il carciofo e il cardo

Quante varietà di carciofi? Ad ognuno il suo

Il carciofo è un ortaggio molto ricercato per i suoi elevati pregi organolettici.

Non tutti sanno che è stato merito proprio degli orticoltori italiani averne promosso la diffusione attraverso un’accurata scelta di biotipi, che da tempo caratterizzano le diverse aree regionali di produzione di questo vegetale, definito il principe degli ortaggi invernali.

L’Italia ne detiene il primato mondiale a livello di produzione: le zone di maggior coltivazione sono la Sicilia, la Sardegna e la Puglia. Due varietà di carciofi “il Tondo di Paestum” e la Mammola romanesca” hanno ottenuto l’indicazione Geografica Protetta (IGP) mentre al carciofo “Spinoso di Sardegna” è stata riconosciuta la Denominazione di Origine Protetta (DOP).

La produzione di carciofi in Italia è di circa 500.000 tonnellate, di cui il 35% in Puglia, il 32% in Sicilia, il 21% in Sardegna, il 7% in Campania e il 4% nel Lazio, su una superficie totale coltivata a carciofi di circa 47.000 ettari.  La cinaricoltura italiana è modello di riferimento per gli altri Paesi per l’importante ruolo svolto dalla ricerca negli ultimi 50 anni e lo stretto rapporto con il mondo della produzione che hanno favorito l’introduzione di innovazioni nella tecnica colturale.

Le varietà che si coltivano in Italia possono essere classificate, in base alle caratteristiche agronomico-commerciali in due grandi gruppi: al gruppo autunnale di varietà, dette anche rifiorenti, appartengono tipi la cui produzione si verifica da ottobre-novembre e continua in primavera fino a maggio, dopo una stasi invernale. Queste varietà presentano un capolino medio-piccolo e quella che appare dopo l’inverno viene destinata all’industria conserviera per la surgelazione e l’inscatolamento. Le varietà del gruppo primaverile, da febbraio-marzo fino a maggio-giugno, sono coltivate nelle aree costiere dell’Italia centro-settentrionale con la produzione più pregiata, caratterizzata da capolini più sviluppati.

Tra le più di 90 varietà di carciofo coltivate nel mondo si distinguono le varietà spinose da quelle inermi, cioè senza spine. Alle prime appartengono lo spinoso sardo con una grossa spina giallastra terminale, lo spinoso di Liguria e lo spinoso di Palermo, di forma più ovoidale. Quelli inermi sono il romanesco dai grossi capolini sferici, il violetto di Toscana (Nuove selezioni in Toscana - Ricerca), primaverile, il precoce di Chioggia, il violetto di Catania e il violetto di Provenza, rifiorente tutto l’anno.

Per conoscere meglio le zone vocate alla coltivazione basta consultare i capitoli del volume “il carciofo” della collana Coltura & Cultura. Clicca sulla regione che ti incuriosisce di più: Puglia - Sicilia - Sardegna - Campania Lazio.

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