Volume: l'ulivo e l'olio

Sezione: utilizzazione

Capitolo: artigianato e arredo

Autori: Antonio Rotundo, Nicola Moretti, Tiziano Caruso

La pianta di olivo raggiunge a volte 20-25 metri di altezza e la sua circonferenza supera, a petto d’uomo, i 2 metri. Internamente i tronchi sono spesso cavi e/o in parte deteriorati, in seguito ad attacchi di parassiti animali o vegetali. Generalmente, poi, il tronco è molto contorto e provvisto di costole e rigonfiamenti, per cui il segato, quasi sempre, è di piccole dimensioni, sia in lunghezza sia in spessore. Il prodotto ottenuto, pertanto, è adatto per uso industriale (per lo più parquet), lavori artistici (sculture), ebanisteria (limitatamente all’allestimento di mobili di piccola mole e di fattura artigianale), tornitura, intaglio e intarsio. È con la potatura della pianta, sia che si tratti di interventi di tipo ordinario sia straordinario, che inizia il lungo percorso che trasforma il legno, grazie alla perizia e alla tecnica dell’uomo, in oggetti artistici, di arredamento e di uso comune. Dimensioni, struttura e sanità del legno sono determinanti per la scelta della sua futura destinazione. Mentre i germogli di limitate dimensioni possono infatti essere triturati, interrati o usati come legna da ardere, i rami grossi, invece, se in buone condizioni, vengono utilizzati a fini artigianali. Presso alcune comunità è consuetudine selezionare quest’ultimo materiale, a seconda del suo spessore, segarlo in tronchetti di diversa lunghezza e lasciarlo tra le branche della pianta per consentirne una prima stagionatura al sole, per poi utilizzarlo in tempi successivi. Con la potatura ordinaria, che viene effettuata per mantenere nel tempo la forma di allevamento originaria e per consentire alla pianta di avere un buon equilibrio vegetativo e produttivo, a seconda della finalità e dei turni con cui viene effettuata, variano la quantità e le caratteristiche del legno asportato. In genere, però, con la potatura ordinaria vengono asportati rami o branche di limitato spessore e, pertanto, di scarso interesse per l’utilizzo come legno da lavoro. Dalla potatura straordinaria, che richiede interventi energici per ringiovanire o risanare piante invecchiate o cariate che presentano difficoltà di rinnovo vegetativo o per modificare la forma di allevamento, si può invece ricavare molto legname da lavorare, specialmente se questo non presenta alterazioni gravi, dovute ad attacchi di parassiti e/o stress abiotici. Anche nel caso di piante adulte, sottoposte a trapianto e utilizzate per scopi ornamentali, il quantitativo di legno che si recupera dal tronco e dall’apparato radicale è consistente. Quest’ultimo può, in particolare, avere raggiunto una massa tale da poter dar vita a sculture e oggetti di elevato valore artistico.

Caratteristiche fisico-meccaniche del legno di olivo

L’accrescimento dell’olivo è molto lento: annualmente l’aumento in spessore del fusto e delle branche è valutato in pochi millimetri. Non va dimenticato che molti impianti occupano aree marginali ove le condizioni pedo-climatiche rappresentano un limite allo sviluppo vegeto-produttivo delle piante. Solo da pochi anni l’irrigazione è una pratica comune a molti oliveti; intervento questo che, se effettuato con continuità, potrebbe assicurare maggiore sviluppo e accrescimento della pianta e di conseguenza una migliore qualità e quantità del legno. Le caratteristiche fisiche del legname sono dovute a un alburno giallognolo o bruniccio chiaro, un duramen a contorno irregolare, di colore bruno, più o meno cupo, variegato da strisce più scure, a volte tendenti al grigio nerastro ad apparenza grassa. I cerchi di incremento non sempre sono chiaramente individuabili. Il legno è duro e i suoi raggi parenchimatici non sono visibili a occhio nudo. Le sue fiammature sono abbastanza vistose, per alcuni anche molto, ma proprio per tali caratteristiche oggi è oltremodo apprezzato; la fibratura, poi, risulta tormentata e irregolare. La massa volumica del legno è abbastanza alta, sia allo stato fresco, 900-1200 kg/m3, sia a umidità normale (12%), 850-1100 kg/m3, mentre a umidità commerciale (15%) si attesta intorno a 950 kg/m3. Il ritiro volumetrico è quindi consistente, in quanto questo parametro è legato dalla massa volumica all’umidità di saturazione, come risulta dalla formula:
βvu sat = usat ρbas

La resistenza meccanica è molto elevata: compressione assiale σc = 55 N/mm2; flessione σf = 135 N/mm2; durezza Janka 1030 kg/cm2. Il modulo elastico (E) varia tra 8800 e 10.500 N/mm2. La sua durabilità elevata, analogamente alla durezza, lo rende adatto per lavori di ebanisteria e di torneria. Ottimo per fare parquet, il legno è disponibile quasi sempre secondo superfici tangenziali, quindi in tavolette fiammate o semifiammate; il taglio radiale è abbastanza raro, poiché caratteristica di questa specie è presentare tronchi generalmente cavi, almeno per piante non giovani, da cui è difficile ricavare tavole radiali con effetto rigantino. La produzione di quest’ultimo assortimento conserva sempre i suoi estimatori e il suo mercato, sia per la durezza sia per le fiammature, caratteristiche queste ultime che di per sé arredano.

