Volume: la patata

Sezione: mondo e mercato

Capitolo: patata in Bielorussia

Autori: Vadim Makhanko, Ivan Kolyadko

La prima attestazione della presenza della patata in questo paese risale agli inizi del Seicento, quando l’attuale Bielorussia faceva parte della Confederazione polacco-lituana. Appena un secolo dopo, la patata era diventata uno dei cibi più popolari e una delle colture industriali più diffuse. All’inizio del Novecento la superficie coltivata a patate in Bielorussia era di 583.300 ha, con una resa media di 6,4 t/ha: circa il 13% del prodotto veniva utilizzato per l’estrazione di amido e alcol. Il maggiore sviluppo della pataticoltura in Bielorussia si è avuto negli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso, quando la superficie investita a questa coltura ha raggiunto circa 1 milione di ettari e le esportazioni hanno superato 1 milione di tonnellate di tuberi. Tradizionalmente, i bielorussi hanno sempre coltivato patate nei giardini estivi e negli appezzamenti privati, per diversi utilizzi: fino agli inizi degli anni Novanta, infatti, non meno del 50% della superficie investita a patate apparteneva a privati. Dopo il 1991, quando la patata è diventata un alimento fondamentale per la sopravvivenza di gran parte della popolazione, si è registrato un notevole incremento delle superfici private destinate a questa solanacea, mentre si è sensibilmente ridotta la coltivazione nelle fattorie collettive. Osservando il grafico qui sotto si può poi notare come, a partire dal 2004, le rese unitarie siano sensibilmente cresciute (17,6 t/ha in media, con punte di 20,5 t/ha nel 2008). Attualmente la patata è diffusa su tutto il territorio nazionale, ma la produzione è concentrata soprattutto nelle aree del centro e del sud del paese, nelle regioni di Minsk, Gomel e Brest. Le tre principali zone della Bielorussia (meridionale, centrale e settentrionale) sono caratterizzate, sotto l’aspetto climatico, da temperature diverse, mentre la piovosità durante il ciclo colturale della patata non presenta differenze particolarmente marcate. Di norma, l’impianto delle colture viene avviato nella prima metà di aprile nel sud e termina a fine maggio nel Nord del Paese. Tutte le aziende agricole cercano di completare la raccolta nel mese di settembre, perché dall’inizio di ottobre possono verificarsi gelate notturne con punte di –7 °C. La coltivazione è distribuita su diversi tipi di suolo: il 42,5% su terreni franchi, il 37,6% su terreni argillosi, il 13,6% su terreni sabbiosi e il 6,3% su terreni torbosi. Le caratteristiche chimiche dei terreni non differiscono molto tra le diverse regioni. Quanto alla fertilizzazione, vengono normalmente utilizzati concimi minerali alle dosi di 90 kg/ha di N, 69 kg/ha di P2O5 e 114 kg/ha di K2O, relativamente ai principali macronutrienti. Riguardo alla meccanizzazione, la maggior parte delle aziende fa uso di tecnologie europee. Considerato il contenuto medio-basso di humus nei terreni franchi e sabbiosi, l’impiego di motocoltivatori è molto limitato. Quasi tutte le varietà utilizzate derivano da un programma di miglioramento genetico, avviato all’inizio degli anni Venti, che ha portato al rilascio di oltre 100 cultivar. Gli obiettivi via via perseguiti dal miglioramento genetico hanno tenuto conto delle caratteristiche climatiche, sociali e culturali della Bielorussia, con particolare riguardo ai seguenti fattori: – grande importanza che la patata riveste per l’alimentazione dei bielorussi; – estrema frammentazione delle coltivazioni (il 90% delle patate viene coltivato in piccoli appezzamenti o orti privati, dove il controllo delle malattie e dei parassiti è limitato); – mutate preferenze dei consumatori riguardo alla categoria di maturazione, all’aspetto dei tuberi e al tipo di cottura. La costituzione della “varietà perfetta”, idonea per tutti gli ambienti e per tutte le utilizzazioni, non è pertanto facilmente perseguibile, in quanto bisogna tener conto dei problemi più importanti per i coltivatori locali, come la resistenza alla peronospora e la capacità della patata di adattarsi ai diversi tipi di terreno e di condizioni climatiche. La strategia adottata per la ricerca di nuove cultivar ha fatto e fa tuttora largo uso di germoplasma di specie primitive, coltivate e spontanee, di linee parentali interspecifiche tetraploidi/diploidi e di ibridi somatici. Notevole attenzione viene inoltre posta nella scelta dei genitori e nella selezione delle migliori linee per le generazioni iniziali di un programma di miglioramento. Le varietà di patate coltivate in Bielorussia rientrano in sette categorie di maturazione: – molto precoce: durata del ciclo fino a 80 giorni; – precoce: durata del ciclo 80-90 giorni; – medio-precoce: durata del ciclo 90-100 giorni; – media: durata del ciclo 100-110 giorni; – medio-tardiva: