Volume: l'uva da tavola

Sezione: mondo e mercato

Capitolo: America Latina

Autori: Celso Pommer, Ricardo Bressan-Smith

Introduzione

I Paesi dell’America Latina sono importanti produttori di uva da tavola, comprendendo anche una grande estensione territoriale in zone di clima tropicale e subtropicale. Questa condizione ha favorito l’affermazione della coltivazione di uva da tavola, essendo possibile la produzione in epoche con offerta ridotta e grande domanda nel mercato mondiale. L’Argentina, il Cile e il Brasile presentano le aree di maggiore estensione e più significative. La crescita della superficie a uva da tavola in questi Paesi negli ultimi anni è molto importante perché, anche se la produttività non aumenta, aumenta la produzione totale. Questa situazione indica che si tratta di una tendenza che continuerà. La produttività in Brasile è notevolmente maggiore di quella di altri Paesi, arrivando a più di 17 t/ha. In altri Paesi latino-americani la produttività ha una media di 15 t/ha.

Argentina

L’Argentina è di gran lunga il principale produttore di uva dell’America del Sud, con un’area totale di 226.450 ha. Nel frattempo, solo il 4,93% di questa zona (11.161 ha) viene destinato alla produzione di uva da tavola, con una produzione totale di uva che nel 2007 è stata superiore a 1 milione di tonnellate. La superficie destinata all’uva da consumo fresco è distribuita nel modo seguente, nelle principali regioni produttrici: San Juan (9099 ettari) 81,52%, Mendoza (1257 ettari) 11,26% e Río Negro (334 ettari) 2,99%. La struttura varietale è specializzata nella produzione di uva bianca senza semi, con la varietà dominante Superior Seedless (Sugraone) e uva rosata con semi, in cui predomina la varietà Red Globe. Quindi, la percentuale di produzione delle principali varietà in Argentina è: Superior Seedless 36,75% del totale prodotto, Red Globe 30,45%, Cereza 5,05%, Flame Seedless 4,59%, Alfonse Lavallée 4,41%, Sultanina Bianca (Thompson Seedless) 4,27%, Victoria 2,48%, Moscatel de Alejandría 2,23%, California 2,06%, Black Seedless 1,61%, Cardinal 1,32%, Moscatel Rosado 0,99%, altre 3,79%. I principali parassiti che interessano la produzione di uva da tavola in Argentina sono la mosca della frutta o mosca del Mediterraneo (Ceratitis capitata), che è un parassita da quarantena che limita l’ingresso in alcuni mercati importatori, e la cocciniglia farinosa della vite (Planococcus ficus). La malattia denominata “hoja de malvón” (accartocciamento fogliare) è presente in alcune zone produttrici dell’Argentina e interessa tessuti legnosi della pianta. Il progresso della malattia fa sì che la pianta divenga improduttiva, arrivando alla morte finale. Gli organismi associati a questa malattia sono i funghi Inocutis jamaicensis, Phaeoacremonium aleophilum, P. parasiticum, Phaeomoniella chlamydospora, Botryodiplodia theobromae e Botryosphaeria obtusa. Altre malattie che si trovano comunemente nei vigneti sono l’oidio (Uncinula necator), la peronospora (Plasmopara viticola) e la muffa grigia (Botrytis cinerea). L’uva dell’Argentina è destinata a due mercati, uno interno con predominio di varietà tradizionali, rosate, con semi e moscate (Cereza, Moscatel de Alejandría), e uno estero con varietà senza semi bianche (Superior Seedless) e, in minor misura, nere e rosate con semi, ad acino grande, tipo Red Globe. Il periodo dell’anno con la maggiore produzione, vale a dire quello in cui si concentra il 70% dell’uva da tavola da esportazione, si trova tra la 52ª settimana e la 3ª dell’anno successivo. I sistemi di conduzione e potatura che predominano in Argentina sono i sistemi a pergola e le spalliere con cordoni. Così come in quasi tutti i luoghi che producono uva, anche in Argentina vengono messe in atto delle misure per rompere la dormienza delle gemme. La cianammide idrogenata al 3-5% viene applicata per avere un germogliamento più uniforme e precoce in varietà con una marcata dominanza apicale. Vengono prese alcune precauzioni alla raccolta dell’uva, come per esempio l’imballaggio sotto pergola per ridurre il tempo tra la raccolta e l’imballaggio. Successivamente viene realizzato il pre-raffreddamento in tunnel dell’uva confezionata, che viene poi conservata in celle frigorifere. In riferimento alle pratiche regionali autorizzate, in Argentina le tecniche principali per migliorare la qualità e la produttività sono: scacchiatura dei germogli sterili, diradamento dei grappoli, diradamento delle bacche e “pettinatura” dei grappoli; applicazioni di Ethephon all’inizio della maturazione delle bacche per migliorare il colore delle varietà rosse in alcuni ambienti; applicazioni di gibberelline per diradare i frutti, allungare i grappoli o aumentare la dimensione della bacca, soprattutto in alcune varietà apirene; uso di rete antigrandine; uso di coperture con teli di plastica per anticipare il raccolto ed entrare nel mercato dell’emisfero nord nel periodo di Natale, che è il periodo in cui si ottengono i prezzi migliori; produzioni di uva da tavola biologica; scaglionare la produzione di uva per abbracciare un periodo di offerta maggiore.

