patata bianca. I membri di questo clan erano contadini e raccoglitori di piante di patata selvatiche nelle paludi (da cui il nome gatogewi, palude), con cui si produceva farina o pane, i quali presero il nome da queste. Erano considerati i custodi e i protettori della terra. Il Clan della patata bianca aveva la propria maschera, realizzata con una zucca a forma di patata e incorniciata da “capelli” fatti con corteccia di pioppo sminuzzata.

La leggenda della patata bianca dei Creek (Muskokee)

I Creek e i Cherokee erano civiltà vicine, che spesso condividevano strutture sociali, tra cui il matrilineare Clan della patata bianca. Secondo una leggenda, le mogli di razza mista potevano entrare a far parte insieme ai propri figli della nazione creek se trovavano una pianta sottoterra nei pressi delle paludi e piantavano i suoi “occhi” di nuovo nella terra natia dei creek perché nutrisse per sempre la nazione. Questa pianta era la patata e coloro che seguivano la “voce divina”, secondo la leggenda, divennero noti come il Clan della patata bianca.

Uso erboristico e terapeutico della patata bianca (irlandese) tra i nativi americani

Tradizionalmente la civiltà inca usava le patate nei rituali religiosi e nella medicina erboristica. Alcuni degli usi medicinali si diffusero nelle altre società dove fu introdotta la patata andina. L’uso più frequente a scopo terapeutico prevedeva di strofinare il tubero per alleviare i dolori dei reumatismi. Tra i Cherokee, la “patata irlandese” (Solanum tuberosum) veniva usata come sollievo psicologico. Con le foglie e i gambi si preparava un infuso per indurre il vomito (emetico), allo scopo di alleviare il senso di solitudine dopo la morte di un familiare. Gli Irochesi usavano la raschiatura della patata come impiastro per lenire le infiammazioni agli occhi. I Rappahannock applicavano le patate ammaccate sulle verruche.

Patata e invenzione del cibo americano

Patatine

Uno degli snack più famosi del mondo, le patatine, fu creato per caso nel 1853 in un ristorante di Saratoga Springs, nello stato di New York, da uno chef nativo americano, George Crum. Nell’estate di quell’anno un importante ospite dell’On Moon Lake Lodge, che si pensa fosse l’industriale americano Cornelius Vanderbilt, si lamentò che le patatine fritte (introdotte per la prima volta in America da Thomas Jefferson) erano troppo spesse, inzuppate d’olio e sciape. Allora Crum tagliò le fette più sottili. Quando Vanderbilt rimandò indietro il piatto per la seconda volta, lo chef, irritato, tagliò la nuova porzione talmente sottile da poter essere mangiata solo con le dita. Vanderbilt rimase estasiato. Le patatine divennero poi una specialità del ristorante; successivamente vennero confezionate e con l’invenzione del pelapatate meccanico, nel 1961 da contorno si trasformarono in uno snack di produzione di massa grazie all’imprenditore Henry Lay (proprietario della società Frito-Lay di Dallas, in Texas). Oggi gli americani consumano più patatine di qualsiasi altro popolo al mondo; un’inversione di tendenza dall’epoca coloniale, quando gli abitanti del New England gettavano le patate ai maiali e ritenevano che mangiare il tubero accorciasse la vita a causa di una sostanza afrodisiaca in esso contenuta. Non a caso ai tempi di Shakespeare la patata veniva chiamata “mela dell’amore”.

Patate fritte congelate

Le confezioni di patate fritte congelate, vendute in quasi tutti i supermercati, sono nate negli Stati Uniti, alla J.R. Simplot Company di Boise, nell’Idaho. Vennero provate per la prima volta nel 1945 nell’impianto disidratante a congelamento veloce ideato da Simplot. L’invenzione fu brevettata nel 1953 e la società divenne il principale fornitore della catena di fast food più grande del mondo.

Fiocchi di patate disidratate

Nel 1953, il Centro di ricerca regionale orientale del Ministero dell’Agricoltura statunitense (United States Department of Agriculture, USDA) iniziò uno studio per la lavorazione dei “fiocchi di patate”. Dal 1960, la società di prodotti alimentari The Idahoan inventò le confezioni di fiocchi di patate disidratate, prodotti dalle patate rosse dell’Idaho, come rifornimento alimentare all’esercito americano, con i quali preparare velocemente il purè. Il prodotto, noto oggi come “purè di patate istantaneo”, è diventato da allora un marchio distribuito a livello internazionale.

Patata nella cultura popolare americana

Con tutta probabilità non esiste immagine più eloquente per simboleggiare il ruolo della patata nella cultura americana della famosa foto di Marilyn Monroe vestita solo con un sacco di patate, esposta presso l’Idaho Potato Museum di Blackfoot, nell’Idaho. L’adattamento cinematografico del romanzo di John Steinbeck Furore, per la regia di John Ford, è la testimonianza più importante sulle vicissitudini dei contadini americani, spinti dalla siccità, dai disastri e dalla Grande depressione a girovagare per la nazione negli anni Trenta del secolo scorso. L’argomento era lo stesso trattato da Dorothea Lange nelle sue fotografie dei raccoglitori di patate nomadi, che testimoniavano l’impoverimento dei lavoratori legati alla terra. Le due opere insieme costituiscono l’omologo americano del quadro di Van Gogh I coltivatori di patate. In una versione più allegra, uno dei giocattoli per bambini più diffusi e apprezzati degli Stati Uniti, Mr. Potato Head, è apparso anche in film d’animazione (Toy Story) e in televisione (Mr. Potato Head Show). Mr. Potato Head è stato inventato nel 1949 ed è presente sul mercato senza interruzioni dal 1952. In origine era un gioco che consentiva ai bambini di decorare le patate creando delle facce, mentre oggi è un modello di plastica con occhi, orecchie e bocca applicabili. La patata è anche entrata nel vocabolario popolare americano. L’espressione couch potato definisce qualcuno che molto pigro e ama starsene tutto il giorno disteso sul divano a guardare la TV e mangiare patatine. Couch potato può essere considerato una sottospecie di potato head, espressione con cui si stigmatizza qualcuno che ha la vivacità mentale di una patata. Meat and potatoes è l’espressione che indica la preferenza per cibi semplici e modi di vita spartani. I bambini di tutta l’America sono cresciuti cantando la filastrocca “One potato, two potato, three potato, four”. Small potatoes è un’espressione usata da grandi pensatori, o da grandi personalità, per minimizzare la realizzazione di compiti molto impegnativi. Non si dimentichino, infine, le hot potatoes, ovvero le questioni scottanti relative a razza, religione, politica e sessualità, che devono essere affrontate con tatto o evitate, come si farebbe proprio con le “patate bollenti”.


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