durata del ciclo 110-120 giorni; – tardiva: durata del ciclo 120-130 giorni; – molto tardiva: durata del ciclo più di 130 giorni. Quanto alla destinazione d’uso, le varietà di maggiore impiego si possono ascrivere fondamentalmente a due gruppi: patate da industria e patate da tavola. Le cultivar per l’industria vengono utilizzate soprattutto per la produzione di amido, mentre quelle da tavola si suddividono ulteriormente in: varietà precoci, adatte alla conservazione per lungo tempo, e varietà adatte alla trasformazione. I requisiti principali delle varietà di patate da tavola sono i seguenti: – tuberi di forma regolare con occhi superficiali, buccia liscia; – tolleranza ai difetti interni ed esterni dei tuberi (crepe o spaccature, cavità interne, imbrunimenti interni); – ottima qualità per il consumo fresco; – tolleranza alla decolorazione post-cottura. Nell’elenco nazionale delle varietà registrate per la coltivazione in Bielorussia figurano attualmente 76 varietà di patate, la maggior parte delle quali originaria della Bielorussia, altre provengono dalla Federazione Russa, dall’Ucraina, dai Paesi Bassi, dalla Germania e dalla Polonia. Le varietà più diffuse sono: – Skarb, coltivata sul 29,6% della superficie totale. Trattasi di varietà da tavola, a ciclo medio, con tuberi ovali a buccia gialla e polpa gialla; ascrivibile alla tipologia culinaria “A”; presenta resistenza di campo ai virus. – Delfin, coltivata sull’8,8% della superficie totale. Trattasi di varietà da tavola, a ciclo precoce, con tuberi rotondo-ovali a buccia gialla e polpa gialla; ascrivibile alla tipologia culinaria “A”; pianta dotata di resistenza di campo ai virus. – Zguravinka, coltivata sul 6,8% della superficie totale. Trattasi di varietà da tavola, a ciclo medio-tardivo, con tuberi rotondi a buccia rossa e polpa gialla; ascrivibile alla tipologia culinaria “B” e “C”, adatta per patatine fritte; presenta resistenza di campo ai virus. – Krynitsa, coltivata sul 4,3% della superficie totale. Trattasi di varietà da tavola, a ciclo medio, con tuberi rotondi a buccia e polpa gialla; ascrivibile alla tipologia culinaria “B” e “C”, adatta per patatine fritte; presenta resistenza di campo ai virus. – Briz, coltivata sull’1,8% della superficie totale. Trattasi di varietà da tavola a ciclo medio-precoce con tuberi rotondo-ovali a buccia e polpa gialla; ascrivibile alla tipologia culinaria “B”; presenta resistenza di campo ai virus. – Zdabytak, coltivata sull’1,5% della superficie totale. Trattasi di varietà da industria, a ciclo tardivo, con tuberi ovali a buccia rossa e polpa bianca e con contenuto di amido fino al 26%; ascrivibile alla tipologia culinaria “D”; presenta resistenza di campo alla peronospora. Circa trent’anni fa i bielorussi preferivano patate rotonde, a polpa bianca, appartenenti alle tipologie culinarie “C” e “D”, mentre oggi il 75% della popolazione preferisce patate a polpa gialla delle medesime tipologie culinarie. Le varietà a buccia rossa hanno scarsissimo mercato interno e vengono prevalentemente esportate in Russia. Le principali utilizzazioni della patata in Bielorussia sono illustrate nella figura a fianco. La trasformazione industriale non è molto sviluppata: soltanto il 5-6% del prodotto viene trasformato in patatine fritte o da friggere e in fecola, mentre la produzione di amido non supera le 20.000 t all’anno. Il consumo di patate fresche pro capite è, invece, il più alto del mondo (circa 200 kg/anno). I problemi più pressanti della coltivazione delle patate in Bielorussia riguardano soprattutto: – la qualità dei tuberi-seme utilizzati per l’impianto delle colture, in quanto è ancora largamente diffuso, soprattutto nel settore privato, l’impiego per le “semine” di piccole patate da consumo caratterizzate da un basso livello sanitario, che incidono negativamente sulla produttività delle coltivazioni; – le difficoltà di controllo della diffusione di malattie e parassiti nei tanti piccoli appezzamenti privati; – la conservazione del prodotto, in quanto attualmente, purtroppo, circa l’80% dei tuberi raccolti viene ancora conservato in mucchi coperti da paglia o terra. Per il futuro, sono previsti sostanziali interventi di ammodernamento delle strutture aziendali e di organizzazione del processo produttivo, riguardanti sia la coltivazione sia la trasformazione industriale. In particolare, la coltivazione sarà concentrata in non più di 150 aziende agricole che saranno equipaggiate con macchinari e magazzini moderni e che, a pieno regime, arriveranno a produrre il 90% del raccolto totale nel settore statale. La trasformazione industriale, invece, sarà concentrata in tre moderne fabbriche di amido (al posto delle 16 oggi esistenti) che produrranno da 20.000 a 25.000 t/anno di amido, nativo e modificato.


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