Volume: l'uva da tavola

Sezione: mondo e mercato

Capitolo: Iran

Autori: Hassan Mahmoudzadeh, Mohammad Ali Nejatian, Darab Hassani

Introduzione

Dell’Iran sono originarie diverse specie del genere Vitis, per esempio V. sylvestris (a ovest) e V. labrusca (a nord), che tuttavia non sono state oggetto di coltura o allevamento. Le prime colture viticole nel Paese risalgono a 6000 anni fa: la progenie della vite si è adattata all’ambiente, dando così origine alla cultivar Kishmesh. Nel VI secolo, l’uva Sefid Bidaneh divenne famosa per l’eccellente qualità dei suoi frutti. La produzione di uva è stata avviata in tutte le regioni iraniane, da nord a sud. Le principali regioni viticole sono il Fars, la provincia di Qazvin, l’Azerbaijan orientale e occidentale e la provincia di Khorasan Razavi. Il totale della superficie coltivata in produzione supera i 293.000 ettari, distribuiti in 31 province. Della superficie totale, il 93% è rappresentato dagli impianti in produzione mentre il 7% è costituito da vigneti in allevamento. Il rapporto delle zone non irrigate sul totale è pari al 25%, raggiungendo una percentuale considerevole in alcune province, come quella di Fars, nella parte meridionale del Paese.

Realizzazione dei vigneti

Preparazione del terreno. Nelle regioni asciutte con forme di allevamento tradizionale (viti piantate in fondo al solco e vegetazione orizzontale sulla zona di colmo), i terreni a vigneto hanno pendenze superiori a 25 gradi, falde acquifere sotterranee al di sotto di 1 m di profondità, lunghe ore di radiazione solare, precipitazioni medie annue di 1000 mm e, soprattutto, precipitazioni ridotte durante la stagione del raccolto. Per provvedere al drenaggio dell’acqua sotterranea (nella zona d’appoggio della vegetazione) e fornire la necessaria aerazione al suolo sono interrati lunghi tubi dotati di piccoli fori. Nei terreni in pendio è molto importante prevenire l’erosione superficiale del suolo, pertanto occorre praticare l’inerbimento con specie come il loglio.
Epoche d’impianto. Esistono due epoche d’impianto, in primavera e in autunno. L’impianto primaverile avviene agli inizi di marzo, prima che cominci la crescita attiva. L’impianto autunnale, eseguito tra gli inizi di ottobre e la fine di novembre, è tuttavia considerato più importante perché consente una migliore crescita delle viti.
Sesto d’impianto. Nei vigneti iraniani si fa uso dell’allevamento tradizionale, mentre il sistema di allevamento su sostegni (in genere, controspalliera a cordone speronato) è diffuso in meno del 5% dei vigneti. Talvolta si riscontra la presenza di solchi a 2 m di profondità nei vigneti Maraghah dell’Azerbaijan orientale, mentre nell’Azerbaijan occidentale, nel Takestan e nel Ghochan i solchi sono profondi meno di 1 m. È importante provvedere all’ottimale distribuzione della vegetazione dopo l’impianto, utilizzando un metodo a pergolato orizzontale di sostegno alla crescita della vite. La disposizione della chioma dipende dal tipo di cultivar, dalle tecniche di potatura, dalla fertilità del suolo, dalla qualità del materiale d’impianto (esente da virus) e dal metodo di coltivazione (come quello che inibisce l’espansione delle radici). Il sesto d’impianto standard per tutte le cultivar è di 2 × 4 m o di 2 × 3 m, ma recentemente la spaziatura corretta è stata esaminata in condizioni diverse.

