l'ulivo e l'olio

L'olivo dei monaci

Tratto da: Olio Officina Magazine, di Luigi Caricato

 

Chiostro di San Giovanni a Saluzzo, nella foto di Silvia Ruggieri. Al centro, un albero di ulivo. I Domenicani, come pure altri monaci, salvarono l'olivicoltura in tempi difficili, di grande crisi, come quello immediatamente successivo alla caduta dell'Impero Romano

E' da visitare la Chiesa di San Giovanni a Saluzzo. I Domenicani hanno lasciato un segno di grande civiltà sin dal 1325. Ci sono stati molti cambiamenti strutturali nel corso dei secoli. Fino alla costruzione del Duomo, la Chiesa di San Giovanni era l'edificio religioso più importante della città.

Non poteva certo mancare nel chiostro la pianta altamente simbolica dell'olivo, nonostante la città sia collocata in un territorio climaticamente poco vocato all'olivo, in provincia di Cuneo; ma anche in passato non mancava una olivicoltura, seppure marginale, in Piemonte.

Per saperne di più, è sufficiente consultare gratuitamente il volume L'ulivo e l'olio, nel sito di Coltura & Cultura, dove si scopre l'importanza e la centraltà del monachesimo nella cura e salvaguardia degli olivi, soprattutto nel corso del Medioevo, epoca di grande crisi per la coltivazioone degli olivi dopo la caduta dell'Impero Romano.

Per saperne di più, dunque, è bene leggere il capitolo "Olio nella religione" e quello intitolato "Olivo in Italia settentrionale". Intanto, c'è modo di contemplare la foto di Silvia Ruggieri, ma è bene fare un salto a Saluzzo.

 

Luigi Caricato - 26-05-2014 - Tutti i diritti riservati

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