Volume: l'ulivo e l'olio

Sezione: mondo e mercato

Capitolo: olio nel mediterraneo

Autori: Enrico Lupi

Nascita dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio

Intorno alla coltura dell’olivo si raccoglie una serie di simbologie e ritualità che, partendo dagli antichi significati simbolici che la pianta dell’olivo possiede nella tradizione cristiana e nella cultura mediterranea, si intrecciano in modo inscindibile con il patrimonio culturale locale, generando un folklore, delle consuetudini, dei costumi tipici di grande interesse. Partendo da queste importanti premesse, con gli obiettivi dichiarati di promozione del territorio, della cultura dell’olivo e dell’olivicoltura, il 17 dicembre 1994, per volontà congiunta di un primo nucleo di 14 soci fondatori, è nata a Larino, in provincia di Campobasso, l’Associazione Nazionale Città dell’Olio, che raccoglie tra i suoi soci Comuni, Province, Camere di Commercio e Comunità Montane di territori che danno nome a un olio o in cui esista un’affermata tradizione olivicola. Dopo 14 anni di attività le Città dell’Olio hanno tracciato un lungo percorso, che le hanno portate a implementare la propria struttura sociale, consolidando un ruolo forte di soggetto sostenitore della produzione olivicola. La crescita dell’Associazione è dimostrata dal numero raggiunto dagli associati: oltre 340 Enti pubblici dislocati sull’intero territorio nazionale, comprendendo i territori di ben 17 regioni. I soci sono sparsi dal Nord al Sud Italia, isole comprese, operanti in modo concorde e coordinato per il comune obiettivo di valorizzare l’ampio e vario patrimonio olivicolo italiano. Gli obiettivi di promozione e valorizzazione dei territori olivetati d’Italia, alla base dell’attività dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio, scaturiscono dai molteplici valori riconosciuti alla pianta dell’olivo e al prezioso prodotto olio extravergine d’oliva.

Olivo e olio alla base di molte economie locali

Le mille piccole e medie realtà olivicole del nostro Paese costituiscono un importante comparto produttivo che contribuisce sostanzialmente a definire il ruolo dell’Italia quale bacino di prodotti di alta qualità. Le Città dell’Olio si adoperano, in quest’ottica, per una più approfondita comprensione delle dinamiche produttive attraverso il confronto tra le varie realtà italiane, strategie di marketing territoriale, la sensibilizzazione degli organi nazionali ed europei deputati alla definizione delle politiche economiche del comparto e, in particolare, attraverso la creazione di occasioni qualificate di incontro diretto tra domanda e offerta, anche attraverso la partecipazione a fiere o specifici saloni di settore.

Piacere e salute nell’olio extravergine di oliva
Accanto agli obiettivi più meramente economici e produttivi, l’Associazione Nazionale Città dell’Olio ha svolto e continua a svolgere un ruolo determinante nel favorire la comprensione e l’apprezzamento dell’olio extravergine d’oliva presso il grande pubblico. L’affermazione del concetto di olio d’oliva come alimento protagonista della cucina italiana, capace di offrire molteplici e interessanti sensazioni al palato, oltre a contribuire con grande efficacia alla salute dell’organismo, è alla base di una serie di iniziative condotte grazie anche alla collaborazione con le principali Associazioni d’Assaggio italiane. Centrali in quest’ottica sono, poi, il progetto di educazione alimentare dei bambini, denominato Bimboil, e la produzione di un innovativo strumento volto a qualificare l’offerta di oli extravergine al ristorante, la Carta degli Oli DOP, con la quale le Città dell’Olio si fanno portavoce dell’eccellenza della produzione olivicola italiana.

Paesaggi dell’olivo
La presenza dell’olivo nei multiformi paesaggi d’Italia e del Mediterraneo rappresenta una risorsa paesaggistica di grande suggestione, verso la quale l’Associazione si impegna da sempre a suscitare l’attenzione del pubblico, per la crescita di una maggiore consapevolezza dell’importanza del patrimonio olivicolo italiano, della ricchissima biodiversità che questo rappresenta e per la tutela dell’ambiente olivetato. Tale impegno è costantemente perseguito attraverso la valorizzazione dell’ambiente olivicolo e lo sviluppo del “Turismo dell’Olio”, il sostegno a campagne di tutela degli olivi storici e l’attività di mappatura delle risorse olivicole delle Città dell’Olio prevista nell’ambito del progetto di marketing territoriale. Con progetti quali il calendario di eventi Andar per Frantoi e Mercatini e Pane e Olio in Frantoio, la giornata nazionale dei pani e degli oli tipici, le Città dell’Olio hanno l’obiettivo di coinvolgere il grande pubblico nazionale nella riscoperta delle mille, affascinanti tradizioni culturali che scaturiscono, con differenti tratti e coloriture, da ogni paese, da ogni campagna olivetata della nostra nazione.

