le insalate

L'insalata che guarisce

insalate, lattuga, rucola, cicoria, indiviaBasta osservare una qualsiasi pausa pranzo per comprendere l’importanza dell’insalata nel nostro paese. Resta uno dei piatti preferiti, creato con un mix di prodotti sempre più sorprendente. Tuttavia, vi sono alcuni elementi che offrono particolari benefici.

Un esempio è la lattuga, ottima fonte di molecole antiossidanti: stando agli studi condotti in campo animale, se assunta in quantità adeguata e prolungata, può ridurre il rischio di malattie cardiocircolatorie. Inoltre, è ricca di fibre (come la valerianella e la rucola) ma con una grande concentrazione di acqua (96%). In più, contiene elevate quantità di potassio e minerali come calcio, fosforo, magnesio e zolfo, oltre alle vitamine D, E e K.

Ma se non piacesse la lattuga? La cicoria, molto apprezzata dagli antichi greci per le sue qualità terapeutiche (è considerata un ottimo depuratore di sangue e Galeno addirittura la definiva la “miglior amica del fegato”) contiene sali minerali in grandi quantità (calcio, ferro e potassio in particolare), oltre alle vitamine B, C e K. Ma la cicoria è famosa (e fin dal XVII secolo) anche come surrogato del… caffè. Nel 1806, Napoleone vietò ogni importazione di prodotti provenienti dall’Inghilterra e dalle sue colonie, e così contribuì alla diffusione del caffè di cicoria, dal retrogusto piuttosto amaro.

E se nemmeno la cicoria facesse godere il vostro palato, allora val la pena provare l’indivia, abitualmente utilizzata dagli antichi egizi, greci e romani come pianta medicinale, in quanto molto ricca di potassio, ferro e calcio. Il sapore è piuttosto amaro, fatto che la rende indicata per stimolare la secrezione della bile e prevenire i calcoli biliari. Molto leggera e rinfrescante (93% di acqua), piace a chi sta seguendo una dieta perché apporta pochissime calorie (16 kcal/100 g).

Infine, la rucola, particolarmente utilizzata nella cucina italiana (e più in generale in tutta l’America Latina e l’Europa meridionale). Pianta erbacea conosciuta fin dai tempi antichi, è originaria del bacino del Mediterraneo e dell’Asia occidentale. Gli antichi Romani le attribuivano perfino proprietà afrodisiache e per questo ne consumavano anche i semi. Al principio era apprezzata soprattutto per le sue virtù medicinali, visto quanto è ricca di calcio. Le sue foglie sono molto ricche di ferro e vitamina C e per questo in passato era impiegata per combattere lo scorbuto. Inoltre, per quanto riguarda i minerali, contiene elevate quantità di potassio, ferro, magnesio e selenio. Un recente studio ha dimostrato che i suoi composti presentano un’attività anticancerogena e antinfiammatoria, anche per patologie infiammatorie croniche della pelle come la psoriasi. Ahinoi, tra le insalate è anche la più calorica (circa 25 kcal/100 g).

Se volete approfondire la tematica riguardante i valori medicali dell’insalata, non perdetevi il capitolo Insalata, fitoterapia e medicina di Mariangela Rondanelli, Annalisa Opizzi e Francesca Monteferrario (volume digitale “le insalate” – collana Coltura & Cultura)
 

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