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Storie dalla Terra: la castagna in Turchia

LA CASTAGNA IN TURCHIA

La Turchia ha recentemente superato l’Italia come primo produttore di castagne in Europa. L’Italia detiene il numero più alto tra IGP e DOP della castagna. In questo articolo vediamo i diversi approcci che Turchia e Italia hanno sviluppato per valorizzare la produzione e la commercializzazione delle castagne.

La Turchia è il secondo paese produttore di castagne al mondo dopo la Cina e primo in Europa. Delle oltre 64mila tonnellate prodotte nel 2019, oltre la metà della produzione è destinata al mercato locale. Le regioni di produzione si diversificano per la tipologia di varietà coltivate e per il mercato di destinazione.

 

Nella regione della Marmara vi è la più grande diversità di specie di castagne che include antiche e nuove varietà. Ben 11 varietà vengono commercializzate in questa regione tra cui le più tradizionali “Osmanoglu” e “Sariaslama” o moderne come “Marigoule”. Quest’ultima varietà moderna risponde alla necessità di resistere alle malattie, in particolare al “Cinipede galligeno”, un batterio proveniente dalla Cina, e di rispondere ai problemi relativi alla siccità.

 

La regione Aydin è la più produttiva con oltre 24mila tonnellate di castagne nel 2019. Questa regione è specializzata in produzioni intensive rivolte all’export. Qui è dove il “Cinipede galligeno” causa maggiori danni. Un recente studio scientifico pubblicato sulla rivista Scientia Horticulturae ha dimostrato che, su  circa 700 aziende agricole specializzate in produzione di castagne, oltre il 70% dei castagni presenti soffriva di questa malattia. Il batterio causa non solo una minore produzione, ma anche l’uso inefficiente delle risorse tra cui principalmente l’acqua.

 

Se da un lato la Turchia ha preferito investire in varietà di castagne per incrementare la produzione, l’Italia protegge i suoi territori e le sue varietà con produzioni di nicchia, attraverso le indicazioni geografiche: Castagna di Montella IGP, del Monte Amiata IGP, di Cuneo IGP e Vallerano DOP. Per esempio, la Castagna di Montella IGP ha una produzione annuale di 7mila tonnellate e per oltre il 75% è destinata all’export tra mercati oltreoceano e in Europa.

La limitata produzione e il forte interesse dal mercato globale ha fatto sì che la produzione intensiva non sia necessaria per valorizzare il prodotto e proteggere il paesaggio.

La produzione di castagna in Europa è un caso studio per comprendere come la produzione di nicchia e ben commercializzata possa essere interessante sia dal punto di vista economico che culturale.

 

 

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