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Storie dalla terra: il tè in Nepal

LA RIVOLUZIONE DEL TÈ IN NEPAL

Il tè nepalese farà sicuramente parlare di sé nei prossimi anni, una nuova generazione di agricoltori ha infatti cominciato a piantare questa coltura su versanti simili a quelli indiani dove da oltre un secolo si coltiva il famoso Darjeeling. Nel Bengala occidentale il tè arrivo grazie al botanico Robert Fortune, che fu in grado nel 1848 di portare delle piantine vive di tè dalla Cina con l’obiettivo di creare un nuovo business sotto il controllo della corona britannica. Non fu un processo senza intoppi, fu solo infatti dopo diversi anni dall’importazione che si poté far crescere quello che è considerato uno dei migliori tè al mondo, da alcuni perfino soprannominato lo “Champagne dei tè”.

La pianta del tè (Camellia sinensin Kuntze) appartiene alla famiglia delle Theaceae e al genere Camellia, può crescere fino a due metri di altezza ma per semplificare la raccolta si sceglie solitamente di mantenere la pianta a forma di basso cespuglio. È coltivata nelle zone tropicali e subtropicali dove le precipitazioni sono abbondanti e le temperature restano tra i 10° e i 30° e può crescere anche ad altitudini elevate come nel caso del Nepal.

Il tè come lo conosciamo noi deriva dai germogli e dalle foglie di questa pianta e sono poi le lavorazioni successive che determineranno le diverse tipologie.

Il Nepal, che presenta condizioni climatiche ed ambientali molto simili al Bengala occidentale, potrebbe diventare il nuovo produttore di punta del tè himalaiano. I coltivatori di tè hanno a disposizione piante più giovani che crescono in suoli fertili e offrono al mercato un prodotto di eccellente qualità ad un terzo del prezzo rispetto a quello indiano.

I tè nepalesi non arrivano alla grande distribuzione perché non sono ancora così conosciuti e le quantità prodotte al momento sono limitate, ma gli esperti del settore sono entusiasti del nuovo prodotto.

Il futuro del tè nepalese sembra molto promettente e le prospettive per i contadini locali sono interessanti per lo sviluppo di un settore che non è mai riuscito a decollare. Starà a loro ora sfruttare questa occasione. 

 

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