Volume: la patata

Sezione: mondo e mercato

Capitolo: patata in Cina

Autori: Liping Jin

Introduzione

La patata fu introdotta in Cina tra il XVI e il XVII secolo dai missionari europei e americani attraverso due diversi itinerari: il primo seguiva la rotta a nord della Cina passando per le città di Tianjin e Pechino, mentre il secondo proveniva da Taiwan e dai Paesi del Sud-Est asiatico e terminava nelle province di Fujian e Guangdong. Con l’incremento demografico e con lo sviluppo dell’economia, la produzione di patate si è espansa velocemente. Dal 1993 la Cina è il principale produttore mondiale di patate. Attualmente la patata occupa in Cina la quinta posizione tra le colture a uso alimentare dopo riso, grano, mais e soia. Lo sviluppo della filiera agroindustriale della patata contribuisce ad alleviare la povertà nella parte occidentale del Paese, a migliorare la sicurezza alimentare e ad aumentare il reddito degli agricoltori. Nel 2009 la superficie totale coltivata a patata ha raggiunto 5,1 milioni di ettari con una produzione totale di 73,2 milioni di tonnellate; la produzione unitaria è in media di 14,3 t/ ha, ma varia notevolmente da regione a regione e oscilla tra 6 e 44 t/ha. I tuberi sono utilizzati per l’autoconsumo, per la vendita come ortaggio per il consumo diretto e come materia prima per l’industria di trasformazione. Si prevede che la superficie coltivata a patata continuerà ad aumentare rispetto ad altre colture da reddito, per soddisfare la crescente domanda dell’industria e per la diffusione del ciclo di coltivazione invernale negli appezzamenti coltivati a riso.

Aree di coltivazione

La coltivazione della patata è ampiamente distribuita in tutto il Paese; si possono distinguere quattro differenti zone agroecologiche: la zona settentrionale (zona I), dove si effettua un solo ciclo di coltivazione all’anno, la zona centrale e orientale di pianura (zona II), con due cicli colturali all’anno, la zona meridionale (zona III), con ciclo di produzione invernale, e la zona sudoccidentale (zona IV) con ciclo che si effettua durante tutto l’anno a seconda delle condizioni pedoclimatiche. L’area di produzione più ampia è la zona I, che rappresenta il 51% dell’intera superficie coltivata a patate in Cina. Nella zona I, la coltivazione è maggiormente diffusa nelle province di: Gansu (643.600 ha), Heilongjiang (271.200 ha), Shaanxi (260.000 ha), Shanxi (169.700 ha), Hebei (133.300 ha), Jilin (93.500 ha), Qinghai (86.700 ha), Liaoning (62.700 ha), le regioni auto-autonome della Mongolia Interna (663.800 ha), Ningxia (217.600 ha) e nello Xinjiang (22.700 ha). Gansu e Mongolia Interna sono le due maggiori province produttrici in Cina, con 9,6 e 7,7 milioni di tonnellate rispettivamente. La zona IV, che produce il 37% delle patate della Cina, è al secondo posto tra le aree di produzione. Le patate sono coltivate tutto l’anno, con cicli e periodi diversi, in zone caratterizzate da condizioni pedoclimatiche differenti con montagne e altipiani. Nella zona IV, le province di Guizhou (635.000 ha), Sichuan (559.300 ha), Yunnan (494.100 ha), Hubei (156.000 ha), Hunan (92.800 ha) e la città comune di Chongqing (327.200 ha) sono i produttori principali di patate. La produzione unitaria in queste regioni è compresa tra 12 e 19 t/ha. La zona II e la zona III producono rispettivamente l’8 e il 5% della produzione nazionale e forniscono patate precoci o extrastagionali principalmente alle regioni del nord della Cina o esportano verso i Paesi del Sud-Est asiatico. Nella zona II e III, i principali produttori sono le province di Shandong (173.000 ha), Fujian (71.100 ha), Henan (60.000 ha), Zhejiang (57.800 ha) e Guangdong (37.500 ha). In queste due zone, la produzione unitaria, che varia da 16 a 38 t/ha, è più elevata rispetto alle zone I e IV, e consente redditi più elevati agli agricoltori.

