L’alimentazione del futuro: dove si mangia in modo più sano?

In molti oggi si interrogano sul futuro del cibo e su cosa arriverà sulle tavole dei nostri figli e dei nostri nipoti. Molte e diverse sono le libertà e le tradizioni per i diversi paesi del globo, in fatto di alimenti e nutrizione. Ne parla il prestigioso settimanale americano Time che dalle sue pagine, segnala uno studio dell’Università di Cambridge sulle diete più sane del mondo e un progetto fotografico su come mangiano i bambini.

Dove si segue la dieta migliore?

Nell’immaginario comune si pensa che a seguire le diete più sane e più innovative, siano uomini manager e donne in carriera dei paesi più industrializzati. Secondo uno studio dell’Università di Cambridge del 2015 non sarebbe proprio così, le diete più sane infatti sarebbero seguite in paesi del mondo del tutto inaspettati.

Guardando la classifica della prestigiosa università inglese, notiamo che nove dei primi dieci paesi si trovano in Africa, perché in questo continente il cibo è preso direttamente dalla terra e i pasti sono fatti in casa. Ortaggi, frutta, noci, legumi e cereali, alimenti base per i loro piatti, sono infatti gli stessi  inseriti nella maggior parte delle diete del mondo. 

Abitudini completamente opposte ad un paese invece come gli Stati Uniti, dove quasi il 60% delle calorie consumate provengono da alimenti ultra-elaborati e solo l'1% invece proviene da cibi più sani come le verdure.

 

Gli scatti del diario alimentare dei bambini

Nella maggior parte dei casi una buona alimentazione parte proprio dalle abitudini acquisite da piccoli. Un significativo progetto fotografico portato avanti dall’artista Gregg Segal, ha analizzato le abitudini alimentari dei bambini che spesso, se scorrette, possono aprire la strada anche a  problemi di salute cronici, come il diabete, le malattie cardiache e il cancro del colon. Quarant'anni fa, un bambino su 40 era obeso, oggi la media è aumentata arrivando a 10 bambini fortemente sovrappeso su 40.

Negli ultimi due anni il fotografo si è documentato facendo un giro intorno al mondo, chiedendo ad alcune famiglie di tenere un diario di quello che mangiavano in una settimana i loro bambini. Al termine dei sette giorni, Segal fotografava i bambini con il cibo segnalato nel diario.

Questa esperienza ha dato modo di scoprire che nonostante l’aumento dell’obesità globale e in particolare in alcune zone del mondo come gli Stati Uniti, in questi stessi posti non è ancora cresciuta la consapevolezza dei danni e dei rischi causati da alcuni tipi di prodotti e cibi trasformati. Anzi alcuni alimenti spazzatura, vivono pericolosamente ancora nell’immaginario di chi li consuma, come dei veri status symbol, a cui non si può e non si vuole rinunciare.

Per questo nel suo viaggio il fotografo Gregg Segal è stato spinto alla ricerca di regioni e comunità in cui vince ancora lo slow food e il pasto genuino, che non saranno mai sostituiti dal cibo spazzatura. Luoghi in cui i pasti cucinati in casa sono il fondamento della famiglia e della cultura, dove l'amore e l'orgoglio per quello che si produce, sono percepiti negli aromi dei cibi e anche nella crescita dei bambini, più forte e sana. L'obiettivo è ancor oggi quello di focalizzare l’attenzione sul problema e guidare al cambiamento verso uno stile di vita salubre, che esiste ancora, in alcune parti del nostro mondo. 

 

 

FONTE: Time.com

 

 

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