Utilizzazioni del legno di olivo
Pur possedendo caratteristiche di pregio il legno di olivo è ancora poco utilizzato nella preparazione di mobili di alto valore artistico, per cui per tale destinazione non esiste ancora un mercato consolidato e affermato. Interessante, invece, si prospetta il mercato dei pezzi artistici da arredo, oggettistica di uso comune e di pregio, oggetti musicali, sculture, tagliacarte, utensili da cucina e altro. Per le sue caratteristiche il legno dell’olivo viene utilizzato sovente per la produzione di parquet. Anche se colore, fibratura, massa volumica, ritiro, nervosità, durezza, durabilità e tessitura ne fanno un materiale di difficile lavorazione, non va dimenticato che dal legno di olivo è possibile trarre prodotti di particolare bellezza, resistenti alle sollecitazioni e, di conseguenza, di lunga durata. Nel caso dei parquet la colorazione può variare dal chiaro allo scuro, dal rosso al bruno. Con materiale scelto si possono ricavare liste per pavimento di elevato pregio. Va comunque ricordato che la lavorazione, il taglio e la chiodatura presentano qualche difficoltà, mentre verniciatura e incollaggio sono di facile attuazione. Prima della messa in posa delle listelle per la verniciatura, è buona norma controllare lo stato idrometrico dei sottofondi, la temperatura e l’umidità degli ambienti. In ogni caso dopo la sistemazione dei legni non è consigliabile attivare il riscaldamento. Per conservare in ottimo stato il parquet è bene seguire le normali norme di manutenzione. Generalmente dopo qualche anno, se cominciano a evidenziarsi segni di usura, basta intervenire con carteggiatura seguita da riverniciatura. In taluni casi e con frequenza, negli ultimi tempi, l’olivo viene utilizzato per farne anche parquet per roulotte, caravan e imbarcazioni da diporto. È alla durezza del legno che è legata la produzione di alcuni manufatti artistici quali sculture, cornici, tagliacarte, utensili da cucina ecc., che si avvalgono anche della venatura particolarmente eccezionale di cui il legno è dotato per la riuscita e la longevità di tali prodotti. Uno degli impieghi più interessanti ed esclusivi del legno di olivo è quello della fabbricazione di strumenti musicali. Molto usato, soprattutto nel Meridione d’Italia, per la costruzione di strumenti musicali a fiato, ciaramella e zampogna, in quanto quello dell’olivo è un legno di risonanza. La ciaramella è uno strumento popolare aerofono della famiglia degli oboi con ancia doppia, cameratura conica e senza chiavi. La zampogna è, nella sua struttura, uno strumento molto complesso e per realizzarla vengono utilizzati almeno due tipi di legno. La zampogna, nella sua composizione più semplice, è costituita da otre, ancia, fuso e campana. Per i fusi il migliore legno in assoluto, anche perché molto attraente, viene ritenuto proprio quello di olivo. Il materiale, tagliato nella stagione autunno-invernale, durante i periodi di luna calante, viene conservato in luogo asciutto e al riparo dalla luce diretta per almeno tre o quattro anni. Successivamente i tronchetti vengono suddivisi in quattro parti per essere, un quarto alla volta, ulteriormente sezionati e squadrati, in modo da ricavarne pezzi di circa 4-5 cm di spessore dai quali si ricavano i fusi delle zampogne. Gli altri componenti dello strumento vengono realizzati con legni più leggeri, quali acero o ciliegio, che vengono destinati soprattutto alla costruzione delle campane. I legni più comunemente utilizzati sono, oltre all’olivo, il ciliegio e talora anche il noce. Molti strumenti sono fabbricati con l’uso misto di legni: ciliegio per le campane, olivo per i fusi dei chanter e per i bordoni. L’olivo viene preferito perché molto durevole, per facilità di lavorazione, per la sua bellezza (caratteristiche le sue venature), la sonorità e la durezza (non si rompe in caso di urti e/o cadute dello strumento).

Legno di radice

Caratterizzata da un naturale continuo rinnovo, la pianta di olivo colonizza il volume di suolo a disposizione con neoformazione continua di radici dalla ceppaia. Con il tempo questo fenomeno porta alla costituzione di apparati radicali di notevole ampiezza e sviluppo, dalle forme più disparate, e che possono raggiungere dimensioni e forme di particolare interesse, caratteristiche che attraggono l’attenzione di artigiani e di artisti del legno che lo utilizzano, spesso, per ottenere sculture di notevole portanza. È soprattutto nelle aree naturali protette di Parchi nazionali e regionali che risulta particolarmente intensa tale attività, che consente a numerosi artigiani, nel solco di un’antica e nobile tradizione, di lavorare il legno dell’olivo esaltandone bellezza e caratteristiche strutturali. In tal senso sono Sicilia, Calabria, Basilicata, Campania, Puglia, Molise, Lazio, Umbria e Toscana le regioni ove è possibile trovare pezzi artistici in legno di olivo, ritenute a ben ragione opere di rara bellezza e di inestimabile valore.


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