Brasile

La coltivazione di uva da tavola in Brasile è un’attività abbastanza specializzata e ragionevolmente localizzata. Oltre a essere stata iniziata dopo la scoperta del paese, che avvenne nel XVI secolo, più precisamente con le spedizioni di colonizzazione, la coltivazione dell’uva ha assunto caratteristiche più definite poco più di un secolo fa. Inizialmente, le varietà di origine americana si dimostrarono più adatte al clima tropicale e subtropicale, soprattutto per Niagara Rosata e Isabel. La varietà Niagara Rosata, che è una mutazione naturale verificatasi in Brasile, è stata presa come punto iniziale della viticoltura da tavola brasiliana e, a tutt’oggi, è la cultivar principale in termini di area coltivata. La viticultura brasiliana ha occupato, nell’anno 2008, un’area di 81.286 ha, con una produzione di più di 1,4 milioni di tonnellate, concentrati principalmente nelle regioni Sud e Sud-Est. La crescita maggiore nell’area coltivata si riscontra con l’uva da tavola. Nella regione Nord-Ovest la produzione si concentra nel polo Petrolina (PE)/Juazeiro (BA). Nella regione meridionale, gli Stati di Rio Grande do Sul, Santa Catarina e Paraná svolgono un ruolo predominante nella viticoltura brasiliana, rappresentando circa il 78% della sua produzione. Lo Stato del Rio Grande do Sul spicca con il 65% della produzione brasiliana, con una viticoltura destinata quasi esclusivamente alla produzione di vini. Lo Stato di Santa Catarina ha una viticoltura simile a quella di Rio Grande do Sul, avendo come varietà importanti Isabel, Bordô, Niagara e Goethe. Lo Stato di Paraná si caratterizza per presentare due regioni vinicole, quella del Sud, destinata alla vinificazione, e quella del Nord, con predominanza di uva da tavola. Occorre notare che in questa parte dello stato l’influenza giapponese ha portato a piantare più uva da tavola, con predominanza della varietà Italia e della sua mutazione Rubi (Red Italia). Nella regione Sud-Est, il produttore principale è lo stato di São Paulo, con un’area coltivata di 10.565 ha nel 2008, che rappresenta circa il 15% della produzione nazionale. La sua viticoltura è diretta principalmente alla produzione di uva da tavola, con predominanza delle varietà americane Niagara Rosata e Niagara Bianca, che rappresentano il 73% della produzione. Le principali regioni produttrici di queste due varietà si concentrano nelle vicinanze dei comuni di Campinas e Jundiaí, distribuite in piccole proprietà con un’estensione media di 10 ha. Le varietà Italia e Rubi contribuiscono rispettivamente con il 53% e il 28% della produzione di uva fina e sono coltivate principalmente nella regione Sud dello stato, nei comuni di São Miguel Arcanjo e Pilar do Sul. La produzione in questa regione è commercializzata per lo più nel mercato interno nei periodi da dicembre a marzo dell’anno successivo. Gli Stati di Pernambuco e Bahia si trovano nella regione Nord-Est del Brasile e dispongono di una viticoltura in chiara espansione nella Valle del Rio São Francisco. Attualmente, il 95% dei vigneti è coltivato con uva da tavola e solo il 5% con uva da vino. Gli sforzi recenti dei produttori e le tendenze del mercato internazionale stanno aumentando la produzione dell’uva da tavola con semi e di quella apirena, come la Superior Seedless, denominata frequentemente Festival in questa regione. Le principali malattie che interessano la produzione di uva da tavola in Brasile sono peronospora (Plasmopara viticola), antracnosi (Elsinoe ampelina), oidio (Uncinula necator) e ruggine della vite (Phakopsora euvitis). Tra i parassiti animali ricordiamo margarodi (Eurhizococcus brasiliensis), fillossera (Daktulosphaira vitifoliae), cocciniglie e acari. Non va dimenticata l’importanza svolta dai nematotodi (Meloidogyne incognita, M. javanica, Xiphinema index, X. americanum, X. brasiliensis, X. Krugi) e dai virus (virus dell’accartocciamento della vite, legno riccio). Tra le tecniche colturali differenziate utilizzate nella coltivazione delle viti americane o ibride in Brasile, in regioni tropicali, le principali sono le seguenti: formazione della pianta; incremento del numero di unità