storie dalla terra

Storie dalla Terra: il vino in Georgia

IL VINO IN GEORGIA

Racconti di grandi e piccoli agricoltori da tutto il mondo. La rubrica si concentra sulle storie di agricoltori e agricoltrici, prodotti e territori in Europa. Racconteremo come le pratiche, i saperi di colture o animali d'allevamento si stiano evolvendo nel Vecchio Continente analizzando sistemi agricoli innovativi e tradizionali assieme alle politiche pubbliche Europee.

In Georgia si produce vino da otto mila anni. I Georgiani invecchiano il vino in grandi vasi di terracotta - anfore - chiamati “kvevri”. Le anfore vengono sotterrate per permettere i processi di fermentazione e invecchiamento dei vini, sia rossi che bianchi, o i più famosi vini ambrati o “Orange wines”. Questo sistema garantisce un processo naturale – vini naturali – e sviluppa caratteristiche uniche e differenti dall’invecchiamento in botte. I vini naturali si differenziano da quelli tradizionali in quanto vengono prodotti senza l’utilizzo di additivi e solfiti.

 

Oggi, in alcuni angoli delle regioni di Guria, Kakheti, Imereti e Kartli si continua a produrre così.  Qui esistono oltre 400 varietà di uva tradizionali, ma oggi ne vengono prodotte solo 38. Qui prevalgono i vini ambrati – più richiesti dal mercato internazionale - oggi tra le varietà più prodotte vi sono: Kisi, Saperavi, Tsinandali, Mtsvane e Rkatsiteli. Unica è anche l’unione che trovano i viticoltori e gli artigiani della regione, infatti le “kvevri” sono prodotte da artigiani locali.

 

Ai tempi dell’Unione Sovietica, la produzione del vino in Georgia era supportata dalle politiche comuni, promuovendo lo sviluppo di grandi cooperative agricole. Oggi si rischia di perdere questo patrimonio a causa della diffusione di varietà straniere e metodi di produzione e di trasformazione più moderni. Inoltre, l’abbandono dalle campagne da parte dei giovani mette a rischio non solo l’agricoltura, ma anche l’artigianato riducendo sempre più la produzione delle preziose anfore.

 

Il rilancio sul mercato europeo e globale è supportato da alcune cooperative locali e da fondazioni, come Slow Food Foundation for Biodiversity. Oltre a queste iniziative esistono anche realtà differenti supportate da singoli imprenditori stranieri che investono in Georgia. Un esempio è l’azienda americana Pheasant’s Tears – tradotto lacrime dei contadini – che grazie all’entusiasmo del suo proprietario John Wurdeman è riuscito a valorizzare questo patrimonio nel mercato globale principalmente con due vini locali: il Rkatsiteli – vino di colore ambrato dalla buona struttura e il gusto floreale - e il Mtsvane – vino fruttato e aromatico il cui nome significa “giovane e verde”.

 

 

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