Federazione Euromediterranea delle Municipalità Olivicole

Il successo dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio nel conseguimento degli obiettivi proposti al momento della sua fondazione e la consapevolezza della lunga strada ancora da percorrere, non solo a livello nazionale ma soprattutto a livello del bacino del Mediterraneo, per l’affermazione della cultura dell’olio e dell’olivo, hanno portato alla creazione della Federazione Euromediterranea delle Municipalità Olivicole, costituitasi in Spagna a Madrid il 31 maggio 2000. Ne fanno parte l’Associazione Italiana Città dell’Olio, l’Associazione Spagnola delle Municipalità Olivicole, la Federazione Francese delle Città dell’Olio, l’Associazione Portoghese delle Municipalità Olivicole, l’Associazione Tunisina delle Città dell’Olio, la Rete Greca delle Città dell’Olio, la Città di Nablus (Palestina), la Provincia di Taunate (Marocco), la Slovenia e la Croazia in qualità di Socio Osservatore. Si è così chiaramente costituita una rete di oltre 650 città a vocazione olivicola di tutto il bacino del Mediterraneo. In ciascuno di questi Paesi, secondo l’esperienza avviata in Italia, è stata costituita un’Associazione nazionale delle Città dell’Olio i cui soci, ugualmente a quanto già fatto in Italia, possono essere solo Comuni, Province e Camere di Commercio situati in territori a forte vocazione olivicola. Il principale obiettivo della Federazione Euromediterranea, coerentemente al suo statuto e agli intenti dei soci fondatori, è quello di promuovere politiche di valorizzazione e promozione dei territori olivicoli dei principali Paesi produttori, con particolare attenzione alla divulgazione dei valori storici, economici e paesaggistici legati alla coltivazione dell’olivo e alla sana educazione alimentare dei consumatori. La scelta di riunire i Paesi dell’intero bacino del Mediterraneo è apparsa la più logica, in quanto qualsiasi politica sull’olio di oliva non può prescindere dalla partecipazione e dal contributo dei Paesi produttori, siano essi membri dell’Unione europea o meno: tutti quelli che sono entrati all’interno della Federazione, infatti, condividono le stesse tradizioni di base e sono portatori degli stessi valori simbolici e culturali legati alla coltivazione dell’olivo. Nella consapevolezza delle diversità esistenti fra i Paesi aderenti – i quali si trovano inevitabilmente a farsi concorrenza fra loro sul mercato internazionale – la FEMO ha posto immediatamente l’accento sull’esigenza di una comune politica di sviluppo del settore, così da conciliare le differenti esigenze produttive e commerciali. È quindi importante, tenendo a mente le riconosciute dissomiglianze presenti, contribuire al legame socio-culturale delle popolazioni del Mediterraneo attraverso la riscoperta e la valorizzazione di valori comuni come quelli derivanti dalla cultura dell’olivo e dalla sua “civiltà”: l’integrazione culturale con radici comuni come quella del Mediterraneo deve avvenire mediante un coinvolgimento diretto delle popolazioni, che attraverso la riscoperta delle proprie radici culturali possono così comprendere di avere un patrimonio che hanno condiviso sin dall’antichità e che ha visto da sempre uno stretto legame tra popoli diversi. Questo modo di interpretare le comuni radici storiche e culturali permette inoltre di stimolare quella cultura della tolleranza e della pace, di cui non a caso l’olivo è il simbolo ideale.

Giornate mediterranee dell’olio di oliva

Le Giornate mediterranee dell’olio di oliva di Jesi sono state il primo grande appuntamento politico realizzato sotto l’egida della FEMO, che ha voluto con forza la partecipazione anche di tutti i Paesi del bacino mediterraneo (siano essi aderenti o meno alla Federazione). La prima edizione è stata quella del 2001, che ha visto la realizzazione di un importante convegno internazionale con un significativo valore politico, per la rappresentatività dei relatori e la qualità di interventi e relazioni, a partire da quello del direttore esecutivo del COI, Comitato Oleicolo Internazionale, il massimo organismo mondiale che si occupa di olio di oliva. Dopo la prima edizione del 2001, le Giornate mediterranee dell’olio di oliva si sono svolte a cadenza biennale, sempre a Jesi, nel 2002, 2004 e 2006. A fronte delle numerose sfide lanciate al mondo dell’olio d’oliva dalle contingenze storiche ed economiche e dallo sviluppo delle politiche comunitarie, l’esigenza di creare un’occasione di confronto sulle problematiche del settore olivicolo è diventata infatti sempre più pressante per gli Stati mediterranei, storici produttori di olio extravergine d’oliva. L’appuntamento delle Giornate mediterranee ha infatti sempre dimostrato la sua efficacia sia come momento di riflessione e di scambio di opinioni ed esperienze sia come occasione per costruire una comune consapevolezza delle necessità del settore e della priorità di una conversione verso la qualità. È infatti la qualità il fondamentale valore da perseguire per superare la sfida di salvaguardare l’olivicoltura mediterranea, e con essa l’economia e la cultura dei Paesi produttori, in seno a un’Europa che ha visto il suo baricentro spostarsi sempre più a est. Stiamo vivendo un periodo in cui il settore dell’olio d’oliva sta attraversando un momento particolare della sua ultramillenaria storia, un momento ricco di soddisfazioni ma non senza difficoltà, in cui il prodotto è sempre più apprezzato dai consumatori e continua a ricevere autorevoli attestati anche per le sue proprietà nutrizionali e salutistiche. Proprio questi trend positivi del consumo e della produzione sono la causa e la conseguenza dell’ingresso in scena di nuovi produttori, attratti anche dal prezzo che attualmente sta vivendo una fase di forte rialzo. La globalizzazione, dunque, anche qui ha prodotto i suoi effetti. È quindi necessario difendere la produzione di qualità dalla mera logica del profitto. I Paesi a lunga tradizione oleicola – in pratica tutti quelli del bacino del Mediterraneo – devono rispondere a questa sfida. Più avanza la globalizzazione, più è indispensabile valorizzare le radici: da quelle delle singole zone e dei singoli Paesi a quelle comuni e antichissime del Mediterraneo. Tutto ciò significa assicurare il rispetto delle caratteristiche di un prodotto che deriva il suo sapore e le sue inimitabili virtù organolettiche dal suolo, dal sole e dal clima della conca del Mediterraneo e da una tradizione culturale e produttiva che si è affinata nel corso di secoli e millenni.


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