produttive (gemme) per ettaro da 28.000 (spalliera) a 50.000 (pergola), condizione fondamentale per ottenere l’aumento della produttività da 25 a 30 tonnellate di uva alla raccolta; rottura della dormienza. Per potature effettuate da maggio a giugno, si raccomanda di farle su rami ben lignificati, con circa sei mesi di età, applicando cianammide idrogenata e bagnando totalmente le gemme per ridurre la mancanza di uniformità nel germogliamento. Un’altra tecnica che presenta risultati eccellenti per l’emissione e lo sviluppo di germogli di Niagara Rosata è l’applicazione di etephon (9 l/ha di prodotto commerciale, diluiti in 1000 l di acqua) 15 giorni prima della potatura. L’etephon si utilizza per promuovere la sfogliatura della vite, aumentando il rendimento dell’operazione della potatura e facilitando l’emissione dei germogli, in epoche più fredde, rendendo possibile l’ottenimento di produzioni maggiori e qualità dei grappoli migliori. In fase vegetativa si esegue anche la potatura verde, che comprende il seguente gruppo di pratiche: – scacchiatura, cioè l’eliminazione dei germogli deboli e in eccesso: normalmente si lasciano due germogli per ramo (sperone) per ottenere la produttività desiderata; – eliminazione di succhioni, foglie e femminelle per facilitare le operazioni di potatura e l’applicazione di sostanze per la difesa del vigneto e per ridurre l’ombreggiatura; – cimatura dei germogli, realizzata prima della fioritura, per aumentare l’allegagione dei fiori e migliorare la compattezza dei grappoli (evitare grappoli eccessivamente spargoli). Per aumentare il diametro dei rami, la spuntatura deve essere realizzata quando i germogli raggiungono circa 20 foglie (1,5 m di lunghezza). Per garantire la produzione di grappoli di migliore qualità, vengono eliminati i grappoli in eccesso, piccoli o malformati. In riferimento ai portinnesto, si osserva il buon comportamento di Niagara Rosata su IAC 572 Jales e IAC 766 Campinas nel sistema di allevamento a pergola. Per rendere possibile la produzione di cultivar apirene nelle principali regioni produttrici brasiliane si rende necessario adottare le seguenti pratiche. – Sistema di allevamento. Il sistema a pergola non permette una buona esposizione delle gemme, per questo esiste una tendenza alla sostituzione con il sistema a Y, abbastanza promettente per le varietà Thompson Seedless e Crimson Seedless, con produzioni superiori a 20 e 15 t/ha, rispettivamente. – Gestione della chioma. Si utilizza una potatura lunga di produzione e una potatura corta per la formazione di tralci, per facilitare le operazioni che aumentano la produttività, come sfogliatura, cimatura di tralci, applicazione di inibitori della crescita ecc., considerando che in un periodo si verifica la produzione di frutti e in un altro periodo la formazione di tralci. Inoltre, è più facile fare gli aggiustamenti affinché le fasi fenologiche più importanti della vite accadano in periodi più favorevoli. – Portinnesti. Il portinnesto IAC 766 è meno vigoroso e presenta un buon risultato per la cultivar Superior Seedless nel sistema a pergola. IAC 572 è stato utilizzato con successo con le cultivar Thompson Seedless, Crimson Seedless e Catalunha in sistema di conduzione a Y, principalmente nelle prime produzioni, in combinazione con spuntature dei tralci per ridurre il vigore delle piante. – Potature verdi. La realizzazione di potature verdi nelle cultivar di uva fina da tavola senza semi ha migliorato la fertilità delle gemme, aumentando la produzione. Nel caso della cultivar Superior Seedless è stato ottenuto un miglioramento della produzione con la conduzione di rami secondari (di femminella) originati da germogli che portano grappoli nella fase di sviluppo, poiché questa cultivar ha una buona produzione in questo tipo di ramo. In altre cultivar, come Thompson Seedless e Crimson Seedless, l’utilizzo della cimatura dei germogli a circa 1,5 m, aumenta la fertilità delle gemme. L’eliminazione dei germogli secondari e dei germogli in eccesso (diradamento) può aumentare la fertilità delle gemme perché migliora l’esposizione e il controllo fitosanitario delle piante.

