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Storie dalla Terra: la produzione di alghe commestibili in Islanda

LA PRODUZIONE DI ALGHE COMMESTIBILI IN ISLANDA

L'alga marina è un alimento che ha origine in Giappone, dove prende il nome di “nori”. Ancora oggi qui viene coltivata in modo estensivo su piattaforme di bambù sommerse tra gli estuari. Il Giappone facendo apprezzare la sua cucina in tutto il mondo – Europa in primis - ha decretato il successo delle alghe marine.

 

Oggi, l'Europa è tra i principali produttori di alghe marine al mondo. Francia (in Bretagna), Irlanda, Regno Unito (in Scozia), Spagna e Islanda guidano l’offerta. Le alghe prodotte sono di diverse forme e colori come le alghe rosse, marroni e verdi. Le alghe marine coprono un'ampia gamma di specie. Le più note sono Clorella vulgaris (clorella), Spirulina maxima (spirulina), Ulva lactuca (lattuga di mare) e Laminaria spp (kelp). Diversi studi hanno dimostrato che queste alghe sono ricche di nutrienti, in particolare: iodio, fibre, carboidrati, proteine, vitamina C e alti livelli di antiossidanti.

 

L’Islanda con i suoi paesaggi tra ghiacciai e geyser ha tra le più suggestive catene di produzione di alghe marine.  Tra le Isole Inneyjar, la Seaweed Factory possiede diverse zattere galleggianti in acciaio dove crescono  le alghe. Una volta raccolte vengono portate ad asciugare attraverso un sistema ecosostenibile che sfrutta Il calore geotermico. 

 

Tra le più prodotte in questo stabilimento vi sono le alghe brune. Queste sono tra le più grandi alghe commestibili. Allo stato selvatico, nell’Oceano Pacifico, le alghe marroni possono raggiungere i 65 metri di lunghezza creando vere e proprie strutture simili ad alberi. L’alga marrone più consumata è la Laminaria spp o meglio conosciuta come kelp. Uno tra i più famosi promotori islandesi delle alghe è lo chef Völundur Snær Völundarson che ha realizzato diversi documentari e video per mostrare come cucinare le alghe islandesi, tra cui la celebre kelp.

 

Le alghe marine oltre a fornire un’alternativa come alimento ricco di proteine e sali minerali possono essere utilizzate per diverse attività. L'agar, derivato dalle alghe rosse, è utilizzato come mezzo di laboratorio per la coltura di microrganismi. Le alghe brune sono utilizzate come fertilizzante e come ingrediente per le farine animali. L'acido alginico, che si trova nelle alghe kelp, ha ampi usi industriali. Può essere trasformato in un filo resistente o in un materiale plastico insolubile in acqua usato per fare gomme.

 

La domanda di alghe marine è destinata a crescere e le aziende sono ansiose di trovare nuovi mercati tra cui quello italiano. In Italia si sta sviluppando rapidamente il mercato delle alghe marine principalmente come supplemento alimentare. La produzione di Spirulina maxima - o Spirulina - guida questo trend con compagnie ben introdotte nel settore come l’Azienda agricola Salera nel cremonese in e l’azienda ApuliaKundi in Puglia.

 

Sono ancora molte le sfide in questo nuovo settore. La più grande sfida è coinvolgere i consumatori nell’apprezzare questo prodotto come una seria alternativa alimentare sostenibile, non solo come complemento, ma come vera e propria delizia culinaria.

 

 

TAG:    #Alghe     # Seaweed    #Biotecnologie   #Islanda    #Sostenibilità   #Spirulina   #Kelp

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