Coltivazione

Il calendario di coltivazione differisce in base alle diverse condizioni pedoclimatiche delle aree di produzione e pertanto le patate possono essere raccolte in Cina durante tutto l’anno. Il 60% della superficie è distribuito nel Nord-Ovest e Ovest della Cina, dove le patate sono coltivate in asciutto e su terreni marginali, prevalentemente in zone montuose. La maggior parte dei piccoli agricoltori utilizza, per l’impianto e la coltivazione, attrezzi a trazione animale o piccoli trattori; la raccolta è manuale. Le pratiche culturali sono diverse da regione a regione. Nella zona I, la coltivazione è praticata in piccoli appezzamenti per l’autoconsumo oppure in grandi aziende meccanizzate; in quest’ultimo caso si producono patate da seme o tuberi da destinare all’industria di trasformazione. La semina si effettua in aprile-maggio e la raccolte da settembre a ottobre. La rotazione delle colture comprende grano, miglio, lino, soia, avena e mais. Differenti tecniche di pacciamatura con film plastici sono adottate per ridurre le perdite di umidità dal suolo, e consentire la produzione di patate in zone aride e semiaride. Negli ultimi anni sono state diffusamente introdotte le tecniche irrigue a forte risparmio di acqua, come l’irrigazione a goccia o con minirrigatori (sprinklers). Nella zona II per la produzione di patate precoci, la semina avviene da gennaio a marzo e la raccolta da aprile a giugno, mentre, soprattutto per la moltiplicazione del tubero-seme (proveniente dalla zona I), si semina in agosto e si raccoglie da ottobre a dicembre. La rotazione include mais, ortaggi, cotone, anguria, patate dolci ecc. La pacciamatura con film plastico viene impiegata per aumentare la temperatura del terreno all’inizio della primavera. Alcuni agricoltori effettuano la coltivazione in serre di plastica per spuntare prezzi più elevati dalla vendita delle patate precoci. Nella zona III, la patata è coltivata con ciclo invernale per la produzione extrastagionale: la semina si effettua da ottobre a dicembre con tubero-seme proveniente anche dalla zona I e la raccolta da gennaio ad aprile. Le patate sono coltivate sulle risaie dopo la raccolta del riso oppure in successione a ortaggi prevalentemente su terreno non lavorato o sottoposto a leggera lavorazione. In questa zona, è diffusa la pratica di coprire il terreno con paglia di riso durante la coltivazione. Nella zona IV, che presenta caratteristiche orografiche complesse con territori montuosi e vasti altopiani, le patate sono coltivate durante tutto l’anno a seconda dell’altitudine e delle condizioni pedoclimatiche. Per la produzione di patate precoci a raccolta estiva, la semina viene effettuata da gennaio ad aprile, mentre la raccolta comincia in maggio e termina a ottobre. Per la produzione di patate tardive, la semina avviene da agosto a dicembre e la raccolta da novembre fino all’aprile successivo. Nella rotazione, che comprende comunemente mais, patata dolce, grano, soia e riso, la patata viene anche inserita come coltura intercalare con mais, ortaggi, canna da zucchero e foraggio.

Varietà

Sono 320 le varietà costituite a partire dal 1950 in Cina nell’ambito del programma nazionale di miglioramento della patata; attualmente ne sono presenti in commercio circa 90. La maggior parte delle cultivar di patate coltivate nella zona I è di tipo bianco rotondo o giallo oblungo, con ciclo di produzione medio-tardivo e comprende le selezioni cinesi Chunshu, Kexin, Jinshu, Longshu, Mengshu, Qingshu, Jizhangshu e Zhongshu; inoltre sono anche presenti la varietà americana Atlantic e la canadese Shepody. La zona I rifornisce il tubero-seme alle zone II e III. La maggior parte delle cultivar di patate coltivate nelle zone II e III è di tipo giallo (o rosso) e oblungo, con maturazione precoce: Zhongshu, Zhengshu, Shuanfeng e la varietà olandese, Favorita. Nella zona IV sono coltivate prevalentemente patate di forma oblunga con periderma di colore giallo o rosso e differente ciclo di maturazione. La varietà tedesca Mira è ancora tra le più importanti, mentre le selezioni cinesi più diffuse nella zona sono: Chuanyu, E Potato, Yunshu, Qinshu e Cooperation. Gli altipiani della zona IV forniscono il tubero-seme da impiegare all’interno della stessa zona; ogni anno sono prodotti circa 700 milioni di mini tuberi virus-esenti.

