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L'export food made in Italy: una moda che non passa

I dati e i numeri sulla produzione e l'export del food Made in Italy nel mondo non accennano a diminuire. Il cibo italiano nel mondo rappresenta ancora oggi un'eccellenza di qualità, sicurezza alimentare e rispetto delle tradizioni, ma di questo spesso il nostro paese non riesce a fare tesoro come dovrebbe.

Agroalimentare nel mondo

L’agroalimentare Made in Italy nel mondo è in crescita e vale oggi ben 41 miliardi di euro, come dimostra la ricerca “L’agroalimentare italiano nel mondo” della Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi, realizzata con Promos, azienda speciale per le attività internazionali. Sulla base di dati Istat, lo studio ha confermano anche l’incremento dell’export food Made in Italy. Tra i prodotti italiani più esportati all'estero abbiamo al primo posto cioccolato, caffè tè e piatti pronti con un fatturato di 6,7 miliardi di euro. A seguire nella speciale classifica ci sono i vini con circa 6 miliardi di fatturato, il pane, pasta e farinacei con 3,7 miliardi di euro, prodotti non lavorati da colture permanenti (tra cui uva, agrumi) con 3,5 miliardi e infine frutta e ortaggi lavorati e conservati con 3,4 miliardi di euro di fatturato.

L’ombra dei dazi sull’export del food Made in Italy

Secondo un'analisi della Coldiretti elaborata su dati Istat dei primi mesi del 2018, è infatti record storico per il Made in Italy agroalimentare nel mondo, con le esportazioni che arrivano a far registrare un incremento del 4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Se  vero che due terzi di queste esportazioni sono dirette a paesi europei, non si può dimenticare che invece il principale mercato del cibo italiano fuori dall'Unione eurpea resta quello degli Stati Uniti. La situazione riguardante l'export del food Made in Italy in questo momento preoccupa non poco il Governo italiano e di conseguenza chi produce e vive di agroalimentare, dopo la presa di posizione di Trump sull'aumento dei dazi commerciali e il conseguente braccio di ferro con il resto del mondo. Una prospettiva poco allettante per il Made in Italy e le sue esportazioni agroalimentari negli Stati Uniti, paese che ricordiamo detiene ancora oggi il terzo posto tra i principali italian food buyer, dopo Germania e Francia.

Cucina italiana sul tetto del mondo

I numeri riguardanti l'export del food Made in Italy nel mondo sicuramente hanno agevolato anche il fenomeno della ristorazione italiana all'estero. Secondo una  ricerca di Alma (Scuola internazionale di cucina italiana) e Deloitte, il mercato della ristorazione mondiale vale 2.210 miliardi di euro, con uno sviluppo negli ultimi sette anni del +4,3%, il 63% di questo rappresentato dall'area Asia/Pacifico. Dopo la cucina cinese, secondo i dati della ricerca, quella italiana è per diffusione la seconda cucina del mondo. Secondo i dati di Alma e Deloitte, questo mercato della ristorazione è fortemente concentrato in paesi come Usa, Cina e India ed è destinato a crescere ancora: la previsione è del +3,1 al 2021 trainato dallo sviluppo del mercato Nord Americano.

Cosa scelgono gli italiani?

Che il cibo italiano sia tra le prime scelte per la ristorazione all'estero è ampiamente dimostrato, ma nel nostro paese qual è oggi la situazione? Gli italiani cosa amano mangiare, prodotti locali o di importazione estera? Nonostante il numero sempre più corposo di locali con cucina internazionale che hanno invaso le nostre città, i dati sembrerebbero essere a favore dei piatti di produzione italiana. Secondo Confcooperative, sempre più consumatori scelgono oggi la sostenibilità, la tracciabilità della filiera agricola e il rispetto per la salute e le previsioni per i prossimi anni, vedono sulle tavole di 9 italini su 10 prodotti Made in Italy. La domanda da rivolgere alle istituzioni competenti è: quando riusciremo ad avere consapevolezza di tutto questo, a investire e rivalutare la produzione locale e il commercio dei nostri prodotti? Un pò di consapevolezza in più non guasterebbe.

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