il riso

Quando il riso diventa sexy

Il riso è uno dei cibi più popolari e può essere preparato in tanti modi, sia come piatto base sia come ingrediente per ricette ben più elaborate. Visto il suo utilizzo, è difficile immaginarlo come qualcosa di provocante, figurarsi sexy. Ma c’è stato un film che ne ha radicalmente cambiato l’immagine. Nell’immediato dopoguerra, nell’Italia degli stenti, divenne molto importante la figura della mondina, ovvero la lavoratrice stagionale delle risaie. Un lavoro faticoso e poco retribuito, con l’obiettivo di proteggere le piantine di riso dalle erbacce infestanti che ne minacciavano la crescita. Un mestiere che obbligava a trascorrere intere giornate con l’acqua alle ginocchia e la schiena piegata e che si completava nei 40 giorni della stagione della monda, da fine aprile a inizio giugno.
Questa realtà venne raccontata nel film-capolavoro Riso Amaro di Giuseppe De Santis (1949), in cui si intrecciano le storie di Francesca e Silvana. La prima è una giovane delinquente, la seconda (interpretata dalla bellissima Silvana Mangano) è una mondina che scopre le tentazioni di una vita agiata grazie a una condotta truffaldina. Nel corso del film, tra intrecci di vario genere, le due si scambiano i ruoli e Silvana diventa l’amante di Walter, delinquente che aveva intenzione di rubare il riso che le mondine stavano faticosamente proteggendo. Il piano viene svelato e il film termina con la morte di Walter e della stessa Silvana.
Nell’immaginario collettivo, tuttavia, resta l’immagine provocante della Mangano, che le è valsa la nomea di sexy-mondina. Un’immagine simbolo del nostro cinema, vera icona del periodo insieme a Sofia Loren, che ha trasformato anche l’immagine del riso stesso, diventata più moderna, perfino seducente ma anche onesta, visto che il principio del puro piacere viene condannato e sconfitto perché effimero.
Come ha scritto Otello Martelli, l’atmosfera sensuale e umida non deve far passare in secondo piano le scene descrittive come l’arrivo in camion presso la cascina, le stanze fatiscenti, le cantine, i granai soffocanti e l’acqua sporca. Anche per questo affascinante incrocio tra seduzione e realtà, Riso Amaro resta uno dei film italiani più noti a oltre 60 anni dalla sua realizzazione. In fondo, era la rappresentazione di un’esistenza umana che si confonde con semi, piante, terra e acqua. Una realtà simboleggiata dal riso. Un riso quantomai sexy.

Per approfondire l’argomento, potete consultare il capitolo Cinema di risaia presente nel volume digitale "il riso" della collana Coltura & Cultura.

 

Vota il contenuto:

Voti totali: 8225

 

Coltura & Cultura