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Obbligatoria l'etichetta tradizionale, un passo avanti per la sicurezza

Entra in vigore oggi l’obbligo della dichiarazione nutrizionale sull’etichetta di tutti gli alimenti pronti al consumo. Fornire ai consumatori informazioni sempre più chiare, comprensibili, visibili e, in definitiva, più trasparenti, costituisce infatti un importante passo avanti per la sicurezza alimentare e permette ai cittadini di compiere scelte consapevoli nel rispetto delle proprie aspettative economiche, ambientali, sociali ed etiche.

L'ETICHETTA NUTRIZIONALE - A partire da oggi, sui prodotti confezionati dovranno essere inserite tassativamente tutte le informazioni nutrizionali ed essere ben leggibili: quindi tabelle contenenti le calorie e il valore energetico, i grassi di cui quelli saturi, i carboidrati con specifico riferimento agli zuccheri e il sale, espressi come quantità per 100 grammi o 100 millilitri. Con questo nuovo sistema, una vera e propria sperimentazione in Italia, sarà possibile indicare con chiarezza al consumatore la provenienza delle materie prime di molti prodotti come latte UHT, burro, yogurt, mozzarella, formaggi e latticini. Il provvedimento si applica al latte vaccino, ovicaprino, bufalino e di altra origine animale.

CHI E' ESENTE DALL'ETICHETTA NUTRIZIONALE - Saranno invece esentate dall’etichetta nutrizionale tutte le aziende agricole definite come microimprese e quelle che vendono direttamente al consumatore finale o a esercizi di vendita al dettaglio, purché nella stessa provincia. Una decisione giusta -sottolinea la Cia- sia per non appesantire realtà piccole e a conduzione familiare con ulteriori adempimenti burocratici, sia perché il valore “didattico” della vendita diretta consente già di far dialogare produttore e consumatore senza intermediari e quindi di conoscere origine dei prodotti, storia e valori degli agricoltori, qualità e salubrità di frutta e verdura.

QUALI SARANNO LE DICITURE SULL'ETICHETTA - 

a) "Paese di mungitura: nome del Paese nel quale è stato munto il latte";
b) "Paese di condizionamento o trasformazione: nome del Paese in cui il prodotto è stato condizionato o trasformato il latte".

Qualora il latte o il latte utilizzato come ingrediente nei prodotti lattiero-caseari, sia stato munto, confezionato e trasformato, nello stesso Paese, l'indicazione di origine può essere assolta con l'utilizzo di una sola dicitura: ad esempio "ORIGINE DEL LATTE: ITALIA". 

Se le fasi di confezionamento e trasformazione avvengono nel territorio di più Paesi, diversi dall'Italia, possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture: 

- latte di Paesi UE: se la mungitura avviene in uno o più Paesi europei;

- latte condizionato o trasformato in Paesi UE: se queste fasi avvengono in uno o più Paesi europei.

Se le operazioni avvengono al di fuori dell'Unione europea, verrà usata la dicitura "Paesi non UE".
 

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