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Vino italiano da record. L’export al suo massimo storico

 

Tempo di vendemmia. Tempo di record made in Italy. Si registra, infatti, lo storico dato sulle esportazioni di vino italiano, aumentato del 4% rispetto al 2017. Il vino come prima voce dell’export agroalimentare italiano, dunque. Le vendite, infatti, hanno avuto un incremento del 3,7% negli Usa che sono il nostro principale cliente, del 3,6% in Germania e di un notevole 12,2% in Francia, nostro primo concorrente. Numeri così incoraggianti che il ministro delle Politiche Agricole, Gian Marco Centinaio, ha dichiarato: «Questa è la campagna del rilancio, della ripresa». E per il 2018 si stima un incremento del 15% della produzione nazionale di vino italiano.

L’export agroalimentare fa il botto

Numeri del vino italiano importanti e positivi che si inseriscono in un contesto più ampio. Seconodo i dati diffusi da Nomisma, infatti, dal 2007 al 2017 il valore dell’export agroalimentare italiano è passato da 22 a 40 miliardi di euro. Un valore quasi raddoppiato in circa dieci anni, dunque, anche se distante dall’obiettivo dei 50 miliardi entro il 2020 che si era prefissato il Governo. In questi dieci anni i settori più cresciuti nelle esportazioni sono stati il lattiero-caseario, carne e derivati, e vino che in media hanno fatto segnare una crescita superiore al 6%.

Tutti i numeri del vino italiano

I numeri sul vino italiano li fornisce Coldiretti, analizzando i dati Istat dei primi cinque mesi del 2018, in occasione della presentazione delle previsioni vendemmiali 2018 di Ismea e Unione italiana vini con il ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio.

Apprendiamo così che la vendemmia in Italia impegna:

  • 310 mila aziende agricole
  • 46 mila aziende vinificatrici
  • 1,3 milioni di persone

per una superficie a vite di 652 mila ettari e un fatturato di 10,6 miliardi, realizzato più all’estero. Fondamentale per non perdere il primato del vino italiano è tuttavia che le Doc italiane vengano tutelate. Per questo motivo attenzione primaria va data agli accordi internazionali.

Made in Italy da tutelare

Un risultato positivo, legato a diversi fattori. In particolare la reputazione positiva che si è rafforzata negli ultimi anni il brand made in Italy. Inoltre le innovazioni del digitale hanno dato un incremento decisivo anche al commercio del vino italiano. L’impatto lo ha messo in evidenza l'Osservatorio Polimi, rilevando come l’export digitale abbia raggiunto il valore di 9,2 miliardi di euro, ossia sono il 6,4% del totale. E' proprio il food uno dei comparti traino per le esportazioni via e-commerce, costituendo il 15% del totale.

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