il pesco

La pesca: origini e varietà

Il pesco è una pianta di origine cinese, ma per molti secoli fu erroneamente ritenuto che provenisse dalla Persia dove, invece, giunse solo all’inizio del secondo secolo prima di Cristo, appena prima dell’avanzata dell’esercito romano in quello che rappresenta l’attuale Iran.
Moltissime sono le leggende legate a questa pianta. Una di queste attribuisce la sua nascita ad un nocciolo che un pescatore aveva trovato nel ventre di un pesce e che aveva piantato nel suo giardino: ne nacque un albero dai fiori rosei e il frutto venne chiamato pesca per ricordare la sua origine marina.

Il pesco fu introdotto in Italia nel corso del primo secolo e, grazie ad Alessandro Magno, la sua coltivazione si diffuse in tutto il bacino del Mar Mediterraneo.
L’introduzione nel continente americano avvenne soltanto nella prima metà del XVI secolo, in seguito all’insediamento degli Spagnoli in Centro America e, molto più recente, nella metà del 1800, tramite l’importazione diretta dalla Cina negli USA.
Il pesco è una specie caratterizzata da un ampio assortimento varietale, in continua evoluzione; pertanto, per poter classificare le numerose specie presenti sul mercato, si utilizzano principalmente alcune caratteristiche del frutto, in particolare la tomentosità, il colore della buccia e della polpa, che consentono di suddividere i frutti in 5 gruppi: pesche a polpa gialla, pesche a polpa bianca, nettarine a polpa gialla, nettarine a polpa bianca, percoche.

Vengono inoltre classificate sulla base di:
epoca di fioritura: molto precoci, precoci, intermedie, tardive e molto tardive;
epoca di maturazione: extraprecoci, precoci, intermedie, tardive e molto tardive;
fabbisogno in freddo: molto limitato, limitato, medio, elevato, molto elevato;
tipo di utilizzo del frutto: consumo diretto o fresco, trasformazione industriale;
morfologia della pianta: portamento dell’albero, taglia dell’albero, fiore, fogliame.

In Italia la peschicoltura rappresenta una delle produzioni frutticole primarie. Molto ampio risulta essere anche l’assortimento varietale, disponibile per oltre 6 mesi, dalla fine di aprile con i frutti provenienti dalla coltura protetta fino a novembre con le cultivar locali siciliane.
Al sud la produzione riguarda soprattutto pesche precoci e precocissime e la quasi totalità delle percoche, mentre al Nord sono presenti le cultivar a maturazione media e tardiva, con una netta prevalenza delle nettarine. L’elevato numero di novità varietali, provenienti costantemente da tutto il mondo, ha costituito indubbiamente un forte impulso nella realizzazione dei nuovi impianti dove, accanto alle tipologie standard, si ritrovano differenti tipologie pomologiche sotto il profilo gustativo, per consistenza della polpa, forma del frutto, colore della buccia e scalarità di maturazione. Le nuove introduzioni riguardano soprattutto le pesche e le nettarine a polpa gialla, mentre poche sono ancora le nuove varietà a polpa bianca, soprattutto per la scarsa consistenza e resistenza alle manipolazioni dei frutti, nonostante le ottime caratteristiche gustative.

Per avere maggiori informazioni sull’origine e per una descrizione delle diverse varietà,  leggi i capitoli  Letteratura, pittura e cultura di Elvio Bellini e Stefania Nin e Miglioramento varietale di Elvio Bellini e Laura Natarelli (volume digitale “il pesco”, collana Coltura & Cultura)

 

 

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