l'uva da tavola

L’uva: un alimento nutraceutico

Il termine apologico “nutraceutico” (coniato per sincrasi da “nutrizione” e “farmaceutica” nel 1989 da S. De Felice) fa riferimento a quegli alimenti particolarmente ricchi in composti ad azione farmacologica la cui assunzione produce un effetto terapeutico indipendente dal valore nutrizionale.

Si tratta di cibi consolidati nella pratica sanitaria dall’uso tradizionale ma che recentemente sono stati oggetto di ricerche estensive volte a individuare i principi attivi e il loro meccanismo d’azione. Rientrano in questa categoria cibi come l’uva, la papaia, la soia, prodotti come il cioccolato fondente o spezie come il curry.

Concentrandoci sull’uva, molti studi hanno evidenziato come ogni acino sia ricco di componenti che fanno bene alla salute: una piccola farmacia a cui possiamo attingere per gran parte dell’anno! Fanno bene persino i semi d’uva: dagli estratti dei semi – che i botanici chiamano vinaccioli – si ricavano componenti per uso farmaceutico comprendenti prevalentemente procianidine ed epigallocatechine-3-gallate, che possono contribuire a inibire la crescita di diversi tipi di tumore.

Il gruppo del Prof. R. Agarwal, dell’Università del Colorado, ha realizzato sia in vitro (sulle colture cellulari) sia in vivo (sugli animali da laboratorio), studi dove  il preparato ha bloccato la replicazione dei tumori prostatici, della mammella e del colon. All’inibizione della crescita si accompagna l’induzione dell’apoptosi (morte cellulare programmata). Questi risultati sono conseguenza non solo dell’attivazione di processi bioenzimatici all’interno della cellula, ma, nell’animale in vivo, vanno ricondotti anche all’azione immunostimolante esplicata dalle procianidine contenute nei semi dell’uva.  

Per saperne di più su uva e salute leggi il capitolo Valore nutraceutico presente nel volume “l’uva da tavola” della collana Coltura & Cultura.

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