Gestione dei vigneti

Crescita e potatura delle piante. In quasi tutti i vigneti è presente un braccio orizzontale a contatto con il terreno, un sistema assai diffuso nelle regioni viticole iraniane che si dimostra particolarmente efficace per ridurre al minimo i danni provocati dal vento, soprattutto nella regione di Qazvin. La stagione delle piogge, tra aprile e gli inizi di giugno, coincide con il periodo di crescita degli acini o di maturazione, nelle coltivazioni in pieno campo. La diminuzione delle ore di esposizione al sole e condizioni di elevata umidità tendono a ritardare lo sviluppo degli acini e favorire l’insorgere di malattie fungine. Il fogliame disposto su un braccio orizzontale può usufruire della luce solare in modo più efficiente e consente di ridurre al minimo la diffusione di malattie. Anche la crescita dei germogli tende a risultare troppo vigorosa per garantire la presenza di buoni frutti e la crescita corretta degli acini durante la stagione delle piogge, calda e umida. Grazie a questo sistema, tuttavia, è possibile controllare facilmente la crescita dei germogli. Le operazioni di gestione della vigna, come le operazioni di potatura del grappolo (cimatura, diradamento dei racimoli), il trattamento con acido gibberellico (GA, gibberellina A3 o GA3) e il diradamento degli acini – indispensabili per produrre grappoli di alta qualità – si rivelano difficili nell’ambito di un sistema di crescita tradizionale. In anni recenti sono stati sviluppati sistemi a pergola, head training (tipo alberello) e trills systems (tipo controspalliera a cordone speronato), che permettono di regolare l’allevamento della vite in base all’altezza del lavoratore, consentendo in tal modo di risparmiare sui tempi di manodopera e migliorare l’efficienza della gestione, nel quadro delle colture protette. Esistono due metodi di potatura principali, vale a dire la cosiddetta potatura corta (con notevole riduzione delle gemme) e quella lunga. Mediante la potatura corta sul cordone vengono lasciati degli speroni di 2-4 gemme, unicamente da germogli primari. Questo metodo di potatura drastica – in uso principalmente nell’Iran occidentale – è facile da attuare per i viticoltori, che non devono ricorrere a tecniche speciali. Con la potatura lunga, invece, si eliminano i tralci sviluppati nell’anno precedente, lasciando uno o più tralci con un numero di gemme maggiore (8-15); questa tecnica di potatura è utilizzata nelle zone occidentali del Paese.
Concimazione con letame e impiego di fertilizzanti. Di norma nei vigneti iraniani non si adottano pratiche di concimazione e fertilizzazione regolari, per quanto la quantità di fertilizzante impiegata dipenda in ogni caso dal tipo di terreno, dall’età delle piante e dalla cultivar. Le viti giovani di cultivar esenti da virus dovrebbero ricevere meno azoto per ridurre l’eccesso di crescita, poiché sono soggette a una crescita molto vigorosa. La maggior parte del fertilizzante viene fornito tra il mese di ottobre e gli inizi di novembre.
Gestione del suolo. Nei vigneti iraniani si utilizzano tre diversi tipi di gestione del suolo: tramite l’aratura superficiale del suolo, attraverso l’inerbimento e un ultimo metodo di gestione, noto come “coltura pulita”, cui si ricorre soprattutto nei vigneti di pianura, il quale prevede l’impiego di erbicidi quali il glyphosate, l’isopropilammina e miscele di paraquat e diquat in primavera e in estate. Tuttavia la superficie del terreno che circonda il fusto deve essere ricoperta di paglia che, oltre a fornire materiali organici, evita alle piante situazioni di stress idrico e di concorrenza nutritiva.
Irrigazione. Le viti richiedono un’elevata quantità d’acqua durante due momenti della loro crescita, in genere prima del germogliamento e durante lo sviluppo degli acini; di contro, la fornitura d’acqua viene limitata per migliorare la qualità dei frutti durante il periodo di maturazione. La frequenza delle irrigazioni dipende dal tipo di suolo e dalla fase di crescita della pianta: circa 30 mm d’acqua per ogni irrigazione sono sufficienti durante la stagione estiva per un vigneto su terreno argilloso. I vigneti su terreni argillosi vengono irrigati a intervalli più lunghi di quelli che vegetano su terreni sabbiosi.
Problemi fitosanitari. I principali parassiti animali sono: tripidi, bostrico, cicaline, agrotidi, cocciniglie e acari. I primi due sono particolarmente pericolosi in Iran. Numerose sono poi le malattie che colpiscono i vigneti iraniani, alcune delle quali arrecano ogni anno gravi danni, mentre altre sono diffuse solo localmente. Tra le malattie fungine delle foglie e dei grappoli prevalgono l’oidio, la peronospora, l’antracnosi e la muffa grigia. L’accartocciamento fogliare (leafroll), causato dai ceppi virali GLRaV-1 e GLRaV-3, è stato individuato mediante test ELISA; entrambi i virus si propagano attraverso l’innesto. Inoltre, il ceppo GLRaV-3 si trasmette anche tramite la cocciniglia Pseudococcus comstocki. In Iran diverse cultivar mostrano infezioni latenti della virosi cosiddetta corky bark, che provoca lesioni al legno. Infine, quantunque i danni che ne derivano non siano gravi, nei vigneti di Fars sono state riscontrate necrosi degli acini provocate dal virus GINV (Grapevine berry inner necrosis virus). La vite può essere soggetta anche a diversi disturbi fisiologici tra cui: – Colatura. È un fenomeno caratterizzato dalla caduta degli acini dopo l’allegagione e può derivare da un’errata fertilizzazione, da squilibri nutrizionali o da stress fisiologici (deficit idrico o temperatura elevata). A questo disturbo sono soggette diverse cultivar, per esempio le varietà Kishmishi, Sahebi e Asgari. – Scottature. Si tratta di un’alterazione osservata particolarmente su tutte le cultivar in condizioni di allevamento, soprattutto nelle prime due fasi della crescita degli acini. Questa alterazione si manifesta in forme diverse sulla superficie del frutto: macchie, contrazione di parte dell’acino e ustioni. Di solito questi inconvenienti sono causati dal danneggiamento dei fasci vascolari e potrebbero essere correlati al fenomeno che determina la perdita di turgore dell’acino o al disseccamento del rachide. – Crescita stentata dei tralci. È un tipo di disturbo che interessa lo sviluppo del tralcio, soprattutto in primavera, come conseguenza di danni da freddo, in combinazione con un deficit idrico. Per ovviare a tale inconveniente è necessario migliorare la resistenza al gelo sia delle cultivar sia dei portinnesti.

