Terremoto: da Ue e Governo aumenta sostegno per agricoltori e allevatori

A seguito dell'incontro di ieri a Bruxelles tra il Ministro Maurizio Martina e il Commissario all'agricoltura Phil Hogan verranno aumentati gli aiuti a favore dei nostri allevatori e agricoltori colpiti dal terremoto. L'utilizzo totalmente flessibile e accelerato degli strumenti della politica agricola europea permetterà di erogare 118 milioni di euro subito dando una risposta alla necessità di liquidità immediata per le aziende colpite dall'emergenza.

GLI AIUTI - Salgono così a 35 milioni di euro gli aiuti per coprire il mancato reddito degli allevatori, grazie alla possibilità di aumentare del 200% gli aiuti già autorizzati. Verranno pagati con procedure semplici e senza costi per le imprese. È la prima volta che si attua una misura a capo con questa consistenza (400 euro a capo bovino e 60 euro per ovino posseduti prima del terremoto). Sono previsti aiuti anche per il settore suinicolo e per quello equino. 

GLI AIUTI STRAORDINARI - Allo stesso tempo si procederà al pagamento del 100% in anticipo con procedure semplificate anche delle misure a superficie dei fondi dello sviluppo rurale per 83 milioni di euro. Si è anche condivisa con il Commissario Hogan la necessità che la Commissione definisca un aiuto straordinario e specifico per il settore agricolo del territorio colpito con risorse europee del Fondo di solidarietà contro le calamità.

IL BESTIAME MORTO - La Coldiretti, intanto, fornisce numeri allarmanti di bestiame morto a causa del terremoto che stanno mettendo in ginocchio gli allevatori. «Sono saliti a più di mille gli animali morti, feriti e abortiti nelle aree colpite per l’effetto congiunto delle scosse, della neve e del gelo che hanno fatto crollare le stalle con la perdita di bestiame tra le macerie».

Gli allevatori  non sanno ancora dove ricoverare mucche, maiali e pecore, costretti al freddo, con il rischio di ammalarsi e morire. Ai danni materiali stimati in 10 miliardi di euro, prosegue la confederazione degli imprenditori agricoli, si sommano quelli della perdita di vite umane e una vera e propria strage di animali in una situazione in cui, solo nelle Marche, si contano seicento mucche e cinquemila pecore al freddo nelle neve senza ripari, per i ritardi accumulati.

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