il pesco

La ricchezza della pesca

Quando si effettuano indagini sul gradimento dei diversi frutti, la pesca risulta sempre in testa alle classifiche per la ricchezza del sapore, della succosità e dell’aroma. Le pesche vengono utilizzate come frutta fresca o per la preparazione di succo e frutta sciroppata, mentre alcune specifiche varietà vengono impiegate per la preparazione di confetture, in modo da poter trarre beneficio dal valore nutritivo di questo frutto, tipicamente estivo, durante tutto l’anno.

Le pesche a polpa gialla hanno un sapore gradevole, profumato e più o meno dolce o acidulo, mentre quelle a polpa bianca sono particolarmente profumate, succose, dolci e con gusto aromatico. In entrambi i casi, è particolarmente apprezzata la capacità dissetante e il contenuto energetico relativamente basso (30 kcal/100 g) che consente di inserirla nella propria dieta, in quanto ricca di sapori e vitamine, ma povera di zuccheri e grassi (0,1g%).  In generale, le pesche sono mediamente composte dal 90% di acqua, 6% di zuccheri semplici (saccarosio e fruttosio), 0,8% di proteine, 0,1% di grassi, 1,6% di fibra, 0,7% di acidi liberi, 0,3% di sali minerali.

La presenza di zuccheri è comunque molto importante per la contrazione muscolare e per il funzionamento di due tipi di cellule: quelle del cervello e dei globuli rossi del sangue che utilizzano prevalentemente il  glucosio per il loro metabolismo. Infatti, dopo un pasto ricco di zuccheri, si evidenzia una maggiore produzione cerebrale di serotonina che agisce sulla sensazione di benessere e svolge un’azione antidepressiva.

La pesca contiene quindi una miscela di composti nutrienti ma, come in tanti altri frutti, ciascuno di questi non ha grande valore di per se stesso ma nel complesso dell’alimento giunto a maturazione. Il consumo di frutta è perciò prezioso per il nostro benessere non tanto per un singolo componente quanto per il sinergismo dei principi nutritivi. Nessun chimico sarebbe capace, mettendo insieme questi stessi composti, di ottenere i medesimi risultati non solo da un punto di vista nutrizionale ma anche emotivo, per la gratificazione dei nostri sensi (vista, gusto, olfatto e tatto) da cui tanto dipende il nostro benessere psico-fisico.

Un ulteriore buon motivo per mantenere le nostre abitudini alimentari mediterranee che si basano su un regolare consumo di alimenti di origine vegetale e in particolare di frutta e ortaggi. Diversi studi clinici hanno dimostrato come nemmeno il supplemento di vitamine, fibra e sali minerali favorisca il mantenimento dello stato di salute come una dieta ricca di frutta e ortaggi. Per una corretta alimentazione, la frutta fresca di stagione, appena colta e ben matura, è la fonte indispensabile per tanti preziosi nutrienti, in ogni momento della giornata.

Ma le proprietà benefiche delle pesche possono essere estese a tutta la frutta: un’assunzione più elevata è raccomandata in alcune condizioni fisiologiche come la crescita, la vecchiaia, la gravidanza e l’allattamento, in cui aumenta la richiesta di acqua, sostanze protettive e vitamine. Tale raccomandazione vale, a maggior ragione, per situazioni patologiche quali processi infettivi, terapie farmacologiche e convalescenza. Basti pensare che mangiando una pesca si rifornisce l’organismo di circa il 10% del fabbisogno quotidiano di vitamina C. Questa vitamina svolge un ruolo determinante nella protezione da infezioni di varia natura, previene la conversione, in agenti cancerogeni, di nitrati provenienti dal fumo di tabacco, dallo smog e dalle carni insaccate.

Per saperne di più sulle proprietà nutrizionali della pesca, consulta il capitolo Aspetti nutrizionali del volume "il pesco" della collana Coltura & Cultura.

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