la fragola

O grande, o buona?

Per quasi cento anni si è cercato di aumentare le dimensioni e la consistenza dei frutti della fragola. Ancora negli anni Settanta, un frutto pesava mediamente 10‐14 grammi, ma dopo 25 anni di attività di breeding i frutti pesano in media 30‐31 grammi. Tanto che c’è persino qualcuno che pensa che subiscano chissà quale trattamento per essere così “gonfiate”. In realtà, si tratta di varietà geneticamente caratterizzate da frutti molto grossi.
Tutto questo sforzo di miglioramento genetico serve innanzitutto per abbassare i costi di raccolta, che incidono per ben oltre il 50% sui costi di produzione. Nel 1985 uno studio dimostrava che l'aumento di un solo grammo nel peso del frutto consentiva al produttore di risparmiare un milione di vecchie lire per ogni ettaro di raccolto.
L’aumento della consistenza ha poi permesso di ridurre gli scarti, molto alti con un frutto in origine così fragile, e di allungarne la “vita” dopo la raccolta. Complessivamente, dunque, si è riusciti a contenere il prezzo di vendita.
Il problema è che nella fragola il contenuto in zuccheri diminuisce con l'aumentare delle dimensioni del frutto. E che per avere un frutto più grande e consistente è necessario che le pareti delle sue cellule siano più spesse, con lo svantaggio di trattenere le molecole responsabili degli odori e dei sapori al loro interno. Risultato: fragole grandi e turgide, ma meno buone.
Per fortuna, non siamo condannati ad avere fragole grandi che sanno di poco.
Gli istituti di ricerca per la frutticoltura, come quello del C.R.A. di Forlì, un Istituto pubblico che coordina vari progetti sia pubblici che privati con organismi produttivi e commerciali, stanno ormai riuscendo a risolvere la dicotomia "o grande o buona". E i breeder italiani non sono soli: in ben 50 paesi ci sono istituti di ricerca impegnati nel miglioramento genetico della fragola.
La nuova varietà spagnola Candonga, ad esempio, adatta alla coltivazione nelle regioni meridionali, produce frutti grandi ma di gusto eccellente. Frutti grandi e di gusto buono sono già prodotti anche da varietà italiane più “settentrionali” come Clery, Tecla e Queen Elisa.
Per saperne di più consulta il capitolo Aromi e sapori del volume "la fragola" della collana Coltura & Cultura. Se vuoi approfondire i temi legati alla ricerca, invece, clicca qui.

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