Cile

Il Cile non è il maggior produttore d’uva dell’America Latina, ma ciò nonostante è il maggior esportatore mondiale di uva da tavola, avendo esportato più di 1,5 milioni di tonnellate nel 2007, ovvero tre volte di più del secondo Paese maggior esportatore, l’Italia. La specializzazione del Paese è dovuta, soprattutto, a società nordamericane che si sono installate in Cile per esplorare il potenziale produttivo del Paese. L’area coltivata con uva da tavola è di 53.339 ha (2008), suddivisa nelle seguenti regioni del Paese: al Nord Atacama 7753 ha e Coquimbo 9698 ha; al Centro Valparaíso 11.696 ha, Metropolitana 10.022 ha, O’Higgins 13.824 ha e Maule 342 ha. A causa della caratteristica di dirigere la produzione verso l’esportazione, le varietà più coltivate sono quelle più accettate nel mercato mondiale: al Nord Thompson Seedless, Flame Seedless, Red Globe; al Centro Thompson Seedless, Flame Seedless, Red Globe, Crimson Seedless. In Cile, i principali problemi fitosanitari della vite sono: muffa grigia (Botrytis cinerea), oidio (Uncinula necator) e tumori batterici (Agrobacterium tumefaciens) per quanto concerne le malattie; coleottero dei frutteti (Naupactus xanthographus), cocciniglia (Pseudococcus spp.), tripide della foglia (Drepanothrips reuteri), tripide californiano (Frankiniella occidentalis) e acari (Brevipalpus chilensis) per quanto riguarda i parassiti animali; nematodi (Meloidogyne, Xiphinema) e virus (virus dell’accartocciamento della vite). Una piccola parte della produzione cilena di uva da tavola è destinata al mercato interno, ma a causa della vocazione e importanza nell’esportazione, la maggior parte è destinata all’esportazione in America Latina e Nord America, come anche in Europa. Per approfittare delle finestre del mercato mondiale, la raccolta avviene normalmente in dicembre, gennaio e febbraio. Il sistema di conduzione è la pergola spagnola (parral). La potatura si fa lasciando speroni lunghi o corti, secondo la varietà e durante il riposo invernale. Per rompere la dormienza delle gemme viene fatto uso di cianammide idrogenata, ma solamente nel settore Nord, dove si trovano le maggiori coltivazioni di uva da tavola, normalmente associate alla presenza di clima subtropicale. A causa dell’esportazione, viene fatto largo uso di pratiche o trattamenti post-raccolta, come la refrigerazione per 30 giorni a bassa temperatura (circa 0 ºC) per lo stoccaggio e il trasporto in condizioni di atmosfera controllata (bassa temperatura e CO2). L’uva raccolta viene controllata completamente, come pure l’imballaggio, il trasporto e la commercializzazione. I dettagli nella coltivazione dell’uva che sono stati adottati e adattati in Cile per migliorare la qualità e la produttività sono i seguenti: uso di portinnesti, pratiche colturali come propagazione, incisione anulare, sistemazione dei grappoli, gestione del fogliame. La nutrizione minerale viene fatta secondo la gestione del suolo e con diagnosi di laboratorio. L’irrigazione è abbastanza tecnicizzata per la sua importanza nel Paese (gocciolamento, microjet). L’uso dei regolatori di crescita è comune nella viticoltura cilena: i principali sono gibberelline, auxine, citochinine, etilene e cianammide idrogenata.