Miglioramento della qualità dell’uva e nuovi sistemi di allevamento

Induzione dell’apirenia mediante trattamenti con GA. Tenuto conto che il mercato predilige le uve apirene perché più facili da consumare, il successo nella produzione della varietà Ghezel senza semi ottenuta tramite applicazioni di acido gibberellico (GA) ha permesso d’incrementare notevolmente il consumo di questo tipo di uva. Il trattamento per immersione delle infiorescenze due settimane prima della fioritura consente di ottenere acini privi di semi, mentre quello post-fioritura stimola la crescita degli acini.
Gestione della raccolta. Nei vigneti coltivati in pieno campo la raccolta comincia alla fine di luglio o agli inizi di agosto per le cultivar precoci, seguita da quella delle cultivar di mezza stagione tra la fine di agosto e la fine di ottobre, per terminare alla fine di dicembre per le cultivar tardive. La raccolta viene decisamente anticipata nelle coltivazioni in serra riscaldata; le uve commercializzate precocemente vengono vendute a prezzi più elevati. L’erogazione di riscaldamento può iniziare già agli inizi di novembre o di dicembre, e in questi casi la raccolta si svolge da aprile a maggio; per i vigneti riscaldati a partire dalla fine di gennaio o febbraio la raccolta avviene da maggio ad agosto. Lo stoccaggio a freddo dell’uva può ritardare il momento della spedizione. Per la varietà Shahrodi si può prolungare di 30-50 giorni il periodo di commercializzazione avvolgendo i grappoli in pellicole di plastica e conservandoli a 0 °C in condizioni di umidità relativa all’80%. Sfortunatamente in Iran non sono presenti impianti di conservazione a freddo adatti alla vite: tuttavia, nuovi metodi di stoccaggio sviluppati da NIFTS – con ricorso a minore ionizzazione e ozono – permettono di estendere notevolmente il periodo di conservazione, fino a oltre 70 giorni.
Utilizzo di regolatori della crescita nel vigneto. L’impiego di fitoregolatori nei vigneti per controllare la crescita e la qualità dei frutti è stata studiata per molti anni. In Iran molti di questi prodotti sono noti per migliorare la produzione viticola; in particolare, l’acido gibberellico (GA) è in uso dagli anni ’40 nella coltivazione dell’uva senza semi per aumentare le dimensioni degli acini. È stato pure osservato l’effetto del GA per promuovere la maturazione degli acini e l’allungamento dei grappoli. Il GA3 liquido è stato impiegato anche per prevenire la colatura, un disturbo che provoca la caduta dei fiori. Per prevenire la caduta dei fiori è stato utilizzato anche il BA (6-N-benzilamino purina), così come il carbonato di calcio per limitare i danni da rame polverulento solubile in acqua. Il forchlorfenuron (1-(2-cloro-4piridil)-3-fenilurea, C12H10ClN3O) e il BA, l’etefon (acido 2-cloroetilfosfonico, C2H6ClO3P) e il mepiquat cloruro (1,1-dimethylpiperidinium chloride o 1,1-dimetilpiperidina) sono efficaci per prevenire la caduta dei fiori, mentre anche il composto C-MH (idrazide maleica e colina) si è rivelato utile per ridurre la crescita vegetativa del tralcio.

