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Storie dalla terra: la vaniglia in Madagascar

STORIE DALLA TERRA

La rubrica mensile “Storie dalla terra” racconta le storie e territori di agricoltori e agricoltrici da tutto il mondo mostrando i loro stili di vita, lavoro, tecniche e prodotti.

MADAGASCAR: VANIGLIA MINACCIATA DA FURTI E PREZZI STELLARI

La vaniglia malgascia ha di nuovo fatto parlare di sé durante l’estate appena passata, non tanto per le sue qualità eccelse ma per i furti legati alla sua coltivazione e al suo commercio.

Il prezzo di questa coltura è aumentato così tanto negli ultimi anni che ha superato nel 2018 quello dell’argento, arrivando a costare 600 dollari al chilo. Gli agricoltori si vedono quindi costretti a pattugliare i frutteti 24 ore al giorno, dotandosi di mano d’opera extra e molto spesso di armi per difendersi.

La vaniglia è una pianta che appartiene alla famiglia delle orchidee, originaria del Messico e del Centro America, fu importata in Madagascar all’inizio del XIX secolo dai coloni francesi. Trovò subito il clima ideale per crescere ma non dava frutti, fioriva infatti ma non poteva essere impollinata: l’unico insetto in grado di farlo era la piccola ape Melipona, non presente sull’isola perché autoctona del Messico.

Fu solo quando un giovane schiavo della Réunion, chiamato Edmond Albius, brevettò un metodo per impollinare i fiori manualmente che il business della vaniglia poté decollare.

I furti però non sono il solo motivo per i quale gli agricoltori pattugliano i campi, il fiore infatti fiorisce una volta all’anno e rimane fertile per un intervallo tra le otto e le dodici ore, è quindi in questa finestra di tempo che l’impollinazione può avvenire, perso questo momento la pianta non potrà dare frutti. Servono circa 600 fiori per produrre un chilo di baccelli pronti al consumo, che crescono sulla pianta nell’arco di nove mesi e che necessitano di ulteriori tre mesi per essere essiccati ed essere pronti all’esportazione.

Se l’intero processo viene fatta rispettando i tempi di crescita della pianta e i processi di essicazione, il contenuto di vanillina del baccello è alto, purtroppo però i tempi vengono accorciati sia in campo che durante la trasformazione: i baccelli sono raccolti prima del previsto per limitare le possibilità di furto e la fase di essiccazione si accorcia e viene compromessa.

Una volta raccolti ed essiccati infatti, molto spesso gli agricoltori mettono sottovuoto i frutti per conservarli più a lungo e poterli vendere quando i prezzi sono più alti. Questo processo però altera notevolmente i quantitativi di vanillina, pregiudicandone la qualità.

Negli ultimi cinque anni il contenuto di vanillina dei baccelli malgasci si è dimezzato ma la crescente domanda ha fatto sì che anche se la qualità fosse più bassa, il prezzo non ne risentisse. Anche il governo ha tentato di combattere questo fenomeno stabilendo una data minima di raccolto dei baccelli, che non viene quasi mai rispettata, permettendo al commercio illegale di “fiorire” indisturbato.

 

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