Messico

In Messico, l’uva da tavola è prodotta principalmente nello Stato di Sonora per la sua vicinanza agli Stati Uniti, cosa che facilita l’esportazione. In questa regione viene coltivato più del 65% dell’uva da tavola del Messico, in 26.630 ha, dei quali 10.050 ha sono di uva da tavola e 16.580 di uva per utilizzo industriale. A Sonora, il sistema di conduzione è il sistema Y larga, proposto da UC Davis, a Kearney, California. In questa zona, l’uva si produce in due regioni principali: Hermosillo, con circa 13.000 ettari e Caborca, con 5000 ettari. Nello Stato di Zacatecas si produce anche uva per consumo fresco, con il 12,9% della produzione nazionale su una superficie di 3.547 ettari distribuiti in dieci comuni (Fresnillo, Ojocaliente, Villa Hidalgo, Luis Moya, Trancoso, Villa González Ortega e Noria de Ángeles, principalmente). Il sistema di allevamento prevalente è quello a cordone laterale. In generale, la viticoltura da tavola in Messico applica tecniche che sono le stesse usate in California e Stati Uniti, visto che molte aziende sono le stesse nei due Paesi. Della superficie viticola attuale, il 31% dell’uva da tavola è occupato da Thompson Seedless, il 25% da Perlette, il 20% da Flame Seedless, l’11,9% da Sugraone Seedless e l’11,6% da Cardinal. Una volta realizzate le piantagioni che, in generale, consistono in 1750 piante per ettaro, anno dopo anno viene effettuata la preparazione dei vigneti dedicati all’uva da tavola, con il fine di ottenere e raggiungere il raccolto a partire dagli inizi del mese di maggio. Questo viene fatto per raggiungere una commercializzazione di successo delle varietà di uva che vengono raccolte secondo la maturità del frutto. A Sonora i portinnesti più utilizzati sono Harmony, Salt Creek e Dogridge. A Zacatecas viene segnalato che la filossera ha interessato il 65% dei vigneti di uva da tavola dal 1985. Di conseguenza, è suggerito l’uso di portinnesti resistenti alla filossera come Rupestris du lot, 110 Richter, 99 Richter e SO4. A Zacatecas la potatura è effettuata a due germogli e vengono eliminati i tralci orientati verso il terreno. Viene somministrato azoto dopo il raccolto e viene posticipata l’irrigazione in primavera, per ritardare il germogliamento e ridurre i danni delle gelate. Inoltre, questo viene fatto per prolungare al massimo l’attività fotosintetica delle foglie. Tuttavia, la temperatura svolge un ruolo importante sulla fisiologia della pianta. A Sonora è normale che venga applicata la cianammide idrogenata per rompere la dormienza delle gemme e uniformare il germogliamento. Nel corso della crescita e della produzione, vengono fatti il diradamento dei grappoli, la potatura (cimatura) e la sistemazione dei tralci per una maggiore intercettazione della luce. Dal punto di vista nutrizionale, viene praticata la fertilizzazione con azoto e potassio annuale e ogni due anni con fosforo. L’esportazione percentuale per varietà è stata la seguente negli ultimi quattro anni: Perlette 15,5%, Flame S. 39%, Sugraone 34,5%, Red Globe 6,5%, altre 4,5. Le altre varietà che iniziano a essere esportate sono Black Seedless e Summer Royal. L’uva messicana affronta la concorrenza del Cile, Paese che mantiene una grande quantità del prodotto refrigerato. I cambiamenti nel commercio mondiale e la riduzione della domanda in Asia hanno fatto sì che più uva del Cile è stata esportata negli Stati Uniti. La maggior parte dell’uva messicana viene esportata negli Stati Uniti e in Canada, lasciando il resto al mercato nazionale. L’uva raccolta viene sottoposta a imballaggio e al pre-raffreddamento fino a 0 °C; successivamente viene stoccata in celle di conservazione fino a quando non viene trasportata a destinazione. Nel caso del Regno Unito, prima del preraffreddamento si deve realizzare un processo di gassificazione della frutta per eliminare la vedova nera, requisito di sicurezza alimentare richiesto da tale mercato. Diversi sono i problemi fitosanitari che interessano l’uva da tavola. La malattia di Pierce, causata dal batterio Xylella fastidiosa, è il disturbo principale, sorto in Messico nel 2002 e rilevato nei vigneti della valle di Guadalupe, Baja California. È stato implementato un sistema per il rilevamento del suo vettore, Homalodisca coagulata, per mezzo del quale non è stato rilevato nelle zone vinicole dello Stato. Altri problemi fitosanitari sono rappresentati dalla cocciniglia (Planococcus ficus) e dal controllo degli organismi da quarantena come le mosche della frutta (Anastrepha fraterculus, A. oblicua, Ceratitis capitata), Frankininiella occidentalis, Monilinia fructicola, Caliothrips fasciatus, Panonychus ulmi, Rhagoletis pomonella, Hyphantria cunea, Cydia pomonella, Quadraspidiotus perniciosus.

