Volume: il carciofo

Sezione: mondo e mercato

Capitolo: carciofo negli Stati Uniti

Autori: Daniel Leskovar, Mohammad Abdul Bari

Introduzione

Il carciofo fu introdotto negli Stati Uniti nel 1700 da immigrati francesi in Louisiana. Thomas Jefferson, terzo presidente americano, coltivava carciofi nella sua azienda di Monticello, in Virginia centrale, nel 1767. La diffusione del carciofo rimase molto limitata fino all’inizio del ’900, quando immigrati italiani coltivarono alcuni ettari di terreno a carciofo in California, nella zona di Half Moon Bay. Il consumo di carciofo nella dieta americana, pari a 0,3 kg pro capite, è rimasto costante negli ultimi vent’anni, ma è di secondaria importanza se paragonato a quello di altri ortaggi. Nel 2007 il carciofo è stato coltivato su 3200 ha, con una produzione totale di 41.000 t. La coltivazione avviene quasi esclusivamente in California; le principali zone di produzione sono la costa centrale (contee di Monterey, Santa Cruz e San Mateo) e quella meridionale (contee di Santa Barbara, Ventura, Orange e San Diego), il deserto di Coachella Valley (contee di Riverside e Imperial) e la Valle Centrale. Superfici ridotte sono coltivate con successo per i mercati locali in altri Stati, come Arizona, Virginia, New York, Oregon e Texas. Negli ultimi vent’anni il carciofo è stato coltivato nella valle del Rio Grande, nel Texas meridionale, situata al confine tra Stati Uniti e Messico. A causa delle temperature più elevate la produzione era limitata a quella regione. Oggi, grazie agli studi effettuati in Texas, il carciofo si è diffuso in nuove zone di produzione più idonee per le condizioni climatiche come la regione di Winter Garden, nel Sud-Ovest (contee di Uvalde e Atascosa) e nell’area circostante la Hill Country. In altri Stati, estensioni minori sono coltivate nella Yuma County, in Arizona, e nella Willamette Valley, nell’Oregon. Nella parte settentrionale dello Stato di New York, già negli anni Venti sono stati effettuati studi per proteggere i carciofi dal freddo. In Virginia le principali aree di coltivazione sono quella centrale e settentrionale di Piedmont e la zona montuosa, dove l’elevata altitudine mitiga le temperature estive e consente un buon accrescimento della pianta e un’interessante produzione di capolini. Nella maggior parte degli Stati nordorientali e occidentali il carciofo è coltivato in aziende la cui produzione comprende anche altri ortaggi.

Tecnica colturale

Sulla costa centrale della California, da cui proviene più del 75% della produzione americana, si verificano le condizioni ideali per la produzione (temperature di 11 °C di notte e 22 °C di giorno). Tali condizioni si registrano durante tutto l’anno, quindi le piante, in presenza di acqua, non vanno mai in riposo. Tuttavia il periodo di massima produzione è compreso tra marzo e aprile. La dicioccatura viene effettuata dalla metà di maggio fino alla metà di giugno così da favorire l’emissione di nuovi germogli per ottenere la produzione estiva e autunnale. In altre zone della California i carciofi sono coltivati come coltura annuale; in questo caso per l’impianto si utilizzano piantine propagate per “seme” allevate in serra e poi trapiantate in pieno campo, in modo da programmare la produzione secondo le richieste del mercato. L’impianto avviene da novembre a giugno e la raccolta da aprile a ottobre. Questo periodo coincide con quello di scarsa produzione della coltura poliennale. Nell’area di produzione del deserto, i carciofi sono piantati da agosto a ottobre e le raccolte si effettuano da dicembre a marzo. In genere, in California, la coltivazione è attuata con tecniche convenzionali, anche se dal 2001, nelle principali aree di produzione, oltre 350 ha sono stati destinati a coltivazione biologica. In Texas il carciofo si coltiva come pianta annuale. Le piante, moltiplicate per “seme”, sono allevate nelle serre del sud e poi sono trapiantate in campo da fine settembre a novembre. Anche qui, come in California, il periodo di massima produzione è tra marzo e aprile. Sono in corso studi mirati alla produzione autunno-invernale, con trapianto ad agosto e raccolta dalla fine di novembre a febbraio. In questo caso, poiché le esigenze di vernalizzazione naturale durante la fase giovanile possono non essere soddisfatte, si applica l’acido gibberellico (GA3) per indurre la formazione del capolino e anticipare la raccolta ai mesi invernali. In genere, sono sufficienti 2-3 trattamenti fogliari a intervalli di 2 settimane. In Virginia la coltivazione è a ciclo annuale; il trapianto è effettuato da fine marzo ad aprile e i capolini si raccolgono da metà agosto a settembre, periodo che coincide con i prezzi del mercato più elevati. In modo analogo, nello Stato di New York l’impianto avviene in maggio e il massimo della produzione si ottiene a inizio agosto.