Raccolta e rese

Uno degli indicatori dell’inizio della stagione del raccolto per tutte le cultivar da tavola è il raggiungimento di un rapporto zucchero/acido di 30-40, rilevato intorno alla fine di agosto. La qualità dei frutti, inclusi l’aspetto del grappolo e il colore della buccia, è molto importante per l’uva iraniana destinata a essere trasportata. Servendosi della tabella di colori standard è possibile determinare il colore della buccia. La resa dipende dalla cultivar e dal tipo di coltura: una coltivazione di Bidaneh Sefid in pieno campo ha una resa media di 8-15 tonnellate per ettaro, con un contenuto medio di zuccheri di 19-25 gradi Brix e un contenuto di acidità titolabile (espressa in acido tartarico, g/100 ml di succo) pari a 0,8-0,9. Le cultivar Ghezel, Baba Rish, Rasha e Paykami sono caratterizzate, rispettivamente, da rese di 10-11, 12, 10 e 12-14 tonnellate d’uva da tavola per ettaro. La resa per ettaro è determinata dalla lunghezza media del cordone e dal numero di nuovi tralci per metro quadro. Notevoli carichi di frutti comportano un basso contenuto di zuccheri e una colorazione non accettabile per l’uva da tavola. Inoltre, le uve che presentano alterazioni della buccia non sono commercializzabili o devono essere vendute a basso prezzo. Una resa corretta risulta pertanto fondamentale per ottenere uve di alta qualità e assicurare redditi adeguati.

Potenziale di sviluppo della produzione viticola

La produzione iraniana ha subito notevoli cambiamenti nel corso degli ultimi vent’anni. In ogni caso la produzione di uva passa sta gradualmente aumentando in questi anni grazie ai suoi componenti funzionali, che si ritiene siano efficaci nel contrastare la senescenza. Pertanto la produzione di cultivar per uva passa di elevata qualità potrebbe svilupparsi maggiormente in futuro. Le uve da tavola devono essere sempre di qualità superiore poiché la frutta con un elevato tenore qualitativo può essere venduta a prezzi maggiori. Esiste anche un discreto potenziale per sviluppare il mercato destinato ai Paesi d’oltremare.

Vincoli nello sviluppo della produzione viticola

Benché la qualità delle uve da tavola e dell’uva passa sia aumentata progressivamente, negli ultimi due decenni si è registrato un continuo declino nel consumo totale non soltanto di uva, ma di tutti i tipi di frutta. I viticoltori che possiedono piccole aziende agricole non possono aumentare la superficie coltivata né la produzione per migliorare ulteriormente il loro reddito. Questa diminuzione dei consumi costituisce uno dei vincoli maggiori in Iran. Un secondo problema è che, con l’età, la maggior parte degli agricoltori non è più in grado di svolgere lavori impegnativi, come il diradamento degli acini e la potatura dei grappoli, due attività basilari, tra le altre, per produrre uve d’alta qualità. La necessità di garantire tanta manodopera qualificata è il motivo per cui sono pochi i giovani che desiderano intraprendere questa attività. Di conseguenza, per risolvere questi problemi occorre ricorrere a nuove tecniche volte a ottenere produzioni a basso costo e ridurre la manodopera.

Conclusioni

Nell’intento di sviluppare il settore, i viticoltori cercano di produrre uve con una resa stabile ed elevata in termini qualitativi. Ricercatori specializzati, tra cui fisiologi, genetisti, biologi molecolari e studiosi di parassiti e malattie, s’incaricano di risolvere i problemi legati alla produzione viticola, operando a livello sia nazionale sia provinciale in tutto il territorio iraniano. Oltre a questo, tuttavia, è fondamentale una maggiore cooperazione tra ricercatori, viticoltori, cooperative di produzione e operatori del settore commerciale, al fine di migliorare le strategie di produzione delle uve.


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