la vite e il vino

Una buona difesa fa buon vino

Produrre uve e vini e di qualità  non è cosa semplice, ma sicuramente molto complesso è il processo di difesa dei vigneti dai parassiti, grandi estimatori di queste piante e, forse anche del vino?

La vite europea è purtroppo sensibile a numerose malattie, dovute ad attacchi di parassiti di varia natura sia animale che vegetale, che possono compromettere pesantemente la qualità e la quantità dell’uva raccolta, e conseguentemente influire negativamente sulla qualità del vino prodotto.

I peggiori nemici vegetali del vino sono, almeno in Italia, la peronospora e l'oidio.

La peronospora colpisce tutti gli organi erbacei della pianta, compresi i grappoli, iniziando generalmente dalle foglie sulla cui pagina superiore compaiono decolorazioni (macchie d’olio) in corrispondenza delle quali si forma una muffa biancastra, sulla pagina inferiore, costituita dagli organi riproduttivi del patogeno che danno origine a nuove infezioni per tutta la stagione.

Perché avvenga una infezione primaria di peronospora occorre una pioggia di almeno 10 mm nell’arco di 24-48 ore, una temperatura di almeno 10° C ed una lunghezza dei tralci superiore ai 10 cm (regola dei tre10).  In Italia la sua pericolosità è maggiore nelle regioni settentrionali e nelle zone di pianura e fondovalle.

A differenza della peronospora, l’oidio è in grado di svilupparsi anche in assenza di pioggia, per cui la sua aggressività è maggiore negli ambienti caldi e asciutti dell’Italia centro meridionale e, in quella settentrionale, soprattutto nelle zone collinari. La malattia può colpire germogli, tralci, foglie e grappoli che, nel periodo primaverile si ricoprono di una efflorescenza biancasta di aspetto polverulento.

Grazie all’ampia disponibilità di fungicidi di sintesi con varie caratteristiche tecniche, insieme a quella dei tradizionali rame e zolfo, oggi la difesa ri piante e vino è meno problematica rispetto al passato, pur con i limiti rappresentati, da un lato, dalla elevata suscettibilità della coltura, dall’altro dall’influenza dell’andamento climatico.

Nemico animale della vite, di grande pericolosità  e diffusione in Italia è Lobesia botrana, nota come “tignoletta”, che attacca sia l’uva da vino che quella da tavola.

Per combattere questo parassita, oltre che con vari insetticidi di sintesi, si sono ottenuti buoni risultati con l’impiego dei preparati a base di Bacillus thuringensis. È inoltre in aumento l’interesse per l’impiego dei feromoni per inibire gli accoppiamenti.

Il vino italiano è uno dei prodotti più riconosciuti a livello internazionale e questo è possibile anche per lo sviluppo di difese particolarmente efficaci.

Per scoprire quali sono tutti i parassiti animali e vegetali che possono colpire la vite e per saperne di più sui metodi di difesa consulta i capitoli  Malattie e Parassiti animali del volume digitale “la vite e il vino” della collana Coltura & Cultura.

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