Volume: la patata

Sezione: mondo e mercato

Capitolo: mercato del surgelato

Autori: Nicola Pizzoli

Le patate surgelate appartengono alla più ampia categoria degli alimenti surgelati, presenti nel nostro Paese dall’inizio degli anni Sessanta del Secolo scorso, periodo in cui comincia a diffondersi la tecnologia della surgelazione, la più importante innovazione nel processo di conservazione degli alimenti dopo l’appertizzazione. Il comparto del surgelato, nella sua ampia e variegata offerta di prodotti (vegetali, pesce, carne, piatti pronti, pizze, specialità varie), prosegue un trend positivo a conferma della capacità di intercettare la domanda espressa da stili alimentari in evoluzione, pur nel rispetto della tradizione. Questo mercato non ha subito battute d’arresto nemmeno in periodi di recessione perché è in grado di esprimere una buona sintesi tra valenze positive sul piano del contenuto di servizio, degli apporti nutrizionali e della valorizzazione del gusto. Recenti ricerche di mercato sulle abitudini alimentari evidenziano che il 70% delle famiglie italiane acquista regolarmente prodotti surgelati.

Origini e sviluppo delle patate surgelate

Nel primo dopoguerra, in concomitanza con la diffusione di pionieristici impianti industriali per la surgelazione, negli Stati Uniti e nel Nord Europa nascono e si sviluppano rapidamente le prime attività di produzione di patate prefritte e surgelate. Il contesto di questi Paesi è favorevole sia dal lato dell’offerta di materia prima, per l’assetto evoluto del comparto agroalimentare, sia dal lato della domanda, per l’ampia disponibilità di potenziali acquirenti. L’Italia parte invece sfavorita e con ritardo in ambito europeo, a causa delle caratteristiche delle nostre aziende agricole, che mediamente risultano di piccole dimensioni e collocate in ambienti pedoclimatici che spesso non favoriscono la meccanizzazione. A queste condizioni strutturali penalizzanti si aggiunge una radicata cultura dell’alimentazione che privilegia il consumo di pasta e pane. La prima azienda che avvia una linea di trasformazione di patate prefritte e surgelate, nel 1969, è la Pizzoli di Budrio (BO), già operativa nel settore della produzione e commercializzazione di patate fresche dal 1926. I fratelli Pizzoli, titolari dell’omonima società, intraprendono con coraggio e determinazione la promozione di una categoria ancora pressoché sconosciuta nel nostro Paese. L’azione di sensibilizzazione è avviata inizialmente nei confronti degli operatori del canale della ristorazione, esponendo i vantaggi a livello di servizio per il risparmio di tempo e la riduzione degli sprechi rispetto all’utilizzo di prodotto fresco; a questi plus si aggiunge una performance organolettica elevata. A dare un contributo importante alla diffusione del consumo delle patatine fritte fuori casa è lo sviluppo delle catene di fast food, prima fra tutte McDonald’s. L’introduzione nel canale retail, dettaglio tradizionale e distribuzione moderna, avviene successivamente e con ritardo rispetto al resto d’Europa: occorre attendere gli anni Novanta per assistere a una presenza significativa delle patatine nello scaffale dei surgelati. La Pizzoli ha contribuito ancora una volta ad allargare il mercato anche a questo canale, grazie al fortunato lancio di Patasnella, la patatina che cuoce in forno come fritta, ma senza aggiunta di olio. Il prodotto, sostenuto da un’efficace quanto semplice campagna pubblicitaria, entra così nelle case degli italiani e crea un segmento di mercato del tutto nuovo, quello delle patatine da forno. L’offerta si è allargata successivamente con il lancio di prodotti a base di patate, che si sono aggiunti al classico bastoncino.

Mercato delle patate surgelate oggi

Nell’ultimo anno le patate surgelate hanno fatto registrare (fonte IRI Infoscan) vendite in valore per 131,6 milioni di euro e volumi per 57.800 t. Le patatine a bastoncino rappresentano il segmento principale (73% a volume), sia nella versione da friggere sia in quella da preparare al forno; seguono per importanza le altre specialità a base di patate, come gli spicchi, semplici o aromatizzati, le crocchette, le novelle, i tocchetti, le fette, il purè e altre specialità. Il mercato è concentrato: per due terzi è controllato da quattro grandi aziende. La leadership è detenuta da Pizzoli, seguita da McCain, Findus e Nestlè-Buitoni. Negli ultimi anni si assiste, come in altri settori del grocery, alla crescita della presenza del marchio privato, oggi a quota 40%. Le aree in cui si muove la ricerca dell’industria per intercettare le nuove tendenze sono principalmente quelle del gusto, del servizio e del benessere. Si assiste così a lanci di patatine che ricordano il gusto e la sfiziosità delle chips, oppure a nuove aromatizzazioni in chiave mediterranea o etnica. Nell’area del servizio si propongono, per esempio, le confezioni speciali per il microonde. Rispondono, invece, a un bisogno di alimentazione sana ed equilibrata le nuove patatine non prefritte, a basso contenuto di grassi, oppure con grassi “buoni”, come l’olio extravergine d’oliva o l’olio di semi di girasole, per il ridotto contenuto in grassi saturi.


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