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Storie dalla Terra: il cacao in Cameroon

STORIE DALLA TERRA

La rubrica mensile “Storie dalla terra” racconta le storie e territori di agricoltori e agricoltrici da tutto il mondo mostrando i loro stili di vita, lavoro, tecniche e prodotti.

 

IL CACAO E IL CAMEROON

 

In tutto il mondo, il 90% del cacao viene coltivato in piccole aziende familiari da 2 a 5 ettari, mentre solo il 5% proviene da grandi piantagioni di 40 ettari o più. La produzione di cacao fornisce mezzi di sostentamento tra 40 e 50 milioni di agricoltori, lavoratori rurali e le loro famiglie nel Sud del mondo. Con circa 180.000 tonnellate, il Cameroon è il quarto produttore dopo la Costa d'Avorio, Ghana e Nigeria. La produzione di cacao è stata introdotta nella zona costiera del Cameroon dal 1892 dal Sud America. Entro il 2020, il Cameroon prevede di produrre 600.000 tonnellate di cacao in tutto il paese. Quasi 800 scuole di agricoltori che apprendono buone pratiche agricole sono coinvolte e assistono i coltivatori di cacao. Obiettivo: cambiare la cattiva reputazione del cacao camerunese. La cattiva reputazione del cacao camerunese è data dall’odore di fumo e catrame dovuta alla gestione delle fermentazioni. La fermentazione è solo un passaggio nella produzione del cacao che necessita agricoltori e trasformatori esperti per elevarne il prodotto.

 

DALLA CABOSSE AL CIOCCOLATO

 

Coltivare il cacao è un duro lavoro manuale e richiede molta manodopera. La cura e la raccolta delle “cabosse” - ovvero il frutto - richiedono un'attenzione continua e costante. L'albero di cacao fiorisce e porta frutti durante tutto l'anno. Produce grosse cabosse, che devono essere tagliate dagli alberi con machete o lunghi bastoni. Ogni cacao contiene circa 20-30 semi in una polpa bianca dolce - questi sono i semi di cacao. Le cabosse non maturano allo stesso tempo, gli alberi devono essere monitorati continuamente. Il cacao è anche una coltura molto delicata, facilmente colpita da cambiamenti climatici e suscettibili di malattie – come Phytophthora palmivora - e insetti – come Planococcus spp. -. Dopo la raccolta, le cabosse mature devono essere aperte per prendere i semi. I semi di cacao devono quindi essere fermentati, essiccati, puliti e imballati. Quando i semi - o volgarmente fave - sono confezionati in sacchi di cacao, gli agricoltori sono pronti a vendere il prodotto agli intermediari. Gli intermediari acquistano i sacchi di fave non trasformati e li vendono agli esportatori. Quando le fave raggiungono le aziende di trasformazione nel Nord del mondo, il cacao deve ancora essere lavorato. Le fave vengono schiacciate e arrostite e infine macinate. Il risultato viene utilizzato nella fabbricazione del cioccolato, oppure viene ulteriormente lavorato per il burro di cacao e il cacao in polvere.

 

LE COOPERATIVE DI CACAO IN CAMEROON

 

La cooperativa di Société Coopérative des Producteurs de Cacao de Mbangassina Sud (MBANGASSUD) in Cameroon è un esempio vincente di come l'agricoltura responsabile possa sfoggiare una moltitudine di benefici per le comunità, specialmente se applicata in combinazione con lo straordinario impegno e visione del gruppo. I membri hanno avviato un programma contro i due principali problemi nel mondo del cacao: Il lavoro minorile e la deforestazione. Il gruppo ha costruito negli anni nuove aule per bambini locali e distribuito materiale scolastico agli studenti. Come risultato di questi sforzi, oltre l'80% dei bambini locali ora frequenta la scuola. Il monitoraggio del progetto implementato da Rain Forest Alliance non solo ha creato un comitato di sorveglianza per combattere il lavoro minorile, ma anche per contrastare la deforestazione. Ogni anno in media sono migliaia gli ettari di foreste protette o no che vendono dai alle fiamme con la tecnica di slash and burn – tradotto taglia e brucia – per dare spazio alla coltivazioni di cacao. Il monitoraggio e i co-investimenti in progetti di sviluppo e di protezione delle foreste si stanno rivelando la soluzione alla produzione di cacao che ogni anno aumenta insieme alla crescente domanda proveniente non solo più da Europa e USA, ma anche dal nuovo grande amante del cacao: la Cina.

 

 

Fonti e approfondimenti:

 

 

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