Perù

La viticoltura in Perù è in crescita e quasi tutta la produzione di uva è stata destinata alla fabbricazione di Pisco. Pisco è il nome del distillato d’uva prodotto in Perù tramite la distillazione del mosto proveniente dall’uva, seguendo pratiche tradizionali stabilite inizialmente nella valle di Pisco e successivamente nelle regioni di Lima, Ica, Arequipa, Moquegua e Tacna. Negli ultimi anni, tuttavia, la produzione di uva da tavola ha raggiunto una grande importanza, quando produttori organizzati di frutta nella regione di Piura, a nord del Perù, hanno iniziato a coltivare uva da tavola. Durante il periodo coloniale, la viticoltura peruviana si è diffusa per più di 36.000 ha, cosa che ha trasformato il Perù nel principale Paese esportatore di vini del Centro e del Sud America, arrivando a competere, in qualità, con i vini prodotti in Spagna. Questa situazione è cambiata totalmente quando la famiglia reale ha impedito la produzione di vini in Perù. Oltre a ciò, difficoltà tecniche (attacco della filossera) ed economiche (di ordine tributario) hanno ridotto la coltivazione dell’uva, che è stata parzialmente abbandonata, per essere poi ripresa nuovamente negli anni ’60. La temperatura media annuale è tra 16 e 17 ºC con massime di 29-30 ºC nel mese di febbraio e minime di 1-2 ºC nei mesi di luglio e agosto. La piovosità è praticamente nulla e l’umidità relativa dell’aria quasi sempre bassa. Con una così bassa disponibilità idrica, è necessario l’uso di irrigazione per consentire la crescita e lo sviluppo adeguati. In questo tema, l’acqua utilizzata per l’irrigazione proviene dal disgelo della Cordillera delle Ande. Ci sono due principali aree di produzione di uva da tavola in Perù, che si trovano a Ica, nel Centro-Sud, e a Piura, nel Nord. A Ica, dove la latitudine è 13-14 ºS, l’area con uva da tavola è di 3000 ha. In questa zona vengono coltivate le varietà senza semi Thompson Seedless, Flame Seedless, Crimson Seedless e Sugraone. In questa zona c’è appena una varietà con semi, la Red Globe. Il portinnesto utilizzato è il MGT 101-14. A Piura, è necessario evidenziare la rapidità con cui è stata impiantata la coltivazione dell’uva; nel 2006 c’erano appena 100 ha piantati, nel 2007 sono stati aggiunti più di 300 ha, nel 2008 altri 800 ha e nel luglio 2009 altri 550 ha, per un totale di 1750 ha. Il mercato internazionale è quello che interessa di più, al quale viene destinata la maggior parte della produzione; lo scarto va al mercato nazionale. Si può analizzare il vigore della viticoltura da tavola peruviana per l’esportazione negli ultimi anni (in milioni di dollari): 2004/05, 30; 2005/06, 38; 2006/07, 53; 2007/08, 78; 2008/09, 82. Le principali varietà sono Red Globe, Flame Seedless, Crimson Seedless, Thompson Seedless, Sugraone, ma, senza dubbio, la Red Globe è la più importante in questo momento. I principali parassiti della vite in Perù sono principalmente oidio, botrite, tripidi, acari e nematodi (Meloydogine sp.).


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