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Piante tossiche e ortaggi: occhio alla confusione

Mandragora confusa tra gli spinaci; colchium autumnale mangiato invece dello zafferano. Le ultime notizie riportano di casi più o meno gravi di persone che sono state avvelenate per l'assunzione di organismi tossici invece che di ortaggi o alimenti ritenuti innocui. Due di questi casi hanno coinvolto la mandragora, che contiene alcaloidi in grado di provocare allucinazioni e, nei casi più gravi, convulsioni e coma. Due coniugi sono invece deceduti per aver mangiato un risotto con un fiore tossico (il colchium autumnale) invece dello zafferano sevatico. La pianta, che cresce spontanea nei prati, può uccidere per avvelenamento che porta a insufficienza respiratoria o collasso cardiocircolatorio.

Le intossicazioni da vegetali

Il CeIRSA – centro interdipartimentale per la ricerca sulla sicurezza alimentare della Regione Piemonte – per prevenire e ovviare questi fatali errori, ha deciso di pubblicare un opuscolo sulle intossicazioni alimentari causate da tossine naturali presenti nei vegetali. Il Centro raccomanda di raccogliere e consumare piante, erbe e funghi solo se certi della loro commestibilità. Persino nelle verdure acquistate confezionate – come nel caso degli spinaci con la mandragora – se si notano presenza anomale, conviene non consumare il prodotto e riportarlo al punto vendita.

I dossier che sensibilizzano sui pericoli da intossicazione

L'Emerging Risks Exchange Network Report 2015, pubblicato dell'EFSA, suggerisce che tra gli 11 nuovi rischi nelle filiere alimentari, ne identifica 5 causati dal consumo di vegetali contaminanti. Dalle barbabietole crude o il mais con elevati livelli di deossinivalenolo e zearalenone nel mais italiano. Dai rischi derivanti dal consumo di funghi shiitake crudi, che portano a dermatite, alla presenza di acido ossalico nei frullati verdi in Germania. Il Centro Antiveleni di Milano, L'Ats della Brianza e l'IZSLER hanno pubblicato un documento nel 2016 intitolato “Le intossicazioni alimentari da tossine alimentari: guida al riconoscimento e alla prevenzione” destinato a cittadini, operatori del settore e studenti che illustra quali alimenti in natura possono essere dannosi per la salute e suggerendo una profilassi adeguata ai vari casi.

Le piante a rischio e quelle sane

Così, il radicchio selvatico può essere scambiato per aconito; l'aglio ursino per colchico; la genziana per il veratro; il rafano per la fitolacca; la borragine per la mandragora; il mirtillo per la belladonna; l'asparago selvatico per la ginestra odorosa. 

 

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