Impianto

Le carciofaie poliennali della costa della California centrale sono propagate mediante porzioni di rizoma provviste di gemme, prelevate da piante di età diverse. Questo materiale viene piantato a mano in buchette profonde 10-15 cm su file distanti 270-300 cm e a 90-110 cm sulla fila. La carciofaia viene estirpata dopo 5-10 anni, quando le piante perdono vigore. Il ciclo colturale inizia con la dicioccatura, effettuata a livello del terreno, da metà maggio a metà giugno per la raccolta dall’autunno alla primavera, o a fine agosto-settembre per la raccolta nell’estate successiva. Applicazioni di acido gibberellico si effettuano una o due volte in luglio o agosto per anticipare la raccolta. Di solito i trattamenti con GA3 o GA4+7 si eseguono circa 6 settimane prima dell’inizio della raccolta. I vecchi fusti, su cui sono già stati raccolti i capolini, vengono rimossi per stimolare lo sviluppo di nuovi germogli. Per questa operazione, detta di capitozzatura, che si effettua a intervalli di 3-4 settimane a seconda della crescita dei nuovi fusti, si utilizza un apposito coltello per tagliare il vecchio fusto poco sopra il livello del terreno. In alcune zone della California le carciofaie a ciclo annuale vengono seminate direttamente in campo, ma in genere si effettua il trapianto per controllare meglio le infestanti e i parassiti. Le piantine sono allevate in serra per circa 6-8 settimane e poi trapiantate in campo a una distanza di 1,8-2,0 m tra le file e circa 60 cm sulla fila. Le colture annuali, per la flessibilità del ciclo colturale, sono utilizzate per alimentare il mercato nei periodi di minor produzione delle carciofaie tradizionali. Infatti è possibile programmare le raccolte a seconda dell’epoca di impianto; di solito intercorrono 4-6 mesi dal trapianto all’inizio della produzione dei capolini. La coltura annuale è praticata anche in altri Stati come Arizona, Virginia, New York e Texas. In questo Stato sono in corso studi per valutare la produzione mediante l’uso di subirrigazione, pacciamatura con film plastico e densità di piante.

Cultivar

La coltivazione poliennale con la cultivar Green Globe rappresenta oltre la metà della produzione di carciofo in California. Le cultivar propagate per “seme” comprendono Imperial Star, Desert Globe, Emerald, Big Heart e Green Globe Improved. Alcune grandi società commerciali, come Ocean Mist Farms e Dole hanno costituito proprie cultivar come la Big Heart, con capolino verde di grosse dimensioni, diffusa nel sud della California. Altre cultivar presenti localmente in California sono Lyon, Fiesole (simile ai Violetto di Provenza e al Violetto di Toscana), Anzio (simile al Romanesco), e Campania (con capolino grande e brattee violette). In Texas le due ultivar principali sono Green Globe Improved e Imperial Star, una cultivar precoce con brattee lucide e di colore verde. Nel Texas meridionale, è coltivata con successo l’Emerald. Le cultivar con elevate produzioni, messe a confronto in prove dimostrative nella regione Winter Garden, sia presso campi sperimentali sia in aziende private, includono Madrigal, Concerto e Lorca. Altre cultivar provate nel 2007-2009 sono: Exp. Red, Opal, e Purple Romagna con capolino di color violetto, Blanca de Tudela, Harmony ed Emerald con capolino verde. In Virginia, New York e Arizona le cultivar utilizzate o valutate sono Imperial Star, Emerald, Early Emerald Pro e Green Globe.

