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Numeri e luoghi comuni da sfatare dell'agricoltura italiana

Guai a pensare che l’agricoltura non sia un asset strategico per il Paese. Il contributo che può offrire in termini economici, ambientali e per la tenuta del tessuto sociale non ha eguali. Il settore primario si muove ancora a meno del 50% del suo potenziale ma – come si attiene alla fotografia scattata dalla Cia-Agricoltori Italiani durante la sua Assemblea nazionale - con poche misure ben mirate, è nelle condizioni di raddoppiare il proprio valore complessivo e garantire almeno 100 mila nuovi posti di lavoro.

Ecco alcuni numeri che danno l'idea della situazione nel primario:

Sono 5 i titolari d'azienda “under 40” ogni 100 “over 65”

La terra costa in media tra i 18 e i 20mila euro a ettaro, contro i 5.500 della Francia e i 6.500 della Germania

90 sono le giornate medie all'anno in cui un agricoltore è impegnato a svolgere pratiche e adempimenti di legge

165 miliardi è il valore complessivo della produzione italiana di agroalimentare

38 miliardi è il valore dell'export, per meno di 200 prodotti che volano nel Mondo, a fronte dei 5847 tra cibi tradizionali e denominazioni di origine

70 miliardi di euro è il potenziale delle esportazioni nel Mondo

10 centesimi, è ciò che va nelle tasche dell'imprenditore agricolo su ogni euro di utile nel settore

E questi sono i luoghi comuni, da sfatare una volta per tutte:

- L’agricoltura ha un alto impatto ambientale: In realtà il settore, oltre a fornire un contributo insostituibile alla costruzione del paesaggio e per stabilizzare e consolidare i versanti contro il rischio idrogeologico, tramite metodi colturali sostenibili mitiga l’effetto serra, produce energie rinnovabili e ha un ruolo fondamentale nell’assorbimento di anidride carbonica;
 
- Il successo del km zero: Raccontata come la panacea alla crisi commerciale dell’agricoltura e dell’agroalimentare italiano, oggi genera meno dello 0,4% del fatturato complessivo mosso dal settore;
 
Il “boom” dei giovani: Anche se le start-up aumentano, il ricambio generazionale nei campi è ancora fermo sotto il 6% e su ogni 100 iscritti alla Facoltà di Agraria solo 2 studenti approdano alla Laurea;

La piaga del caporalato: A fronte di alcune decine di casi in cui è stata accertata questa odiosa pratica, oltre un milione di imprenditori agricoli sono perfettamente in regola con le vigenti normative che regolano la materia del lavoro nelle aziende.

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