Commercializzazione e trasformazione

In Cina le patate sono commercializzate come prodotto fresco o come materia prima per la trasformazione. La maggior parte, il 50% circa dei tuberi raccolti, è utilizzata per il consumo diretto, il 20% è destinato alla produzione di amido e altri prodotti lavorati, il 10% viene esportato e circa il 10% viene utilizzato come tuberoseme. Lo scarto rappresenta il restante 10% e viene usato prevalentemente per la produzione di mangimi. La filiera della patata comprende la produzione, la consegna dei tuberi presso i centri di raccolta e smistamento del prodotto nei luoghi di origine, il trasporto verso i mercati all’ingrosso o al dettaglio delle città. Negli ultimi anni, nelle aree di maggior produzione, sono state istituite alcune cooperative commerciali che integrano la parte produttiva con quella commerciale e forniscono supporto tecnico-economico agli agricoltori. Solitamente le patate sono conservate senza cure particolari, nei magazzini delle singole aziende agricole o in quelli a uso comune nei villaggi. Gli impianti di stoccaggio con condizioni controllate di temperatura e umidità sono utilizzati solo dalle poco numerose industrie per la trasformazione e dalle grandi aziende di produzione di tubero-seme. Recentemente, i governi locali nella zona I hanno fatto grandi sforzi per aiutare gli agricoltori a costruire impianti di stoccaggio condizionati, in modo che potessero ottenere maggiori profitti dalla fornitura e dalla vendita di patate extrastagionali.

Problemi e prospettive

Tra i fattori limitanti la buona riuscita della coltura si segnalano i seguenti. – Scarsa disponibilità di acqua: nelle principali regioni produttrici, le patate sono coltivate in asciutto da piccoli agricoltori su terreni poco fertili e in aree con bassa piovosità. Nella zona I la quantità di pioggia non supera i 200-400 mm all’anno. Nelle aziende di grandi dimensioni si utilizza l’irrigazione per integrare le precipitazioni naturali; tuttavia, le risorse idriche sotterranee sono in via di esaurimento. – Problemi fitosanitari: la presenza di patogeni e la scarsità dei mezzi a disposizione per il loro controllo sono spesso causa di notevoli perdite di prodotto. Il patogeno più importante è la peronospora (Phytophthora infestans), molto diffusa nelle regioni di Nord-Est e Sud-Ovest. Altri problemi fitosanitari includono l’alternariosi (Alternaria solani), il carbonchio (Pectobacterium spp.), i virus (PVY e PLRV), il marciume anulare (Clavibacter michiganense subsp. sepedonicus), la tignola della patata (Phthorimaea operculella), la scabbia comune (Streptomyces scabiei) e l’avvizzimento batterico (Ralstonia solanacearum). – Qualità del tubero-seme: la mancanza di tubero-seme di alta qualità è probabilmente il vincolo più significativo per la produzione di patate in Cina. Si stima che solo il 25% della superficie totale sia coltivato utilizzando tuberi virus-esenti. Molti agricoltori utilizzano parte delle patate raccolte nel proprio campo come seme per la stagione successiva. – Panorama varietale: il patrimonio genetico delle cultivar cinesi di patata è molto ristretto a causa delle risorse limitate di germoplasma. Gli obiettivi del miglioramento genetico hanno storicamente focalizzato l’attenzione su varietà per il consumo diretto a elevata produttività. Di conseguenza, la maggior parte delle varietà è a ciclo medio o medio-tardivo e inoltre non possiede le caratteristiche idonee alla trasformazione. In Cina la patata è considerata una coltura capace di fornire un buon reddito; l’industria di trasformazione è in via di rapido sviluppo, la domanda e i consumi di patate sono in crescita e anche la superficie coltivata è in progressiva espansione. Con l’aumento demografico, la riduzione dei terreni coltivabili, il miglioramento della qualità del tubero-seme e la progressiva riduzione della disponibilità di acqua, la coltivazione della patata assumerà in futuro un ruolo sempre più importante nell’agricoltura cinese, considerando anche la grande duttilità di utilizzo dei tuberi. Inoltre, la patata svolgerà un ruolo sempre più significativo per migliorare la sicurezza alimentare, variare la dieta, ridurre la povertà delle popolazioni rurali e aumentare il reddito degli agricoltori in Cina. Forte impulso alla coltivazione sarà dato anche dall’introduzione della patata come coltura intercalare negli appezzamenti destinati a risaie e dal ruolo sempre maggiore che potranno assumere le esportazioni di prodotto fresco e trasformato.


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