l'uva da tavola

Rispettare “l’etichetta” giova alla natura e all’uomo: l’uva e la produzione sostenibile

La coltivazione dell’uva da tavola comporta rischi sia per il territorio che per l’uomo.

I rischi per il territorio sono dovuti all’uso delle risorse naturali, fossili, chimiche e biologiche. I rischi per l’uomo invece derivano dall’uso di sostanze potenzialmente nocive che possono mettere a repentaglio la salute degli operatori, dei consumatori e dei residenti, se non vengono utilizzate correttamente, ossia se non vengono seguite  le indicazioni di buona pratica agricola riportate in etichetta.

L'agricoltura sostenibile nasce dall’esigenza di creare un equilibrio tra rispetto dell’ambiente, sicurezza degli alimenti e redditività delle aziende.

Molti esperti sostengono che la gestione sostenibile della coltivazione dell’uva da tavola sia la condizione per la sopravvivenza della coltura in alcuni territori particolarmente sensibili al rischio ambientale, dove la coltura è concentrata su superfici elevate.

Ma in un mercato che pretende prezzi sempre più bassi, i produttori che adottano programmi di sostenibilità hanno dei vantaggi? Sembrerebbe di sì, soprattutto nel medio-lungo periodo.

Perseguendo  un programma di sostenibilità, l’imprenditore agricolo trae vantaggi personali, professionali  ed economici.

Questo perché possono essere raggiunti i seguenti obiettivi:

  • costi di produzione più bassi, se le scelte sono realizzate seguendo analisi di costi-benefici, programmi di governance che prevedano la riduzione dei costi assicurativi, benefici fiscali e supporti finanziari, come ad esempio i Piani di Sviluppo Rurale;
  • maggiori produzioni, grazie al miglioramento della fertilità  e della qualità alimentare;
  • il rafforzamento delle multifunzionalità aziendali, attraverso la promozione di attività culturali, ricreative, turistiche e di tutela paesaggistica;
  • il miglioramento della sicurezza alimentare che oltre ad aumentare la fiducia del consumatore nei confronti dell’attività agricola rafforza il potere contrattuale dell’imprenditore agricolo al fine di ottenere un prezzo migliore.

Ci sono alcuni vantaggi inoltre che possono essere trasferiti, oltre che al consumatore del prodotto biologico, anche all’intera collettività, ossia gli effetti positivi della produzione sostenibile sulla qualità delle acque, dell’aria, sulla biodiversità e, più in generale, sulla qualità dell’ambiente.

Insomma le condizioni per un ritorno ad un processo meno invasivo per l’ambiente e per l’uomo ci sono tutte e il consumatore può guidare questo processo scegliendo ed acquistando solo quello che è fatto secondo le regole ed il beneficio è per tutti. L’uva avrà molto più sapore!

Se volete approfondire la tematica riguardante la produzione sostenibile dell’uva da tavola, non perdetevi il capitolo Produzione sostenibile di Ettore Capri e Angelo Moretto, presente nel volume digitale “l’uva da tavola” della collana Coltura & Cultura.

 

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