il melo

Nuove e gustose varietà, a chi il merito?

La mela è molto più di un frutto. Simbolo del desiderio e del peccato fin dai tempi di Eva, evocazione della femminilità, con le sue cavità e semi. Ma di mela non ce n'è una sola.

E’ vero che negli ultimi anni l’amore per “il vintage” ha investito anche la frutta, facendone riscoprire i legami con le tradizioni ma dobbiamo ringraziare la ricerca più avanzata se oggi abbiamo a disposizione un’ incredibile varietà di questo frutto. In passato ci sono state le mele della fame, sul cui sapore sorvoliamo, e le sciccose varietà delle dimore aristocratiche, nei cui giardini si collezionavano come figurine le creazioni dei giardinieri di corte.

Oggi, gli agronomi nei centri di ricerca creano nuove varietà, che sorprendono per il sapore – croccanti, succose, aromatiche – ma anche per le proprietà nutrizionali e salutistiche. Le dolci Gala e le croccanti Fuji, ottenute per la prima volta nella metà del secolo scorso, sono ormai un classico. Tra le ultime nate, poi, ci sono le Pink Lady dal sapore accattivante e dall’originale colore rosa pastello.

Ma non tutti la pensano così.

Molti, infatti, tendono a considerare le varietà attuali come povere di qualità gustative, anonime e “industriali” contrapponendole a un indifferenziato patrimonio di varietà antiche, connotate da rusticità, sapori, proprietà nutrizionali e nutraceutiche.

Al contrario, invece, le varietà più recenti hanno un profilo gustativo altrettanto vario e non inferiore alle varietà diffuse nei secoli passati.

Si parla tanto di innovazione ma concretamente, nel settore della melicoltura, cosa sta accadendo?

Tutto nel capitolo Innovazione varietale  del volume “il melo” (collana Coltura & Cultura).

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