Raccolta

In California i capolini delle carciofaie poliennali si raccolgono tutto l’anno, ma il picco di produzione si ottiene tra marzo e maggio. Anche dalle carciofaie a ciclo annuale propagate per “seme” si ottiene produzione durante tutto l’anno: in inverno proviene dalle zone del deserto, mentre negli altri periodi dell’anno si raccoglie sulla costa e nella Central Valley. Le produzioni più elevate si ottengono da carciofaie con periodo di raccolta dall’autunno alla primavera. I capolini sono generalmente raccolti a mano 1 o 2 volte a settimana, a seconda delle condizioni meteorologiche. Durante gli inverni freddi, la raccolta può avvenire ogni 2 settimane. Negli impianti poliennali si effettuano comunemente 30 o più raccolte durante la stagione produttiva, mentre in quelli annuali il periodo di produzione è più breve e ciò riduce i costi di raccolta; ad esempio, in Texas, la raccolta è concentrata da marzo ad aprile. I capolini si raccolgono quando hanno raggiunto le dimensioni massime, ma prima che le brattee comincino a divergere o che il pappo si allunghi oltre 8-10 mm. Le brattee di alcune cultivar propagate per “seme” non si aprono nel corso della maturazione così rapidamente come per la Green Globe; ciò rende più difficile individuare il momento più opportuno per la raccolta. Questi capolini non aumentano di dimensione se lasciati sulla pianta oltre il periodo di raccolta ottimale; quelli ultramaturi sono caratterizzati dall’allungamento del pappo e dalla presenza di brattee interne violette. Il taglio longitudinale a metà del capolino può aiutare l’agricoltore a decidere quando effettuare la raccolta. I carciofi si raccolgono a mano, con 8-10 cm di fusto, e sono posti in appositi sacchi di tela tenuti aperti da una struttura di metallo. I capolini sono imballati su strutture di confezionamento mobili che si spostano attraverso il campo assieme agli addetti alla raccolta. In alcuni casi vengono posti in cassoni e poi confezionati in magazzino. A volte i capolini sono raccolti con gambo lungo fino a 30 cm. I capolini sono esaminati sul campo, per quanto concerne difetti, danni o presenza di parassiti; quelli non commerciabili sono eliminati. I capolini sono selezionati in base al calibro e posti in contenitori di cartone, ognuno dei quali può contenere 18-24-36-48-60 capolini in funzione del diametro, che è rispettivamente di 11,3; 10-11,3; 8,8-10; 7,5-8,8 e 6,9-7,5 cm. Le confezioni da 18 sono le più comuni. Le confezioni singole devono pesare almeno 9,9 kg ciascuna. I capolini più piccoli vengono venduti alla rinfusa in confezioni che ne contengono da 100 a 175. Durante il periodo estivo e quando le temperature sono elevate, i capolini già confezionati sono sottoposti a prerefrigerazione in vacuum cooling (raffreddamento in depressione), o in celle a circolazione forzata dell’aria, prima di essere conservati in celle frigorifere a 1 °C con il 95% di umidità relativa. La distribuzione avviene con camion refrigerati. Al dettaglio i carciofi sono venduti a peso o singolarmente.

Commercializzazione

Dalla California proviene oltre il 90% della produzione di carciofo degli Stati Uniti. I prezzi tendono a essere più bassi a marzo, quando c’è il picco di produzione delle carciofaie poliennali. Nell’ultimo decennio la superficie coltivata è in leggera diminuzione: si è passati, infatti, da 4000 ha nel 1997 a 3220 nel 2007; la produzione unitaria si attesta su 10,5 t/ha. Nel 2007 le esportazioni di prodotto fresco sono state di 5172 t e le importazioni di 766 t; mentre per il prodotto trasformato sono state importate circa 60.000 t di cui il 30% dal Perú. Dati forniti dal Department of Food and Agricolture della California hanno stimato per il 2006 il valore della produzione lorda vendibile (PLV) pari a circa 10.000 dollari/ha; mentre per il 2007-2008 il valore totale della PLV ha superato i 50 milioni di dollari.

 


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